Aria di novità| Carmen Korn

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Perché tutte le cose belle devono finire? Ho appena letto l’ultima riga di Aria di novità di Carmen Korn in uscita lunedì 2 marzo per Fazi Editore e l’unica cosa che penso è che dire addio a dei personaggi che vivono solo sulla carta non fa meno male rispetto al dire addio a persone in carne ed ossa.

Henny, Käthe, Lina ed Ida le abbiamo conosciute all’inizio del novecento, quando erano ancora delle ragazze che pensavano all’amore, al costruirsi una famiglia, all’avere un lavoro. Le abbiamo viste crescere, cambiare, maturare, sposarsi, fare figli ed avere nipoti. Le abbiamo viste alle prese con le gioie e i dolori che la vita riservava ad ognuna di esse. Aspettavo questo libro con trepidazione e al tempo stesso con la malinconia di chi sa che dopo questo il sipario si sarebbe chiusi per sempre.

La narrazione riparte dal marzo del 1970 e i cambiamenti che hanno colpito la vita delle quattro amiche sono molteplici.

Henny ormai settantenne si dedica sporadicamente alla sua attività di ostetrica, è felice ed appagata dal suo terzo matrimonio con Theo, dottore anche lui presso la clinica privata ormai gestita dalla figlia di lei, Marika. Marika ha reso Henny e Theo nonni di due ragazzi che crescono alla velocità della luce. Katja è un’eccellente fotografa di guerra, una ragazza determinata nella vita, meno nell’amore visto che quel Karsten la fa dannare non poco; Konstantin per quanto piccolo ha già la propensione all’ambizione e darà tante soddisfazioni alla sua famiglia allargata. Klaus, secondo figlio di Henny, ormai fa coppia fissa con Alex, ma i tempi non sono ancora maturi per poter gridare ai quattro venti la propria omosessualità. C’è da sperare che con gli anni a venire l’orientamento sessuale di una persona diventi cosa di poco conto.

Käthe e Rudi formano ancora la splendida coppia che abbiamo conosciuto e di sicuro quella che ha dovuto affrontare maggiori difficoltà, con la detenzione in un campo di concentramento della prima e la sparizione del secondo che ormai tutti davano per morto. Fortuna che così non è stato e ora i due che non hanno avuto figli cercano di essere buoni genitori per Ruth che però a rendere tranquilli i suoi non ci pensa proprio e verrà coinvolta in questioni internazionali più grandi di lei.

Lina e Louise continuano a gestire la libreria insieme a Momme. Gli anni passano e accettare lo scorrere del tempo e i cambiamenti che questo ha sul corpo delle persone non è semplice e farne i conti sarà Louise, la più fragile delle due e il cui ricorrere all’alcool sarà sempre più frequente, con una Lina che dovrà rassegnarsi alle fasi depressive della sua compagna.

Ida e Thian vivono ancora nella pensione di Guste e il loro matrimonio è una continua fonte d’amore e l’unica cosa che vorrebbero è che la loro splendida Florentine si decida a sposarsi, ma i piani della modella non prevedono al momento l’altare, ma l’idea di costruire una famiglia con il suo amato Robert è ciò che più la rende impaziente.

Con lo scorrere delle pagine assistiamo allo scorrere degli anni e veniamo trasportati negli anni settanta, ottanta e per concludere negli anni novanta. Poco per volta dovremmo salutare a malincuore alcuni dei nostri personaggi, perché la vita questo ci impone. Non mi ero mai appassionata così tanto ad una saga, non avevo mai fatto mai le gioie e i dolori dei personaggi, ma c’è sempre una prima volta. Metto via Aria di novità con l’idea (probabilmente utopica) che prima o poi alcuni di essi torneranno a farmi compagnia.

  • Titolo: Aria di novità
  • Autrice: Carmen Korn
  • Casa Editrice: Fazi Editore
  • Data di pubblicazione: 2 Marzo 2020

Il 2019 attraverso i libri!

