Come muoversi tra la folla| Camille Bordas

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Nelle ultime settimane il mio tempo dedicato alla lettura è stato simile a degli sbalzi d’umore. Giorni e giorni in cui non riuscivo a portare a termine mezza pagina di un libro e giorni in cui mi bastavano un paio di ore per iniziarne e finirne uno. C’è stato un libro sbucato un po’ per caso che fa parte della seconda categoria: iniziato, finito, amato, indimenticabile (probabilmente finirà tra le mie letture più belle di sempre ma a questo ci arriveremo poi).

Come muoversi tra la folla di Camille Bordas, SEM, racconta la storia di un ragazzino di undici anni, Isidore Mazal, chiamato da tutti Dory anche se lui preferirebbe di gran lunga essere chiamato Izzie.

Dory (scusami se anche io ti chiamo così) vive con la sua numerosa famiglia, madre, padre e ben cinque fratelli (sono tre sorelle e tre fratelli) tutti più grandi di lui e tutti ma proprio tutti dei cervelloni. Berenice studia a Parigi muovendosi da un dottorato all’altro, Aurore e Leonard sono entrambi impegnati a lavorare sulle rispettive tesi, Jeremie studia al conservatorio e Simone per quanto abbia ancora tredici anni è già al secondo anno di liceo.

Una famiglia geniale dove il piccolo Dory si sente spesso fuori posto se paragonato ai fratelli che vede invincibili ed inarrivabili; lui ad esempio è il solo a non aver fatto più anni in uno, cosa che lo tormenta non poco.

A guardarla da fuori la famiglia Mazal è una famiglia invidiabile. A tavola si discute di filosofia, la televisione è vista solo se ha scopi educativi o stimola un dibattito, ma a ben guardare c’è sempre l’altro lato della medaglia: sono completamente inadatti ai rapporti interpersonali. Sono persone intelligentissime che non sanno come muoversi nel mondo, che trattano gli altri con sufficienza e che non perdono occasione per ribadire la loro superiorità.

A loro si oppone Dory con la sua ingenuità e il suo sguardo disincantato sul mondo, l’unico a non aver fatto due anni scolastici in uno e l’unico in grado di abbandonarsi alla visione di un film senza per forza mettere su una critica cinematografica dura e pura.

Quando il padre muore, Dory sarà il solo ed unico componente della famiglia a preoccuparsi della reazione di ognuno, provando con la sua purezza e la sua delicatezza a fornire un sostegno a tutti.

Come muoversi tra la folla si muove su più linee; da una parte i rapporti personali e la difficoltà che essi comportano, dall’altra il tema che ricopre più spazio: il lutto e la sua elaborazione con tutto il carico emotivo che questo comporta.

Avevo iniziato dicendo che questo finirà tre le mie letture più belle di sempre e il motivo è molto semplice. Quando tra le pagine di un libro scorgi pezzi della tua vita scritti nero su bianco, non si può rimanere indifferenti e questi libri diventano immediatamente pezzi di cuore di cui non si potrà più fare a meno.

  • Titolo: Come muoversi tra la folla
  • Autrice: Camille Bordas
  • Casa Editrice: SEM
  • Data di pubblicazione: 21 Marzo 2019

Diario semiserio di quarantena| Settimana numero…

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Settimana di quarantena numero…

Non ricordo il momento in cui ho smesso di contare i giorni passati tra le mura domestiche e tanto meno mi affretto a segnare sul calendario quanto manca alla liberazione; in teoria il 4 maggio, ma hanno spostato talmente tante volte la data di fine lockdown che ormai sono credibili quanto quelli di “Poltrone e Sofà” quando dicono che è l’ultimo weekend di sconti.

Questa dovrebbe essere l’ultima settimana di isolamento, da lunedì prossimo si torna alla vita di prima. Più o meno. Mascherine, guanti, distanziamento sociale, due persone per volta all’interno degli esercizi pubblici, vietati ancora gli assembramenti, se si esce a fare una passeggiata bisogna mantenere la distanza di un metro e mezzo e insomma tutta questa voglia di tornare lì fuori a me è passata. Si chiama adattamento, mi dicono, non c’è da spaventarsi o da preoccuparsi. Sarà che prima di tutto questo la mia non era una vida loca, sarà che sola ci sto benissimo (sola sola no, mi basta quella povera santa che da quasi trent’anni mi sopporta), sarà che già prima non ero tipo da baci e abbracci, saranno tante di quelle cose che cambiamo discorso che è meglio che con i miei discorsi da folle non voglio annoiare nessuno.

Avviso i gentili lettori che è tornata la voglia di leggere e possiamo tutti tirare un sospiro di sollievo. Questa cosa di non riuscire a portare a termine neanche mezza pagina mi innervosiva e mi faceva pensare al fatto di star sprecando tutto il tempo in eccesso che mi era stato dato. La lettura non è costrizione e non è obbligatoria, mi sarò sgolata a forza di dirlo ai ragazzi del mio corso di lettura e scrittura, ma come tutti gli ipocriti non seguo i consigli che io stessa do.

Cosa ho letto e cosa sto leggendo?

Il mio anno di riposo e oblio di Ottessa Moshfegh, Feltrinelli, una donna che per superare una fase dolorosa della sua vita decide di abbandonarsi al sonno e quante volte mi sono detta, voglio fare come lei e svegliarmi a quarantena finita se non fosse per la quantità industriale di farmaci che assume per addormentarsi. Un paese terribile di Keith Gessen, Einaudi, un ragazzo nato in Russia e trasferitosi negli USA all’età di sei anni e che ritorna nel paese natio per prendersi cura della nonna quasi novantenne. Quello che crede di trovare è un paese per l’appunto terribile, invece imparerà ad amare pregi e difetti di una nazione di cui ben presto si renderà conto non sapere nulla.

