Il (mio) Salone del libro di Torino I

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Scaramanticamente non ho detto niente fino all’ultimo. Fino alla sera prima di partire ero convinta che sarebbe successo qualcosa che avrebbe mandato tutto per aria, sia perché il mio secondo nome è ansia, sia perché come tutti i sogni che stanno per realizzarsi si fatica a credere che quella sia realtà. Ebbene questo è stato l’anno in cui per la prima volta nella mia vita sono andata al Salone del Libro, la fiera dell’editoria e del libro per eccellenza, dove tutto il gota del mondo culturale si riunisce e dove tutti i lettori sperano di andare.

Cosa è stato per me il Salone del Libro è difficile da spiegare, ancora non realizzo tutte le cose stupende che mi sono successe in quei due folli e bellissimi giorni. Per essere breve il Salone per me è stato chiacchiere, abbracci, vecchie e nuove conoscenze, file, stanchezza e scrittori che spuntavano da ogni dove. È stato girovagare tra gli stand delle case editrici che più amo, fermarmi a parlare dei libri che pubblicano, assistere alle presentazioni di scrittori che mai avrei pensato di vedere e di scrittori a cui ormai sono tanto abitata da considerarli parte della mia famiglia (ragà, ho visto più Maurizio de Giovanni che certi parenti miei).

Il venerdì è stato il giorno degli stand. Ho cercato di visitarne quanti più possibile, ma credetemi: quattro enormi padiglioni avrebbero richiesto almeno un’intera settimana. Il primo stand è stato quello della Einaudi (ovviamente). Potevo mai iniziare da uno stand diverso, io che prima o poi farò un tatuaggio di uno struzzo che certifichi il mio amore per questa casa editrice? Giammai. Che vi devo dire, quando sono entrata lì ero Alice nel paese delle mie meraviglie e le meraviglie erano quei libri che tanto amo, tutti nello stesso posto e tutti a mia disposizione. Smaltita leggermente la Einaudi Fever ho proseguito verso altri stand. NN Editore, dove ho potuto conoscere e chiacchierare con Luca Pantarotto, il fantastico SMM della casa editrice. Fazi Editore con cui da svariati mesi collaboro e che mi dà la possibilità di leggere in anteprima delle chicche del loro catalogo e che finalmente ho potuto ringraziare di persona. Feltrinelli, altra casa editrice che amo molto e che spesso mi coinvolge in iniziative legate ai libri a cui ho sempre piacere di partecipare (e per questo il mio grazie non può che andare a Valeria).

Veniamo a una delle cose, o meglio delle persone, per cui è valsa la pena tutto. Allo stand Adelphi ho potuto conoscere, chiacchierare e soprattutto abbracciare quella persona straordinaria che risponde al nome di Francesca Marson, da tutti conosciuta come nuvole d’inchiostro. Chi dice che on line non si possono conoscere belle persone mente o non ha avuto la mia stessa fortuna, perché io ho conosciuto quelle che tutt’ora sono le mie migliori amiche e mi ha permesso di conoscere anche Francesca. Oltre al nome, abbiamo in comune la passione sfrenata per la cartoleria, Grey’s Anatomy, un paio di scrittori del cuore in comune e beh, ovviamente i libri (cara Nuvole, se mi leggi ricordati la promessa fatta).

In tutto ciò stavo dimenticando che il mio giro tra gli stand ha avuto due compagne d’avventura: Francesca e Marzia. Francesca che ha capito subito che sono un’impedita nell’orientamento e che ci mancasse poco mi tenesse per mano e Marzia, la mia nuova amica milanese, lettrice doc e bravissima blogger (vi lascio qui il suo blog unlibroeunatazzadite.blogspot.com)

La cosa bella del Salone è che tra uno stand e l’altro sbucano scrittori ovunque. Vado per visitare quello de la Marcos y Marcos e spunta Pif accerchiato da giornalisti e lettori. Lascio Pif e incontro Michela Marzano e ci salutiamo tra la folla come due vecchie amiche che non si vedono da tempo. Passo allo stand Edizioni E/O dove stavo chiacchierando con Giulio Passerini dell’ufficio stampa e seduto c’è Goffredo Fofi e dietro di me Massimo Carlotto. Mi sposto per fermarmi allo stand del Corriere della Sera e incrocio Francesco Piccolo e ovviamente non potevo non fermarmi e parlare con lui (Francesco Piccolo è uno dei miei scrittori preferiti in assoluto, come ho fatto a rimanere calma non lo so neanche io). Cammino in direzione dell’OVAL e sbuca Roberto Saviano.

