Ricomincio dai libri 2017

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Dopo tre fortunate edizioni a San Giorgio a Cremano la fiera “Ricomincio dai libri” approda a Napoli e andrà in scena dal 29 settembre al 1 ottobre presso l’ex Ospedale della Pace in via dei Tribunali.

L’evento organizzato da Librincircolo, La Bottega delle Parole, Sepofà e Parole Alate animerà per tre giorni il capoluogo campano con presentazioni di libri ed eventi culturali di vario genere quali laboratori, workshop di scrittura e lettura. Non solo libri quindi ma anche arte, fotografia, teatro e musica, un evento culturale a 360 gradi che si promette imperdibile.

Durante la rassegna letteraria ben 30 editori avranno il loro stand per poter mostrare i loro cataloghi e i loro autori (tra di loro Voland Edizioni, Laterza, Homo Scrivens e Scrittura & Scritture) e 24 autori emergenti che potranno presentare al pubblico le loro opere prime.

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Non mancheranno nomi noti del panorama letterario nazionale come i napoletani Maurizio de Giovanni, Pino Imperatore, Lorenzo Marone,Valeria Parrella, Massimiliano Virgilio e gli scrittori Tommaso Pincio e Paolo Di Paolo e tantissimi altri.

Il programma completo è disponibile sul sito (ecco link). Potete seguire tutti gli aggiornamenti della fiera sul sito ufficiale Ricomincio dai Libri e attraverso i loro canali social Facebook, Twitter e Instagram.

Libri: come li sistemate nelle vostre librerie?

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Qualche tempo fa mi sono imbattuta in un articolo del Il Post che analizzava l’ordine di disposizione dei libri. L’articolo faceva riferimento alle librerie in quanto negozi mentre io subito ho pensato all’ordine che mi capita di dare ai libri che ho a casa. Non si può essere un lettore fissato se non si escogita un piano tutto personale in cui si dispongono i libri. Non voglio pensare che li buttiate lì, a caso, nel primo tassello di spazio vuoto di casa vostra. No, mi piace pensare che tutti noi malati di libri abbiamo il nostro prezioso metodo di accumulo. Anche perché le librerie con i relativi libri al proprio interno sono motivo d’orgoglio personale e se un ospite si avvicinerà ad essa noi saremo lì pronti a spiegare il perché e il per come li abbiamo catalogati.

C’è chi ama classificarli in ordine alfabetico, chi per genere, chi addirittura riesce a classificarli per genere e per ordine alfabetico contemporaneamente. Chi per casa editrice, chi per colore di bordo e chi per qualche criterio personale che segue semplicemente la sua logica.

All’inizio non mi facevo chissà che problemi. I libri li mettevo semplicemente su una mensola di casa mia, in un ordine non specifico. O meglio li ho sempre messi in ordine decrescente di grandezza, niente di più straordinario. Col tempo, quando i libri hanno iniziato ad invadere casa mia e a costringermi a privarmi di tutto ciò che avevo di superfluo pur di fargli spazio ho iniziato col metterli in ordine di piacimento. Quindi i libri più belli e più significativi stavano nei primi piani della libreria, quelli più brutti o quelli di cui mi vergognavo pure di possederli li mettevo sempre più in alto o addirittura li nascondevo dietro ad altri. Insomma se uno veniva a casa mia l’ultima cosa che volevo fargli vedere è che avevo comprato (e letto) Cinquanta sfumature di grigio (sì chiedo umilmente scusa per questa caduta di stile) o un libro della Littizzetto.

