Guida all’acquisto| Einaudi Edition!

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Estate tempo di partenze, estate tempo di vacanze, ma soprattutto estate tempo di consigli di lettura: quante liste dei libri da leggere assolutamente sotto l’ombrellone avete già letto? Dirò una cosa: a me le liste di lettura piacciono. Certo, ci sono più liste che lettori, ma per me è l’occasione di fare il punto sulle mie letture, vedere quello che ho già letto e segnare quello che vorrei leggere.

Questa è una lista di letture Einaudi Edition, visto che dal 3 luglio fino al 31 agosto con l’acquisto di due libri Einaudi avrete in omaggio una borsa in tela con il marchio dello struzzo (c’è blu e grigia, lo dico per amore di informazione).

I più maliziosi staranno pensando: eccola, ci mancava il post marchetta, chissà quanto l’hanno pagata per dirci due titoli che potevamo cercare da soli. Mi spiace deludervi, soldi non ne ho visti, né tanto meno mi è stato chiesto: amo la Einaudi e questo lo sanno anche i sassi, ne leggo tanti e mi andava di fare una veloce guida agli acquisti visto che sono due anni che ripropongo quella dedicata agli Stile Libero ed avevo voglia di aggiornarla. Prendetevi questi consigli senza fare troppe storie.

Tre libri da poco usciti

  • «Ricordati di Bach» di Alice Cappagli. Cecilia ha otto anni quando un incidente lede il nervo di una mano e lei di tutta risposta decide di iniziare a prendere lezioni di violino. Le passioni che condizionano la vita e le segnano una volta per tutte e la tenacia che serve per dare la direzione che vogliamo al nostro destino.
  • «I valori che contano» di Diego De Silva. L’avvocato Vincenzo Malinconico è finalmente tornato, questa volte alle prese con una ragazza che piomba sul pianerottolo di casa sua in mutande e con la scoperta di quella cosa chiamata malattia che quando irrompe nella vita scombussola le carte e definisce i valori che contano, ma quelli che contano davvero.
  • «L’assassino ci vede benissimo» di Christian Frascella. Sempre in temi di ritorni, è tornato anche Contrera con un carico di guai che cresce di volta in volta, situazioni assurde in cui riesce ad infilarsi e un delitto da risolvere nel giro di una notte per evitare che la situazione degeneri fino alla follia. Egocentrico ed egoista come pochi, ma forse lo amo proprio per questo.

Tre libri ET

  • «Resto qui» di Marco Balzano. Libro del cuore numero uno (e come mai non ha vinto il Premio Strega lo avete capito?). La storia di Trina e il senso di appartenenza al proprio territorio da difendere come se fosse una persona amata.
  • «L’animale che mi porto dentro» di Francesco Piccolo. Libro del cuore numero due. Andare sotto la superficie del maschio non è cosa semplice, anche perché spesso sotto la superficie non c’è niente. Battute ovvie a parte, il maschio in tutta la sua essenza e nelle sue mille sfaccettature.
  • «Persone normali» di Sally Rooney. Libro del cuore numero tre. Su questo libro ho detto tanto, anzi ho detto troppo. Dico solo che la serie TV tratta dal libro arriva finalmente in Italia il 16 luglio sulla piattaforma Starzplay e quindi se non avete letto ancora il libro, adesso non avete più scuse.

Tre Stile Libero

  • «Insegnami la tempesta» di Emanuela Canepa. Quanto è difficile essere madri, ma spesso quanto è difficile essere figlie. Tre donne, una madre, la figlia e una suora, i conflitti tenuti dentro e che poco alla volta si svelano e soprattutto i legami e le difficoltà che spesso abbiamo nel costruirli e nel portarli avanti.
  • «L’invenzione di noi due» di Matteo Bussola. Milo e Nadia sono una coppia in crisi e Milo per riconquistare la moglie decide di scriverle delle lettere con la speranza di farla innamorare di nuovo di lui. Sarò sincera; i personaggi li avrei strangolati più e più volte durante la lettura, ma la storia è bella si legge con velocità ed interesse.
  • «Tre passi nel delitto» di Cassar Scalia, De Cataldo e de Giovanni. Questo libro è in uscita il 16 luglio ed è un libro che metto sulla fiducia che ho nei confronti di questi tre maestri del giallo italiano (potevo fare una guida senza mettere almeno un libro del maestro Maurizio? Eh no).

