I migliori del 2018!

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Liste, liste, liste… quante ne avete lette e quante ancora ne leggerete? Fine anno si sa, è tempo di bilanci e abbondano liste sugli argomenti più disparati. Quella dei libri migliori dell’anno è la lista che più mi piace stilare, perché mi permette di fare considerazioni sulle letture che mi hanno tenuto compagnia in questi dodici mesi. È un momento tutto mio e con i miei amati libri: scoperte, conferme, delusioni e perdite di tempo. Soprattutto mi permette di ritornare su quei libri che anche quest’anno non mi sono decisa ad iniziare (Delitto e Castigo e Don Chisciotte prima o poi ci incontreremo); quelli lasciati a metà per svariati motivi e che riprenderò a inizio anno (L’idiota di Elif Batuman e Buongiorno, mezzanotte di Jean Rys); quelli a cui dare una seconda possibilità (Resoconto di Rachel Cusk, il problema sei tu o io?).

Ogni anno quando stilo la lista dei migliori c’è sempre qualcuno che ha da ridire su qualcosa. Un anno perché erano tutti libri scritti da scrittori (leggo più autori, mi dite il problema?), un altro perché c’erano troppi libri Einaudi (ho una libreria Billy piena di Einaudi, per la legge dei grandi numeri… traete voi le conclusioni). Quest’anno nei miei 12 (sì lo so, di solito se ne scelgono 10 ma il blog è mio e faccio come mi pare) ci sono sei libri di scrittori e sei di scrittrici e c’è una varietà di case editrici: contenti?

Ora basta chiacchiere e via con la lista.

  • Le assaggiatrici di Rosella Postorino, Feltrinelli.
  • Resto qui di Marco Balzano, Einaudi.
  • Napoli mon amour di Alessio Forgione, NN Editore.
  • L’animale femmina di Emanuela Canepa, Einaudi.
  • Il club degli uomini di Leonard Michaels, Einaudi.
  • La Corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg di Sandra Petrignani, Neri Pozza.
  • Nel cuore della notte di Marco Rossari, Einaudi.
  • Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman, Garzanti.
  • La ragazza del convenience store di Muraka Sayaka, Edizioni E/O.
  • Le fedeltà invisibili di Delphine De Vigan, Einaudi.
  • La notte non vuole venire di Alessio Arena, Fandango.
  • Preludio a un bacio di Tony Laudadio, NN Editore.

Quest’anno ho letto dei gran bei libri, ecco perché stilare questa lista è stato più difficile del previsto. Ci sono state delle piacevoli scoperte come Rosella Postorino e Alessio Arena. Della prima dopo il suo Le assaggiatrici (per cui ho fatto un tifo sfegatato per il Premio Campiello meritatamente vinto) mi sono fiondata su tutto ciò che ha scritto in precedenza, mentre del secondo oltre ad aver apprezzato il suo lato da scrittore ho iniziato ad ammirare anche quello di cantautore. Gli esordi a mio avviso migliori sono stati quelli di Emanuela Canepa e Alessio Forgione. Il primo libro è una storia sul potere, su chi lo esercita e chi lo subisce, mentre il secondo è stato l’esempio di un ottimo caso letterario, di quelli che ci riportano a discutere e confrontarci. Napoli mon amour è il dipinto di una generazione (la mia) che senza i mezzi per potersi affermare è costretta ad accontentarsi.

Di solito mi tengo alla larga dai casi editoriali, ma Elanor Oliphant sta benissimo e La ragazza del convenience store sono l’eccezione che conferma la regola. Problemi relazionali, solitudini forzate e giudizi errati accomunano le due protagoniste di questi due libri. Per la serie meglio tardi che mai ci sono Il club degli uomini e Le fedeltà invisibili. Acquistati appena usciti mi sono decisa a leggerli mesi dopo e in entrambi i casi una volta iniziati li ho messi via solo nel momento in cui li ho terminati. Per quanto riguarda i libri di Marco Rossari e Marco Balzano si è trattato di un vero e proprio amore al primo rigo (per Balzano sono ancora in lutto per il mancato Premio Strega), mentre Sandra Petrignani e Tony Laudadio sono state delle conferme. La prima non poteva deludermi con un libro dedicato a una delle più talentuose scrittrici della nostra letteratura recente, Natalia Ginzburg, il secondo mi ha dimostrato qualcosa che già sapevo: Laudadio sa scrivere e sa farlo pure bene.

Special Mention.