Comprata la nuova libreria, direttamente in made Ikea, ho cambiato l’ordine di disposizione optando per una classificazione per case editrici. Quindi Einaudi con gli Einaudi, Feltrinelli con Feltrinelli, NN con NN e via discorrendo. Fermi però. Così potrei sembrare ancora una persona sana di mente, ma siccome sono una lettrice al limite della follia i miei libri sono ordinati per collane di case editrice. Quindi troverete gli Einaudi (faccio il loro esempio perché sono quelli più presenti nella mia libreria) classificati per Stile Libero, Coralli, Supercoralli, ET, Arcipelaghi ecc…

Ora spazio alle vostre librerie e ai vostri ordini, non fatemi sentire l’unica matta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Consigli di lettura estivi


L’estate è la stagione dove le liste di consigli di lettura vanno per la maggiore. Tutti sono pronti a consigliare ai lettori e non, cosa portare con sé in vacanza, quale libro sfogliare sotto l’ombrellone o semplicemente leggere in totale relax senza l’assillo del lavoro o di qualsiasi altro impegno. GoodBook mi ha coinvolto con serie di blogger e chiedendoci di fare una piccola lista di consigli estivi. Non è stato semplice scegliere perché la pila di libri che mi attende è notevole e non fa che crescere. Ho semplicemente scelto quelli che mi ispirano di più e che vorrei leggere quando prima. Quindi carta e penna e segnatevi questi libri.

  • Gilgi, una di noi di Irmgard Keun. (L’Orma Editore)

La bellezza dell’indipendenza e la difesa della propria libertà sono al centro di questo romanzo che vede luce per la prima volta in Italia grazie a L’Orma Editore. Gilgi, una di noi è la storia di una ragazza come tante, cresciuta in una famiglia borghese dai solidi principi e regole ferree. La vita di Gilgi cambierà quando conoscerà uno scrittore che la introdurrà nel suo mondo e soprattutto le farà conoscere l’amore. Un romanzo con una protagonista che promette scintille e che proprio a causa del suo stile irriverente per l’epoca fu censurato e messo al rogo dai nazisti.

  • La fine dei vandalismi di Tom Drudy. (NN Editore)

La NN Editore è stata la casa editrice che ha fatto conoscere ai lettori italiani Kent Haruf e li ha fatti innamorare perdutamente di Holt e dei suoi abitanti. Ora ci riprova con La Fine dei Vandalismi, libro uscito negli Stati Uniti nel 1994 acclamato da pubblico e critica e che è il primo di una trilogia, stavolta ambientata a Grouse Country. E’ un libro che si limita a raccontare la normalità della vita di tutti i giorni, quella fatta di gioie e tristezze, di compagnie e solitudini, di amori ed amicizie. Per i dialoghi serrati e surreali è stato paragonato alla serie tv “Gilmore Gilr” ed io da fedele adepta di Lorelai e Rory non potevo lasciarmi sfuggire una lettura del genere.

  • Un complicato atto d’amore di Miriam Toews. (Marcos y Marcos)

Miriam Toews è nata in Canada ed è cresciuta in una rigida comunità mennonita (una branchia degli anabattisti, una delle tante sfumature del cristianesimo) ed è proprio una comunità mennonita che fa da sfondo al terzo romanzo della scrittrice canadese già conosciuta ed apprezzata in Italia grazie al suo precedente romanzo “I miei piccoli dispiaceri”. Nomi vive con la metà della sua famiglia, cioè con suo padre, dopo che sua sorella prima e sua madre dopo se ne sono andate da un giorno all’altro. Suo padre è un fedele mennonita che come lei prova a sopravvivere senza due delle donne di famiglia e si affida completamente all’unica rimasta. La voglia di ribellarsi però è forte come sarà forte la voglia di ricerca del suo posto nel mondo. È un romanzo che non risponde al termine di autobiografico ma che sicuramente ha preso larga ispirazione dalla vita stessa della Toews.

  • Il paradiso degli orchi di Daniel Pennac. (Feltrinelli)

Benjamin Malaussène è uno di quei personaggi che potremmo definire surreali. Di mestiere fa il capro espiatorio ed ha una famiglia che si potrebbe definire disneyana. Il Paradiso degli Orchi è il primo romanzo che Pannac ha dedicato alla sua creatura più amata ed apprezzata, un vero e proprio cult apprezzato in tutto il mondo. Malaussène nel corso degli anni mi è stato consigliato da tantissimi altri lettori: ma come, tu che leggi così tanto non hai mai letto un libro su Malaussène? Nel 2017 sempre con Feltrinelli è uscita una nuova avventura, ma sembrava giusto che se gli dovevo dare un’opportunità dovevo iniziare dal principio, quindi spazio a Il Paradiso degli Orchi e benvenuto monsieur Malaussène.

