Tanta vita

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    • Titolo: Tanta vita
    • Autore: Alejandro Palomas
    • Editore: Neri Pozza
    • Data di pubblicazione:
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Mencia, Flavia, Lia, Beatriz e Ines. Cinque donne, tre generazioni, tante vite e tanti dolori. Nonna Mencia è una noventenne che agli sgoccioli della sua vita ha deciso di non avere più peli sulla lingua con nessuno. Non è un’adorabile vecchietta, anzi, è arzilla, indisponente, per certi versi maleducata e pretende di essere accudita dalle sue due figlie. Flavia ha visto andar via senza fare più ritorno il grande amore della sua vita; Lia ha visto sparire o meglio non ha visto più tornare sua figlia Helena. Helena era la figlia piana di vita e irrequieta che alla madre aveva sempre preferito il padre e che con Lia nel tempo aveva costruito un rapporto che coincideva più con l’amicizia che con l’essere madre e figlia. Beatriz e Ines avevano capito entrambe che i loro matrimoni erano ormai finiti per colpe e ragioni diverse. Per Beatriz era stato Arturo a mettere la parola fine con un semplice bigliettino, per Ines era stata lei ad essersi innamorata di un’altra donna che le aveva fatto capire che la passione e il trasporto che provava per Sandra non era paragonabile a ciò che Ines provava per suo marito.

Queste cinque donne già cariche di dolori propri si troveranno al capezzale del piccolo Tristan, il figlio di Ines, dal momento che una forma aggressiva di leucemia ha deciso di strapparlo alla vita a soli sei anni.

Alejandro Palomas affronta uno dei temi più ricorrenti nei suoi romanzi: l’esistenza del dolore nella vita e il suo superamento. Si può convivere con il dolore o meglio si può tornare a vivere dopo aver sofferto tanto? Quando tua figlia scompare nelle acque del mare e il suo corpo non viene neanche ritrovato per potergli dare degna sepoltura e poterlo piangere, quando tuo figlio riesce a vivere solo sei anni e poi una malattia te lo porta via dove trovi le forze per andare avanti e tornare a vivere? Queste perdite sono dolori che irrimediabilmente ti cambiano, ti abbrutiscono, ti rendono ostili alla felicità altrui e ti fanno sentire in colpa di provare nuova serenità e felicità. Alejandro Palomas oltre a scrivere un emozionante romanzo riesce a delineare alla perfezione differenti tipi di donna che in comune hanno la grinta di andare avanti e il coraggio di non lasciarsi scoraggiare nemmeno di fronte alla morte. Tanta Vita è forse il romanzo più toccante dello scrittore spagnolo che ho conosciuto per caso e che in breve tempo è diventato uno dei miei preferiti.

Capodanno da mia madre

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    • Titolo: Capodanno da mia madre
    • Autore: Alejandro Palomas
    • Editore: Neri Pozza
    • Data di pubblicazione: 5 Novembre 2015
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Finalmente, dopo tanti tentativi frustrati, tutti noi che siamo il sangue del suo sangue ci sediamo a tavola per festeggiare l’ultimo dell’anno e brinderemo insieme.

Quasi non sembra vero ad Amalia che questo Capodanno lo trascorrerà con la sua famiglia al completo visto che negli ultimi anni mancava sempre qualcuno impegnato con la propria vita a festeggiare altrove. Quest’anno invece sarà diverso e il Capodanno potrà festeggiarlo con i suoi tre figli Silvia, Fer ed Emma, Olga la compagna di quest’ultima e suo fratello Eduardo. Con caratteri e personalità diverse c’è da scommettere che i botti non saranno solo quelli che esploderanno allo scoccare della mezzanotte e il Capodanno in questione sarà l’occasione per tirare giù le maschere che ognuno si è messo e che non riesce neanche a togliere davanti ai propri cari.

Amalia a dispetto dell’età e del ruolo che ricopre, quello di madre, è una donna che potrebbe sembrare poco responsabile e molto svampita, sempre pronta a fidarsi del primo che conosce. E’ una donna che non vede il male nelle persone e questo spiega perché è riuscita a stare tanti anni col marito truffatore incallito. Silvia da brava figlia maggiore si assume ogni volta il compito di togliere sua madre dai guai in cui si è cacciata e tiene tutti sotto controllo manco fosse un maggiore dell’esercito. Da dire che Silvia non è sempre stata così, c’è un prima e un dopo. Un prima in cui Silvia era una ragazza allegra, spensierata e affamata di vita e un dopo in cui a seguito di due aborti Silvia è cambiata diventando una persona maniaca del controllo, dell’ordine, iperprotettiva e che fa diventare tutto un’ossessione, il tutto per cercare di tappare quel vuoto che sente all’interno di sé.