Chiudo alla grande, con tre libri di Cesare Pavese che non hanno bisogno di presentazioni.

Cosa resterà di questo 2019?|L’anno in pillole!

Cosa resterà di questo 2019? Compilata la classifica delle migliori letture dell’anno, un altro must del blog che amo tanto scrivere è quello relativo al bilancio dei mesi appena trascorsi: positivo o negativo? Diciamo che l’ultimo anno e mezzo per me è stato come un giro sulle montagne russe, con alti e bassi (soprattutto bassi) e con tutte le conseguenze che tali sbalzi comportano. Ci sono dei momenti in cui mi ripeto, ma chi me lo fa fare, seguiti da momenti in cui vorrei fare tremila cose al secondo e sfruttare tutte le cose belle che la vita ti offre (sono una persona abbastanza complicata, ma questa è tutta un’altra storia).

Torniamo alla domanda iniziale: cosa resterà di questo 2019? Provo a dirvelo in queste brevi pillole.

Il 2019 dei post più letti sul blog. Il blog è la cosa a cui tengo di più in assoluto (tolti gli affetti e i miei amabili libri, ovviamente). Vedere che per moltissimi è un appuntamento fisso mi rende felice in un modo che non riesco a descrivere a parole. Grazie a tutti quelli che dedicano anche un minuto del loro tempo a leggere ciò che scrivo. Grazie, ma grazie davvero. Anche quest’anno siete stati tantissimi e di seguito vi lascio i dieci post che più avete cercato, letto e cliccato durante l’anno.

  1. Il pianto dell’alba. Ultima ombra per il commissario Ricciardi. Maurizio de Giovanni. Einaudi.
  2. Il treno dei bambini. Viola Ardone. Einaudi.
  3. Tutto sarà perfetto. Lorenzo Marone. Feltrinelli.
  4. Persone normali. Sally Rooney. Einaudi.
  5. Io Khaled vendo uomini e sono innocente. Francesca Mannocchi. Einaudi.
  6. Nozze per i Bastardi di Pizzofalcone. Maurizio de Giovanni. Einaudi.
  7. Facciamo che ero morta. Jen Beagin. Einaudi.
  8. Benevolenza cosmica. Fabio Bacà. Adelphi.
  9. La compagnia delle illusioni. Enrico Ianniello. Feltrinelli.
  10. L’anno in cui imparai a leggere. Marco Marsullo. Einaudi.

Il 2019 del Salone del Libro di Torino. Non potevo non iniziare dalla cosa più bella che ho vissuto quest’anno. Il Salone per eccellenza, il sogno di ogni lettore, il mio personale mondo delle meraviglie. Ogni anno negli ultimi anni mi dicevo: il salone del libro è il mio sogno. A volte i sogni diventano realtà. Sono stati quattro giorni folli, pieni, divertenti ed emozionanti. Conoscere le persone con cui mi confronto ogni giorno in rete, abbracciare molte di queste, incontrare tantissimi autori del cuore e stazionare allo stand Einaudi per un tempo infinito, perché, diciamocelo, chissà quando mi ricapita.

Il 2019 delle iniziative culturali. Il Maggio dei Libri ed Io Leggo Perché sono diventati due appuntamenti fissi. Entrambi mirano a sensibilizzare la cultura, il primo durante il mese di maggio e il secondo per dieci giorni ad ottobre. Il primo raccontato al meglio delle mie capacità attraverso il blog e i miei canali social e il secondo fatto in prima persona ne mio paesello. Ogni tanto anche in quel posticino che mi sembra fuori dal mondo, riesco a fare delle cose.

Il 2019 del mio primo laboratorio di lettura. Chi l’avrebbe mai detto? Io no. Ho sempre ribadito l’importanza della lettura a scuola, sono quegli gli anni in cui si formano lettori. Negli ultimi anni ho impiegato tempo ed energia a proporre progetti legati alla lettura in quasi tutte le scuole del mio paesello. Ho avuto la mia buona dose di «le faremo sapere», di «sì, ma i ragazzi hanno già tanti progetti a cui partecipare», la più abusata «la scuola è senza fondi» (per quanto io di soldi non ho mai parlato). Succede ogni tanto di trovare qualche dirigente scolastico che ci crede davvero e che ti mette una scuola a disposizione. Succede che qualche docente decide di dedicare le ore di un progetto extra curricolare proprio alla lettura e succede che in men che non si dica ti ritrovi a parlare di libri davanti a una trentina di ragazzini. La ragazza timida che dice sempre no a chi le propone di presentare i libri, si ritrova così a gestire l’intero progetto. Trenta ragazzini, sessanta occhi che la guardano, sessanta orecchie che l’ascoltano: chi l’avrebbe mai detto? Io no.