La ricetta del cuore in subbuglio e Una rivoluzione sentimentale di Viola Ardone, entrambi Salani. Dopo essermi completamente innamorata di Amerigo, sentivo la necessità di recuperare i primi due lavori di Viola Ardone, per mettermi in pari con un’autrice che in pochissimo tempo è diventata autrice del cuore. Recuperandoli mi sono resa conto di quanto la sua scrittura sia maturata nel terzo libro (il secondo poi mi è piaciuto particolarmente anche se io e Zelda abbiamo un po’ litigato a causa di alcune sue scelte, ma questi sono i deliri della me lettrice a parlare, voi passate avanti). Stesso discorso per Mosca più balena, Minimum Fax e Il Verdetto, La Nave di Teseo di Valeria Parrella (che con Almarina è candidata allo Strega e qui si tifa tantissimo per lei). Non sono amante dei racconti e questo mi porta ad escluderli nel momento in cui devo acquistare un libro nuovo. Capita quindi di perdermi dei libri belli, come quelli sopra citati.

Florence Gordon di Brian Morton, Sonzogno e La famiglia Karnowki di Israel J. Singer, Adelphi, sono due libri che mi sono stati consigliati da due amiche lettrici e che hanno colto il segno. Il primo su una scrittrice femminista alle prese con la sua autobiografia e la sua caotica famiglia e il secondo una saga raccontata attraverso le tre generazioni familiari.

E in lettura? Come muoversi tra la folla di Camille Bordas, SEM, Falsa partenza di Marion Messina, La Nave di Teseo e Tempo variabile di Jenny Offill, NN Editore di cui spero di parlarvi prestissimo.

Come sempre, ci leggiamo alla prossima.

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Sulla questione librerie aperte| Segnalazioni culturali

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E così domani riaprono le librerie. Bisogna dare un segnale di speranza al Paese e questo segnale deve arrivare dalle librerie, perché il libro è un bene di prima necessità, che ciba l’anima, che fa viaggiare anche restando in casa e aggiungete voi un altro paio di frasi retoriche legate ai libri e alla lettura, perché io ne sono davvero piena.

Siamo il Paese in cui sei italiani su dieci dichiarano di non aver aperto un libro neanche per sbaglio in dodici mesi, ma che in queste settimane brama un libro come mai nella vita: ci voleva una pandemia per rendere gli italiani lettori e noi non lo sapevamo.

Da settimane siamo chiusi in casa e le nostre uscite sono razionate. Ci hanno detto che è per il nostro bene e lo stiamo facendo e continueremo a farlo fino a quando la situazione ce lo imporrà. I contagi stanno diminuendo, vero, ma non possiamo tirare ancora un sospiro di sollievo, perché cinque-seicento morti al giorno non sono pochi, millecinque-duemila contagi al giorno non sono per niente pochi.

Pensare di riaprire quando le condizioni del Paese sono ancora critiche, quando la fase peggiore non ce la siamo ancora messa alle spalle è da folli e conferma quello che ho sempre pensato fin dall’inizio di questa emergenza: siamo in mano a degli incapaci e provvedimenti del genere non fanno che confermare la mia tesi.

Domani alcune librerie riapriranno e vi chiedo: voi ci andreste? Non so voi, ma quando tocca a me uscire per fare la spesa, esco da casa con un livello d’ansia livello Carlo Verdone. Indosso mascherina e guanti, sto ben attenta a stare lontana dagli altri e quando sono all’interno del supermercato faccio la spesa nel minor tempo possibile e quando ritorno a casa oltre a provvedere a lavarmi le mani come se dovessi entrare in una sala operatoria tiro un forte sospiro di sollievo.

Altra cosa. Nel mio paesello da quartiere a quartiere non ci si può spostare senza valide ragioni e la libreria non è nel mio quartiere: rischio qualcosa? Ci dicono di stare a casa quanto più è possibile e ci forniscono motivi per uscire di casa.

La libreria è uno dei miei posti preferiti, ci passo ore. Spulcio i titoli, ammiro le copertine, mi lascio rapire dalla trama, soprattutto parlo con i librai di quel libro piuttosto che di quell’altro o parlo con gli altri clienti, chi come me si è recato in libreria per respirare cultura e sentir parlare qualcun altro nella lingua dei libri. L’idea di dover andare in libreria con l’ansia addosso non mi piace. L’idea di aver il tempo contato neanche. Il pensiero di non poter toccare i libri o poter scambiare quattro chiacchiere con il libraio non mi piace e mi fa pensare che a casa sto meglio e che se proprio sento la necessità di acquistare un libro provvedo in un altro modo.

Nelle ultime settimane le librerie indipendenti si sono organizzate con le spedizioni domiciliari. Su libridaasporto c’è l’elenco di tantissime librerie italiane che hanno aderito al progetto: perché non continuare così? Perché esporre al contagio delle persone quando il pericolo è ancora alto?

Quelli che si lamentavano della chiusura delle librerie e che pensavano che la cultura si fosse fermata, probabilmente non hanno visto cosa la cultura sia stata in grado di fare nell’ultimo mese.

