La fortuna di Finch | Mazo de la Roche

Ci sono libri che hanno il potere di farti sentire a casa. Una volta lette le prime pagine del libro di Mazo de la Roche La fortuna di Finch, Fazi, avevo la sensazione di trovarmi di nuovo a Jalna, questa splendida tenuta nel territorio canadese che poco per volta abbiamo imparato a conoscere.

Dover dire addio ad Adeline non è stato semplice per nessuno dei componenti dei Whiteoak che dalla centenaria madre e nonna hanno ereditato frasi e movenze che fanno sentire meno la sua mancanza. L’eredità lasciata in blocco a Finch aveva acceso gli animi di molti di loro, ma adesso sembrerebbe che tutti quanti hanno accettato l’assurda decisione di Adeline e l’intera famiglia si prepara per festeggiare i ventun anni del ragazzo con una magnifica cena.

Dal suo canto Finch fatica ancora a credere di aver ereditato quell’immensa fortuna motivo per cui decide di esaudire in un certo senso il desiderio di ogni Whiteoak. Si prodiga nel fare delle migliorie per Jalna, regala una bella automobile al fratello Piers, decide di aiutare la sorella Maggie nel pagamento del mutuo e regala un viaggio ai due zii Nicholas e Ernest a Londra dalla sorella Augusta, un viaggio a cui si unisce anche il giovane che sente più che mai la necessità di cambiare aria.

In tutto ciò, infatti, Finch si sente finalmente libero di poter prendere delle decisioni che hanno a che fare con la sua vita e il suo futuro, anche se è consapevole che tali decisioni non troveranno l’appoggio del suo amato fratello Renny. Decide di mettere i malumori da parte e di godersi il soggiorno londinese insieme agli zii a casa della zia Augusta dove Finch farà la conoscenza della cugina Sarah che in breve tempo farà breccia in lui.

Mentre nel vecchio continente Finch si aprirà a nuove esperienze e ritroverà il fratello Eden, a Jalna il matrimonio tra Renny e Adeline mostrerà le prime crepe e in lei crescerà sempre di più la convinzione di aver fatto un passo rischioso e azzardato e dovrà capire una colta per tutte se vorrà effettivamente far parte della famiglia e diventare una Whiteoak.

Come dicevo in apertura, i libri di Mazo de la Roche sono libri che mi fanno sentire a casa. Sono libri che divoro con l’impazienza tipica del lettore che è incapace di lasciare anche solo per un attimo i propri personaggi preferiti e che una volta arrivata alla fine viene assalita da una dolce malinconia. L’unica magra consolazione è sapere che non molto tardi questa amata famiglia tornerà a bussare alla mia porta e non vedo l’ora di poter aprire e immergermi nuovamente nelle loro vite.

  • Titolo: La fortuna di Finch
  • Autrice: Mazo de la Roche
  • Casa Editrice: Fazi
  • Data di pubblicazione: 28 Gennaio 2021

L’amore è eterno… no | Tre storie (non) d’amore!

È giunta oggi in tutto il suo splendore la festa degli innamorati. Non conosco festa più divisiva di questa con da un lato le coppiette felici che festeggiano il loro amore a suon di regalini e pensieri romantici per il proprio amato e dall’altro chi questa festa proprio non la può sopportare, additandola come l’ennesima trovata consumista volta solo a far spendere denaro al grido di l’amore non si celebra solo una volta l’anno.

Tra i due io mi colloco volentieri nel mezzo, anzi, di questa celebrazione me ne importa tanto quanto le oscillazioni dei titoli in borsa: meno di zero. Al tempo stesso se volete dire al mondo che vi amate fatelo tranquillamente, mi giro a guardare dall’altra parte.

La domanda che tutti vi state ponendo (vi vedo tutti lì intenti a googlarlo è): ma perché San Valentino è la festa degli innamorati? Dobbiamo fare un bel passo indietro nel tempo (quanto mi sento Alberto Angela quando faccio così) e arrivare al 496 d.C. quando il papa Gelasio I decise di mettere fine ai lupercalia, i riti che i romani facevano in onore del dio della fertilità Luperco. I riti si svolgevano durante alcuni giorni di febbraio e culminavano il 15 di questo mese ed erano legati alla purificazione e alla fecondità. Il rito legato alla fertilità prevedeva delle frustrate alle donne da parte degli uomini e loro erano ben contente di partecipare, proprio perché questo era di buon auspicio in caso di gravidanza. Papa Gelasio ritenne questi riti privi di morale, motivo per cui decise di istituire il giorno precedente, e cioè il 14, una festa dedicata agli innamorati, una festa che rispolverava il concetto dell’amore puro privo di sessualizzazione.