Il 2019 della blogger-squad. Questa cosa è partita in un modo in cui confesso, non sapevo neanche dove mettere le mani. Facile dire, metto su una squadra di blogger per promuovere un libro alla sua uscita. Difficile era cercare le persone giuste, seguire passo dopo passo tutte le partecipanti, assicurarsi che tutto il lavoro procedesse al meglio. Alla fine si è rivelato il lavoro di squadra più bello a cui ho partecipato e di cui sono davvero molto orgogliosa (ps il libro in questione è quello di Marco Marsullo, L’anno in cui imparai a leggere, c’era bisogno di dirlo?).

Il 2019 dei film e delle serie TV. Non si vive di soli libri e anche i film e le serie TV alla fine raccontano storie che generano dipendenza. Il 2019 è stato l’anno di Downton Abbey: il film. L’ho atteso, l’ho visto con leggera malinconia e commozione e ho pensato: la serie TV era decisamente meglio, del film ne potevamo fare a meno. Sul lato serie TV invece ve ne segnalo due che per me rientrano nella categoria imperdibili. Fleabag, una commedia drammatica con una protagonista di cui vi innamorerete. Due stagioni di sei episodi ciascuno dalla durata di una trentina di minuti scarsi. Il risultato? Dopo il finale di stagione, mi trovate ancora sul pavimento del bagno a piangere come la buona Izzie Stevens ci ha insegnato. La seconda è The morning show con Jennifer Aniston, Reese Witherspoon e Steve Carrell, sul mondo dei talk notiziari in auge negli Stati Uniti e sul Metoo. Ve lo dico: questa serie crea dipendenza.

E per il 2020? Lo scopriremo solo vivendo. Buone vacanze lettori, ci leggiamo presto.

 

Il 2019 attraverso i libri| Classifica delle migliori letture dell’anno

Le classifiche di lettura di fine anno sono la cosa che più amo. Le cerco, le leggo, le commento e le critico se non vedo comparire dei libri che mi sono particolarmente piaciuti durante l’anno. Ogni volta diventa più difficile decretare i migliori libri letti negli ultimi dodici mesi, primo perché faccio tante belle letture e secondo perché a volte mi interrogo sul risultato di migliore: che vuol dire? Migliore nel senso di trama che mi ha spiazzato, per stile ineccepibile, per le emozioni che mi ha lasciato? Forse migliore è un bel mix delle cose sopra elencate e che ha all’interno altre sfumature che al momento mi sfuggono.

Passiamo alla cosa che più ci interessa: i libri. Quelli da me selezionati sono quelli che più porto nel cuore in questo momento. Ci sono degli autori che sono stati per me delle favolose scoperte, altri che sono stati delle conferme ed altri ancora di cui ho cambiato giudizio nei confronti dei loro libri.

  1. Il treno dei bambini, Viola Ardone (Einaudi)
  2. La vita bugiarda degli adulti, Elena Ferrante (Edizioni E/O) & Confidenza, Domenico Starnone (Einaudi).
  3. Persone normali, Sally Rooney (Einaudi)
  4. Ottanta rose mezz’ora, Cristiano Cavina (Marcos y Marcos)
  5. Fedeltà, Marco Missiroli (Einaudi)
  6. Almarina, Valeria Parrella (Einaudi)
  7. Svegliami a mezzanotte, Fuani Marino (Einaudi)
  8. Donne difficili, Roxane Gay (Einaudi)
  9. Benevolenza cosmica, Fabio Bacà (Adelphi)
  10. Jalna, Mazo de la Roche & È tempo di ricominciare, Carmen Korn (Fazi)

Il libro simbolo del mio 2019 è Il treno dei bambini di Viola Ardone. Simbolo perché è un libro che in molti stavamo aspettando, le aspettative nei confronti della storia di Amerigo erano alle stelle, aspettative che sono state tutte ripagate. Viola Ardone ha scritto uno di quei libri che rimarrà negli anni, fidatevi.