Tornando allo stand Einaudi, che non potevo visitare una volta sola, lì ho avuto il piacere di conoscere finalmente Marco Peano. Scrittore ed editor eccezionale e persona di una carineria unica, così come il mitico bot Einaudi, altra persona a cui non posso che dire grazie (lui sa il perché).

Vi lascio con il mio Salone in pillole (e domani appuntamento a domani per la seconda parte del post).

 

 

 

 

 

 

Zero zero zero

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      • Titolo: Zero zero zero
      • Autore: Roberto Saviano
      • Editore: Feltrinelli
      • Data di pubblicazione: 5 Aprile 2013

Per finire questo libro ho impiegato quattro mesi e mezzo e non perché le pagine siano molte, piuttosto perché l’ho letto a singhiozzo, mettendolo da parte più volte e preferendo la lettura di altri. Ho letto “Gomorra” quando uscì e ricordo benissimo come quelle pagine mi avessero catturato, come le abbia lette con avidità, interesse, stupore, cosa che invece non è accaduto durante la lettura di questo libro. Di sicuro Saviano ha lavorato molto per realizzare “Zero, zero,zero”, dietro c’è una grande opera di ricerca e approfondimento dei temi trattati e non cambierò di certo il mio giudizio su un autore solo perché un suo libro non mi è piaciuto. Da lettrice mi aspettavo molto di più da un autore come lui e spero di non dover attendere molto prima di poter leggere qualcosa di nuovo.

La bellezza e l’inferno

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    • Titolo: La bellezza e l’inferno
    • Autore: Roberto Saviano
    • Editore: Mondadori
    • Data di pubblicazione: 8 Giugno 2009
    • Compra il libro su Amazon: La bellezza e l’inferno

Una raccolta di scritti personali di Saviano qui raggruppati con il titolo “La bellezza e l’inferno” dove l’autore torna a parlare di temi quali il potere della criminalità organizzata e il sistema di produzione e spaccio di droga nel mondo. Ci sono anche racconti su figure come gli sportivi Lionel Messi e Clemente Russo, giornalisti come Enzo Biagi e Giancarlo Siani, e Joe Pistone, che con il nome di Donnie Brasco si infiltrò in un organizzazione mafiosa a New York, rimanendoci sei anni senza mai essere scoperto. Infine altri racconti in cui Saviano racconta le sue personali esperienze a Cannes, insieme al cast di “Gomorra” e in Svezia con gli accademici del Nobel. In tutti emerge la grande capacità narrativa di Saviano, un libro che andrebbe letto solo per poter apprezzare la bellissima introduzione fatta dall’autore stesso intitolata “Il pericolo di leggere”!

Vieni via con me

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    • Titolo: Vieni via con me
    • Autore: Roberto Saviano
    • Editore: Feltrinelli
    • Data di pubblicazione: 2 Marzo 2011

In “Vieni via con me” sono raccolti gli argomenti discussi da Saviano durante l’omonima trasmissione televisiva campione d’ascolti. Vengono riproposti temi molto cari a Saviano, come il meccanismo della macchina del fango o del voto di scambio, le infiltrazioni delle mafie al nord e il terremoto che ha colpito l’Abruzzo nell’aprile del 2009 soffermandosi particolarmente sul crollo della casa dello studente. E poi la storia di Welby e la sua lotta per poter affermare un proprio diritto e scegliere di avere una fine dignitosa; Don Giacomo e il suo coraggio di vivere su terreni confiscati alla mafia ed infine la questione dei rifiuti tossici nella terra dei fuochi, argomento che proprio in questo periodo è di forte attualità. Il talento di Saviano è innegabile, la passione che traspare mentre racconta arriva direttamente alle persone che lo ascoltano o, come in questo caso, lo leggono.