Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone| Maurizio de Giovanni

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    • Titolo: Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone
    • Autore: Maurizio de Giovanni
    • Editore: Einaudi
    • Data di pubblicazione: 24 Novembre 2015
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Una neonata abbandonata accanto a un cassonetto della spazzatura poco distante dal commissariato dà l’avvio alla nuova indagine dei Bastardi che contemporaneamente devono risolvere il caso dell’uccisione di una giovanissima ragazza ucraina. Gli agenti del nucleo di Pizzofalcone hanno dimostrato in più di un’occasione il loro valore, ma niente, il destino del commissariato pare sempre essere sul filo del rasoio e la chiusura è sempre dietro l’angolo: insomma se sei stato bastardo una volta lo sarai per sempre, e prima o poi una sciocchezza la commetterai. Bisogna fare in fretta, come sempre, e risolvere al più presto queste indagini, anche se i problemi personali sembrano prendere il sopravvento su di essa; Romano, il più coinvolto di tutti visto che il ritrovamento della bambina è stato suo, vive ancora nel ricordo della sua ex moglie, Pisanelli ossessionato da quegli strani suicidi, Alex costretta a nascondere la sua omosessualità quasi anche a se stessa e Ottavia e le preoccupazione per la salute precaria di suo figlio. E infine lui, Lojacono che sembrava aver trovato pace con sua figlia Marinella lì con lui a Napoli e con Laura Piras al suo fianco, se non fosse che il fascino di Letizia non gli è indifferente e il clima che la bella cuoca riesce a ricreare con sua figlia sa tanto di famiglia, un clima che è consapevole di non poter ricostruire con la dottoressa.

Cuccioli è il romanzo più corale di de Giovanni, quasi a dimostrazione che la squadra dei Bastardi viene prima di tutto, niente spazio a protagonismi. Come ad ogni finale si spera di non dover attendere molto altro tempo prima di una nuova indagine, con la consapevolezza questa volta che vedremo ben presto i Bastardi sugli schermi televisivi.

Leggi la recensione sul blog Io Leggo- Io Donna del Corriere della Sera del 6 Dicembre 2015

Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi| Maurizio De Giovanni

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Ma certo, commissario. Il presepe è una delle più antiche e consolidate tradizioni del nostro popolo. Attraverso esso, nei momenti vari della storia di questa città, sono state rappresentate situazioni e personaggi entrati a far parte della fantasia popolare. Vedete, ogni presepe, anche il più povero, è su tre livelli: in alto il castello di Erode, là, che rappresenta il potere e la prevaricazione; in mezzo la campagna, col gregge, i pastori e il resto; in basso, e davanti, la grotta con la Natività.

Mi sembra quasi di risentire il professor Bellavista che ai suoi spiegava l’importanza e la tradizione del presepe a Napoli, o rivedere Luca Cupiello che fiero spiegava a un suo ospite che il presebbio l’ho fatto tutto da solo e contrastato dalla famiglia. E proprio mentre la città si prepara ad assistere alla prima di “Natale in casa Cupiello” e l’atmosfera natalizia pervade la città di Napoli che Ricciardi e Maione sono impegnati nell’ennesimo caso da risolvere. Due corpi massacrati nella loro abitazione e una statuina del presepe rotta trovata lì sulla scena del crimine: un errore o un segnale da interpretare per il commissario? Fortuna che al momento dell’atroce delitto la figlia non era in casa o forse non sarebbe stata risparmiata; Benedetta una bambina di nove anni che farà breccia nel cuore di Maione, impegnato nel dover riaffrontare vecchi fantasmi del passato, quelli che hanno a che fare con la morte del suo amato primogenito Luca.

Ribadire per l’ennesima volta la bravura di de Giovanni sembrerebbe scontato, questo però è e rimane il mio preferito con protagonista Ricciardi. Sarà perché il Natale, da lui descritto in maniera eccelsa, a Napoli è maggiormente sentito rispetto ad altre città, sarà perché come sempre riesce a mettere il giallo quasi in secondo piano e far venir fuori meglio i personaggi, sarà perché de Giovanni definirlo giallista è riduttivo perché è un narratore capace di raccontare storie e personaggi come pochi riescono.

Leggi la recensione sul blog di Io Donna- Io Leggo Corriere della Sera pubblicata il 15 Ottobre 2015

In fondo al tuo cuore. Inferno per il commissario Ricciardi| Maurizio de Giovanni

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Qualche tempo fa, lessi una dichiarazione dell’autore, in cui affermava che i suoi libri non sono dei gialli, perché lui parla di sentimenti. E’ vero; i libri di questo autore non possono essere definiti gialli solo perché c’è un commissario che indaga su degli omicidi, se definite i libri di de Giovanni dei gialli, allora avete capito ben poco, o niente, di questo autore. Il giallo sarà forse la cornice in cui si sviluppa la storia, ma all’interno, a farla da padrone, è il sentimento, quell’amore che coinvolge i protagonisti: primari, comprimari, spalle e comparse. Quell’amore che ti porta a fare azioni folli e assurde, che ti spinge ad allontanare chi ami, perché preferisci veder soffrire qualcuno da lontano, piuttosto che al tuo fianco.

Ricciardi, ancora diviso e conteso da due donne estremamente diverse tra loro ma unite proprio dall’amore per l’affascinante commissario dagli occhi verdi, in questo capitolo sarà più sofferente del solito, preoccupato dalla salute precaria della sua amata tata Rosa. Maione, che per amore della sua famiglia è disposto a fare mille straordinari, visto che i conti a fine mese sembra sempre che non tornino. E il dottor Modo, Bambinella, Enrica e Livia, personaggi che acquistano sempre più importanza e maggior caratterizzazione.

De Giovanni è un autore che in breve tempo è diventato uno dei miei preferiti, e non c’è niente di più bello quando lo scrittore non tradisce le aspettative del proprio fedele lettore.