Sono nate tantissime iniziative online, come Decameron-una storia ci salverà, un vero e proprio festival digitale o Sos Lettura. ideato da Giusi Migliaccio e Lorena Spampinato, una pagina Instagram ricchissima con i consigli di lettura che arrivano direttamente dagli scrittori. La Feltrinelli propone Le Conversazioni, il Salone del Libro ha organizzato #SalToConTe: nel primo ci sono due autori a confronto, nel secondo letture e consigli d’autore.

Sempre su Instagram c’è un’esplosione di dirette fatte dagli autori stessi o in compagnia di personaggi dello spettacolo. Caterina Balivo ogni pomeriggio alle 15.00 insieme al marito Guido Maria Brera va in scena con #MyNextBook , Vinicio Marchioni sempre alle 15.00 propone #LibriACasa e Marta Perego propone #InDirettaConLoScrittore verso le 17.00.

È vero, questa emergenza sanitaria ha messo in crisi un sistema, quello editoriale, che in crisi c’era già di suo e che probabilmente dovrà fare i salti mortali per cercare di rimanere a galla. Leggo di case editrici che hanno chiesto di essere messe in cassa integrazione e che molte non sanno se riapriranno. Ci sono pubblicazioni rimandate, alcune saltate del tutto. La distribuzione dovrebbe riaprire a metà maggio e considerato che si sono fermate a metà marzo questo vuole dire migliaia di libri andati in fumo. Le presentazioni dei libri chissà quando riprenderanno e la maggior parte dei festival culturali sono stati riprogrammati, ma ad oggi niente è certo e la situazione è drammatica.

Mai però come in queste settimane la cultura ha dimostrato che è viva e che lotta insieme a noi ed io spero che quando torneremo alla tanto agognata normalità ci siano ancora tutte queste iniziative a tenerci compagnia.

PS: in Lombardia Attilio Fontana ha deciso che le librerie non riapriranno ed è notizia di mentre scrivo che Vincenzo De Luca ha preso lo stesso provvedimento per le librerie campane, chiuse fino al 3 maggio, così come in Piemonte.

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Solidarietà digitale| Iniziative editoriali

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In queste settimane complicate e difficili da gestire sono tantissimi quelli che si stanno mettendo a disposizione offrendo i loro servizi in maniera gratuita o quasi. Da tutte queste lodevoli iniziative non poteva esimersi il mondo editoriale che si è schierato al fianco dei propri lettori che in questo periodo cercano maggiormente conforto nella lettura dei loro amati libri.

Prima di iniziare vi voglio segnalare il sito Solidarietà Digitale l’iniziativa del Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione dove sono presenti tutti i servizi e le iniziative per i privati e le aziende.

Questo vuole essere un elenco di alcune di queste iniziative, sono davvero tantissime e stare dietro a tutti è complicato, ma ci proviamo lo stesso.

ADD Editore

Fino al 17 aprile la casa editrice mette a disposizione gratuitamente l’ebook di Tito Faraci, Mickey. Uomini e topo.

Adelphi: Microgrammi

La casa editrice Adelphi ha inaugurato in questi giorni la collana Microgrammi, collana dove escono in digitale alcuni dei libri che in queste settimane avremmo trovato in libreria e che usciranno a data da destinarsi, più qualche chicca che non era prevista nel calendario editoriale e che la casa editrice ha deciso di concederci comunque.

Cliquot Edizioni

Ogni settimana la casa editrice regala un eBook del proprio catalogo. Seguite il sito e i relativi canali social per essere aggiornati sulle uscite.

DeA Planeta 

#acasaconaudible Audiolibri da ascoltare gratuitamente in streaming sulla pagina web dedicata del sito di Audible. Al momento i titoli disponibili sono i seguenti:

Sul sito disponibili i titoli mesi a disposizione gratuitamente o attualmente in offerta speciale.

Edicola Ediciones

La casa editrice mette a disposizione gratuitamente il romanzo di Andrés Montero, Tony Nessuno .

Edizioni Lindau

Hanno selezionato 10 eBook in download gratuito di grandi autori presenti nel proprio catalogo con titoli poco noti all’interno della loro produzione letteraria ma dal grande valore culturale: Henry James, D. H. Lawrence, Joris-Karl Huysmans, Arthur Schnitzler… Sul sito della casa editrice tutti i titoli.

Fazi Editore

La casa editrice Fazi Editore per dimostrare vicinanza ai propri lettori ha deciso di regalare ogni lunedì un ebook del loro catalogo. Tenete d’occhio il sito ufficiale per non perdervi nessuno dei loro libri.

Feltrinelli

Ogni settimana Feltrinelli metterà in offerta una selezione di libri del proprio catalogo. Nella sezione #leggiamoacasa tutti gli ebook scontati o totalmente gratuiti messi a disposizione dalla casa editrice. A sua volta FeltrinelliComics la collana dedicata al mondo delle graphic novel, regala ogni settimana ben due titoli del loro catalogo.

Rimanendo in casa Feltrinelli, lo scrittore Lorenzo Marone ha reso disponibile online un suo racconto: La primavera torna sempre. Il racconto è gratuito ed è scaricabile su tutte le piattaforme online, al suo interno ci sono le modalità per sostenere l’ospedale Cotugno di Napoli. 

Gallucci Editore

La casa editrice mette a disposizione gratuitamente alcuni dei suoi libri in catalogo dedicati ai bambini e ai ragazzi. Sul sito della casa editrice tutti gli ebook in regalo.