Le classifiche di lettura di fine anno sono la cosa che più amo. Le cerco, le leggo, le commento e le critico se non vedo comparire dei libri che mi sono particolarmente piaciuti durante l’anno. Ogni volta diventa più difficile decretare i migliori libri letti negli ultimi dodici mesi, primo perché faccio tante belle letture e secondo perché a volte mi interrogo sul risultato di migliore: che vuol dire? Migliore nel senso di trama che mi ha spiazzato, per stile ineccepibile, per le emozioni che mi ha lasciato? Forse migliore è un bel mix delle cose sopra elencate e che ha all’interno altre sfumature che al momento mi sfuggono.

Passiamo alla cosa che più ci interessa: i libri. Quelli da me selezionati sono quelli che più porto nel cuore in questo momento. Ci sono degli autori che sono stati per me delle favolose scoperte, altri che sono stati delle conferme ed altri ancora di cui ho cambiato giudizio nei confronti dei loro libri.

  1. Il treno dei bambini, Viola Ardone (Einaudi)
  2. La vita bugiarda degli adulti, Elena Ferrante (Edizioni E/O) & Confidenza, Domenico Starnone (Einaudi).
  3. Persone normali, Sally Rooney (Einaudi)
  4. Ottanta rose mezz’ora, Cristiano Cavina (Marcos y Marcos)
  5. Fedeltà, Marco Missiroli (Einaudi)
  6. Almarina, Valeria Parrella (Einaudi)
  7. Svegliami a mezzanotte, Fuani Marino (Einaudi)
  8. Donne difficili, Roxane Gay (Einaudi)
  9. Benevolenza cosmica, Fabio Bacà (Adelphi)
  10. Jalna, Mazo de la Roche & È tempo di ricominciare, Carmen Korn (Fazi)

Il libro simbolo del mio 2019 è Il treno dei bambini di Viola Ardone. Simbolo perché è un libro che in molti stavamo aspettando, le aspettative nei confronti della storia di Amerigo erano alle stelle, aspettative che sono state tutte ripagate. Viola Ardone ha scritto uno di quei libri che rimarrà negli anni, fidatevi.

Secondo ex aequo (e credetemi è un caso) i libri Elena Ferrante e Domenico Starnone. Nessuno come questi due autori riesce ad incollarmi alle pagine e a farmi amare e detestare contemporaneamente i personaggi proposti. La vita bugiarda degli adulti e Confidenza non potevano non condividere la stessa posizione.

Terzo posto per Sally Rooney e il suo Persone normali. Rooney l’abbiamo conosciuta lo scorso anno con il suo caso editoriale, Parlarne tra amici. Credetemi se vi dico che con questo secondo libro Rooney si conferma essere una delle autrici più fenomenali del momento. Nessuna come lei è riuscita a spiegare gli amori disfunzionali e le dipendenze che si creano, nessuno è riuscito a dipingere così bene le relazioni dei giorni nostri.

Procedendo in classifica ci sono Ottanta rose mezz’ora di Cristiano Cavina, con una storia che definirei alquanto particolare e Fedeltà di Marco Missiroli, libro che ha diviso pubblico e critica. C’è chi lo ha amato e chi detestato: io mi sono posizionata tranquillamente nella prima sezione, Missiroli ha scritto un gran bel libro (e chi dice il contrario…).

Altri due posti per due autrici napoletane che sono diventate in poco tempo autrici del cuore. Almarina di Valeria Parrella (letto voracemente in un pomeriggio) e Svegliami a mezzanotte di Fuani Marino. Il libro di Fuani è la lettura più utile mai fatta negli ultimi anni.

Donne difficili di Roxane Gay è la prima raccolta di racconti che ho amato in tutto e per tutto (e detto da me che con i racconti proprio non ci vado d’accordo è un gran risultato), mentre Benevolenza Cosmica di Fabio Bacà è l’esordio migliore di quest’anno (questo sempre secondo me).

