Solo un ragazzo| Elena Varvello

C’è un ragazzo, “solo un ragazzo” che si spinge sempre oltre, che commette azioni che non dovrebbe, in nome di una ribellione che non si capisce a cosa sia dovuta. C’è una madre che quel figlio non lo capisce, ma lo protegge e lo giustifica, perché una madre è capace di giustificare i figli anche di fronte all’impensabile. C’è un padre che invece quel figlio quasi non lo riconosce e ci sono due sorelle che pagano lo scotto di essere tranquille: quando l’attenzione è sempre focalizzata su qualcuno, qualcun altro paga pegno.

Alla fine di questa lettura c’è una domanda che risuona incessantemente: come sopravvive una famiglia quando viene scossa da una tragedia? È una domanda che potrebbe avere tante risposte così come potrebbe non averne alcuna.

A Cave abita una famiglia, una di quelle normali: una madre, un padre, tre figli. La classica famiglia conosciuta da tutti, come succede nelle piccole comunità. Del ragazzo gli abitanti di Cave dicono che è tranquillo, anche troppo, e sorridente. Del ragazzo gli abitanti di Cave dovranno ricredersi da lì a poco, perché succede che in quella piccola comunità dove tutti conoscono tutti, una serie di furti allarmano gli abitanti, cose che a Cave non erano mai successe prima. Il colpevole non si sa con certezza, ma le voci, anche quelle tipiche delle piccole comunità, iniziano a farsi sentire e trovano nel ragazzo tranquillo e sempre sorridente il bersaglio. Sara, la madre del ragazzo, crede al figlio e non accetta quelle voci infamanti sul suo conto. Pietro, il padre, è più cauto, consapevole che quelle voci possano avere un fondo di verità.

Aveva messo al mondo un delinquente, dicevano le voci quell’estate. Violento e imprevedibile. Rabbioso. Aveva approfittato di una finestra aperta. Si era perfino armato. Li aveva colti nel sonno – Gemma, il marito e la bambina. Terribile, davvero. Ma, in fondo, non era sempre stato strano?

Succede che il ragazzo supera il limite del consentito, facendo quello che non si può considerare una bravata e a quel gesto senza logica ne farà seguire uno impensabile che sconvolgerà l’intera famiglia.

Amare una persona e non poter fare nulla per impedire di svanire. O non capire in tempo- prima che fosse troppo tardi- di che avesse bisogno, quali segreti nascondesse.

Pietro e Sara non sanno come si gestisce una tragedia, tanto meno come si supera un lutto. Pietro si logora da anni al pensiero di quello che avrebbe potuto dire al ragazzo per evitare l’inimmaginabile; Sara dopo tutto quello che è successo non trova neanche una ragione per alzarsi dal letto. Segnali non ce n’erano o forse i due non li hanno mai voluti vedere.

Del libro di Elena Varvello Solo un ragazzo (edito Einaudi) scelgo volutamente di non dire molto, perché raccontandolo rovinerei la sua bellezza. È un libro che va scoperto pagina dopo pagina, una lettura di quelle che lascia senza scampo: ci prende e ci trascina con essa fino a lasciarci increduli e senza fiato quando arriviamo all’ultima pagina.

  • Titolo: Solo un ragazzo
  • Autrice: Elena Varvello
  • Casa editrice: Einaudi
  • Data di pubblicazione: 1 Settembre 2020

La vita felice| Elena Varvello

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  • Titolo: La vita felice
  • Autrice: Elena Varvello
  • Editore: Einaudi
  • Data di pubblicazione: 31 Maggio 2016
  • Acquista il libro su GoodBook 

Ponte è un piccolo paese di provincia del nord Italia la cui fonte di reddito per i cittadini era rappresentata dalla fabbrica di cotonificio. Il fallimento e la chiusura di questo portò a un vero e proprio disastro per chi ci lavorava, licenziati all’improvviso a causa di qualcuno che aveva rubato e falsificato i bilanci.

Il padre di Elia, Ettore, era uno tra questi e il licenziamento fu per lui un duro colpo da assorbire. Privato del suo lavoro e della sua dignità di uomo di provvedere alla famiglia Ettore cadde in uno stato di depressione tale da non dormire, di starsene ore ed ore in garage, ad essere scorbutico con moglie e figlio, o meglio ad alternare momenti di euforia a rabbia. Usciva senza rivelare dove andasse, compra un furgone anche se il momento economico della famiglia non è dei migliori e cosa più importante si convince che il licenziamento è opera di un complotto contro di lui, ecco perché passa la maggior parte del suo tempo a scrivere lettere in cui rivela della cospirazione ai suoi danni.

E’ un momento, passerà continua a ripetere la mamma ad Elia preoccupato dal comportamento di suo padre. E’ follemente innamorata di suo marito, sa che si riprenderà, bisogna capirlo e stargli vicino e trovargli un nuovo impiego, così con la mente e le mani occupate tornerà tutto come prima e la vita familiare tornerà felice.

Il rapimento e l’uccisione rimasta irrisolta di un bambino scuote la piccola cittadina.

Elia è seriamente preoccupato per suo padre e si stupisce che per sua madre vada tutto bene. Inizia ad isolarsi da tutti, a scuola è più taciturno del solito, fino al giorno in cui incontra Stefano. Stefano è stato trascinato a Ponte da sua madre. Entrambi stanno a casa del nonno. Stefano in quel posto non vorrebbe starci un minuto di più ma sa che suo padre verrà a prenderlo appena possibile. Sarà per i casini che entrambi vivono con le rispettive famiglie, sarà che si sono trovati e basta che Elia e Stefano legano e diventano amici, passando molto tempo a casa di quest’ultimo dove Elia conoscerà la madre, Anna e i due daranno vita a un rapporto improprio e inappropriato.

E’ in una notte che tutto cambia drasticamente, quando una ragazza che Elia conosce bene viene rapita e abbandonata nei boschi senza ragione precisa. Elia ricorda quella sera trent’anni dopo cercando di cogliere gli eventuali segnali che gli erano sfuggiti e cercando di capire cosa passasse per la testa di suo padre quella notte.

Si può perdonare un padre reo di aver spezzato la felicità di un figlio e aver distrutto la felicità di una famiglia? Bisogna per forza perdonare per andare avanti e non restare ancorati a quel doloroso passato?

La vita felice ti inchioda alla lettura. Riga dopo riga percepisci la tensione, sai che sta per succedere qualcosa e il battito del tuo cuore mentre leggi si adegua alla suspense delle pagine. Un mix vincente e perfetto tra Io non ho paura e Come Dio comanda di Ammaniti, uno stile narrativo breve e conciso, La vita felice è la lettura che non potete e non dovete perdere.

(Questo articolo è presente anche su GoodBook)