  • L’amore prima di noi di Paola Mastracola. (Einaudi)

A un certo punto gli dei ci hanno abbandonati. O noi abbiamo abbandonato loro, decidendo di non crederci più. Sono sempre stata affascinata dai miti, da queste storie che ci sono state tramandate nel corso del tempo e che continuano ad incantare generazioni ed essere fonte d’ispirazione. Quello che mi è sempre piaciuto è che per quanto gli dei fossero esseri perfetti erano al tempo stesso esseri imperfetti, che si innamoravano non solo tra loro ma anche dei comuni mortali. Ne L’amore prima di noi, Paola Mastracola ci conduce in uno spettacolare viaggio tra le divinità e ci racconta l’amore in tutte le sue forme quali eccesso, follia e fuga senza dimenticare di dare il suo prezioso tocco personale. Una riscrittura dei miti greci assolutamente imperdibile.

(Questo articolo è presente anche su GoodBook)

Vi presento Acciobooks!

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Non so se vi è mai passato per la mente l’idea di disfarvi di alcuni libri. Capita che magari vi hanno regalato un libro che mai e poi mai leggerete oppure avete fatto un acquisto sbagliato di cui magari vi vergognate anche un po’ (sì Cinquanta sfumature di grigio sto parlando proprio di te) oppure un libro che avete comprato, non vi è piaciuto ed è lì che occupa indegnamente lo spazio nella vostra libreria che potrebbe essere destinato ad altri libri.

A differenza dei testi scolastici vendere i libri di narrativa non è semplice e se non avete una filiale di Libraccio nelle vostre zone è alquanto impossibile. Libraccio a dire il vero mette a disposizione anche la possibilità di spedirli direttamente a loro, ma li valutano pochi euro e quindi come si dice: il gioco non vale la candela.

Nella ricerca di una soluzione per poter ovviare il mio problema mi sono imbattuta pochi mesi fa in Acciobooks, un sito di book-sharing che dopo aver testato personalmente posso dire che funziona, eccome se funziona. La filosofia della creatrice di questo sito è molto semplice i libri devono essere lasciati liberi di viaggiare e magari un libro che non è piaciuto a qualcuno può piacere ad un altro.

Acciobooks è semplicissimo da usare, basta registrarsi creando il proprio profilo e poi realizzare la propria libreria virtuale inserendo i libri che si vogliono dar via. Le opzioni che Acciobooks mette a disposizione sono tre: scambio, vendita e donazione. Negli scorsi mesi mi è capitato di scambiare una decina di libri e alla fine quello dello scambio è l’opzione che prediligo perché pagando solo la spedizione (il Piego di Libri delle Poste costa appena 1,26 cent) posso disfarmi di un libro che non mi è piaciuto ricevendone uno in cambio. Si tratta di un vero e proprio baratto libresco.

Per chi fosse interessato vi lascio il mio profilo su Acciobooks. 

 

 

Cronaca di una dipendenza.

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Si dice che il primo passo per risolvere un problema sia ammettere di averlo. Quindi stamattina ammetterò di avere un problema che si chiama oniomania. Di che si tratta?È il termine che è stato coniato dallo psichiatra tedesco Emil Kraepelin che sta ad indicare la sindrome di acquisto compulsivo.

Sono Francesca, ho ventisei anni e non la smetto di comprare libri in continuazione (aggiungiamo pure che compro anche vestiti in continuazione e non stupiamoci se fra poco mi vedrete agli angoli della strada a chiedere la carità ai passanti). Fino a qualche tempo fa ricordo che avevo la fissa (e sana abitudine) di comprare un libro alla volta. O meglio, non facevo un nuovo acquisto fino a quando il libro appena comprato non lo finivo di leggere. Era una questione di principio la mia e soprattutto lo facevo per non avere la tentazione di leggere più libri in contemporanea, cosa che avevo sempre ritenuto sbagliata.