Secondo ex aequo (e credetemi è un caso) i libri Elena Ferrante e Domenico Starnone. Nessuno come questi due autori riesce ad incollarmi alle pagine e a farmi amare e detestare contemporaneamente i personaggi proposti. La vita bugiarda degli adulti e Confidenza non potevano non condividere la stessa posizione.

Terzo posto per Sally Rooney e il suo Persone normali. Rooney l’abbiamo conosciuta lo scorso anno con il suo caso editoriale, Parlarne tra amici. Credetemi se vi dico che con questo secondo libro Rooney si conferma essere una delle autrici più fenomenali del momento. Nessuna come lei è riuscita a spiegare gli amori disfunzionali e le dipendenze che si creano, nessuno è riuscito a dipingere così bene le relazioni dei giorni nostri.

Procedendo in classifica ci sono Ottanta rose mezz’ora di Cristiano Cavina, con una storia che definirei alquanto particolare e Fedeltà di Marco Missiroli, libro che ha diviso pubblico e critica. C’è chi lo ha amato e chi detestato: io mi sono posizionata tranquillamente nella prima sezione, Missiroli ha scritto un gran bel libro (e chi dice il contrario…).

Altri due posti per due autrici napoletane che sono diventate in poco tempo autrici del cuore. Almarina di Valeria Parrella (letto voracemente in un pomeriggio) e Svegliami a mezzanotte di Fuani Marino. Il libro di Fuani è la lettura più utile mai fatta negli ultimi anni.

Donne difficili di Roxane Gay è la prima raccolta di racconti che ho amato in tutto e per tutto (e detto da me che con i racconti proprio non ci vado d’accordo è un gran risultato), mentre Benevolenza Cosmica di Fabio Bacà è l’esordio migliore di quest’anno (questo sempre secondo me).

Chiudono sempre ex aequo due volumi di due saghe che mi hanno appassionato. Jalna di Mazo de la Roche ed È tempo di ricominciare di Carmen Korn. Di entrambi spero vivamente di poterne leggere ancora quanto prima possibile.

La mia lista è questa qui, se mi fermo un attimo mi vengono in mente altri titoli che avrei voluto inserire, quindi ora è meglio se chiudo se non voglio cambiare di nuovo per l’ennesima volta.

PS: come sempre aspetto le vostre letture e i vostri pareri.

Persone normali| Sally Rooney

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Lo scorso anno il mondo letterario ha conosciuto Sally Rooney quando è rimasto impressionato da quel caso editoriale che risponde al nome di Parlarne tra amici. Rapporti amorosi nel nuovo millennio vissuto più on-line che fuori casa, differenze tra classi sociali indifferenti per qualcuno e totalizzanti per altri e uno stile arguto che ha conquistato i lettori certi che di Sally Rooney ne avrebbero sentito parlare per molto tempo ancora.

A distanza di un anno la Rooney torna con un nuovo romanzo, Persone Normali e posso affermare senza alcun timore che se nel precedente libro ci eravamo trovati nel campo dell’ottimo, qui siamo in quello dell’eccellente e sì, scomodo il parolone che molti temono e altri abusano: capolavoro.

A mio modesto giudizio nessuno come Sally Rooney tra i contemporanei ha saputo raccontare gli amori disfunzionali in cui ci ritroviamo nostro malgrado, la dipendenze e l’ossessione che si crea tra due persone incapaci di stare insieme e ulteriormente incapaci di lasciarsi. Sally Rooney ha dato voce agli amori di una generazione, la nostra, la mia e scusate se è poco.

Venendo al libro Persone Normali che esce oggi per la Einaudi, racconta il rapporto di amicizia e amore tra Marianne e Connell e di come si evolve nel corso degli anni, da quando i due frequentavano lo stesso liceo e fino all’università.

Marianne e Connell abitano entrambi a Sligo e frequentano lo stesso liceo e al momento le analogie tra i due terminano qui.

Marianne è di famiglia benestante e ha perso il padre anni prima. La madre non si cura affatto di lei e le poche volte che le rivolge la parola è per ricordarle il fallimento della persona che diventerà; il fratello esercita su di lei una violenza fisica e psicologica per il solo gusto di tormentarla.

