Operazione massacro

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    • Titolo: Operazione massacro
    • Autore: Rodolfo Walsh
    • Editore: La Nuova Frontiera
    • Data di pubblicazione: 2002

Rodolfo Walsh è uno scrittore, giornalista e militante politico argentino che in Operazione Massacro ricostruisce una drammatica vicenda: quella dell’uccisione di un gruppo di uomini. Il romanzo è considerato il precursore di un genere, quello del giornalismo d’inchiesta o giornalismo narrativo, che vedrà la consacrazione in A sangue freddo di Truman Capote.

Conoscendo i rischi che l’inchiesta portava Rodolfo decise di cambiare il suo nome in Francisco Freyre, adottare una nuova carta d’identità e vivere in una nuova zona. Un gruppo di dodici uomini che si erano radunati per seguire un incontro di boxe alla radio viene trascinato via con la forza da un gruppo di forza armate che irrompendo nell’abitazione era convinto di trovare chissà quale gruppo complottista. Le forze armate che avevano precedentemente rovesciato il peronismo erano sempre all’erta e cercavano in tutti i modi di reprimere possibili resistenze peroniste, non facendosi certo scrupoli ad usare torture e violenze. Non avevano fatto i conti quella sera che nel gruppo che avevano trascinato con forza in un immondezzaio fuori Buenos Aires e a cui avevano sparato a raffica potessero esserci dei sopravvissuti: ben sette su dodici.

Walsh ricostruisce all’inizio del racconto il profilo di tutti e dodici gli uomini del gruppo e dopo quella sera segue il percorso dei sopravvissuti in attesa di una giustizia che non arriverà mai; nessuno dichiarerà mai con certezza perché quegli uomini furono presi e fucilati né tanto meno è uscito fuori il nome di un colpevole.

In questa edizione è presente anche la Lettera aperta di uno scrittore alla Giunta Militare del 1977 che Walsh indirizzò al generale Videla in cui denunciava i crimini e le torture, i morti e i desaparecidos e chiedeva che Videla se ne assumesse le colpe. Nella lettera Walsh fece un resoconto della disastrosa situazione dell’Argentina, con alti tassi di disoccupazione e povertà oltre che una fallimentare politica economica. Nessun giornale si assunse la responsabilità e il rischio (o meglio il coraggio) di pubblicare la lettera.

Rodolfo Walsh fu catturato in un’imboscata a Buenos Aires mentre distribuiva personalmente la lettera e venne successivamente inserito nella lunga lista dei desaparecidos anche se alcuni testimoni giurarono che il corpo di Walsh giunse già senza vita all’ESMA. Operazione Massacro è stato definito da Gabriel Garcia Marquez un capolavoro del giornalismo universale, una testimonianza rara e il testamento letterario, politico e sociale di un grandissimo scrittore.

Non lavate questo sangue

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    • Titolo: Non lavate questo sangue
    • Autrice: Concita De Gregorio
    • Editore: Einaudi
    • Data di pubblicazione: 31 Maggio 2016

Nel luglio del 2001 io avevo dieci anni e mezzo. Ero in vacanza e passavo ore sulla spiaggia e quando tornavo a casa la televisione la vedevo per poco tempo. Ho provato a fare mente locale, a sforzarmi per cercare di vedere cosa ricordassi di quei giorni. Poco o niente. Qualche servizio al TG forse. Il nome Diaz di sicuro, quello mi è rimasto impresso dal primo momento e l’ho tenuto a mente nel corso degli anni. Crescendo avrei dovuto trovare il tempo di informarmi, ma per pigrizia e distrazione di altre cose non l’ho mai fatto, ecco perché non potevo lasciarmi sfuggire questo libro.

Nel luglio del 2001 Genova è stata scelta come sede del G8. Il G8 dove i grandi del pianeta si incontrano e discutono su svariati argomenti come clima, economia, energia e prendono delle decisioni a nome di tutti e per tutti. Il G8 formato da Giappone, Russia, Usa, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna e la nostra Italia. Il presidente del consiglio dell’epoca Silvio Berlusconi oltre a disposizione degli altri capi di Stato ogni tipo di confort, per non sfigurare con i presenti aveva fatto ripulire ed abbellire Genova, si sa che l’apparenza è tutto, e questo significava nascondere facciate di palazzi fatiscenti e via i panni stesi alle finestre, non sia mai che un Bush o un Putin vedesse delle mutande stese ai balconi.

Presente negli stessi giorni del G8 anche il movimento no Global pronto a far sentire la propria voce ai grandi, pronto a rappresentare i Paesi che non sono stati chiamati a sedere allo stesso tavolo con gli altri.

Spiegare qui in poche righe i fatti di Genova mi sembra inutile, meglio leggere il libro in cui l’autrice sotto forma di diario racconta alla perfezione il susseguirsi degli eventi. Quello che emerge dalle pagine è una Genova blindata, divisa, con i politici al sicuro nei loro palazzi e le manifestazioni in piazza ricche di tensione che hanno toccato il culmine con la morte di Carlo Giuliani. E soprattutto la notte nella scuola Diaz, il punto più basso di questa pagina di storia dove la polizia forte dei suoi poteri ha fatto irruzione nell’edificio dove dormivano quasi un centinaio di giovani di nazionalità diversa e senza scrupoli hanno picchiato chiunque si trovasse davanti.

A quindici anni di distanza con una nuova edizione Einaudi e con la delicatezza e precisione che la penna di Concita De Gregorio ci assicura in ogni suo scritto Non lavate questo sangue è un gioiellino imperdibile che non può mancare nella vostra libreria.

Io vi maledico

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    • Titolo: Io vi maledico
    • Autore: Concita De Gregorio
    • Editore: Einaudi
    • Data di pubblicazione: 21 Gennaio 2013

Leggi la storia delle cinque donne sindaco di cinque paesi del Sud, che guadagnano meno di quanto dovrebbero, hanno risorse limitatissime ed alcune vengono minacciate per il lavoro onesto che svolgono e ti incazzi perché a Roma ci sono quelli che prendono tantissimo per lavorare due massimo tre giorni a settimana. Donne che lavorano in call-center, guadagnano poco o niente e sono costrette a dividere casa con altre pur di arrivare a fine mese; la ragazza che non sa come spiegare ai suoi genitori che hanno fatto sacrifici pur di vederla laureata, che con la sua triennale in lettere può fare ben poco. Ed ancora, quello che ha visto nel suicidio l’unico rimedio per far fronte ai debiti, chi ha scritto a Marchionne dopo aver visto suo padre venir privato del suo lavoro e quindi della sua dignità. Le storie sono circa una ventina, diverse l’una dall’altra ma che hanno tutte una radice di fondo: sono persone che si sentono frustrate, impotenti e non più rappresentate da uno Stato che dovrebbe tutelarli.

Se lo scopo della De Gregorio era quello di fare arrabbiare coloro che avessero letto il suo libro è riuscita nell’intento. E’ la rabbia il sentimento predominante, si riesce a percepire quella di coloro che raccontano le loro storie e quelle del lettore a cui si mescola un senso di impotenza.