Col tempo poi ho scoperto Libraccio e la vendita dei libri usati e mi si è aperto un mondo. Al prezzo di un unico libro nuovo (tipo intorno ai diciotto euro) potevo averne due usati e ho iniziato a trovare occasioni che non potevo di certo lasciarmi sfuggire, come libri appena usciti che trovavo usati oppure libri che avevo letto un ebook e che non potevo non avere in cartaceo. Tra la libreria indipendente del mio paesello, Libraccio e Port’Alba (per chi non la conoscesse è la strada delle librerie a Napoli, il mio personale paradiso libresco) compro una quantità sproporzionata di libri.

La conseguenza, oltre ad avere il portafoglio sempre vuoto e la PostePay sempre sull’orlo di una crisi di nervi, è avere una pila di libri che cresce all’infinito, lo spazio in libreria che si riduce a vista d’occhio (anzi, devo andare da Ikea a comprarne una nuova) e tantissimi libri da leggere e vi assicuro che i libri che compro poi effettivamente li leggo. Non si tratta solo di bisogno fisico e mentale di comprare. La mia dipendenza d’acquisto scaturisce dalla mia dipendenza dalla lettura, quindi concludo questa breve seduta di autoanalisi riconoscendo la mia malattia, ma da questa malattia al momento preferisco non guarire.

Rock ‘n Books

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Avete mai sentito parlare della leggenda del doppio Beatle? E del club dei 27? E dove eravate il 25 giugno del 2009? Un passo alla volta e vi spiego tutto.

Della leggenda del doppio Beatle ne sono venuta a conoscenza dopo aver visto una puntata di Voyager, dove Roberto Giacobbo in un servizio spiegava ed analizzava questo mistero che resta uno dei più affascinanti del mondo del rock.

Leggenda vuole che Paul McCartney sia morto in un incidente automobilistico nel 1966. La notizia della morte avrebbe sconvolto non solo i fan del gruppo, ma tutto il mondo musicale. Si decise quindi di non lasciar trapelare la notizia, tenerla segreta e sostituire Paul con un sosia somigliante in tutto e per tutto al Beatle originale dopo una serie di interventi di chirurgia plastica. Nessuno avrebbe sospettato nulla e i Beatles avrebbero continuato ad esistere e suonare. Gli altri componenti del gruppo però, col tempo, presi dai rimorsi e dai sensi di colpa, avrebbero iniziato a disseminare degli indizi nei loro lavori per far emergere la verità. Copertine dei vinili, lyrics delle canzoni, messaggi nei dischi sentiti alla rovescia i mezzi utilizzati.

Assurdo? Certo. Affascinante? Tantissimo. Il libro Il caso del doppio Beatle. Il dossier completo sulla «morte» di Paul McCartney di Gauco Cartocci per Robin Edizioni, analizza in modo dettagliato tutti gli indizi che sono apparsi nel corso degli anni, analizzando i pro e i contro per conferire un quadro completo e logico nella sua illogicità.

Cosa hanno in comune Jim Morrison, Jimi Hendix, Kurt Cobain, Brian Jones e Janis Joplin? Sono tutti delle rockstar e sono morte tutte a soli 27 anni. Una macabra coincidenza che ha reso il 27 un numero maledetto e ha indotto i giornalisti ad utilizzare questo gergo il club dei 27. 

Non sono una rockettara ma ho sempre trovato affascinante le brevi vite di questi artisti che hanno conosciuto una fama improvvisa e una morte precoce, sempre a causa di abusi di alcool e droghe.

Delitti rock di Ezio Guaitamacchi per Arcana Editore, è una preziosa antologia per chi fosse interessato all’argomento. Racchiude non solo le vite dei cantanti citati, ma anche quelle di altri artisti dal talento eccezionale venuti a mancare troppo presto. Da Elvis Presley e John Lennon, da Tupac e Notorious B.I.G., passando per Sid Vicious, Nancy Spungen e John Belushi, duecento indagini che ricostruiscono le ultime ore di questi immensi artisti.

