Volevo essere una vedova| Chiara Moscardelli

volevo essere una vedova

Cenerentola e Biancaneve ci hanno insegnato fin da piccole che dopo varie sofferenze (matrigne e mele avvelenate) arriverà il principe azzurro ad alleviarci le pene. Siamo cresciute con il mito del e vissero tutti felici e contenti, ma tutti chi?

Con l’affermarsi del femminismo, invece, ci siamo ritrovate a dire che un uomo non lo vogliamo, che noi donne abbiamo bisogno di pari opportunità, di stipendi equi, che siamo prima donne e poi, forse, mogli e madri: l’indipendenza prima di tutto.

Quindi questa ricerca ossessiva di un uomo al proprio fianco fa sembrare Chiara, la protagonista di Volevo essere solo una vedova uscito qualche mese fa per Einaudi Stile Libero, anacronistica.

Chi è Chiara e soprattutto, perché vorrebbe essere una vedova?

Chiara è una donna che ha superato i quaranta, che per lavoro ha lasciato la sua amata Roma per una Milano che fatica ancora ad accettare. Amici, tanti, una sorta di seconda famiglia; uomini, pochi, e tutti uno più strampalato dell’altro. Non aver un uomo al suo fianco e di conseguenza una relazione stabile è ciò che fa soffrire maggiormente Chiara che vede intorno a lei tutte donne realizzate, con ottimi mariti e stuoli di figli al seguito e in una gara che si svolte unicamente nella sua testa loro ne escono vittoriose e lei una misera perdente.

E dire che Chiara ce la mette tutta per uscire dall’impasse dell’eterna single: appuntamenti disastrosi, uomini noiosi, cerette brasiliane e equivoci imbarazzanti. Niente, forse la singletudine è la sua condanna o la sua fortuna, perché tutto dipende da come decidi di guardare la vita.

Volevo essere una vedova è l’esilarante libro di Chiara Moscardelli che attraverso le esperienze tragicomiche della protagonista prova a prendere in giro e a smontare i tanti pregiudizi che purtroppo le donne si ritrovano ancora addosso. Realizzate sul lavoro, ma fino a un certo punto, perché quando l’orologio biologico chiama bisogna rispondere e mettere su famiglia, perché i bambini prima di tutto, se non vuoi sembrare un mostro a tre teste. Indipendenti, fino a quando l’indipendenza tua non tocca quella di un uomo. Donne sì, ma mogli e madri, altrimenti sei un egoista senza cuore che ha preferito la gioia e la soddisfazione della carriera alla famiglia del Mulino Bianco.

In questo clima non c’è da stupirsi che una donna, arrivata a quasi cinquant’anni, si fa passare per vedova piuttosto che ammettere di essere single; perché nel momento in cui pronuncerà quella magica parolina di sei lettere, l’interlocutore addolcirà lo sguardo, la guarderà con pietà e dirà: poverina, così giovane.

«La lezione più importante è proprio questa: siamo noi il nostro lieto fine, il nostro ballo di Cenerentola. Il vissero per sempre felici e contenti, esiste, solo non è quello che ci hanno raccontato. Ecco la favola».

  • Titolo: Volevo essere una vedova
  • Autrice: Chiara Moscardelli
  • Casa Editrice: Einaudi (Stile Libero)
  • Data di pubblicazione: 21 Maggio 2019