Tutto questo si lega poco alla figura di San Valentino e qui entra in gioco la leggenda secondo cui il santo avrebbe regalato a una fanciulla la somma necessaria come dote per il suo matrimonio e questo atto generoso del santo lo ha eletto come protettore degli innamorati.

Se ci spostiamo in campo letterario il merito, invece, è tutto da dare a Geoffrey Chaucer che in onore del matrimonio tra Riccardo II e Anna di Boemia scrisse un poema di 700 versi in cui associava San Valentino a Cupido.

Veniamo a tre storie d’amore da leggere per celebrare questa festa degli innamorati.

Faccio una dovuta premessa: l’amore è in tantissime forme. Si può amare senza essere ricambiati. Si può continuare ad amare una persona del passato che non fa più parte della nostra vita. Si può amare una persona che è impegnata con un’altra: insomma, l’amore ha tante di quelle forme che ci metterei una vita a elencarle tutte. I libri da me scelti non sono libri col vissero tutti felici e contenti, perché l’amore è anche e soprattutto sofferenza e se siete alla ricerca di quel tipo d’amore, leggetevi un Harmony e lasciate perdere me.

L’amore, come dicevo, può essere quello da due persone che si amano, ma che non riescono a stare insieme e che mettono su un tira e molla continuo degno di Ridge e Brooke di Beautiful. Una delle storie d’amore più autentiche degli ultimi anni è quella che sapientemente racconta Sally Rooney in Persone normali, Einaudi. Marianne e Connell si conoscono quando entrambi frequentano lo stesso liceo. Lui il ragazzo popolare, lei quella considerata sfigata. Si piacciono, si amano, ma la loro storia resta solo affar proprio. Si lasciano, vanno al college, la situazione si ribalta con Marianne che acquista fiducia e diventa l’anima delle feste e Connell che non si sente di appartenere a quel mondo. Si riprendono, ma anche questa volta le cose non sembrano funzionare e la rottura è proprio lì dietro l’angolo. Se siete alla ricerca di relazioni disfunzionali, questa fa al caso vostro.

Lui, lei, l’altra. Niente di nuovo sul fronte occidentale mi verrebbe da dire. Ne Il ritratto di Ilaria Berdardini, Mondadori, abbiamo una lei, scrittrice di successo conosciuta in tutto il mondo e abbiamo lui, imprenditore noto. Piccolo particolare: lui è sposato con una pittrice anche lei famosa. Succede che lui ha un ictus e l’unico modo che ha l’amante per avere sue notizie è quello di commissionare un ritratto alla moglie pur di avere informazioni sulle sue condizioni di salute. L’ho detto, l’amore ha tante forme e questa storia ne è la prova.

Siete mai stati innamorati di una puttana? Ottanta rose mezz’ora di Cristiano Cavina, Marcos y Marcos, esordisce così, spiazzando subito il lettore. Ci sono due persone che si incontrano, si piacciono e si innamorano. C’è una ragazza che stanca di dover far fronte ai debiti pensa di aver avuto l’idea che la salverà: farsi pagare per mezz’ora di sesso. C’è un lui che pur di non perdere la sua amata decide di assecondarla in questa folle idea. Se siete ancorati all’idea di amore romantico, di rose rosse da regalare al primo appuntamento, di stucchevoli dichiarazioni d’amore stile baci perugina ve lo dico: questo romanzo non fa per voi. Se pensate che l’amore sia trascinante, dissoluto, sporco, allora mettetevi comodi che questa storia sarà nelle vostre corde e vedrete che le uniche rose saranno quelle che indicano la tariffa di Sammi: ottanta rose, mezz’ora.

Di libri necessari|Matt Haig e Paolo Milone

Gennaio è stato un mese strano per quanto riguarda le letture, anzi, gennaio è stato un mese strano. Avete presente quella sensazione di non voler fare niente? Non parlo di ozio fine a se stesso, parlo di quella cosa per cui niente ci smuove. Gennaio è stato un lungo letargo in cui la maggior parte dei libri che ho iniziato, li ho messi via dopo poche pagine e le poche serie TV che ho visto, le ho viste in un modo così superficiale che a stento le ricordo.

Non nascondo che tutta la situazione che stiamo vivendo inizia a pesare a livello emotivo, ma sarà solo quello? I libri sono da sempre il mio conforto e il mio rifugio e se anche un libro non è capace di proiettarmi altrove, allora il fatto è grave e la situazione è serie.
Gennaio è quindi stato un mese in cui sono passata da una lettura all’altra, ma poche hanno fatto davvero breccia nel mio cuore da lettrice.