P.S. Restando sempre in tema consiglio inoltre queste tre biografie: Jim Morrison: Vita, morte, leggenda (Stephen Davis per Mondadori), La stanza degli specchi. Jimi Hendrix: la vita, i sogni, gli incubi (Charles R. Chross per Feltrinelli) e Heavier Than Heaven by Kurt Cobain.

Il 25 giugno 2009 il sito TMZ informa il mondo del decesso del re del pop. Ricordo che io avevo la seconda prova della maturità, nello specifico il problema di matematica. Non voglio dire che non seppi svolgerlo perché pensavo a MJ, ma mentre aspettavo che un’anima pia mi passasse il compito, i frame dei suoi video più famosi mi passavano insistentemente in mente.

Michael Jackson è stato uno degli artisti più bravi di sempre, un talento puro e un fuoriclasse eccezionale. Negli ultimi tempi le sue ombre facevano più notizia. Era considerato uno stramboide che viveva alienato nella sua Neverland e un molestatore di bambini. L’immagine di popstar conosciuta e apprezzata a livello mondiale era purtroppo solo un ricordo.

Dopo la sua morte, come spesso accade in questi casi, oltre a schizzare in classifica tutti i suoi album, uscirono una miriade di libri a lui dedicati. Vi segnalo questi tre.

  •  Michael Jackson l’uomo nello specchio: La vita, la morte, il successo e i misteri del Re del Pop di Tommaso Labranca uscito per Rizzoli. Una vera e propria biografia sul Re del Pop.
  • Il libro che Michael Jackson avrebbe voluto farti leggere di Shmuley Boteach uscito per la Newton Compton. E’ il resoconto delle registrazioni che Jackson fece con il rabbino e che affronta svariati aspetti della vita di Michael. Un libro davvero intimo e davvero imperdibile.
  • Michael Jackson. Il complotto di Aphrodite Jones uscito per Alacran. Se si parla di Jackson non si può non menzionare l’aspetto più controverso della sua persona e cioè quello che lo vorrebbe un molestatore di minori. Il libro dimostrerebbe un complotto ai danni della popstar e l’autrice intende dimostrarlo con questo testo.

Quella domenica in cui mi trovai in una libreria di catena e…

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Prima di iniziare ci tenevo a sottolineare che questo non vuole essere un post di invettiva contro le librerie di catena, anzi, io sono del parere che dove ci sono dei libri da acquistare è sempre buona cosa e giusta. È piuttosto il racconto di un piccolo episodio accaduto poche settimane fa che mi ha lasciato con l’amaro in bocca e un incazzatura che ancora bolle. Centro commerciale, libreria di catena. Entro. È più forte di me, se c’è una libreria io devo entrarci, anche se a casa ho una pila di libri che continua a crescere, anche se sto senza un soldo in borsa. È un richiamo naturale. Dove ci sono dei libri io devo fermarmi, guardarli, toccarli, sfogliarli (e nella maggior parte delle ipotesi comprarli).

Spulcio tra i gialli, l’autore che cercavo non riuscivo proprio a trovarlo. Vedo una commessa e decido di farmi aiutare da lei.

-Salve, dovrei fare un regalo, avrei bisogno di un libro di Mankell, mi servirebbe la sesta indagine del commissario Wallander. 

-No, mi devi dire il titolo esatto, altrimenti io nel database cosa inserisco. 

Nota. Il tono era di quello di una persona acida che fa il suo lavoro giusto perché lo deve fare, perché tu ad un cliente non puoi riferirti in malo modo. Mi do un pizzico sulla pancia e proseguo.

-E’ un regalo, il titolo esatto non lo conosco, posso cercarlo su internet.

-Vabbè, qui ho il computer posso farlo anche io.

Nota 2. Se il PC lo avevi già prima non potevi già fare la ricerca?

