Buone vacanze lettori, leggete quanto volete e quello che volete!

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L’estate è la stagione delle vacanze e sempre l’estate è la stagione delle liste. In quante liste vi siete già imbattuti in queste prime settimane estive? Liste sulle mete vacanziere, liste sui luoghi da visitare, liste su cosa indossare, liste su quali prodotti usare e soprattutto le famigerate liste sulle letture che proprio non potete recuperare. Ci sono più liste che libri e sicuramente più liste che lettori. Di queste liste non me ne sono persa una, più che altro perché mi piace vedere quale libro già ho letto e quale altro libro dovrei aggiungere alla mia lunghissima wish-list.

Quest’anno non avevo voglia di compilare la solita lista di consigli estivi (anche se un mio contributo uscirà a breve su GoodBook nel classico post insieme ad altre blogger), perché negli ultimi due mesi complice vari motivi le mie letture sono andate a rilento. Tra blocco del lettore, lavoretto che mi ha tenuta più impegnata del solito e serenità mentale a tratti assente a rimetterci sono stati i libri. Non capite male eh, a leggere ho letto, ma molto meno del solito e quando questo accade mi dispiace, perché la lettura è l’unica costante della mia vita, anche nei periodi più incasinati e soprattutto nei periodi più difficili.

Alleggeriamo un po’ i toni e ritorniamo a parlare di libri. Giugno è stato il mese in cui ho recuperato i primi due libri di uno scrittore che come sapete ho imparato ad amare tantissimo: Lorenzo Marone. Di Marone ho quindi letto La tentazione di essere felici (Cesare Annunziata uno dei personaggi più belli di sempre) e La tristezza ha il sonno leggero. Il pregio dei libri di Lorenzo è che si leggono in fretta perché ai suoi personaggi si vuole subito bene. Passando a un altro scrittore napoletano, giugno è stato il mese in cui ho dovuto dire addio al commissario Ricciardi, frutto della penna del grande Maurizio de Giovanni. Blocco del lettore o meno, Il pianto dell’alba l’ho letto in un giorno e poi mi sono disperata nei giorni successivi.

Veniamo ora a due letture che non mi hanno convinta del tutto: Bugiarda di Ayelet Gubdar-Goshen e Presunzione di Luca Mercadante. Il primo, Bugiarda, volevo leggerlo perché ne avevo sentito parlare bene da altri lettori dei cui giudizi mi fido ciecamente, ma più andavo avanti nella lettura e più perdevo interesse per la storia. Lo stesso discorso lo posso fare per il libro di Mercadante, Presunzione, lettura a cui tenevo particolarmente, perché sentivo degli elementi della trama molto vicini.

Tutti i nostri mercoledì di Paolo Di Stefano e Risvolti di copertina di Cristina Taglietti mi hanno invece permesso di allargare le mie conoscenze in campo editoriale. Il primo è un racconto-intervista a Giulio Einaudi e anche se molte cose le conoscevo a memoria grazie a un altro libro letto che è Colloquio a Giulio Einaudi di Severino Cesari, non mi è dispiaciuto rileggerle, perché la Einaudi è il mio primo e grande amore e potrei leggere la sua storia all’infinito. Quello di Cristina Taglietti è un approfondimento su quattordici case editrici come Einaudi, Feltrinelli, NN Editore, Fazi, Mondadori, Edizioni e/o, Sellerio e tante altre.

L’estate poi, solitamente la riservo al recupero di qualche classico (su cui ammetto, pecco tantissimo). Charlotte Brontë e il suo Jane Eyre è stato il classico che mi ha accompagnato nelle prime settimane estive e sempre in merito ai recuperi ho letto uno dei primi libri di Michela Marzano, Volevo essere una farfalla. I complimenti su Michela si sprecano e il mio non può che essere un invito alla lettura.

Insomma questo non è il classico post sui libri da mettere in valigia, ma raccontandovi le mie letture spero di avervi incuriositi un po’ e nulla vi vieta di interpretarle come miei personali consigli. Nelle prossime settimane la mia intenzione è quella di recuperare delle letture che mi stanno attendendo da un po’ e quindi: che letture mi terranno compagnia ad agosto?