Il Saggiatore

Sono giorni di solitudine forzata, ore lunghissime e incertezza. Purtroppo non possiamo fare molto per alleviare la vostra preoccupazione, se non regalarvi quello che abbiamo e che per noi è più prezioso: i nostri titoli, le nostre parole, le nostre storie. Ogni due giorni troverete in questa pagina un ebook da scaricare gratuitamente. Sul sito della casa editrice Il Saggiatore trovate l’elenco degli ebook a disposizione.

La Nave di Teseo

La casa editrice ha messo a disposizione gratuitamente l’ebook del romanzo di Sofja Tolstaja, Amore colpevole.

Las Vegas Edizioni

Dal 16 marzo al 6 aprile la casa editrice ha regalato ogni giorno un eBook gratuito del loro catalogo. Per tutti i lettori che non hanno scaricato gli omaggi sul sito c’è l’intera selezione offerta ed è possibile continuare ad usufruire dei loro regali.

Marsilio

La casa editrice Marsilio rilascia ogni giorno un eBook del proprio catalogo al prezzo di € 1,99, in più una volta a settimana regala un eBook. Seguite il loro sito per essere aggiornati sul calendario d’uscita.

Neri Pozza

A partire dal 2 aprile, alcuni dei titoli Neri Pozza saranno disponibili al prezzo di 1,99 euro su tutti gli store, di seguito il calendario delle uscite:

  • 2 aprile, L’assassinio di Florence Nightingale Shore di Jessica Fellowes;
  • 6 aprile, Un matrimonio americano di Tayari Jones;
  • 19 aprile, La corsara di Sandra Petrignani;
  • 20 aprile, Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque.

NN Editore

Roberto Camurri ha scritto il racconto Acqua edito da NN Editore acquistabile online fino al 31 luglio e il cui ricavato sarà devoluto interamente alla Croce Rossa Italiana.

Nottetempo

La casa editrice ha dato il via a una nuova collana dal titolo Semi che raccoglie piccoli libri che offrono delle riflessioni sulla particolare situazione che stiamo vivendo. Ogni settimana sarà possibile scaricare ben due titoli sia sul sito della casa editrice sia su tutti gli store digitali.

Sellerio

L’omaggio di Antonio Manzini ai lettori, un racconto inedito, un’indagine di Rocco Schiavone per sorridere un po’ e sostenere, chi lo volesse, l’ospedale Spallanzani di Roma con una donazione. 

PS: post in aggiornamento, se siete a conoscenza di altre iniziative potete segnalarle.

Diario semiserio di quarantena| E tu come stai?

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Settimana di quarantena numero… non me lo ricordo. Considerando che tutta Italia è stata dichiarata zona rossa tra il nove e il dieci marzo, ci stiamo avvicinando a un mese esatto dall’inizio di questa reclusione forzata.

Come state? Domanda quasi sciocca, me ne rendo conto. Potrei rispondere che sto bene, perché sono a casa mia, tranquilla, i miei familiari stanno bene e al momento il virus non ha toccato da vicino nessuno che conosco e questo al momento è davvero una grande fortuna. Se dovessi fare l’esercizio che mi fa fare il mio terapeuta, scelga tre emozioni che descrivono il suo stato d’animo in questo momento, sceglierei: angosciata, annoiata e malinconica.

Angoscia. Non ci sarebbe bisogno di spiegarlo, la situazione è quella che conosciamo bene tutti. Il rito della protezione civile alle 18 del pomeriggio è diventato un momento fisso. Lo aspettiamo, lo temiamo, lo seguiamo e ci disperiamo, perché i numeri sono ancora alti e la strada verso il ritorno alla normalità è ancora lunga. Quello che mi angoscia di più è proprio questa incertezza costante: nessuno sa cosa succederà dopo e soprattutto quando ci sarà il dopo. Saremo diversi, saremo migliori, sapremo valorizzare di più le piccole cose, sapremo apprezzare di più le persone che ci sono accanto. Sulla carta sarà così, ma la normalità che tanto bramiamo è lontana e al momento non è arrivato nessuno a dirci che tornerà tutto come prima, o almeno non subito.

Noia. Non so voi, ma le ultime due settimane hanno rappresentato il picco della noia. Noia verso le serie TV viste e riviste, noia per le nuove che non mi appassionavano, noia per qualsiasi tipo di attività che mi proponevo di iniziare per evitare di passare quindici ore della giornata latitando tra letto e divano e soprattutto noia per i libri. Per chi come me ha sempre vissuto con un libro sul comodino, uno in borsa, uno sulla mensola e uno in qualsiasi altro posto, non leggere è stato strano. La concentrazione non c’era, la calma necessaria per approcciarmi alla lettura neanche. Mi sono confrontata con tantissimi lettori in questi giorni e tutti, ma proprio tutti, mi dicevano di essere nella mia stessa situazione: perché non leggo? Avrei voluto avere la risposta alla domanda che in tanti mi hanno fatto, ma non l’avevo, perché ero la prima a non capire il perché. Io che nei momenti più difficili, più critici, più impegnativi della mia vita riuscivo sempre a trovare il tempo per scappare tra le pagine di un libro all’improvviso non leggevo più. Dicevo, la risposta non l’avevo, ma probabilmente la risposta era più semplice di quanto pensassi: non leggo, perché non sono serena. Non leggo, perché quello che sta succedendo fuori mi terrorizza, mi fa gelare il sangue e mi spezza il respiro. Non leggo, perché anche se adesso va tutto bene non ho la certezza che andrà bene anche domani. La lettura necessita di calma e la calma l’abbiamo persa settimane fa.