-Il database lo porta disponibile, tu non l’hai trovato?

-No, non c’è.

-Non so cosa dirti.

Nota 3. Avresti dovuto dirmi, ora vado a controllare io, visto che è il tuo compito cercare i i libri che un cliente intende acquistare. Lascio perdere e provo con un altro titolo (Sì, lo so. Sarei dovuta uscire da quel negozio già molti minuti prima).

Va bene, mi servirebbe anche “L’Assedio” di Giovanni Bianconi edito da Einaudi Stile Libero. (Ci mancava solo che le dicessi il numero delle pagine e cosa c’era scritto dentro)

-Sei fortunata, c’è l’ultima copia.

-Bene, allora la prendo.

-Sì però te la devi cercare tu.

-Prego?

-E’ domenica, hai visto quanti clienti ci sono? 

-Anche io sono un cliente, ma non si preoccupi lo compro altrove.

Lo so che questo non capita in tutte le librerie di catena, perché anche se sono sfacciatamente dalla parte delle indipendenti, mi è capitato di andarci e trovare del personale gentile e disponibile. Certo è che però se vai in una libreria indipendente sarà più facile trovare un libraio interessato effettivamente al fatto che il cliente possa trovare il libro giusto per lui, per poter poi ritornare soddisfatto e pronto per una nuova lettura. Se entri in una di catena a loro interessa vendere il libro e chi si è visto si è visto. Quando ho scritto un tweet su quello che mi era capitato quella mattina, mi sono arrivate decine di risposte di persone a cui erano capitate disavventure come la mia.

 

 

 

 

 

 

 

Fuori piove

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    • Titolo: Fuori piove
    • Autrice: Serena Ricciardulli
    • Editore: Bonfirraro Editore
    • Data di pubblicazione: 1 Maggio 2017

Avete presente quella sensazione quando fuori piove? In questo momento in cui la colonnina registra alte e insopportabili temperature forse no, allora provo a ricordarvelo io. Quando sei a casa e fuori piove e magari sei sul divano e guardi la tua serie TV preferita o sei a letto a leggere quel libro che tanto aspettavi di iniziare e sembra che tutto sia in ordine e soprattutto ti senti in pace con te stessa e con gli altri. Quando fuori piove e tu sei al sicuro a casa, tra le tue cose e i tuoi affetti è uno dei momenti più magici che la vita possa offrire.

Di cosa parla Fuori Piove? È un libro sull’amicizia, l’amicizia che lega da anni cinque splendide donne, come quelle si Sex and the city. Anzi no, quelle erano quattro ed erano a New York, queste sono cinque come le dita di una mano e siamo a Livorno.

Anna, Lory, Tina, Marta e Laura. Si sono conosciute e non si sono mai lasciate. Sono diventate esseri che vivono in simbiosi, che non riescono a stare lontane le une dalle altre. Sono quel tipo di amiche che ci sono sempre state e che ci saranno sempre, che sono presenti per aiutarsi nei momenti difficili e che non sono lì di certo per giudicarti. Le amiche sono la famiglia che ci scegliamo e loro cinque si sentivano tutte come componenti di una grande famiglia.

Qualcosa però era cambiato da quando Anna era volata a New York per seguire la sceneggiatura del suo libro e per il bisogno di mettere una distanza da tutto ciò che era stato. Anna era considerato il collante del gruppo delle bimbe, come amavano chiamarsi tra loro e ora che non c’era la mancanza si sentiva ed aveva effetti sulle altre.

Lory da eccellente ginecologa che era, capace di esaudire il desiderio di far diventare mamme le altre donne, provava timore a rivelare a se stessa che aveva voglia anche lei di provare le gioie della maternità. Valentina diventatata da poco mamma proprio grazie alla sua amica, si era fatta risucchiare completamente dal ruolo di madre e si era dimenticata di essere anche una moglie e una donna. Laura, la cui vita sembrava la perfezione assoluta, stava mettendo a rischio il suo matrimonio con la più banale delle storie: avendo una relazione con un uomo molto più giovane di lei. Marta infine non faceva che incasellare storie sbagliate con uomini che la riducevano a pezzi e sempre sull’orlo di una crisi di nervi.