Lorreine, la madre di Connell, lavora come domestica nella villa di Marianne, ha avuto Connell a soli sedici anni crescendolo da sola dal momento che il padre si è chiamato fuori da qualsiasi responsabilità. Presente e iperprotettiva con il figlio, Lorreine stravede ed è orgogliosa del ragazzo che sta tirando su e non potrebbe essere altrimenti visto che Connell al liceo è tra i migliori studenti, gioca nella squadra della scuola ed è nel gruppo dei popolari a differenza di Marianne che passa le ore scolastiche in completa solitudine, ignorata da tutti e considerata affetta da qualche disturbo mentale.

Quando tra Connell e Marianne scatta qualcosa (amore? desiderio sessuale?) in un tacito accordo non rivelano nulla. Per quanto attratto da Marianne, Connell è consapevole che se a scuola si sapesse della loro legame, dovrebbe dire addio alla sua popolarità e Marianne che è al corrente delle voci che girano su di lei a scuola decide di sottostare e non dire nulla.

Passano i mesi, accade qualcosa e i due smettono di vedersi salvo poi ritrovarsi entrambi studenti al Trinity College di Dublino in una situazione completamente ribaltata. Marianne è la ragazza che tutti vorrebbero conquistare, l’anima delle feste più cool, l’amica che tutti vorrebbero avere. Connell fatica ad integrarsi in quel mondo in cui non si sente mai all’altezza, preferisce starsene sulle sue interagendo il minimo sindacale per non sembrare asociale,

Quel legame che li aveva uniti al tempo del liceo riemerge e li cattura di nuovo. Adesso non ci sono più i compagni di scuola da cui nascondersi, ma al tempo stesso Connell e Marianne rifuggono da qualsiasi tipo di definizione. Non possono definirsi amici, ma non riescono a definirsi amanti e questa sorta in indefinito li legherà per molto tempo.

A Connell pesa la sua classe di appartenenza. È consapevole che anche se sarà il più intelligente e il più preparato, il gap tra lui e la classe più ricca non si azzererà e quella sua eterna frustrazione la trasmette su Marianne, rendendola a volte colpevole di quella distanza sociale.

Marianne ha passato la vita a non sentirsi amata e rifiutata e nelle relazioni interpreta costantemente il ruolo della sottomessa, perché crede di non poter aspirare ad altro. Se passi la vita a ripeterti che non meriti di essere amata, alla fine finirai per crederci.

La potenza di Sally Rooney sta tutta qui, nel raccontare la paura delle relazioni moderne, l’ansia di chi vive stando in coppia, il non sentirsi mai all’altezza di qualcuno e il sentirsi inadeguati nelle situazioni che viviamo.

Ti amo. Non lo dico per dire, ti amo davvero. A lei tornano a riempirsi gli occhi di lacrime e li chiude. Questo momento le sembrerà di un’intensità insopportabile anche nei ricordi, ma ne è già consapevole fin d’ora, mentre sta accadendo. Non si è mai considerata degna di essere amata da qualcuno. Adesso però ha una nuova vita, di cui questo è il primo istante, e anche dopo tanti anni penserà ancora: Sì, proprio così, quello è stato l’inizio della mia vita.

  • Titolo: Persone normali
  • Autrice: Sally Rooney
  • Casa editrice: Einaudi
  • Data di pubblicazione: 21 Maggio 2019

Bilanci e propositi | Il mio 2018 in breve

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È quel periodo dell’anno in cui da una parte si stila il bilancio dei mesi appena trascorsi e dall’altra si trascrivono i buoni propositi per l’anno che sta per arrivare. Prima di questi però ecco i dieci post più letti durante il 2018.

  1. Due come loro di Marco Marsullo, Einaudi.
  2. Questo è il mio sangue di Elise Thiebaut, Einaudi.
  3. Vuoto per i Bastardi di Pizzofalcone di Maurizio de Giovanni, Einaudi.
  4. Gli spaiati di Ester Viola, Einaudi.
  5. Parla, mia paura di Simona Vinci, Einaudi.
  6. Il Purgatorio dell’Angelo di Maurizio de Giovanni, Einaudi.
  7. Cara Napoli di Lorenzo Marone, Feltrinelli.
  8. Marie aspetta Marie di Madeleine Bourdouxhe, Adelphi.
  9. Parlarne tra amici di Sally Rooney, Einaudi.
  10. Le assaggiatrici di Rosella Postorino, Feltrinelli.

