Di Natale, di libri e di storie natalizie!

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Lo so cosa starete pensando: un post sul Natale? Già adesso? Forse è un po’ presto, forse no, ma amo così tanto l’atmosfera natalizia che non vedevo l’ora di aprire le danze e di fare un post adatto per il periodo che ci apprestiamo a vivere.

Nei prossimi giorni saremo invasi da addobbi, lucine che illuminano le strade e i balconi, canzoncine stucchevoli che usciranno dalle casse di tutti i negozi e film natalizi con trame in cui il Natale rischia sempre di saltare, salvo poi risolversi tutto per il meglio.

In tutto ciò non possono mancare le letture a tema ed eccomi quindi a consigliarvi ben tre libri, da leggere (rileggere), consigliare e/o regalare.

il canto di nataleIl primo libro non poteva non essere Il canto di Natale di Charles Dickens in questa bellissima versione illustrata con la prefazione di Gianrico Carofiglio uscita per la BUR. La storia del vecchio banchiere Ebenezer Scrooge è arcinota, complici gli adattamenti fatti (il mio preferito è la versione con zio Paperone nei panni di Scrooge e di Topolino in quella dell’impiegato Cratchit), ma la riassumo per chi vivesse su Marte. Scrooge è un uomo cinico e taccagno che ama profondamente il Natale, in quanto la considera una festa inutile che fa perdere solo tempo. Nella notte della Vigilia di Natale viene visitato da tre fantasmi, nell’ordine il fantasma del Natale passato, il fantasma del Natale presente e quello del Natale futuro. L’incontro con i tre spettri lo metteranno di fronte alla pessima vita che sta conducendo e lo spingono a rivedere affetti e priorità. Il Canto di Natale di Charlers Dickens è il classico natalizio per eccellenza.

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Veniamo a qualcosa di più recente, ossia I fratelli Kristmas di Giacomo Papi uscito qualche anno fa per Einaudi Stile Libero.

Babbo Natale si ammala la notte più importante dell’anno e il Natale rischia di saltare. Bisogna trovare una soluzione in fretta e la scelta ricade su Luciano, il fratello di Niklas, definito un uguagliatore. Un uguagliatore è colui che crede nell’uguaglianza di tutti i bambini, quindi indipendentemente dalla ricchezza della famiglia tutti i bambini il giorno di Natale dovrebbero avere lo stesso numero di regali.

Non sarebbe un racconto o una favola di Natale se non ci fosse il cattivo di turno a voler scompigliare il piano dei buoni e mandare tutto all’aria e il cattivo di questa storia è Panicus Flynch il proprietario dei giocattoli che mai ha sopportato questa festa e scatena contro Luciano le selvagge valchirie e ordisce un piano per catturare Babbo Natale. Tra folletti, gnomi ed elfi e l’aiuto di due bambini Pietro e Maddalena, I Fratelli Kristmas è quanto di più indicato da leggere in questo periodo.

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Per chiudere un libro di nuovissima uscita, quello di Francesca Cavallo, Elfi al quinto piano, Feltrinelli. Prendete tre adorabili bambini, Manuel, Camilla e Shonda e le loro due mamme Isabella e Domenique. Tutti e cinque sono stati costretti a trasferirsi in quanto il Presidente della loro vecchia città aveva dichiarato illegali le famiglie con due mamme, per cui pur di non perdere i loro tre amati bambini, Isabella e Domenique approdano nella città di R e precisamente in una casa al quinto piano di Via dei Camini Spaziosi 10.

Il giorno della Vigilia di Natale viene recapitata loro una lettera volante, firmata niente di meno che da Babbo Natale in persona che chiede ai tre bambini di aiutarlo a confezionare i regali per gli abitanti della città di R. Un sogno? No, considerato il fatto che la loro casetta da lì a poco verrà invasa da dieci adorabili elfi pronti ad impacchettare bel 230.119 regali.

Qualcosa però non andrà come previsto e il Natale nella città di R, città in cui non accade mai nulla di male, rischia di saltare, se non fosse che… (eh ma non posso dirvi mica tutto).

Se amate le atmosfere natalizie e non vedete l’ora di viverle e se amate le storie a lieto fine, questi sono i libri che fanno per voi. E voi quali letture fate in questo periodo? Fatemi conoscere altre storie.

Jingle Books #1: Charles Dickens

Natale si avvicina e per entrare di più nell’atmosfera festiva non c’è niente di meglio di una carrellata di libri in cui i protagonisti festeggiano il Santo Natale. Non potevo non iniziare questo appuntamento del Jingle Books (perdonatemi ma con i titoli non vado forte) con il classico dei classici natalizi, ossia “Il canto di Natale” di Charles Dickens.

