Sulla questione librerie aperte| Segnalazioni culturali

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E così domani riaprono le librerie. Bisogna dare un segnale di speranza al Paese e questo segnale deve arrivare dalle librerie, perché il libro è un bene di prima necessità, che ciba l’anima, che fa viaggiare anche restando in casa e aggiungete voi un altro paio di frasi retoriche legate ai libri e alla lettura, perché io ne sono davvero piena.

Siamo il Paese in cui sei italiani su dieci dichiarano di non aver aperto un libro neanche per sbaglio in dodici mesi, ma che in queste settimane brama un libro come mai nella vita: ci voleva una pandemia per rendere gli italiani lettori e noi non lo sapevamo.

Da settimane siamo chiusi in casa e le nostre uscite sono razionate. Ci hanno detto che è per il nostro bene e lo stiamo facendo e continueremo a farlo fino a quando la situazione ce lo imporrà. I contagi stanno diminuendo, vero, ma non possiamo tirare ancora un sospiro di sollievo, perché cinque-seicento morti al giorno non sono pochi, millecinque-duemila contagi al giorno non sono per niente pochi.

Pensare di riaprire quando le condizioni del Paese sono ancora critiche, quando la fase peggiore non ce la siamo ancora messa alle spalle è da folli e conferma quello che ho sempre pensato fin dall’inizio di questa emergenza: siamo in mano a degli incapaci e provvedimenti del genere non fanno che confermare la mia tesi.

Domani alcune librerie riapriranno e vi chiedo: voi ci andreste? Non so voi, ma quando tocca a me uscire per fare la spesa, esco da casa con un livello d’ansia livello Carlo Verdone. Indosso mascherina e guanti, sto ben attenta a stare lontana dagli altri e quando sono all’interno del supermercato faccio la spesa nel minor tempo possibile e quando ritorno a casa oltre a provvedere a lavarmi le mani come se dovessi entrare in una sala operatoria tiro un forte sospiro di sollievo.

Altra cosa. Nel mio paesello da quartiere a quartiere non ci si può spostare senza valide ragioni e la libreria non è nel mio quartiere: rischio qualcosa? Ci dicono di stare a casa quanto più è possibile e ci forniscono motivi per uscire di casa.

La libreria è uno dei miei posti preferiti, ci passo ore. Spulcio i titoli, ammiro le copertine, mi lascio rapire dalla trama, soprattutto parlo con i librai di quel libro piuttosto che di quell’altro o parlo con gli altri clienti, chi come me si è recato in libreria per respirare cultura e sentir parlare qualcun altro nella lingua dei libri. L’idea di dover andare in libreria con l’ansia addosso non mi piace. L’idea di aver il tempo contato neanche. Il pensiero di non poter toccare i libri o poter scambiare quattro chiacchiere con il libraio non mi piace e mi fa pensare che a casa sto meglio e che se proprio sento la necessità di acquistare un libro provvedo in un altro modo.

Nelle ultime settimane le librerie indipendenti si sono organizzate con le spedizioni domiciliari. Su libridaasporto c’è l’elenco di tantissime librerie italiane che hanno aderito al progetto: perché non continuare così? Perché esporre al contagio delle persone quando il pericolo è ancora alto?

Quelli che si lamentavano della chiusura delle librerie e che pensavano che la cultura si fosse fermata, probabilmente non hanno visto cosa la cultura sia stata in grado di fare nell’ultimo mese.

Sono nate tantissime iniziative online, come Decameron-una storia ci salverà, un vero e proprio festival digitale o Sos Lettura. ideato da Giusi Migliaccio e Lorena Spampinato, una pagina Instagram ricchissima con i consigli di lettura che arrivano direttamente dagli scrittori. La Feltrinelli propone Le Conversazioni, il Salone del Libro ha organizzato #SalToConTe: nel primo ci sono due autori a confronto, nel secondo letture e consigli d’autore.

Sempre su Instagram c’è un’esplosione di dirette fatte dagli autori stessi o in compagnia di personaggi dello spettacolo. Caterina Balivo ogni pomeriggio alle 15.00 insieme al marito Guido Maria Brera va in scena con #MyNextBook , Vinicio Marchioni sempre alle 15.00 propone #LibriACasa e Marta Perego propone #InDirettaConLoScrittore verso le 17.00.