(PS da pochi giorni però ho ripreso ai miei ritmi e per adesso mi godo il momento).

Malinconia. Non sono amante della primavera, sono una che ama l’autunno e i suoi colori e l’inverno e il suo clima freddo. Fuori dalla finestra il mondo sta andando avanti e per infierire ancora di più la primavera ci ha ricordato che è arrivata, con il suo carico di giornate miti e i suoi colori. E allora penso a quanto vorrei essere fuori e godermi l’incanto dei primi fiori che sbocciano e il sole caldo che ti invita a passeggiare. Penso che vorrei saltare sul primo treno in direzione Napoli, passeggiare per le stradine dello shopping di Chiaia, prendere al volo un trancio di pizza a via Roma e correre verso il mare, ammirarlo e perdermi tra le onde, ammirando il mio amato Vesuvio. Penso che passerà ancora troppo tempo prima di tornarci e questa sensazione mi provoca delle fitte allo stomaco insopportabili. Penso agli amici che non vedo da troppo tempo e che non bastano le video-chiamate a colmare le assenze. Penso ai miei affetti che sono a poche centinaia da me, ma che non posso vederli. Penso ai progetti arenati, saltati e alle occasioni che sto perdendo. Quando sarà possibile, toccherà rifarsi di tutto.

Buona settimana, lettori.

(Photo Credits Google Images)

Diario semiserio di quarantena| E relativi consigli di lettura

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Seconda settima di quarantena e il mio umore oscilla tra il «non è poi così male stare a casa a far niente» e «io così al 3 aprile non ci arrivo».

I primi giorni ho fatto quello che molti consigliano: impegnatevi anche se siete tra le mura domestiche.

Quindi ho ripulito gli armadi, ho sistemato i cassetti, ho tolto da mezzo tutto ciò che inspiegabilmente conservavo ancora, ho riordinato nuovamente le librerie per ottenere spazio per i prossimi acquisti e mi sono arresa all’evidenza che non c’era più niente su cui mettere le mani.

Messa da parte la versione casalinga disperata, si è impossessato di me lo spirito Benedetta Parodi e via con nuove ricette da proporre a pranzo e cena, una parentesi durata qualche giorno e come per le faccende domestiche ho presto riposto il grembiule da cucina nel cassetto.

Altro consiglio che ho letto un po’ ovunque e cioè che anche se siamo in casa non dobbiamo smettere di prenderci cura di noi stesse e via di beauty care: maschere per il viso, maschera per i capelli, scrub per la pelle e via dicendo. Pelle e capelli in questi giorni sono più splendenti che mai, peccato che a vederli non ci sia nessuno.

Mi sono data all’enigmistica, dove ho constatato di essere una frana, mi sono dannata per aver dato via il Monopoli quel giorno di quindici anni fa, perché tanto chi ci gioca più, ho pensato di smontare i puzzle che ho in casa al solo scopo di rifarli salvo poi rendermi conto che come idea era veramente stupida.

Il problema è che ci sono troppe ore da riempire e pochissime cose da fare e ci si mette anche il meteo sparandoci venti gradi a giornata, cieli azzurrissimi e un sole che sembra sussurrarti: esci fuori che ci fai a casa a letto? Almeno tu meteo, non potresti piazzarci un paio di temporali a giornata? Giusto per il gusto di pensare che in fondo fuori non ci stiamo perdendo granché.

Veniamo ai libri e a qualcosa da leggere in questi giorni.

Mi sono venuti in mente alcuni personaggi conosciuti negli anni e a come reagirebbero a leggere certe notizie. Il mio primo pensiero è andato ai miei quattro vecchietti del cuore: Dino Agile, Guttalax, Brio e Rubirosa. Per chi non li conoscesse, loro sono i protagonisti de L’audace colpo dei quattro di rete Maria che sfuggirono alle miserabili monache. Nelle scorse settimane, quando eravamo ancora all’inizio di questo periodo assurdo, tra le notizie più ripetute c’era questa: il virus alla fine colpisce solo i vecchi. Come se arrivati a una certa età se vivi o muori poca importa, tanto il tuo l’hai fatto, adesso puoi anche togliere il disturbo. Anziano o meno, malato o sano, morire a causa di questo virus è una sconfitta per tutti e questo è quanto. Il libro di Marco Marsullo, Einaudi, dimostra che anche se sei arrivato a una certa età hai ancora tanto da dire e tanto ancora di più da fare, tipo scappare dalla casa di riposo, irrompere in uno studio televisivo e prendere come ostaggio il prete.

Penso alle coppie. A chi in questo momento non può vedere il proprio compagno perché quarantena significa stare a casa e le visite ai fidanzati non valgono come motivo per uscire di casa. Penso alle coppie che invece stanno affrontando la quarantena insieme e non so se sia un bene o un male, perché bello l’amore, bello lo stare insieme, bello il sostegno reciproco e ancora più bello quando puoi prenderti dei momenti solo per te. E allora mi sono venuti in mente gli amanti, perché alla fine non sta a me dire chi è coppia e chi no. Ci pensate? Di per sé non hanno vita facile, sempre lì a nascondere il proprio amore e cercare dei ritagli per potersi vedere, ora poi ci si mette anche la quarantena e diventa tutto più complicato. Manco una telefonata in santa pace con l’amante di turno, c’è sempre il rischio che la compagna ufficiale la senta e poi sì che son casini. Terapia di coppia per amanti di Diego De Silva, Einaudi è la lettura che mi è venuta in mente pensando a tutto ciò, perché è vero ciò che mi capita spesso di leggere in giro: quando tutto questo sarà finito a guadagnarci saranno i nutrizionisti e i terapeuti.

