Le cose che restano| Jenny Offill

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Succede qualche volte di prendere in antipatia un personaggio e di conseguenza leggere la storia in modo diverso. Capita con le serie TV, ad esempio quando compare quel personaggio che non sopporti e vorresti solo cambiare canale e colpirlo molto forte appena apre bocca e capita con i libri, quando c’è lui o leggi più in fretta o hai la tentazione di chiudere il libro. Bisogna cercare però di scindere tra personaggio e storia senza falsare il giudizio solo perché uno ci dà i nervi.

Anna. Ne ho incontrati di personaggi insopportabili ma lei riesce ad entrare nella classifica a mani basse. Stramba, folle, egoista, egocentrica e infantile. Sembrerebbe il ritratto di un’adolescente, quella che sbatte i piedi per terra se vuole qualcosa e che mette il muso se non la ottiene, ma Anna non è un’adolescente, è una donna, una moglie e una mamma. Ossessionata dalle leggende africane e dalla storia dell’universo tanto da riservarle un’apposita stanza per ricrearla sulle pareti.

Della serie gli opposti si attraggono, Jonathan, il marito di Anna e padre di Grace, è la logica e la razionalità fatta persona. Un uomo che ha come unico credo la scienza, che ha deciso di crescere la figlia in modo pagano, che sopporta le stravaganze della moglie; le tollera e al massimo ci ride sopra.

Se la virtù sta nel mezzo come affermava Aristotele, la virtù della famiglia è Grace capace di bilanciare i due estremi dei genitori e portare un po di equilibrio. E’ affascinata dalle storie della madre che ascolterebbe per ore, è legata fortemente al padre e attende impaziente che lui finisca la casa delle bambole che le sta costruendo in cantina, una casa con  le luci che si accendono davvero.

Gli equilibri non sempre reggono. Quando a Jonathan viene offerto il lavoro dei suoi sogni lui non lo rifiuta, anche se Anna non è intenzionata a seguirlo. Tempo dopo anche Anna partirà, all’improvviso, caricando in fretta la macchina, portando Grace con sé alla volta del chissà dove. E’ qui che Grace inizia a capire che qualcosa non va, che non sempre si può vivere al limite o all’ennesima potenza e che se tendi troppo la corda e questa poi si spezza non è che la puoi rimettere insieme. A otto anni non hai bisogno di capire i grandi, vorresti ma probabilmente non hai gli strumenti per farlo. Non capisce l’errore della madre che l’ha ritirata dalla scuola per insegnarle da casa, non capisce l’intransigente razionalità del padre che la porta a spiare i cristiani andare a messa la domenica, non capisce come questo la escluda dal resto del mondo e la costringe a guardarlo dalla finestra senza farne parte, crescendo solitaria e incapace di relazionarsi agli altri.

Se vedi la tua bellezza dalla prospettiva dei sogni, il destino una luce smagliante e ti apre gli occhi alla felicità 

Non ho ritrovato la Jenny Offill che ho conosciuto con Sembrava una felicità, ma non lo dico in senso critico, anche perché non è mia intenzione fare un confronto tra i due libri dell’autrice, ma questa storia ha bisogno di più attenzione così come Anna ha bisogno di maggiore comprensione, anche perché come l’autrice ha dichiarato si diventa madri senza essere preparate. Le cose che restano è stato definito da molti come un’altalena ricco di emozioni. Non potrebbe esserci definizione più giusta, infondo la vita è fatta di alti e bassi e quello che resta è cosa troviamo nel mezzo.

  • Titolo: Le cose che restano
  • Autrice: Jenny Offill
  • Editore: NN Editore
  • Data di pubblicazione: 12 Maggio 2016

Sembrava una felicità| Jenny Offill

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Non voglio sposarmi e non voglio avere figli. Voglio diventare un mostro d’arte, sono troppo in gamba per essere etichettata solo come brava moglie e buona madre. Questo sembrerebbe essere il mantra di questa giovane donna, convinta che probabilmente le due cose non possano coincidere e quindi preferisce mettere se stessa prima di tutto il resto. Mai sottovalutare le conseguenze dell’amore però, perché questo arriva all’improvviso e quasi ci prova gusto a spazzar via tutti i piani che avevi fatto, tutti i progetti che avevi immaginato e gli obiettivi che ti eri prefissata. Nel giro di poco tempo quella donna che non voleva finire come la stragrande maggioranza delle altre si ritrova moglie e madre. Una maternità che aveva cercato dopo un primo aborto, ma che finirà per farla sentire incapace di prendersi cura di sua figlia e soprattutto sempre più sola, impaurita di varcare la soglia di casa sua con quel fagottino che da quando è arrivato dipende in tutto e per tutto da lei. Come se non bastasse anche il suo matrimonio, che all’apparenza aveva solidi basi rispetto a quello degli altri, inizia a vacillare e sgretolarsi dopo il tradimento del marito che ha preferito, come le più classiche delle storie, una ragazza più giovane di sua moglie.

E pensare che aveva messo da parte tutte le sue ambizioni personali per ritrovarsi incastrata in una routine che lei avrebbe detestato con tutte le forze e che non procede neanche per il verso giusto, verso quella felicità per cui tanto aspira. Da una parte bisogna iniziare e capire come si intende procedere, buttare tutto all’aria o salvare il salvabile? La seconda opzione è la scelta più giusta per lei, che nonostante tutto prova a rimettere insieme i cocci del suo matrimonio e capire che direzione far prendere da ora in avanti alla sua vita.

Certo, è una storia già sentita troppe volte. Storia di felicità iniziale, dolore improvviso e finale rinascita con l’affermazione si sé. Cosa rende Sembrava una felicità diverso da tutto ciò in cui ci siamo imbattuti fino ad oggi? La struttura narrativa. Lo stile con cui la Offill racconta la storia di questa donna è innovativo, curioso e ipnotico. I capitoli sono molto brevi e la narrazione è un susseguirsi di citazioni, frasi brevi stile aforismi, pensieri intimi che si alternano a pensieri esterni. Può sembrare caotico o difficile da seguire, ma è un caos apparente che ricalca la condizione in cui versa la nostra mente, un flusso intermittente di pensieri che però trovano facilmente la linea guida narrativa.

Leggi la recensione sul blog Io Leggo-Io Donna del Corriere della Sera

    • Titolo: Sembrava una felicità
    • Autore: Jenny Offill
    • Editore: NN Editore
    • Data di pubblicazione: 19 Marzo 2015