È vero, questa emergenza sanitaria ha messo in crisi un sistema, quello editoriale, che in crisi c’era già di suo e che probabilmente dovrà fare i salti mortali per cercare di rimanere a galla. Leggo di case editrici che hanno chiesto di essere messe in cassa integrazione e che molte non sanno se riapriranno. Ci sono pubblicazioni rimandate, alcune saltate del tutto. La distribuzione dovrebbe riaprire a metà maggio e considerato che si sono fermate a metà marzo questo vuole dire migliaia di libri andati in fumo. Le presentazioni dei libri chissà quando riprenderanno e la maggior parte dei festival culturali sono stati riprogrammati, ma ad oggi niente è certo e la situazione è drammatica.

Mai però come in queste settimane la cultura ha dimostrato che è viva e che lotta insieme a noi ed io spero che quando torneremo alla tanto agognata normalità ci siano ancora tutte queste iniziative a tenerci compagnia.

PS: in Lombardia Attilio Fontana ha deciso che le librerie non riapriranno ed è notizia di mentre scrivo che Vincenzo De Luca ha preso lo stesso provvedimento per le librerie campane, chiuse fino al 3 maggio, così come in Piemonte.

Photo Credits Google Images 

Solidarietà digitale| Iniziative editoriali

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In queste settimane complicate e difficili da gestire sono tantissimi quelli che si stanno mettendo a disposizione offrendo i loro servizi in maniera gratuita o quasi. Da tutte queste lodevoli iniziative non poteva esimersi il mondo editoriale che si è schierato al fianco dei propri lettori che in questo periodo cercano maggiormente conforto nella lettura dei loro amati libri.

Prima di iniziare vi voglio segnalare il sito Solidarietà Digitale l’iniziativa del Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione dove sono presenti tutti i servizi e le iniziative per i privati e le aziende.

Questo vuole essere un elenco di alcune di queste iniziative, sono davvero tantissime e stare dietro a tutti è complicato, ma ci proviamo lo stesso.

ADD Editore

Fino al 17 aprile la casa editrice mette a disposizione gratuitamente l’ebook di Tito Faraci, Mickey. Uomini e topo.

Adelphi: Microgrammi

La casa editrice Adelphi ha inaugurato in questi giorni la collana Microgrammi, collana dove escono in digitale alcuni dei libri che in queste settimane avremmo trovato in libreria e che usciranno a data da destinarsi, più qualche chicca che non era prevista nel calendario editoriale e che la casa editrice ha deciso di concederci comunque.

Cliquot Edizioni

Ogni settimana la casa editrice regala un eBook del proprio catalogo. Seguite il sito e i relativi canali social per essere aggiornati sulle uscite.

DeA Planeta 

#acasaconaudible Audiolibri da ascoltare gratuitamente in streaming sulla pagina web dedicata del sito di Audible. Al momento i titoli disponibili sono i seguenti:

Sul sito disponibili i titoli mesi a disposizione gratuitamente o attualmente in offerta speciale.

Edicola Ediciones

La casa editrice mette a disposizione gratuitamente il romanzo di Andrés Montero, Tony Nessuno .

Edizioni Lindau

Hanno selezionato 10 eBook in download gratuito di grandi autori presenti nel proprio catalogo con titoli poco noti all’interno della loro produzione letteraria ma dal grande valore culturale: Henry James, D. H. Lawrence, Joris-Karl Huysmans, Arthur Schnitzler… Sul sito della casa editrice tutti i titoli.

Fazi Editore

La casa editrice Fazi Editore per dimostrare vicinanza ai propri lettori ha deciso di regalare ogni lunedì un ebook del loro catalogo. Tenete d’occhio il sito ufficiale per non perdervi nessuno dei loro libri.

Feltrinelli

Ogni settimana Feltrinelli metterà in offerta una selezione di libri del proprio catalogo. Nella sezione #leggiamoacasa tutti gli ebook scontati o totalmente gratuiti messi a disposizione dalla casa editrice. A sua volta FeltrinelliComics la collana dedicata al mondo delle graphic novel, regala ogni settimana ben due titoli del loro catalogo.