Iniziamo dal bilancio. Incredibile ma vero, questo blog a cui avevo dato pochi mesi di vita è arrivato zitto zitto a raggiungere il traguardo dei primi tre anni. È un blog in continua crescita e non mi riferisco solo ai risultati che raggiunge (e di cui ringrazio voi che leggete che li permettete), ma perché grazie ad esso succedono tante cose belle legate al mondo dei libri in questo pazzo posto che è il web. Oltre alle classiche recensioni quest’anno sul blog ho raccontato Il Maggio dei Libri insieme a tanti bravissimi blogger e nello specifico ho fatto parte della squadra del #BlogNotes e per questo il mio ringraziamento va a Laura Ganzetti de Il Tè Tostato che mi ha dato questa opportunità. Per il secondo anno ho partecipato al Calendario dell’Avvento Letterario ideato da Manuela di Impression chosen from another time (il mio post lo trovate sul suo blog e grazie ancora Manu).

Su GoodBook, il portale delle librerie indipendenti italiane, continuano le mie incursioni, mentre il sito Idea Napoli dove ho iniziato a scrivere la mia rubrica CopertiNa un paio di anni fa è diventato testata registrata. Napoli quest’anno ha avuto ben due appuntamenti legati al mondo dei libri: Napoli Città Libro e Ricomincio dai libri. Potevo mai perdermi due appuntamenti del genere? Giammai. A Napoli Città Libro ho in pratica presenziato al one man show di Marco Marsullo (presentazione fai da te), stritolato in un forte abbraccio Rosella Postorino poi, snobbato Silvio Muccino, cazziato con grazia uno degli organizzatori e fatto avanti e indietro dal Complesso di San Domenico Maggiore alla Basilica che c’è di fianco perché bellissimo il Complesso non c’è che dire, ma la connessione ad internet era un miraggio e per una che fa comunicazione digitale significa starsene a girare i pollici. A Ricomincio dai Libri invece ho presenziato a un’altra presentazione di Marco Marsullo (sì, ne ho viste un bel po’), assistito alla presentazione in tandem di Maurizio de Giovanni e Diego De Silva, presenziato a un incontro con Marco D’Amore (che per me è sempre e solo Ciruzzo l’Immortale) e ogni volta che vedevo il direttore della rassegna Lorenzo Marone pensavo: certo che Marone è proprio figo.

Collegandomi a Lorenzo Marone il ringraziamento maggiore va a Feltrinelli che mi ha dato la possibilità di parlare in anteprima con lui del suo libro Un ragazzo normale al PAN, insieme a poche altre blogger (dove c’era di nuovo la mia amata Giuditta). Incontri del genere mi fanno ricordare la fortuna di fare questa cosa qui. Sempre grazie a Feltrinelli per avermi coinvolto nell’iniziativa di A libro aperto (in parole povere sono andata a fare la Ferragni alla Feltrinelli di Napoli).

Per chi non lo sapesse sono approdata su Instagram, una che non si fa foto e che non sa scattare foto sta sul social delle foto. La colpa è di uno scrittore, sicché non prendetevela con me, ma volgete le vostre lamentele direttamente a lui. C’è però una cosa che mi piacerebbe saper fare, le stories fighe come quelle che fa la mia splendida Francesca più conosciuta come Nuvole D’Inchiostro. Forse nel 2019 vedrete anche me iniziare con un bel: ma buongiorno buongiorno.

Il 2018 è stato un anno ricco di presentazioni, bellissimi incontri e tantissime iniziative tra cui quella di Io Leggo Perché. Tanto lavoro ma tantissime soddisfazioni, ogni tanto anche al paesello riesco a far venire fuori qualcosa di buono.

E il 2019?

Continuare col blog, riprendere ad organizzare le presentazioni al paesello (ci sono in ballo dei progetti molto belli e che scaramanticamente tengo per me) e iniziare a moderarle io, visto che un po’ di amici scrittori mi hanno detto chiaro e tondo che, bene organizzarle, ma ora tocca a me farle. E poi i propositi che di solito scrivo poi tendo a non metterli in pratica quindi chi vivrà vedrà. Buon anno lettori, ci leggiamo prestissimo: sin prisa pero sin pausa.