La storia del vecchio ed avido Ebenezer Scrooge che si converte allo spirito natalizio dopo aver ricevuto nella notte la visita di tre spiriti del Natale passato, presente e fututo è conosciuta anche da chi i libri li usa solo per riempire gli spazi vuoti di casa propria, anche perché da questo libro sono state tratte innumerevoli trasposizioni cinematografiche, televisive e animate. Infatti il mio primo approccio con la storia di Dickens non è avvenuto attraverso il libro, bensì con il cartone “Il canto di Natale di Topolino” in cui Zio Paperone, Topolino, Paperino e compagni disneyani facevano rivivere Il canto di Natale originale.

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Leggo fumetti da quando ero piccola e il cartone “Il canto di Natale di Topolino” era per me l’appuntamento da non perdere nel periodo natalizio, un po’ come per quelli che il giorno della vigilia non si perdono il film “Una poltrona per due” (che io non ho mai visto, ma questa è un’altra storia).

C’è da aggiungere una cosa, nella realizzazione del personaggio di Zio Paperone i suoi creatori si sono proprio ispirati al vecchio Scrooge creato da Dickens.

«Lieto Natale, zio. Dio sia con te» gridò l’allegra voce di un nipote di Scrooge, il quale gli arrivò addosso così rapidamente che l’augurio l’aveva proceduto da poco. «Bah!» fece Scrooge, «sciocchezze!». Il nipote si era tanto riscaldato, camminando rapidamente nella nebbia e nel gelo, che sembrava tutto acceso; la faccia era bella rossa, gli occhi gli brillavano, il fiato fumava ancora. «Sciocchezza Natale, zio?» chiese il nipote. «Non vorrai certo dir questo.». «Sì, che lo dico» ribattè Scrooge. «Lieto Natale! Che diritto hai tu di essere lieto? che ragione hai di essere lieto? Non sei abbastanza povero?». «Via!» rimbeccò gaiamente il nipote. «E che diritto hai tu di essere scontento? che ragione hai di essere di cattivo umore? Non sei abbastanza ricco?». 

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Scrooge, non avendo una risposta migliore fece: «Bah!» di nuovo, e aggiunse un altro: «Sciocchezze!»«Non essere in colera, zio» disse il nipote. «E che altro posso essere» replicò lo zio,  «dovendo vivere in un mondo di idioti come questo? Lieto Natale! Basta, con il lieto Natale! Che cosa è in fin dei conti la ricorrenza di Natale, se non il giorno di pagare conti senza avere soldi in tasca, il giorno in cui ti trovi di un anno più vecchio senza essere di un’ora più ricco! il giorno di fare il bilancio e di notare come ogni partita, durante i dodici mesi, sia stata un deficit! Se potessi fare come dico io» esclamò infine con indignazione, «ogni idiota che va in giro con il “lieto Natale!” sulle labbra, dovrebbe venire bollito nel suo stesso pudding, e sepolto con un rametto di agrifoglio sul cuore. Questo vorrei!». «Zio» implorò il nipote. «Nipote» replicò severamente lo zio, «festeggia pure il Natale alla tua maniera, ma lascia che io lo festeggi alla mia.». «Festeggiarlo!» rispose il nipote. «Ma tu non lo festeggi per niente…». «Lasciami in pace, allora, e possa Natale portarti un mucchio di bene, proprio come te ne ha portato finora.». 

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(Tratto da Il canto di Natale di Charles Dickens, Bur)

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  • Titolo: Canto di Natale
  • Autore: Charles Dickens
  • Editore: Giunti
  • Data di pubblicazione: Prima edizione 1843

In perfetto clima la recensione di uno dei racconti natalizi per eccellenza non poteva mancare. Il Canto di Natale di Charles Dickens è stato riproposto in così tante versioni, cartoon, fumetti e film di animazione che è quasi impossibile non conoscerlo. L’avaro Scrooge, interessato unicamente agli affari, pare aver dimenticato il vero significato del Natale e nella notte della vigilia ci penseranno tre spiriti a ricordarglielo. Lo spirito del Natale passato riporta Scrooge alla sua infanzia vissuta in un collegio, quello del Natale presente gli mostra la sua attuale vita fatta di ricchezza vissuta con avidità e in perfetta solitudine. Di conseguenza lo spirito del Natale futuro gli mostra che il suo comportamento attuale lo porterà all’isolamento totale, tanto da non essere ricordato da nessuno nel momento in cui morirà.

Per quello che all’apparenza sembra un racconto leggero, in verità tratta temi molto importanti e complessi come la povertà e lo sfruttamento minorile e si inserisce nel filone del romanzo gotico. Dickens attraverso questo romanzo muove una critica alla società del suo tempo e lo scrittore Robert Louis Stevenson affermò di aver pianto come un bambino, ho fatto uno sforzo impossibile per smettere dopo la lettura di questo racconto.