La figlia femmina

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    • Titolo: La figlia femmina
    • Autrice: Anna Giurickovic Dato
    • Editore: Fazi
    • Data di pubblicazione: 26 Gennaio 2017

Ci sono libri di cui si è consapevoli che faranno male leggere. La figlia femmina rientra in questa categoria perché affronta un tema doloroso e controverso di cui per assurdo si parla poco: l’abuso sui minori. Nonostante i casi di cronaca ci assicurano che purtroppo fatti del genere accadono, l’abuso sui minori porta con sé tabù e reticenze che impediscono di parlarne.

Maria è cresciuta tra Rabat e Roma, figlia unica e forse per questo motivo immensamente amata dai suoi genitori. Silvia, sua madre, era spesso preoccupata dello strano comportamento di sua figlia che cambiava umore velocemente passando dalla calma all’aggressività, dalla contentezza alle lacrime nello stesso tempo di un battito di ciglia. Il marito invece in quella figlia che sua moglie non aveva paura di definire mostro non ci vedeva niente di strano. Era solo più intelligente rispetto ai bambini della sua età e i suoi cambi umorali erano dovuti a quello. Silvia dal suo canto non poteva che dar retta a quel marito che amava più della sua stessa vita e per cui si era messa contro l’intera famiglia che disapprovava l’unione vista la notevole differenza d’età.

Quando Giorgio muore precipitando inspiegabilmente dalla finestra il mondo di Silvia crolla. Per lei era impossibile andare avanti senza suo marito, senza il punto fermo fermo della sua vita; bisognava però farlo per amore della sua bambina che nonostante fosse legata visceralmente al padre non aveva versato neanche una lacrima. Sarà che era troppo piccola, sarà che ognuno reagisce al dolore in modo differente, ma Maria che aveva assistito alla scena e aveva visto svolgere l’incidente sotto i suoi occhi non mostrava alcun segno di turbamento. Silvia non poteva immaginare quello che succedeva la notte in camera della figlia. Non poteva immaginare che oltre alle favole che il marito raccontava alla figlia per farla addormentare succedesse dell’altro. I genitori hanno il dovere di difendere i figli dai pericoli del mondo esterno e dai mostri che lo abitano, ma cosa succede se il male arriva da chi ha il compito di proteggerci? Se l’orrore proviene da chi dovrebbe amarci? Cosa accade quando il mostro è uno dei nostri genitori?   

Sono passati degli anni dalla morte di Giorgio e sia Maria che Silvia hanno provato a mettersi alle spalle il dolore. Maria è una bella tredicenne che si porta addosso le insicurezze tipiche della sua età aggiunte a quelle della terribile esperienza vissuta, mentre Silvia prova a far ripartire la sua vita accanto a un nuovo uomo. E’ proprio Antonio che vuole presentare a sua figlia in una serata in cui Maria preso atto della sua avvenenza e consapevole di poter affascinare il suo corpo sembrerà voler sedurre il nuovo fidanzato della madre. Non ci vuole molto a capire che il tentativo di Maria è voler punire sua madre rea di non aver capito quello che accadeva sotto il suo tetto.

La figlia femmina è un esordio duro con passaggi che provocano rabbia e ribrezzo e il merito va all’autrice che ha trattato un tema forte ma in maniera delicata. Un libro che affronta un caso di una bambina violata dal suo stesso padre non si legge a cuor leggero; una storia in cui la sacrosanta infanzia e la purezza dei bambini non restano intatte non la dimentichi.