Gli spaiati

gli spaiati

  • Titolo: Gli spaiati
  • Autrice: Ester Viola
  • Editore: Einaudi
  • Data di pubblicazione: 13 Novembre 2018

Quando aspetti tanto una cosa e questa poi arriva e si esaurisce in fretta: altra grande metafora dell’amore direbbe Ester Viola. Spiegare chi è Ester Viola può sembrare superfluo, ma magari c’è ancora chi non la conosce e c’è un girone dell’inferno appositamente per voi. Avvocato e scrittrice, ha una community di persone (inclusa ovviamente la sottoscritta) che dipendono da ogni suoi tweet, che interpretano la sua posta del cuore come se fosse un oracolo e che delle frasi che lancia ne fanno veri e propri insegnamenti di vita da mettere in pratica (e cercate di leggere l’ironia che traspare da queste righe, non siamo una setta di esaltati e fanatici, ve lo assicuro).

Il libro che stavamo aspettando, Gli Spaiati, è il degno erede de L’amore è eterno finché non risponde, che ci ha fatto eleggere Olivia Marni ad eroina dei giorni nostri. Per chi se lo fosse perso (indegni) farò un breve riassunto della puntata precedente. Olivia Marni è un avvocato divorzista che bilancia la sua vita tra cause di matrimoni falliti degli altri e sciagure sentimentali sue. Ex da dimenticare, qualcuno, amiche fidate, una, Viola. L’avevamo lasciata con una precaria vita amorosa ma con un appartamento a via dei Mille vista golfo e la ritroviamo felicemente fidanzata con Luca e trasferita a Milano, perché nella vita mica puoi avere tutto e tutto insieme?

A proposito di Luca, occorre aggiungere che era il suo capo nello studio di Napoli e che è stato l’ex fidanzato di Viola e dopo di lei c’era stato il matrimonio e due figli con Carla. Il codice etico nelle amicizie tra donne prevede che il mio ex non potrà mai essere il tuo nuovo fidanzato, pena la fine della nostra amicizia. È un tacito accordo che non ha bisogno neanche di essere messo per iscritto perché tutte sanno che l’ex della tua amica è off limits. Gli accordi sono fatti per essere infranti, direbbe qualcuno; l’amore non conosce regole, direbbe qualcun altro; se ora ti sei presa l’ex della tua amica non ti stupire che questa ti ha tagliato fuori dalla sua vita, dico io.

Eccola adesso Olivia a dividersi tra il lavoro nel nuovo studio e la vita di coppia nella sua nuova casa con Luca (che sarà pure bella ma è pur sempre a Milano). Dovrebbe essere felice, ma le persone come Olivia sono quelle che cercano la felicità a tutti i costi e quando arriva non la vivono ma pensano a quando la perderanno e tornerà tutto come prima. Non sono fatti per il vivi il momento, sono impegnati a raccogliere i cocci di un vaso che ancora non si è rotto. Vogliono un amore come ce l’hanno tutti, ma una volta che lo trovano e ci sono dentro rimpiangono il momento beato in cui stavano soli. Sono gli spaiati, quelli allergici ai rapporti, che non sanno come si sta nelle relazioni perché non sanno neanche da dove si comincia in una coppia.

Alla consapevolezza di essere una spaiata aggiungete la paura che tutto possa finire da un momento all’altro, il terrore che un giorno Luca rinsavisca e dica in verità ho sempre amato Viola, l’ansia di non essere all’altezza nel nuovo studio legale, la voglia di piacere a una nuova collega per farsela amica, l’insistenza di un giornalista carino che ancora non ha fatto capire dove vuole andare a parare e vi verrà voglia di prendere Olivia e dirle: ma perché non mandi tutto per aria e ti apri un chioschetto a Mergellina di pizzelle e panzarotti che il fritto farà pure male ma vuoi mettere quanto è buono?

