Allah, san Gennaro e i tre kamikaze

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    • Titolo: Allah, san Gennaro e i tre kamikaze
    • Autore: Pino Imperatore
    • Editore: Mondadori
    • Data di pubblicazione: 16 Maggio 2017

Cosa ci fanno tre kamikaze a Napoli? Sembra una di quelle barzellette che iniziano con c’era un francese, un inglese e un napoletano e dove il napoletano riesce sempre ad avere la meglio sui due stranieri.

Salim, Feisal e Amira sono i tre terroristi scelti per compiere un attentato nel Belpaese e contrariamente all’opinione generale che vorrebbero Roma o al massimo Milano come città prescelte, ordini superiori hanno deciso che sarà Napoli a dover esplodere in aria con tutti i suoi cittadini. I tre vengono mandati nella città partenopea con il compito di individuare gli obiettivi sensibili e portare a termine la missione nel giorno che verrà loro comunicato. A ognuno un compito preciso e diverso. Salim si occuperà dei trasporti, Feisal della chiesa e dei monumenti, mentre Amira dei locali della movida. Il piano è studiato nei minimi dettagli, cosa potrebbe andare storto? Tutto.

Partendo dal fatto che una missione del genere è stata affidata ai tre kamikaze più fessi della storia del terrorismo. C’è uno che non ha fatto i conti con gli innumerevoli ritardi dei mezzi di trasporto napoletani e le pessime condizioni in cui questi mezzi riversano (l’avete mai presa la Cumana? E la Cirumvesuviana? Insomma avete capito di cosa parlo), e un altro che dopo aver visto il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro ormai nelle sue preghiere invoca prima il patrono napoletano e poi Allah. Se poi vieni a Napoli e decidi di andare allo stadio San Paolo e il Napoli gioca contro quella squadra lì, evita i colori bianco e nero, te lo diciamo con il cuore, perché i tifosi napoletani ti perdonano più l’esser terrorista che l’esser juventino. Quello che i tre kamikaze non avevano preso in considerazione è che la città di Napoli con i suoi abitanti e la loro mentalità è capace di influenzare il terrorista più devoto alla causa che esista sulla faccia della terra.

Pino Imperatore ci aveva già mostrato che scherzare con i temi seri è possibile. Lo aveva fatto benissimo con la saga degli Esposito in cui si faceva beffa dei camorristi, cosa che dopo il libro Gomorra appariva addirittura impossibile, e ce lo mostra ora ironizzando sul tema più caldo e attuale del momento: l’Isis. Questo Allah, san Gennaro e i tre kamikaze è una commedia allo stato puro dove si ride parecchio, ma non prendetelo solo come un libro scanzonato, anzi, di considerazioni serie ce ne sono. Non a caso è stato inserito un personaggio, il professor Giorgio De Bottis, che ci parla di dialogo possibile e aggiungo necessario. Ci stiamo abituando all’intolleranza, alla paura del diverso, all’attaccare il nemico, a far emergere la parte più razzista che è in noi, a declamare la supremazia della nostra razza.

Dobbiamo smetterla di alzare i muri e dedicarci alla costruzione di ponti. Il dialogo è un valore da cui non si può prescindere. E lo è anche fra l’Islam e l’Occidente, due mondi in teoria distanti e contrapposti, in realtà vicini e conciliabili per merito di molti elementi storici, culturali e finanche religiosi.

Questo libro è stato definito dal suo autore un libro di pace ed è anche un libro che mostra una Napoli lontana dai luoghi comuni a cui siamo abituati vederla associata. Non ci sono pizza, babà e mandolini, né udite udite ci sono camorristi. Ci vengono invece presentati i tanti luoghi di Napoli che non sono buttati lì a caso come a costruire un libro di guide turistiche, oltre alla bellezza oggettiva ne viene ricordata la storia e la particolarità. Questo libro oltre a farvi ridere fino alle lacrime fa venire voglia di andare a Napoli e visitare il Museo Archeologico, il Maschio Angioino e la Cappella di Sansevero per poter ammirare l’unicità del Cristo Velato. Io ad esempio ho già messo nella lista delle cose da fare prossimamente il Duomo di Napoli nel giorno del miracolo del sangue di San Gennaro e di fermarmi poi a mangiare da Nennella: fatelo pure voi!

(Questo articolo è presente anche su Idea Napoli)

Bentornati in casa Esposito

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    • Titolo: Bentornati in casa Esposito
    • Autore: Pino Imperatore
    • Editore: Giunti
    • Data di pubblicazione: 20 Febbraio 2013
    • Compra il libro su Amazon: Bentornati in casa Esposito.

Gli Esposito sono tornati e con loro un altro anno di avventure tragicomiche. La famiglia si è allargata con l’arrivo dei gemelli Totò e Peppina (meglio sorvolare sulle altre coppie di nomi che la famiglia aveva proposto). Tonino sarà ancora combattuto sul suo futuro: continuare a lavorare per il boss Pietro (con il disappunto della famiglia ed in particolare di sua figlia Tina) o cambiare radicalmente vita. Don Pietro per non avere altri guai cercherà di tenerlo lontano dai suoi affari. Tonino però è sempre Tonino e di guai ne combinerà tanti, tanto da indurre il boss a metterlo agli “arresti domiciliari”. Le vicende di Tonino si intrecceranno con quelle degli altri familiari. Tina, sua figlia, mostrerà in più occasioni ostilità nei confronti del padre e della sua scelta che ha condizionato l’esistenza dell’intera famiglia e cercherà di riscattarsi da tale posizione anche con l’aiuto di Padre Francesco, vecchio amico del boss, colui che forse riuscirà nel difficile intento di riportare Pietro sulla retta via. Senza dimenticare gli altri personaggi quali Enzuccio, Patty, Genny e Gaetano che con i suoi discorsi ribadisce la storia, l’arte, la cultura e la bellezza della città di Napoli.

Si ride molto con gli Esposito, ma questa volta si riflette, ci si indigna, si prova rabbia e ci si commuove. La mia paura è che i seguiti difficilmente riescono a replicare il successo dei precedenti, ma Imperatore in questo secondo capitolo, a mio parere, ci è riuscito alla grande!