Sembrava che il destino all’improvviso avesse deciso di mescolare le carte e mettere tutte alla prova d vedere come avrebbero reagito alle avversità della vita. Queste cinque donne, oltre a fare i conti con il caos delle loro esistenze saranno chiamate a superare l’ostacolo più grande e più difficile, provando ad uscirne più forti di prima e più legate di sempre.

Fuori Piove si legge in un pomeriggio, perché quando conoscerai queste cinque meravigliose donne non potrai più farne a meno.

Il salto

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    • Titolo: Il Salto. Elegia per un amico
    • Autrice: Sarah Manguso
    • Editore: NN Editore
    • Data di pubblicazione: 16 Marzo 2017

È il 23 luglio del 2008 quando Harries decide di porre fine alla sua vita gettandosi sotto un treno. Il suicidio viene visto da alcuni come il gesto di una persona debole che incapace di risolvere i suoi problemi vede in quel folle gesto l’unica via d’uscita; al tempo stesso per altri ci vuole un immenso coraggio e una forza di volontà straordinaria per decidere di farla finita con un colpo di pistola, avvelenandosi, tagliandosi le vene o gettarsi sotto un mezzo.

Sarah più che capire cosa abbia portato il suo amico ad una fine così incomprensibile, vuole ricordarlo e soprattutto attraverso le parole vuole dare forma a quel dolore che l’attanaglia e che non accenna ad attenuarsi nemmeno col passare del tempo. L’intento che si propone è quello di cercare di ricostruire le dieci ore rimaste ignote della vita di Harries, quelle che vanno dalla sua fuga dall’ospedale psichiatrico dove era ricoverato, fino al momento dello schianto. Non è una fredda indagine quella che ne esce, piuttosto è un memoir, un’elegia o meglio il ritratto di una persona cara fatta dai ricordi che piano piano riaffiorano, confusi ma legati da una logica. È come quando siamo sotto shock e non la smettiamo di parlare un minuto e diciamo tutto quello che ci passa per la testa, così l’autrice ricorda tutto ciò che ha a che fare con Harries, episodi in cui era presente o semplicemente un pensiero.

I ricordi di Sarah vanno da quando i due si sono conosciuti, da quando le loro vite si sono mosse da Seattle alla grande mela, sullo sfondo di una New York che colpita dalla tragedia dell’undici settembre del 2001 prova a reagire e a far ripartire la vita di tutti anche se in giro polvere e detriti sembrano essere entrati anche nell’animo dei newyorchesi. Il rapporto di Sarah ed Harries è difficile da definire con una sola parola. Quel rapporto che ti capita raramente di costruire con una persona, dove amicizia, fratellanza e amore, non amore carnale, danno vita ad un mix esplosivo che segna per sempre le persone coinvolte. È per questo motivo che Sarah si sente così coinvolta nella morte di Harries, perché per lei lui rappresentava un fratello, un parente stretto, un amico ma anche un possibile compagno con cui condividere il resto della vita.

Sarah Manguso ha scritto un libriccino necessario, per lei e per il suo amico. Scrivere un libro del genere non deve essere stato facile, così come non è facile leggerlo. Le emozioni che sprigiona sono pazzesche, sono vive e percettibili e chi legge il libro sembra di entrare in un territorio intimo e quasi prova pudore a leggere gli stati d’animo reconditi dell’autrice. Il dolore certe volte è difficile da sopportare ma se maneggiato con cura può produrre questi risultati. Non è facile affrontare una perdita, non è semplice superarla e infatti le perdite raramente si superano, semplicemente si impara a convivere con esse. I lutti diventano delle piccole cicatrici del cuore che segnano indelebilmente le persone.