Beati quelli che credono perché almeno hanno qualcosa a cui affidarsi. Non sono credente e la cosa non mi crea problemi. Devo dire che però in questi giorni di incertezza e ansia, affidarsi a qualcuno che non ti fa perdere mai la speranza deve essere confortevole. Non ho questa fortuna, ma chissà, magari come san Paolo sulla via di Damasco anche per me ci sarà una miracolosa conversione. E quindi ho pensato ad Arturo di … che Dio perdona a tutti di Pif, Feltrinelli che per impressionare la devota fidanzata decide di diventare un cattolico praticante seguendo la Bibbia e la parola del Signore alla lettera, scoperchiando tutte le ipocrisie del mondo religioso. Al momento segnali di conversione non ne vedo, non prometto per i prossimi giorni.

Ci leggiamo la prossima settimana.

(Photo Credits Google Images)

Diario semiserio di quarantena |Donne sull’orlo di una crisi di nervi

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Sono giorni particolari quelli che stiamo vivendo, sono difficili, pesanti, addirittura al limite per qualcuno. Questa settimana l’intenzione era quella di pubblicare due post su due libri letti nelle scorse settimane, ma la testa è altrove e fingere che vada tutto bene è difficile, quindi ho pensato: bene, proviamo a fare un post diverso dal solito.

Sono a casa come ci è stato consigliato, limito al massimo le mie uscite, anche perché da novella ipocondriaca, del virus che circola ne avevo paura già da settimane e immaginate il mio umore e il mio stato mentale di questi giorni dal momento in cui tutto è precipitato. Filtro le notizie e cerco di stare meno tempo possibile sui social, perché come sappiamo possono essere una preziosa fonte di svago, ma anche di allarmismo puro e quindi via, cellulare spento. Cerco di affidarmi ai punti fermi della mia vita, gli affetti in primis (a distanza di un metro, sia chiaro), le serie TV nuove, quelle da recuperare e quelle da rivedere e poi soprattutto i miei amabili libri, compagni fedeli che accorrono in mio aiuto per cercare di distrarmi quanto più mi è possibile. In questi giorni penso a quanto mi sarebbe piaciuto essere brava in qualche lavoro manuale, tipo l’uncinetto, il bricolage, il decoupage, il giardinaggio: niente, riesco a leggere un libro di quattrocento pagine in una giornata scarsa, ma il lato creativo è totalmente assente in me.

Pazienza, mi affido alle serie TV, ai film e alle letture, su queste cose sono bravissima. Penso a chi in questi giorni si sta dannando nel dire agli italiani «state a casa, leggete un bel libro» e ripenso a me, non c’è bisogno di un’opera di convincimento, a leggere leggo tranquillamente e non dovevo aspettare un periodo forzato per mettermi a leggere. Il mondo è bello, perché è vario e quindi sì, diciamolo a gran voce, state a casa, leggete, vedete la televisione, parlate con vostra madre, giocate con i vostri fratelli, meditate, pregate, fate quello che volete, ma statevenn’ a cas’.

INVENTARIO. COSA LEGGERE E COSA VEDERE IN QUESTI GIORNI (SONO ACCETTI SUGGERIMENTI DI OGNI TIPO).

Ho fatto una scorpacciata di ebook caricandoli sul Kindle, giusto per evitare di rimanere senza libri da leggere. In questi giorni sono in compagnia di Tre donne di Lisa Taddeo, Mondadori, (sono quasi alla fine), Le confessioni di Frannie Langton, Sara Collins, Einaudi, che avevo sul Kindle già da settimane, ma che inspiegabilmente ancora non mi ero decisa ad iniziare ed infine La casa degli angeli spezzati di Luis Alberto Urrea, Einaudi, iniziato da pochissimo e che devo ancora inquadrare come lettura.

Spostandomi in casa Neri Pozza mi sono decisa di dare una seconda possibilità a Le sette morti di Evelyn Hardcastle, Stuart Turton (abbandonato la scorsa estate dopo qualche capitolo) e voglio iniziare quanto prima a leggere due titoli di Natasha Solomons: I Goldbaum e Casa Tyneford. Infine mi aspettano Il sogno della crisalide di Vanessa Montford e Ragazzo italiano di Gian Arturo Ferrari (libro sulla pila dei libri da leggere da un po’ di tempo) entrambi Feltrinelli.

SERIE TV

Sul versante serie TV non può mancare Grey’s Anatomy, certo, ormai sono arrivata a passare più tempo a criticarla che apprezzarla, ma è una delle serie che seguo da più tempo e lasciarla farebbe più male che continuare a vederla. Su Sky Atlantic mi sono imbattuta sulla miniserie Piccole Donne (non ho letto il libro, abbiate pietà di me) e mi sta piacendo molto: sono tre puntate appena e mi manca giusto l’ultima e dopo averla terminata sarà la volta buona di iniziare il libro.

Devo decidermi ad iniziare Hunters (disponibile su Amazon Prime Video), così come vorrei dare una seconda chance a Il metodo Kominsky dopo una prima puntata che non mi aveva esaltato. Infine, mi sul fronte rewatch c’è l’idea di dedicarmi alle prime cinque stagioni delle Gilmore Girls (la sesta e parte della settima sono degli scempi che per me non esistono) e alle serie completa di Desperate Housewives, visto che in questo periodo desperate lo siamo un po’ tutti.