Un discorso diverso va fatto per due dei libri che mi hanno fatto compagnia in queste ultime settimane e cioè «Ragioni per continuare a vivere» di Matt Haig (Edizioni E/O) e «L’arte di legare le persone» di Paolo Milone (Einaudi).
Nel primo lo scrittore si mette a nudo raccontando il suo periodo più buio in cui si è ritrovato a fare i conti con una forte depressione e con l’ansia. Paolo Milone, qui al suo esordio, racconta i suoi oltre quaranta anni come medico nel reparto di Psichiatria d’urgenza a Genova. La malattia mentale raccontata da una parte da chi l’ha vissuta sulla propria pelle e dall’altra da chi la vede ogni giorno sulle persone che cerca di curare. Mi tocca scomodare uno dei termini che più detesto quando si parla di libri, ma in entrambi i casi non posso che dire che questi sono libri necessari, perché ancora oggi la malattia mentale è un tabù, ancora oggi si confonde depressione con tristezza e ansia con eccessiva emotività e soprattutto ancora oggi i pregiudizi legati alla malattia mentale sono tanti, sono troppi.

Sei depresso? Esci, vedi qualcuno. Sei ansioso? Non ci pensare, pensa ad altro. In «Ragioni per continuare a vivere», Matt Haig racconta di quanto facile sia cadere in depressione e quanto difficile sia rialzarsi e soprattutto racconta le montagne russe emotive che questo male oscuro provoca. Paolo Milone pagina dopo pagina, invece, ci porta tra le storie di chi combatte, di chi vince, di chi perde, di chi si arrende e di chi ad arrendersi non vuole pensarci affatto.
Sono due libri diversi eppure legati indissolubilmente tra loro.

Non vorrei dire che sono due libri che dovrebbero leggere tutti, ma dico che sono due libri che dovrebbero leggere tutti.

  • Titolo: Ragioni per continuare a vivere
  • Autore: Matt Haig
  • Casa editrice: Edizioni E/O
  • Data di pubblicazione: 4 Giugno 2020
  • Titolo: L’arte di legare le persone
  • Autore: Paolo Milone
  • Casa editrice: Einaudi
  • Data di pubblicazione 19 Gennaio 2021

La biblioteca di mezzanotte | Matt Haig

E se…

Se c’è un espressione che a un certo punto abbiamo usato tutti, ma proprio tutti è questa: e se. E se avessi accettato quel lavoro, e se avessi chiuso prima quel rapporto che mi faceva solo soffrire, e se fossi stata più coraggiosa e se avessi detto no, insomma tutte frasi che ci portano a una sola e unica domanda: come sarebbe la mia vita oggi?

Nora è stanca della sua vita che sembra essere arrivata a un punto di stallo. Ha un lavoro che non le piace, un rapporto inesistente con l’unico componente della sua famiglia ancora in vita e non ha nessuno al suo fianco. Se questa deve essere la sua vita tanto vale farla finita, motivo per cui una sera ingerisce una quantità spropositata di sonniferi e decide di darci taglio. 

Si ritrova in una sorta di limbo tra la vita e la morte, un limbo cha ha le fattezze di una biblioteca e dove tutti i libri presenti le offrono l’opportunità di vedere come sarebbe stata la sua vita in seguito a determinate scelte fatte. La curiosità è tanta e soprattutto c’è la voglia di scoprire che vita avrebbe avuto se avesse fatto scelte diverse: sarebbe stata felice?

Libro dopo libro Nora maneggerà tutti i suoi rimpianti e arriverà alla conclusione che nessuna vita può essere definita perfetta.

Tutto questo per dire che la vita è una meravigliosa e dannata incognita e che i rimpianti e i rimorsi fanno parte di questa assurda giostra che si chiama vivere.