Rimanendo in casa Feltrinelli, lo scrittore Lorenzo Marone ha reso disponibile online un suo racconto: La primavera torna sempre. Il racconto è gratuito ed è scaricabile su tutte le piattaforme online, al suo interno ci sono le modalità per sostenere l’ospedale Cotugno di Napoli. 

Gallucci Editore

La casa editrice mette a disposizione gratuitamente alcuni dei suoi libri in catalogo dedicati ai bambini e ai ragazzi. Sul sito della casa editrice tutti gli ebook in regalo.

Il Saggiatore

Sono giorni di solitudine forzata, ore lunghissime e incertezza. Purtroppo non possiamo fare molto per alleviare la vostra preoccupazione, se non regalarvi quello che abbiamo e che per noi è più prezioso: i nostri titoli, le nostre parole, le nostre storie. Ogni due giorni troverete in questa pagina un ebook da scaricare gratuitamente. Sul sito della casa editrice Il Saggiatore trovate l’elenco degli ebook a disposizione.

La Nave di Teseo

La casa editrice ha messo a disposizione gratuitamente l’ebook del romanzo di Sofja Tolstaja, Amore colpevole.

Las Vegas Edizioni

Dal 16 marzo al 6 aprile la casa editrice ha regalato ogni giorno un eBook gratuito del loro catalogo. Per tutti i lettori che non hanno scaricato gli omaggi sul sito c’è l’intera selezione offerta ed è possibile continuare ad usufruire dei loro regali.

Marsilio

La casa editrice Marsilio rilascia ogni giorno un eBook del proprio catalogo al prezzo di € 1,99, in più una volta a settimana regala un eBook. Seguite il loro sito per essere aggiornati sul calendario d’uscita.

Neri Pozza

A partire dal 2 aprile, alcuni dei titoli Neri Pozza saranno disponibili al prezzo di 1,99 euro su tutti gli store, di seguito il calendario delle uscite:

  • 2 aprile, L’assassinio di Florence Nightingale Shore di Jessica Fellowes;
  • 6 aprile, Un matrimonio americano di Tayari Jones;
  • 19 aprile, La corsara di Sandra Petrignani;
  • 20 aprile, Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque.

NN Editore

Roberto Camurri ha scritto il racconto Acqua edito da NN Editore acquistabile online fino al 31 luglio e il cui ricavato sarà devoluto interamente alla Croce Rossa Italiana.

Nottetempo

La casa editrice ha dato il via a una nuova collana dal titolo Semi che raccoglie piccoli libri che offrono delle riflessioni sulla particolare situazione che stiamo vivendo. Ogni settimana sarà possibile scaricare ben due titoli sia sul sito della casa editrice sia su tutti gli store digitali.

Sellerio

L’omaggio di Antonio Manzini ai lettori, un racconto inedito, un’indagine di Rocco Schiavone per sorridere un po’ e sostenere, chi lo volesse, l’ospedale Spallanzani di Roma con una donazione. 

PS: post in aggiornamento, se siete a conoscenza di altre iniziative potete segnalarle.

Diario semiserio di quarantena| E tu come stai?

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Settimana di quarantena numero… non me lo ricordo. Considerando che tutta Italia è stata dichiarata zona rossa tra il nove e il dieci marzo, ci stiamo avvicinando a un mese esatto dall’inizio di questa reclusione forzata.

Come state? Domanda quasi sciocca, me ne rendo conto. Potrei rispondere che sto bene, perché sono a casa mia, tranquilla, i miei familiari stanno bene e al momento il virus non ha toccato da vicino nessuno che conosco e questo al momento è davvero una grande fortuna. Se dovessi fare l’esercizio che mi fa fare il mio terapeuta, scelga tre emozioni che descrivono il suo stato d’animo in questo momento, sceglierei: angosciata, annoiata e malinconica.

Angoscia. Non ci sarebbe bisogno di spiegarlo, la situazione è quella che conosciamo bene tutti. Il rito della protezione civile alle 18 del pomeriggio è diventato un momento fisso. Lo aspettiamo, lo temiamo, lo seguiamo e ci disperiamo, perché i numeri sono ancora alti e la strada verso il ritorno alla normalità è ancora lunga. Quello che mi angoscia di più è proprio questa incertezza costante: nessuno sa cosa succederà dopo e soprattutto quando ci sarà il dopo. Saremo diversi, saremo migliori, sapremo valorizzare di più le piccole cose, sapremo apprezzare di più le persone che ci sono accanto. Sulla carta sarà così, ma la normalità che tanto bramiamo è lontana e al momento non è arrivato nessuno a dirci che tornerà tutto come prima, o almeno non subito.