Un abbraccio lettori (virtuale ché solo quelli possiamo dare).

(Photo Credits Google Images)

La ragazza con la macchina da scrivere|Desy Icardi

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Delia aveva sempre vissuto con la sua inseparabile Olivetti MP1 rossa. Da quando l’azienda di famiglia era fallita, Delia aveva capito che avrebbe dovuto rimboccarsi le maniche e darsi da fare, motivo per cui appena aveva terminato il corso da dattilografa aveva pregato il ragioniere che prima lavorava per il padre a darle un lavoro. Aveva cominciato così ad essere una dattilografa a tutti gli effetti e la cosa la rendeva particolarmente felice. Sfiorare la sua macchina da scrivere, battere velocemente i tasti dell’Olivetti le dava energia.

Ormai anziana e colpita da un ictus, Delia doveva fare i conti con una memoria ormai andata quasi perduta. Il piccolo incidente, così come preferiva definirlo, le aveva cancellato i ricordi. Si rende conto per caso che sfiorando i tasti della sua macchina da scrivere, il passato che credeva di aver perduto per sempre riaffiora e quindi eccola lì a cercare di ricostruire poco per volta quella che era stata la sua vita.

Si rivede all’età di diciassette anni, in sella alla sua bicicletta con sopra caricata la sua macchina da scrivere. Il lavoro che permetteva di mantenere anche il padre alla costante ricerca di quella idea che gli avrebbe riconsegnato la nobiltà perduta. Le amicizie, in particolare con Ester e con alcune ragazze del paese sempre troppo impegnate a cercare quell’amore che le avrebbe sistemate una volta per tutte. E l’amore che quando si presenta a diciassette anni ti fa battere il cuore, ti fa credere che è quello giusto, senza pensare che anche l’amore più romantico può rivelarsi una vera e propria fregatura.

Quando Delia conosce il giornalista Nuto Cerri che per uno scherzo del destino si ritrova ad alloggiare nella casa che il padre affitta per racimolare denaro, non ha idea di chi sia. Le sue amiche gli morivano dietro, su di lei l’effetto era contenuto. Incontro dopo incontro tra i due si instaura un bel rapporto e quando Nuto la chiede in moglie, Delia risponde subito sì.

Siamo alla fine degli anni trenta, il fascismo governa in Italia, per un uomo di una certa età l’essere celibe è un problema, ma questo Delia non può saperlo e nelle intenzioni di Nuto ci vede sempre e solo l’amore. Si trasferiscono a Tornino, lei convinta di entrare a far parte della società che conta essendo lui un giornalista di chiara fama, dovrà constatare che non è tutt’oro quello che luccica e quel matrimonio che doveva essere la sua fonte di salvezza si rivelerà la sua trappola dorata.

Passano gli anni e la situazione del Paese precipita e Delia capirà che dovrà cavarsela da sola, o quasi. In suo aiuto accorrono Gianni, un suo amico d’infanzia e l’avvocato Ferro che farà padre a Delia più di quanto l’abbia fatto il suo.

Se con “L’annusatrice di libriDesy Icardi ci aveva introdotto nel mondo della lettura e dell’olfatto, con “La ragazza con la macchina da scrivere” (Fazi Editore) ci porta nel mondo della scrittura e del tatto. Raccontandoci la storia di Delia ci racconta la storia di una donna che fa di tutto per non soccombere agli aventi che la travolgono, ma soprattutto ci mostra l’importanza dei ricordi senza i quali probabilmente non avrebbe senso neanche vivere.

  • Titolo: La ragazza con la macchina da scrivere
  • Autrice: Desy Icardi
  • Casa Editice: Fazi Editore
  • Data di pubblicazione: 20 Febbraio 2020

Le gratitudini| Delphine De Vigan

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Contare, dovere, è così che si misura la gratitudine? Ma l’ho ringraziata abbastanza? Le ho mostrato abbastanza la mia riconoscenza? Sono stata abbastanza vicina, abbastanza presente, abbastanza assidua?

Grazie. Quante volte nel corso della giornata diciamo grazie. Al bar la mattina quando diciamo grazie a chi ci ha preparato il caffè. Grazie a chi ci cede il posto in metro, grazie a chi ci tiene la porta aperta e ci lascia entrare. Grazie al negoziante che ci porge il resto e grazie a chi ci dà semplicemente qualcosa. Lo diciamo talmente tante volte che quasi abbiamo snaturato la sua essenza. Dire grazie è cortesia, fa parte della buona educazione ed è giusto dirlo nell’apposito contesto, ma pensavo: lo diciamo così tante volte che quando diciamo grazie a qualcuno che ci è stato accanto e che ci ha aiutato, sembra quasi un grazie di forma e di circostanza, salvo aggiungere quel davvero, per far capire che è un grazie diverso.

Riconoscenti. Che significa davvero e come si dimostra la riconoscenza ad una persona?

Michka è una donna di una certa età che sta perdendo le parole, lei che con le parole ci ha lavorato una vita essendo stata una correttrice di bozze. Adesso le pensa, ma non riesce a comunicarle a chi le è accanto. Avendo questi vuoti di memoria e riconoscendo di non essere più in grado di badare a se stessa si trasferisce in una casa di riposo.

Nella sua vita è rimasta Marie, figlia di una sua ex vicina di casa, una donna che però badava poco o niente alla piccola, motivo per cui Marie sgattaiolava a casa di Michka che era sempre ben felice di accogliere quella bambina. Ora che Marie è grande, continua ad essere presente nella vita di Michka, a curarsi ed occuparsi di lei, segno di quella riconoscenza verso la donna che le ha fatto da madre più di quella naturale.

