Sara al tramonto

sara al tramonto

  • Titolo: Sara al tramonto
  • Autore: Maurizio de Giovanni
  • Editore: Rizzoli
  • Data di pubblicazione: 10 Aprile 2018

Accantonati momentaneamente le sue creature Ricciardi e Lojacono, Maurizio de Giovanni ci presenta un nuovo personaggio: Sara.

Sara è una donna di mezza età che ha vissuto per il suo lavoro e per il suo compagno Massimiliano. Quando quest’ultimo è venuto a mancare per Sara si è spento ogni interesse per la sua vita. Per Massimiliano aveva lasciato marito e figlio, per Massimiliano aveva rinnegato il suo essere moglie e madre. Una scelta di cui non si era mai pentita dato che a lui la legava l’amore e il lavoro, un lavoro particolare quello di Sara, un lavoro che non si poteva dire apertamente.

Le sue abilità di leggere il labiale, di interpretare le espressioni facciali e i gesti corporali l’avevano resa la più brava, ecco perché la sua amica e collega, la Bionda da lei soprannominata, si rivolge a Sara sperando in un suo aiuto in un caso ricco di mistero.

Sara aveva chiuso con quel mondo che le ricordava troppo l’amore della sua vita, ma le sue giornate vuote potevano tornare ad avere un senso e soprattutto aveva bisogno di impegnare la mente. Oltretutto nell’ultimo periodo alla batosta della perdita del compagno si era aggiunta quella del figlio Giorgio. Giorgio era il figlio che lei non aveva cresciuto e che non aveva voluto conoscere. La sua morte però non le era stata indifferente e attraverso la compagna del figlio, Viola, Sara provava a conoscere il suo Giorgio. Così ogni sera al tramonto le due donne, Sara e Viola, si incontravano e piano piano si conoscevano.

Accettato di aiutare la collega/amica, Sara si butta a capofitto nell’indagine, assistita dal giovane ispettore di polizia Davide Pardo che se all’inizio la figura di Sara lo inquietava, vedendola all’opera ne resta completamente entusiasta.

Dopo essermi affezionata al bel commissario dagli occhi verdi Ricciardi e all’affascinante ispettore siculo Lojacono, ammetto che non vedevo l’ora di conoscere Sara, anche perché i gialli di Maurizio de Giovanni sono gli unici che leggo e quindi ogni suo libro diventa fonte di mio interesse. Quello che più mi intrigava era il fatto che a questo giro il protagonista sarebbe stato di sesso femminile e quindi almeno per il genere è in netto contrasto con i due precedenti. Le differenze però non si fermano qui, anzi, ce ne sono altre due che reputo fondamentali se rapportate ai precedenti lavori di questo autore.

Napoli. A differenza degli altri libri in cui Napoli è protagonista tanto quanto i personaggi, in questo libro la città resta in sottofondo, mai esplicata e quasi sussurrata. Negli altri invece Napoli viene descritta e raccontata non solo attraverso le sue strade e monumenti, ma anche attraverso le sue tradizioni, il suo folklore, i suoi piatti tipici e col dialetto che ogni tanto fa capolino. Qui se non fosse stato per un passaggio in cui si nominano Fuorigrotta e il Vomero avremmo potuto pensare a qualsiasi altra città di mare italiana.

Nessuna storia d’amore. La fortuna di Ricciardi e Lojacono è data anche dalle storie d’amore (e i relativi triangoli, diventati pure quadrati per Ricciardi) che intrecciano i due protagonisti. Lo stesso autore ha sempre definito i suoi libri dei gialli sentimentali, con dei delitti e delle indagini che sembrano dei semplici pretesti per raccontare invece le vicende sentimentali dei suoi protagonisti. Qui invece c’è un ribaltamento, con il giallo che è protagonista assoluto e dei personaggi che si muovono più in relazione ad esso.

Come personaggio Sara mi è piaciuto molto, col suo lavoro inusuale, col suo modo di approcciarsi alle persone e con la sua vita passata tutta da scoprire. Mi è piaciuto anche il modo che l’autore ha scelto per raccontarla, tentando una strada per certi versi differente da quella a cui ci aveva abituato con i suoi precedenti lavori. Venendo a Sara non so se tornerà a farci compagnia, ma questo a noi non deve interessare. Lo stesso autore ha rivelato in un’intervista che Sara non è nato come personaggio seriale e il suo ritorno sarà deciso solo dai lettori e dai loro giudizi. Personalmente sarei curiosa di vederla di nuovo all’azione.

(Questo post è presente anche su Idea Napoli)

Il prigioniero del cielo

il prigioniero del cielo

    • Titolo: Il prigioniero del cielo
    • Autore: Carlos Ruiz Zafon
    • Editore: Mondadori
    • Data di pubblicazione: 24 Febbraio 2012
    • Compra il libro su Amazon: Il prigioniero del cielo

Sono passati diversi anni, il ragazzino Daniel Sempere conosciuto ne “L’ombra del vento” è ormai un uomo, sposato e con un bambino e continua a lavorare nella libreria con suo padre e l’aiuto dell’amico Fermin, vero protagonista di questo terzo ed ultimo libro. Quando uno sconosciuto acquista un libro pagandolo molto più del suo valore effettivo e prega Daniel di consegnarlo a Fermin, lui capisce che il suo passato fatto di mistero e di una verità celata allo stesso Daniel, è tornato e bisogna farci i conti. Il passato di Fermin si intreccia non solo con quello di Daniel ma anche con quello di David Martin, il protagonista de “Il gioco dell’angelo”. Zafon, come già ci ha abituati, ci rende partecipi alla lettura e ci trascina nella narrazione fatta di intrighi, misteri e colpi di scena!

L’ombra del vento

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    • Titolo: L’ombra del cielo
    • Autore: Carlos Ruiz Zafon
    • Editore: Mondadori
    • Data di pubblicazione: 2004

Daniel Sempere ha undici anni quando suo padre una mattina lo conduce per la prima volta al Cimitero dei Libri Dimenticati, luogo in cui giacciono i libri in modo che non vengano perduti nel tempo; ognuno ha la possibilità di sceglierne uno e diventarne il custode e Daniel sceglie quello di un certo Julian Carax intitolato “L’ombra del vento”. Folgorato da tale lettura, Daniel decide di scoprire qualcosa in più dell’autore, ma le poche notizie iniziali che trova sono alquanto deludenti: quasi nessuno conosce autore e libro ma una persona è intenzionata a scovare ogni possibile copia del libro di Carax per poi bruciarla. Il mistero è quindi servito e Daniel, con l’aiuto del suo amico Fermin, si assume il compito di far luce su questa storia che inspiegabilmente si intreccia con quella dello stesso Daniel. “L’ombra del vento” di Zafon è uno di quei romanzi in cui ti immergi completamente , che leggi tutto d’un fiato, che ti coinvolge dalla prima all’ultima riga e che quando lo finisci per quanto sei contento di aver portato a termine la lettura ti spiace di averlo già concluso.