Noia. Non so voi, ma le ultime due settimane hanno rappresentato il picco della noia. Noia verso le serie TV viste e riviste, noia per le nuove che non mi appassionavano, noia per qualsiasi tipo di attività che mi proponevo di iniziare per evitare di passare quindici ore della giornata latitando tra letto e divano e soprattutto noia per i libri. Per chi come me ha sempre vissuto con un libro sul comodino, uno in borsa, uno sulla mensola e uno in qualsiasi altro posto, non leggere è stato strano. La concentrazione non c’era, la calma necessaria per approcciarmi alla lettura neanche. Mi sono confrontata con tantissimi lettori in questi giorni e tutti, ma proprio tutti, mi dicevano di essere nella mia stessa situazione: perché non leggo? Avrei voluto avere la risposta alla domanda che in tanti mi hanno fatto, ma non l’avevo, perché ero la prima a non capire il perché. Io che nei momenti più difficili, più critici, più impegnativi della mia vita riuscivo sempre a trovare il tempo per scappare tra le pagine di un libro all’improvviso non leggevo più. Dicevo, la risposta non l’avevo, ma probabilmente la risposta era più semplice di quanto pensassi: non leggo, perché non sono serena. Non leggo, perché quello che sta succedendo fuori mi terrorizza, mi fa gelare il sangue e mi spezza il respiro. Non leggo, perché anche se adesso va tutto bene non ho la certezza che andrà bene anche domani. La lettura necessita di calma e la calma l’abbiamo persa settimane fa.

(PS da pochi giorni però ho ripreso ai miei ritmi e per adesso mi godo il momento).

Malinconia. Non sono amante della primavera, sono una che ama l’autunno e i suoi colori e l’inverno e il suo clima freddo. Fuori dalla finestra il mondo sta andando avanti e per infierire ancora di più la primavera ci ha ricordato che è arrivata, con il suo carico di giornate miti e i suoi colori. E allora penso a quanto vorrei essere fuori e godermi l’incanto dei primi fiori che sbocciano e il sole caldo che ti invita a passeggiare. Penso che vorrei saltare sul primo treno in direzione Napoli, passeggiare per le stradine dello shopping di Chiaia, prendere al volo un trancio di pizza a via Roma e correre verso il mare, ammirarlo e perdermi tra le onde, ammirando il mio amato Vesuvio. Penso che passerà ancora troppo tempo prima di tornarci e questa sensazione mi provoca delle fitte allo stomaco insopportabili. Penso agli amici che non vedo da troppo tempo e che non bastano le video-chiamate a colmare le assenze. Penso ai miei affetti che sono a poche centinaia da me, ma che non posso vederli. Penso ai progetti arenati, saltati e alle occasioni che sto perdendo. Quando sarà possibile, toccherà rifarsi di tutto.

Buona settimana, lettori.

(Photo Credits Google Images)

Diario semiserio di quarantena| E relativi consigli di lettura

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Seconda settima di quarantena e il mio umore oscilla tra il «non è poi così male stare a casa a far niente» e «io così al 3 aprile non ci arrivo».

I primi giorni ho fatto quello che molti consigliano: impegnatevi anche se siete tra le mura domestiche.

Quindi ho ripulito gli armadi, ho sistemato i cassetti, ho tolto da mezzo tutto ciò che inspiegabilmente conservavo ancora, ho riordinato nuovamente le librerie per ottenere spazio per i prossimi acquisti e mi sono arresa all’evidenza che non c’era più niente su cui mettere le mani.

Messa da parte la versione casalinga disperata, si è impossessato di me lo spirito Benedetta Parodi e via con nuove ricette da proporre a pranzo e cena, una parentesi durata qualche giorno e come per le faccende domestiche ho presto riposto il grembiule da cucina nel cassetto.