Le giornate presso la casa di riposo non sono molto esaltanti per Michka, gli unici momenti in cui sembra ravvivarsi, oltre che durante le visite di Marie, è durante gli incontri con Jerome, l’ortofonista.

Il suo compito è quello di non farle perdere l’utilizzo di ulteriori parole, ma Michka presta poco interesse agli esercizi e preferisce trascorrere il tempo con Jerome chiacchierando. Intuisce che c’è qualcosa nel passato del giovane che non lo rende del tutto sereno e questo la riporta all’unico rimpianto nella vita di Michka: non aver detto grazie a due persone che l’hanno aiutata in un momento essenziale della sua vita.

Questa malinconia la fa soffrire più del perdere le parole. Si danna per non aver fatto di tutto al fine di ritrovare quella coppia di coniugi senza la quale probabilmente Michka non sarebbe lì.

Delphine De Vigan, autrice di quel capolavoro che risponde al nome de “Le fedeltà invisibili“, torna con “Le gratitudini” (Einaudi) un nuovo potente romanzo che fa leva sui sentimenti e sulle emozioni. Questa struggente storia ci spinge a riflettere sulla necessità e sull’importanza di dire grazie alle persone nel momento esatto in cui siamo in grado di farlo, perché rimandare non sempre vuol dure avere una seconda occasione per farlo.

  • Titolo: Le gratitudini
  • Autrice: Delphine De Vigan
  • Casa Editrice: Einaudi
  • Data di pubblicazione: 25 Febbraio 2020

Aria di novità| Carmen Korn

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Perché tutte le cose belle devono finire? Ho appena letto l’ultima riga di Aria di novità di Carmen Korn in uscita lunedì 2 marzo per Fazi Editore e l’unica cosa che penso è che dire addio a dei personaggi che vivono solo sulla carta non fa meno male rispetto al dire addio a persone in carne ed ossa.

Henny, Käthe, Lina ed Ida le abbiamo conosciute all’inizio del novecento, quando erano ancora delle ragazze che pensavano all’amore, al costruirsi una famiglia, all’avere un lavoro. Le abbiamo viste crescere, cambiare, maturare, sposarsi, fare figli ed avere nipoti. Le abbiamo viste alle prese con le gioie e i dolori che la vita riservava ad ognuna di esse. Aspettavo questo libro con trepidazione e al tempo stesso con la malinconia di chi sa che dopo questo il sipario si sarebbe chiusi per sempre.

La narrazione riparte dal marzo del 1970 e i cambiamenti che hanno colpito la vita delle quattro amiche sono molteplici.

Henny ormai settantenne si dedica sporadicamente alla sua attività di ostetrica, è felice ed appagata dal suo terzo matrimonio con Theo, dottore anche lui presso la clinica privata ormai gestita dalla figlia di lei, Marika. Marika ha reso Henny e Theo nonni di due ragazzi che crescono alla velocità della luce. Katja è un’eccellente fotografa di guerra, una ragazza determinata nella vita, meno nell’amore visto che quel Karsten la fa dannare non poco; Konstantin per quanto piccolo ha già la propensione all’ambizione e darà tante soddisfazioni alla sua famiglia allargata. Klaus, secondo figlio di Henny, ormai fa coppia fissa con Alex, ma i tempi non sono ancora maturi per poter gridare ai quattro venti la propria omosessualità. C’è da sperare che con gli anni a venire l’orientamento sessuale di una persona diventi cosa di poco conto.

Käthe e Rudi formano ancora la splendida coppia che abbiamo conosciuto e di sicuro quella che ha dovuto affrontare maggiori difficoltà, con la detenzione in un campo di concentramento della prima e la sparizione del secondo che ormai tutti davano per morto. Fortuna che così non è stato e ora i due che non hanno avuto figli cercano di essere buoni genitori per Ruth che però a rendere tranquilli i suoi non ci pensa proprio e verrà coinvolta in questioni internazionali più grandi di lei.

Lina e Louise continuano a gestire la libreria insieme a Momme. Gli anni passano e accettare lo scorrere del tempo e i cambiamenti che questo ha sul corpo delle persone non è semplice e farne i conti sarà Louise, la più fragile delle due e il cui ricorrere all’alcool sarà sempre più frequente, con una Lina che dovrà rassegnarsi alle fasi depressive della sua compagna.

Ida e Thian vivono ancora nella pensione di Guste e il loro matrimonio è una continua fonte d’amore e l’unica cosa che vorrebbero è che la loro splendida Florentine si decida a sposarsi, ma i piani della modella non prevedono al momento l’altare, ma l’idea di costruire una famiglia con il suo amato Robert è ciò che più la rende impaziente.

Con lo scorrere delle pagine assistiamo allo scorrere degli anni e veniamo trasportati negli anni settanta, ottanta e per concludere negli anni novanta. Poco per volta dovremmo salutare a malincuore alcuni dei nostri personaggi, perché la vita questo ci impone. Non mi ero mai appassionata così tanto ad una saga, non avevo mai fatto mai le gioie e i dolori dei personaggi, ma c’è sempre una prima volta. Metto via Aria di novità con l’idea (probabilmente utopica) che prima o poi alcuni di essi torneranno a farmi compagnia.

  • Titolo: Aria di novità
  • Autrice: Carmen Korn
  • Casa Editrice: Fazi Editore
  • Data di pubblicazione: 2 Marzo 2020