In questa classifica di libri letti e usciti nel 2018 devo fare una menzione speciale per Chiedo scusa di Francesco Abate. A questo libro ci sono arrivata dopo Torpedone trapiantati. Abate ha la capacità di farti piangere contemporaneamente dalle risate e dalla commozione.

La notte non vuole venire

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  • Titolo: La notte non vuole venire
  • Autore: Alessio Arena
  • Editore: Fandango
  • Data di pubblicazione: 4 Ottobre 2018

Ciò che hai appena letto è un romanzo di finzione ispirato alla vita di Griselda Andretini in arte Gilda Mignonette.

Quando ho finito di leggere La notte non vuole venire e ho letto questo passaggio ho pensato che a quel punto non mi interessava più sapere cosa fosse vero e cosa falso, cosa corrispondeva a verità certificata e cosa a pura finzione narrativa. Voglio immaginare che la vita di Gilda Andreatini conosciuta come la Mignonette sia andata proprio come Alessio Arena me l’ha raccontata attraverso i ricordi di Esterina, la guagliona che il giorno che vide la Mignonette in trattoria non si fece scrupoli a proporsi come sua assistente visto che aveva sentito che Gilda era in partenza con gli Stati Uniti e la guagliona voleva partire con lei.

Il racconto inizia sulla nave che riportava la Mignonette in patria per realizzare il suo ultimo desiderio e cioè morire nella sua amata Napoli. Esterina ricorda la parte della sua vita trascorsa accanto a Donna Gilda, dagli inizi nei teatri di New York fino a giorno in cui dopo l’insospettabile tradimento della guagliona, Donna Gilda pose fine a qualsiasi tipo di rapporto con lei.

Ricorda quando Gilda la vide, minuta e con una capigliatura completamente bianca che la faceva sembrare più vecchia di quello che era. Gilda pensò che una guagliona così le avrebbe fatto comodo, ma cosa più importante Esterina non avrebbe mai rappresentato un pericolo per lei che abituata alle luci della ribalta era abituata anche ad avere tutta l’attenzione su di sé. Insomma nessuno si sarebbe voltato a guardare Esterina quando potevano ammirare Gilda.

La Mignonette quindi si apprestava a conquistare gli Stati Uniti grazie ad una tournée organizzata nel Paese del nuovo continente dal suo futuro marito, l’imprenditore Frank Acierno. A New York e non solo ad attenderla c’erano gli italiani approdati anni prima e che avevano eletto la Mignonette come la voce dei migranti e che grazie alle canzoni che cantava potevano rivivere le emozioni della patria ormai lontana. Un’ascesa professionale certa e un futuro marito follemente innamorato e che si era messo a suo completo servizio facevano di Gilda una donna realizzata in tutti i campi, ma non è tutto oro quello che luccica e il matrimonio all’apparenza solido e fondato sull’amore reciproco aveva una crepa non indifferente e anche se Gilda professionalmente racimolava successi, dal punto di vista privato dovette subire varie batoste, tra cui il sapere di non poter avere figli che accentuarono la sua dipendenza dall’alcool, già fortemente fuori controllo. In tutto ciò la guagliona era sempre al suo fianco, o meglio al suo servizio, beneficiando dell’amicizia del poeta Federico Garcia Lorca, che l’aiuterà in un momento cruciale della sua vita ed otterrà ciò che Gilda credeva esser completamente suo.

Alessio Arena, cantautore e scrittore napoletano, ci fa conoscere la straordinaria vita di una cantante che ha segnato un’epoca e che è stata la voce di Napoli nel mondo per molti anni. Ammetto l’ignoranza: non avevo idea di chi fosse la Mignonette. Merito ad Arena di averla raccontata facendomi appassionare pagina dopo pagina. Riammetto l’ignoranza: conoscevo poco o niente l’autore. Di Alessio Arena avevo letto giusto un suo racconto qualche anno fa contenuto in Panamericana edito La Nuova Frontiera (e già avevo detto che il suo racconto insieme a quello di Paolo Piccirillo erano i migliori in assoluto). Grazie ad Arena ho scoperto Alejandro Palomas avendo lui tradotto due suoi libri (e gli sarò sempre grata di avermi fatto conoscere Palomas), ma di suoi libri avevo letto niente.

Poche settimane fa mi è stato consigliato, o meglio, mi è stato detto: recupera tutti i libri di Alessio Arena perché è uno scrittore che merita. Questo libro ne è la conferma. Leggo tanto, di storie belle ne trovo parecchie e di autori bravi anche, ecco Alessio Arena è bravissimo e scrive storie che valgono la pena di essere lette: vi pare poco?

(Questo post è presente anche su Idea Napoli)