  • Titolo: La biblioteca di mezzanotte
  • Autore: Matt Haig
  • Casa editrice: Edizioni E/O
  • Data di pubblicazione: 13 Agosto 2020

Il libro di Matt Haig, La biblioteca di mezzanotte, Edizioni E/O, è un libro che conquista il lettore fin dall’inizio e pagina dopo pagina mettiamo da parte la vita di Nora e ci concentriamo sulla nostra di vita pensando a quelle scelte che per mancanza di coraggio non abbiamo preso e a un certo punto diventiamo noi i protagonisti di questa storia. Mi capita di dire spesso che i libri su di me hanno lo stesso effetto di una seduta di analisi e infatti questo libro mi ha fatto pensare come nessun libro prima d’ora. Sono pentita di alcune scelte fatte nella mia vita? Certo. Sono felice di come stia andando la mia vita oggi? No, non lo sono. Ho la certezza che la mia vita sarebbe migliore se avessi preso scelte diverse? No, assolutamente no e questa cosa che siamo portati a pensare che scelte diverse significa scelte migliori e di conseguenza vita felice è solo un inganno che facciamo a noi stessi. Tutte le scelte che facciamo hanno delle conseguenze e tutte le scelte che facciamo portano qualcosa nella nostra vita. Quel cambio di rotta di un bel po’ di anni fa mi avrà tolto qualcosa, ma al tempo stesso mi ha dato altro e non vorrei essere fatalista, ma voglio pensare che è così che doveva andare e che le persone che oggi sono parte fondante della mia vita lo sono anche grazie a quel cambio di rotta.

Il processo Mitford. I delitti Mitford | Jessica Fellowes

Prendete Agatha Christie, aggiungete Downton Abbey e otterrete i delitti Mitford.

Mi sono imbattuta in questa serie nei primi giorni dello scorso anno e presa da una febbre che solo i bei libri fanno salire, ho divorato in men che non si dica i primi tre libri. A dicembre 2020 è arrivato in libreria il quarto capitolo Il processo Mitford, Neri Pozza e non potevo non leggerlo.

Facciamo un passo indietro e per chi non ha capito di cosa parlo dico che i delitti Mitford è la saga creata dalla scrittrice inglese Jessica Fellowes, nipote dell’acclamato autore britannico Julian Fellowes e autrice di alcuni libri che raccontano i retroscena di Downton Abbey divenuti dei veri e propri best seller in patria e non solo. Qualche anno fa ha dato il via a una nuova saga che mescola realtà e fantasia. Realtà, perché le protagoniste, le sorelle Mitford, hanno animato la scena britannica per molti anni a causa di alcune posizioni controverse che presero in campo politico. Nancy, Pamela, Diana, Unity, Jessica e Deborah sposarono chi le idee comuniste e chi le idee naziste in un particolare periodo storico. Fantasia, perché l’autrice ha deciso di affiancare alle irresistibili quattro sorelle un personaggio nuovo di zecca, la cameriera Louise Cannon che si ritroverà suo malgrado immischiata in un caso da risolvere il cui suo contributo sarà sempre determinante e fondamentale.

Con Il processo Mitford siamo nel 1932, Louise ormai è una donna felicemente sposata con il suo poliziotto Guy Sullivan e ha lasciato la casa dei Mitford dove lavorava come cameriera per seguire un corso da dattilografa. Succede che Diana prossima al divorzio da suo marito e in attesa di ufficializzare la sua unione con Sir Oswald Mosley, il fondatore dell’Unione britannica dei fascisti, decide di partire per una crociera con sua madre e sua sorella Unity per evitare pettegolezzi e chiede a Louise di accompagnarle e prestare nuovamente servizio per la famiglia. Inizialmente intenzionata a rifiutare gentilmente, Louise cambierà idea dopo che un uomo a nome del governo britannico le chiede di seguire Diana e annotare tutto ciò che può risultare sospetto e che potrebbe recare danno al Paese. Non potendo dire di no, Louise e le donne Mitford saliranno a bordo della Princess Alice per godersi la crociera se non fosse che le Mitford sono le Mitford e dove ci sono loro qualcuno purtroppo muore. Toccherà a Louise e al marito Guy risolvere il caso quanto più in fretta possibile.

Anche il quarto libro si conferma all’altezza dei precedenti con tutti gli ingredienti giusti che ammaliano il lettore. C’è un giallo da risolvere, ci sono dei personaggi precedentemente conosciuti che cambiano, nel bene e nel male e soprattutto c’è la fotografia di un Paese in bilico, da un lato attratto da nuovi ideali e dall’altro consapevole che quella nuova figura carismatica di cui tutti parlano, sir Adolf Hitler, potrebbe portare ben presto lo scoppio di una nuova guerra mondiale.

Come tutti libri di cui sono follemente innamorata non posso che chiudere con la frase: non vedo l’ora di leggere il prossimo.

  • Titolo: Il processo Mitford. I delitti Mitford
  • Autrice: Jessica Fellowes
  • Casa Editrice: Neri Pozza
  • Data di pubblicazione: 3 Dicembre 2020