Fer, il figlio di mezzo, si è ritrovato a vivere di nuovo con sua madre Amalia dopo che il compagno una mattina ha deciso che la loro relazione era giunta al termine; Andres gli ha lasciato Max, un alano e la paura di buttarsi in nuovi rapporti. Infine c’è Emma, la più piccola di casa che in un pomeriggio si è vista cambiare completamente la sua vita quando la sua compagna Sara è rimasta vittima di un incidente. Sono passati degli anni e lei ha ritrovato la felicità accanto ad Olga, la classica so tutto io che non sprizza simpatia da nessun poro. E’ impossibile capire se con Olga Emma abbia ritrovato effettivamente l’amore o le serviva una persona che colmasse l’assenza di Sara. Meno male che c’è zio Eduardo, l’allegria fatta persona, un concentrato di eccentricità e storie bizzarre da raccontare.

Non puoi trovare pace evitando la vita, Leonard 

Questa frase è un segnale che Fer ed Emma hanno adottato e che usano quando vogliono far capire all’altro che è arrivato il momento di voltare pagina e andare avanti, anche se fa male e anche se la vita procurerà loro nuove sofferenze. Siamo il risultato delle nostre ferite e dei nostri dolori che irrimediabilmente ci modificano e ci cambiano. Tutti abbiamo avuto a che fare con perdite e mancanze, con lutti e con addii, ma la vita è anche questo e soprattutto è rialzarsi e andare avanti, anche se fa male e farà di nuovo male. Non è detto che se evito la fiamma non mi scotto, perché la sofferenza potrebbe arrivare in un altro modo.

Credevo di trovarmi davanti a un romanzo spensierato e invece è una perfetta sintesi di momenti leggeri e ironici ma anche profondi e significativi. Personaggi delineati alla perfezione con le loro vite descritte e dosate poco alla volta, personaggi che è impossibile non amare e dimenticare.

Un figlio

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    • Titolo: Un figlio
    • Autore: Alejandro Palomas
    • Editore: Neri Pozza
    • Data di pubblicazione: 22 Settembre 2016
    • Acquista il libro su Amazon: Un figlio

Che poi cosa ci sarebbe di tanto sbagliato a voler essere Mary Poppins?

Una mattina in classe la maestra Sonia ha fatto una di quelle domande che si fanno spesso ai bambini: cosa volete fare da grandi? Tra risposte scontate come calciatori e modelle o ambiziose come presidenti e principesse c’è una risposta che lascia perplessa la maestra. Guille risponde io da grande voglio essere Mary Poppins. La differenza tra voler essere e voler essere come non sfugge alla maestra Sonia che vede in quella risposta un campanello d’allarme. Di sicuro in quella affermazione c’è molto altro, un aiuto che Guille le sta mandando e che lei deve approfondire.

Può sembrare un eccesso di scrupolo o paranoia ma la maestra convoca con urgenza il padre di Guille, il signor Manuel, per metterlo al corrente non solo della strana risposta del figlio ma anche del fatto che il bambino è piuttosto taciturno e solitario, non ha legato con nessun bambino della classe se non con Nazia, la bambina pakistana e che quindi sarebbe opportuno che Guille facesse degli incontri con la psicologa della scuola.

Seppur con delle riserve il signor Manuel accetta che questi incontri avvengano anche se non capisce l’allarmismo della maestra. Sa che suo figlio è speciale e diverso dagli altri e l’unico problema che ha è che gli manca molto sua madre che da qualche mese a causa della situazione economica della famiglia ha dovuto accettare di lavorare a Dubai e quindi Guille proietta in Mary Poppins la figura materna che al momento è lontana.

Quando Guille era piccolo la storia di Mary Poppins sua madre gliela raccontava sempre. Insieme hanno visto tante di quelle volte il film che sapevano a memoria canzoni e battute e sempre insieme sono andati a vedere lo spettacolo teatrale a Londra proprio poco prima che lei partisse per Dubai. Guille sa che se dice con convinzione  supercalifragilistichespiralidoso tutto tornerà alla normalità. Cantando quella parola magica sua madre tornerà da Dubai, suo padre smetterà di piangere ogni sera davanti allo schermo del PC e Nazia, la sua unica amica Nazia, non sarà costretta a partire per il Pakistan e sposare un uomo molto più grande di lei che nemmeno conosce.

Maria, la psicologa della scuola che in breve tempo si affezionerà a Guille, capisce dai disegni del bambino che le preoccupazioni del piccolo sono molteplici e che quei fogli sono un puzzle che contengono le risposte a tutte le sue domande.

Guille è un personaggio straordinario, un piccolo grande bambino; piccolo nel momento in cui si fissa con Mary Poppins, affascinato e ossessionato da quel mondo fantastico e infantile e grande nel momento in cui è consapevole di dover preservare dal dolore suo padre. Il padre nasconde a Guille la scomparsa di sua madre inconsapevole che il bambino ne è al corrente e che a preoccuparlo di più sono le lacrime che lui ogni sera riversa sullo schermo del PC spento, quando finge di sentire la moglie attraverso Skype per rassicurare suo figlio. Toccante e memorabile Un figlio affronta con apparente leggerezza il tema della scomparsa di una persona cara e l’elaborazione di questo: libro eccellente.