Chiudono sempre ex aequo due volumi di due saghe che mi hanno appassionato. Jalna di Mazo de la Roche ed È tempo di ricominciare di Carmen Korn. Di entrambi spero vivamente di poterne leggere ancora quanto prima possibile.

La mia lista è questa qui, se mi fermo un attimo mi vengono in mente altri titoli che avrei voluto inserire, quindi ora è meglio se chiudo se non voglio cambiare di nuovo per l’ennesima volta.

PS: come sempre aspetto le vostre letture e i vostri pareri.

È tempo di ricominciare| Carmen Korn

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È tempo di ricominciare e ricominciamo esattamente dal marzo del 1949. La seconda guerra mondiale è finita da qualche anno e le cicatrici del conflitto sono evidenti nelle città ancora distrutte e nella mente delle persone che faticano a dimenticare gli orrori causati dal nazismo. Amburgo è piana e di palazzi distrutti e di sfollati privi di un tetto sulla testa e che a fatica prova a rimettere insieme i pezzi e ripartire.

Dove avevamo lasciato le nostre amiche e dove le rincontriamo?

Henny con alle spalle una vedovanza e un divorzio ha sposato Theo di cui forse è sempre stata innamorata ha ripreso il suo lavoro da ostetrica e vede i suoi due bambini Marike e Klaus crescere e diventare i ragazzi di cui non potrebbe essere più fiera: Marike sposata con il suo inseparabile Ties e Klaus innamorato sempre di più di Alex. Henny è sicura di aver visto la sua amica Käthe la notte di San Silvestro e si tormenta in quanto non comprende perché l’amica non l’abbia fermata.

Käthe era stata arrestata nel 1945 dalla Gestapo insieme a sua madre e ora entrambe risultano disperse così come suo marito Rudy, prigioniero di guerra e detenuto in un campo di concentramento. Suo padre Alessandro Garuti si prodiga alla ricerca di quel figlio mai conosciuto la cui sorte è ancora oscura.

Ida è quella che ha coronato i suoi sogni: sposare l’amore della sua vita Tien e mettere al mondo il figlio tanto desiderato, la piccola Florentine. Tutti e tre vivono da Guste e per quanto Ida abbia lottato con tutte le forze per poter vivere il suo amore alla luce del sole, ben presto si stanca della routine familiare e ripensa più volte con nostalgia ai suoi due amori passati e alla sua posizione aristocratica che tanto le manca.

Lina, la cognata di Henny, dopo anni di lavoro in teatro ha aperto una libreria insieme alla compagna Louise e all’amico Momme chiamandola Landmann in omaggio all’amico Kurt.

È tempo di ricominciare dicevamo e lo devono fare anche loro, superare i dolori, cercare di mettersi alle spalle le mancanze e provare ad andare avanti perché c’è una vita da vivere e una storia da continuare a scrivere. Ci sono rapporti che si modificano, amori che nascono, bambini che crescono, amicizie che si solidificano.

Così come per il precedente Figlie di una nuova era, vediamo sviluppare le vite delle nostre amiche nel corso degli anni e le loro vicende personali si intrecciano con le vicende del periodo storico che stanno vivendo. Lasciati i conflitti mondiali alle spalle stavolta dovranno confrontarsi con i disordini e le manifestazioni che imperano nelle città, una guerra fredda che toccherà nuovamente il loro Paese con la nascita del muro di Berlino o l’eco della guerra in Vietnam.

È impossibile non amare questo libro, non affezionarsi alle storie e ai personaggi. Si soffre con loro, si ama con loro e si spera con loro e l’unica speranza di tutti noi lettori che abbiamo amato alla follia questi due capitoli è che il terzo volume della saga di Carmen Korn arrivi il prima possibile nelle nostre mani.

  • Titolo: È tempo di ricominciare
  • Autrice: Carmen Korn
  • Editore: Fazi editore
  • Data di pubblicazione: 8 Aprile 2019