Perdere tempo su internet

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    • Titolo: Perdere tempo su internet
    • Autore: Kenneth Goldsmith
    • Editore: Einaudi
    • Data di pubblicazione: 13 Giugno 2017

Perdere tempo su internet è il nome di un corso che Kenneth Goldsmith ha tenuto alla Pennsylvania University nato come necessità di dimostrare che su internet tutto si fa tranne che perdere tempo, anche se i giornali facendoci sentire in colpa vorrebbero affermare il contrario. Il corso è nato come esperimento e il libro che ne è conseguito offre ottime argomentazioni e molti spunti di riflessione sul mondo digitale, come si è evoluto e come ci ha mutati.

Quando si parla di internet e dei suoi strumenti (p.es social network, blog, mail) si tende a parlare di una popolazione iperconnessa e schiava del mezzo, automi solitari impegnati ad agire esclusivamente virtualmente e che vivono solo attraverso gli schermi dei loro smartphone. Questo saggio vuole ribaltare questa visione facendo riscoprire il lato positivo del web e le infinite possibilità che esso crea.

Partendo dal titolo, cosa significa perdere tempo su internet? Se apro il mio Twitter, nella home vedrò scorrere tweet di varia natura. Ci saranno post ironici, irrilevanti, ma anche stralci di agenzie di informazioni correlati da link che mi porteranno a leggere articoli di politica, cultura, attualità e sport. Tutte le notizie in tempo reale su Twitter vengono dibattute e molti è attraverso i social che vengono informati su cosa nel mondo stia accadendo. A differenza della televisione che ci rende passivi perché ci permette solo di seguire le notizie, internet con i suoi social ci permette di interagire, creare dibattito e intervenire, di essere parte attiva del momento.

Altra cosa che ci viene imputata è che non leggiamo più. Quando escono i dati Istat sulla lettura (che in Italia crolla a vista d’occhio) la prima cosa che si dice è che non si legge più perché passiamo molto tempo su internet. Facciamo chiarezza una volta per tutte: non si leggono più i libri, ma si legge in continuazione. Anche se si tende a fare una lettura scanner e sommaria dei contenuti in rete, siamo probabilmente (anzi sicuramente) la generazione che più legge e scrive in assoluto. Che quello che leggiamo o scriviamo non sia di natura letteraria è ovvio, ma oggi anche chi non legge nemmeno un libro in anno ha un account su un social dove passerà le sue giornate a leggere e scrivere.  Internet ha ribaltato questa visione. Se prima scriveva solo chi di dovere, oggi tutti sono in grado di esprimere le proprie opinioni su tutto ciò che accade e sugli argomenti più disparati. Positivo o negativo che sia non sta a me giudicarlo, ma è un dato di fatto che non va tralasciato.

I social network occupano parte delle riflessioni di Goldsmith. Se Cartesio diceva penso, dunque sono oggi si potrebbe dire twetto dunque sono, posto dunque sono: insomma esisto se sono online. A differenza di quanto vorrebbero farci credere i social non ci hanno reso asociali, anzi, ci immettono in un circuito che ci porta a comunicare, interagire, scambiare pareri. Si fa amicizia in un modo diverso attraverso nuovi dispositivi, ma è un rapporto che non può essere banalizzato o declassato solo perché dissimile da ciò a cui siamo abituati. Dalle lettere siamo passati ai messaggini e da quelli siamo approdati ai whatsapp e ai tweet. Il mondo è in costante divenire e in perpetua evoluzione, stare ancorati al passato e rimpiangerlo a cosa ci porta? A niente. Ci siamo abituati alla musica digitale, agli ebook, ai film in streaming da vedere direttamente sul divano di casa propria. C’è chi con malinconia affermerà che la qualità della musica in vinile è superiore, che il libro di carta ha la sua poesia e che le emozioni di un film al cinema sono impagabili ma in tutto questo c’è una realtà che è mutata e chissà dove ancora ci porterà.

Perdere tempo su internet è un ottimo saggio, pieno di riferimenti letterari, culturali e artistici e in modo provocatorio ribalta le nostre concezioni del rapporto che abbiamo con il web; un’analisi completa e articolata da non lasciarsi sfuggire.