Probabilmente diventare adulti è anche questo, bilanciare l’ansia e le paure, conviverci, farle tue e andare avanti nonostante questi, nonostante tutto. Ester Viola ci parla di sentimenti e relazioni senza mai indorare la pillola, senza mai uscirsene con quelle frasi mielose che ci fanno stare peggio, altro che bene. In questo libro ci svela un altro lato delle relazioni, ci mette al corrente delle paure che tutti hanno e come spesso capita con ciò che scrive Ester Viola, ci sentiamo più comprese e meno sole. Tutti si lasciano è solo questione di quando, diceva nel precedente; ecco prima di arrivare al quando, impegniamoci per essere il meno spaiati possibile.

PS: Napoli c’è meno, ma c’è, perché questa città riesce ad esser presente anche quando è assente.

L’amore è eterno finché non risponde

  • Titolo: L’amore è eterno finché non risponde
  • Autrice: Ester Viola
  • Editore: Einaudi
  • Data di pubblicazione: 21 Giugno 2016
  • Acquista il libro su GoodBook

 

Ecco come spiegare la trama di un libro in 140 caratteri. Per quanto apprezzi il dono della sintesi proviamo ad aggiungere qualcosa di più. Olivia Marni è un avvocato divorzista che lavora in un prestigioso studio legale di Napoli e oltre a dover fare i conti con la fallimentare situazione amorosa dei suoi assistiti deve vedersela anche con la sua.

Lei e Dario si sono lasciati mesi fa, ma lui continua a scriverle e chiamarla e tutte sappiamo che se un uomo ti cerca un motivo ci sarà. È così. Forse. È questione di tempo e lei e Dario ritorneranno insieme, ecco perché lui non vuole uscire del tutto dalla sua vita, per tornare come prima e meglio di prima.

Le relazioni di oggi sono fatte del 90% di social network. Se stiamo con qualcuno le usiamo per far sapere al mondo che stiamo con quel qualcuno. Se non ci stiamo insieme lo usiamo per controllare quel qualcuno, dov’è, con chi è e cosa ha fatto: è il decalogo dello stalking 2.0. È così che Olivia scopre che Dario ha una ragazza: Lilli Beltrami. Tutte prima o poi abbiamo avuto a che fare con una Lilli Beltrami, tutte ci siamo scontrate con la nuova fiamma del nostro ex. Le conseguenze sono due: se lo abbiamo lasciato noi o ci siamo lasciati di comune accordo in teoria siamo anche felici che il nostro ex sia di nuovo felice con un’altra donna (sì, ho detto in teoria); ma se siamo state lasciate e lui lo vorremmo indietro ecco che la guerra mentale con la Lilli Beltrami in questione si apre. Inizia un confronto spietato su tutta la linea dove noi ne usciamo chiaramente perdenti che parte da un cosa ha lei più di me e si conclude con non sarò mai come lei.

Se la vita sentimentale va male almeno ripieghiamo su quella lavorativa, per i progressi di carriera il cuore spezzato lo consiglio vivamente suggerisce Olivia. Concentrata sul lavoro al massimo tanto da accettare di aiutare un suo collega avvocato, non divorzista, Massimiliano. Massimiliano si potrebbe catalogarlo come il problema numero due di Olivia. Bello e impossibile. Impossibile perché lui è già impegnato in una relazione. Se ha già una fidanzata perché cerca Olivia? Cosa vuole da lei?

Infine ci sarebbe Luciano, quello che aspetta un minimo cenno per correre tra le sue braccia ma che da Olivia non avrà niente se non un rapporto che va oltre le regole di un buon vicinato.

Destreggiarsi tra uomini del genere non è semplice per Olivia, meno male che ci sono le amiche. Oltre le due colleghe Sandra e Arianna, Anna colei che è la positività fatta persona e che vede l’ottimismo nella situazione più nera e Viola che invece ha il compito di riportare Olivia con i piedi per terra, farla ragionare e che al tempo stesso sembra farti un favore ogni volta che le chiedi un consiglio.