I primi due volumi della saga di Rebecca West sulla famiglia Aubrey (visto che il terzo uscirà a settembre), il primo volume di Jalna di Mazo de la Roche, La vita dispari di Paolo Colagrande in corsa per il Premio Campiello, Vite che non sono la mia di Emmanuel Carrère, Cime tempestose di Emily Brontë, Cintura nera di Edoardo Rabasa e… (lo so cosa state pensando, agosto ha trentuno giorni, mica trentuno anni).

Buone vacanze lettori, leggete quanto volete e quello che volete. Noi ci rivediamo a settembre con nuove letture e nuovi progetti (si spera).

PS: se proprio volete, vi do’ tre consigli veloci, veloci: mettete in valigia Tutto sarà perfetto di Lorenzo Marone, Volevo essere vedova di Chiara Moscardelli e Avviso di chiamata di Delia Ephron.

Avviso di chiamata| Delia Ephron

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Eve Mozell è una donna che ha superato la quarantina e che si occupa brillantemente di organizzazione di eventi. Madre di Jesse, il tipico adolescente che si mette costantemente nei guai, moglie di Joe che sembra sempre occuparsi prima del suo lavoro e poi di tutto il resto e soprattutto figlia di Lou, colui che rappresenta il carico di problemi maggiori nella vita di Eve.

Quando era più piccola il padre non era così, era più sua madre la figura più problematica della famiglia. La considerava stramba e aveva atteggiamenti che faticava a comprendere fino al giorno in cui senza salutare la madre lascia lei, le sue sorelle e il marito per rifarsi una vita con l’amante. A quell’addio Lou non riesce a reagire ed entra nel circolo di dipendenza di alcool, fasi depressive che culminano con un paio di tentativi di suicidio.

Georgia e Maddy le sorelle di Eve erano la prima impegnata negli studi universitari e impossibilitata a ritornare a casa e la seconda troppo piccola per potersi occupare e preoccupare di ciò che stava succedendo in famiglia. Da quell’abbandono sono passati vent’anni ma la situazione è pressappoco la stessa. Lou entra ed esce da cliniche di ricoveri forzati, Georgia è la direttrice di una rivista troppo presa dal lavoro e da sé stessa e Maddy è un’attrice con un ruolo marginale in una soap opera e come allora tocca ad Eve prendersi cura di suo padre e correre ogni volta al suo capezzale in ospedale e far fronte ai suoi mille capricci.

Abitudine di Lou è di chiamare costantemente le figlie per renderle partecipi di ogni sciocchezza, per gridare contro di loro la rabbia accumulata salvo poi pentirsi, richiamarle e scusarsi e anche le tre sorelle comunicano tra loro attraverso telefonate interminabili.

Tra noi sorelle va sempre così. Ore attaccate al telefono, vite aggrovigliate, ma quando ci ritroviamo davvero faccia a faccia ci tratteniamo. Mio padre può scoppiare a piangere facilmente. È sdolcinato. Ma noi abbiamo preso da nostra madre. Non siamo tipi da smancerie.

Avviso di chiamata di Delia Ephron uscito poche settimane fa per Fazi Editori è all’apparenza un leggero romanzo che sotto nasconde tematiche importanti che sono cardini nelle nostre vite. In primis questo romanzo descrive ed esplora la complessità e la fragilità delle dinamiche famigliari e delle relazioni che intercorrono tra i vari membri. Si parla di separazioni e delle ripercussioni che queste hanno nella vita, della sfrenata ambizione lavorativa che combacia con quella personale, della rivalità e della conseguente gelosia tra sorelle e soprattutto si parla del tempo che passa e dei segni che lascia sul corpo e nella mente. Accettare di invecchiare serenamente è un conto, vedere che una delle persone più importanti della tua vita sta invecchiando senza avere la minima idea di cosa stia succedendo è un altro.

Se siete alla ricerca di una lettura estiva questo è il libro che fa per voi.

  • Titolo: Avviso di chiamata
  • Autrice: Delia Ehpron
  • Casa Editrice: Fazi editore
  • Data di pubblicazione: 20 Giugno 2019