Altro consiglio che ho letto un po’ ovunque e cioè che anche se siamo in casa non dobbiamo smettere di prenderci cura di noi stesse e via di beauty care: maschere per il viso, maschera per i capelli, scrub per la pelle e via dicendo. Pelle e capelli in questi giorni sono più splendenti che mai, peccato che a vederli non ci sia nessuno.

Mi sono data all’enigmistica, dove ho constatato di essere una frana, mi sono dannata per aver dato via il Monopoli quel giorno di quindici anni fa, perché tanto chi ci gioca più, ho pensato di smontare i puzzle che ho in casa al solo scopo di rifarli salvo poi rendermi conto che come idea era veramente stupida.

Il problema è che ci sono troppe ore da riempire e pochissime cose da fare e ci si mette anche il meteo sparandoci venti gradi a giornata, cieli azzurrissimi e un sole che sembra sussurrarti: esci fuori che ci fai a casa a letto? Almeno tu meteo, non potresti piazzarci un paio di temporali a giornata? Giusto per il gusto di pensare che in fondo fuori non ci stiamo perdendo granché.

Veniamo ai libri e a qualcosa da leggere in questi giorni.

Mi sono venuti in mente alcuni personaggi conosciuti negli anni e a come reagirebbero a leggere certe notizie. Il mio primo pensiero è andato ai miei quattro vecchietti del cuore: Dino Agile, Guttalax, Brio e Rubirosa. Per chi non li conoscesse, loro sono i protagonisti de L’audace colpo dei quattro di rete Maria che sfuggirono alle miserabili monache. Nelle scorse settimane, quando eravamo ancora all’inizio di questo periodo assurdo, tra le notizie più ripetute c’era questa: il virus alla fine colpisce solo i vecchi. Come se arrivati a una certa età se vivi o muori poca importa, tanto il tuo l’hai fatto, adesso puoi anche togliere il disturbo. Anziano o meno, malato o sano, morire a causa di questo virus è una sconfitta per tutti e questo è quanto. Il libro di Marco Marsullo, Einaudi, dimostra che anche se sei arrivato a una certa età hai ancora tanto da dire e tanto ancora di più da fare, tipo scappare dalla casa di riposo, irrompere in uno studio televisivo e prendere come ostaggio il prete.

Penso alle coppie. A chi in questo momento non può vedere il proprio compagno perché quarantena significa stare a casa e le visite ai fidanzati non valgono come motivo per uscire di casa. Penso alle coppie che invece stanno affrontando la quarantena insieme e non so se sia un bene o un male, perché bello l’amore, bello lo stare insieme, bello il sostegno reciproco e ancora più bello quando puoi prenderti dei momenti solo per te. E allora mi sono venuti in mente gli amanti, perché alla fine non sta a me dire chi è coppia e chi no. Ci pensate? Di per sé non hanno vita facile, sempre lì a nascondere il proprio amore e cercare dei ritagli per potersi vedere, ora poi ci si mette anche la quarantena e diventa tutto più complicato. Manco una telefonata in santa pace con l’amante di turno, c’è sempre il rischio che la compagna ufficiale la senta e poi sì che son casini. Terapia di coppia per amanti di Diego De Silva, Einaudi è la lettura che mi è venuta in mente pensando a tutto ciò, perché è vero ciò che mi capita spesso di leggere in giro: quando tutto questo sarà finito a guadagnarci saranno i nutrizionisti e i terapeuti.

Beati quelli che credono perché almeno hanno qualcosa a cui affidarsi. Non sono credente e la cosa non mi crea problemi. Devo dire che però in questi giorni di incertezza e ansia, affidarsi a qualcuno che non ti fa perdere mai la speranza deve essere confortevole. Non ho questa fortuna, ma chissà, magari come san Paolo sulla via di Damasco anche per me ci sarà una miracolosa conversione. E quindi ho pensato ad Arturo di … che Dio perdona a tutti di Pif, Feltrinelli che per impressionare la devota fidanzata decide di diventare un cattolico praticante seguendo la Bibbia e la parola del Signore alla lettera, scoperchiando tutte le ipocrisie del mondo religioso. Al momento segnali di conversione non ne vedo, non prometto per i prossimi giorni.

Ci leggiamo la prossima settimana.

(Photo Credits Google Images)