Se dovessi trovare una definizione per questo romanzo sceglierei tragicomico. Perché se la tragedia (non tragedia vera e propria, eh) è rappresentata dalla disastrosa situazione amorosa della protagonista, la commedia gioca un ruolo fondamentale con battute ad effetto ed un’ironia costante che accompagna tutta la narrazione.

Oltre ad ever eletto Ester Viola come mia guru sentimentale, quindi è inutile che vi accalcate tutte voi altre, ho trovato in Olivia Marni la mia eroina personale, leggi lei e vedi te (purtroppo). Tutte siamo state lasciate. Non vorremmo ammetterlo neanche a noi stesse quanto siamo state capaci di renderci ridicole aspettando quella telefonata che non arriva mai o passando le ore a pensare se mandare o no quel messaggio. Se credete che le vostre sciagure sentimentali siano le peggiori, se vi trovate dentro fino al collo non sapendo come uscirne magari troverete conforto in Olivia e capirete che l’happy-ending non è tutto nella vita. O forse sì.

Ps: e un grazie personale all’autrice che ci racconta una Napoli vivibile, ogni tanto quasi ce lo dimentichiamo che c’è il golfo più bello del mondo, cerchiamo di ricordarlo di più!

(Questo articolo è presente anche su Idea NapoliGoodBook ) 

 

Centro direzionale Napoli

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In una gara di architettura insensata il Tribunale di Napoli partecipa per vincere insieme a tutto il Centro direzionale. Un giapponese cresciuto in una di quelle famiglie civili in cui tutti rincasando mettono subito le pattine per non rovinare il legno, quelle famiglie con alberi di ciliegio in fiore che spiumano ordinatamente in giardino in primavera, uno così ha firmato il progetto per questo blocco di vetro e metallo. Ci ha messo la fantasia, l’ultima cosa che serviva. Centinaia di stanze in verticale, immensi colonne di specchio e ascensori a capsula. Come dover andare nello spazio.

 DSC_0029_pic1Napoli- che tutto può fare tranne New York- si trova con quindici grattacieli da dividere tra almeno ventimila ritardatari ogni giorno. Il fatto è che non sono ritardatari americani, sono ritardatari napoletani: gente che vuole andare in macchina a lavoro in una città congestionata  perfino dai pedoni e coi motorini che viaggiano come bombe di strada. Peraltro, le zone del Centro direzionale le hanno chiamate “Isole”. Nomi da battaglia navale- Isola A5, Isola E7, Isola F2- forse perché è come per mare, non c’è neanche una segnaletica significativa, ti devi perdere, è più romantico.

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Ci cammini con l’impressione di non arrivare da nessuna parte, infatti sbagli sempre strada. E’ tutto nuovo, metallico, squadrato- e a Napoli non abbiamo nemmeno la nebbia come scusa per vedere quanto è brutto. E’ un Tribunale governato dai suoi ascensori. Oltre a stare in fila per il metal detector, per il controllo tesserino, per le udienze, per le cancellerie, per il turno dal giudice, starai in fila per entrare in una cabina che quando sale- a ogni fermata- ti procura l’effetto di un decollo aereo nello stomaco. Sarà arrivata in Oriente l’informazione sbagliata che gli avvocati sono calmi di natura. Il terzo piano è immenso, così immenso che s’è preso il nome di “piazza coperta”. In pratica ti ritrovi a camminare su un enorme foglio di imballaggio nero- fastidiosissimi il rumore e la sensazione nelle scarpe. E qui, dopo il caffè- c’è il miglior bar della città-, mentre cercano una porta di vetro non bloccata per uscire a fumare, i civilisti e i penalisti trentenni si guardano tra loro, tra torre A, torre B e torre C, ognuno convinto che l’altro faccia il lavoro più stancante.

  • Centro direzionale, Napoli.
  • Tratto dal libro “L’amore è eterno finché non risponde” (Einaudi) di Ester Viola.

 

*Questa citazione la trovate anche sulla mappa di  CityTeller