#LettoriSiRaccontano: Piera de AlParadisoDeiLibri

 

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Per #LettoriSiRaccontano è il turno di Piera. Anche nel suo caso l’incontro, seppur virtuale, è avvenuto in quel fantastico mondo che è Twitter, che sarà pure un social che molti faticano ancora a capire ma che per me è il luogo principale dove trovare altri con la mia stessa passione: i libri. Come me Piera ha iniziato a leggere grazie ai fumetti (mi perdonerà se io ho sempre preferito Paperopoli a Topolinia) e come me questa passione l’ha portata ad aprire un blog, Al Paradiso Dei Libri, per renderci partecipi delle sue letture. Lascio a lei raccontarsi. 

A volte lettori si nasce. Altre volte lo si diventa. Io credo di appartenere alla prima categoria.

Genitori e parenti mi hanno raccontato che, quando ero piccola, sedevo a sfogliare le pagine di Topolino e, non sapendo leggere, inventavo storie e dialoghi traendo spunto dalle immagini. Ma non era sufficiente. Così, un giorno, all’età di quattro anni, mio padre ha deciso di insegnarmi a leggere e scrivere. Ho un vago ricordo, offuscato, della prima parola letta sul giornale dei programmi TV: Mercoledì. Quell’apparentemente insignificante, ma non per me, giorno della settimana ha aperto le porte a nuovi mondi.

Dai fumetti sono passata alle fiabe, che leggevo prima di andare a dormire. E dalle fiabe sono, finalmente, approdata in prima elementare dove la maestra di italiano mi ha fatto scoprire il magico potere dei libri attraverso Marcovaldo di Italo Calvino. Ogni giorno sedeva al centro della classe e, con il suo tono di voce, riusciva a attirare l’attenzione di tutti, narrandoci le disavventure dell’ingenuo e sfortunato manovale.

A nove anni sono entrata nel fantastico mondo di Harry Potter. Inutile dire che non ne sono mai uscita e che attendo ancora la lettera da Hogwarts.

Sotto l’albero di Natale ho iniziato a trovare I ragazzi della via Paal, La freccia nera, Piccole donne. Letture che, inizialmente, non riuscivano a coinvolgermi ma che, col senno di poi, mi hanno insegnato tanto: soprattutto ad amare i classici.

Mi definisco una lettrice “onnivora” e curiosa: spazio dai romanzi ai thriller, dai libri di avventura ai fantasy, dai gialli ai grandi classici intramontabili, a volte anche in francese e inglese. Sarebbe impossibile decretare, fra tutti i libri che ho letto, il mio preferito. La mia lista si estende da Anna Karenina a 1984, da Il buio oltre la siepe a Margherita Dolcevita per arrivare anche a titoli sconosciuti come Le candele brillavano a Bay Street. Ogni libro reca con sé un ricordo.

Oggi studio Lingue e Letterature Moderne e questo ha allargato ancor di più i miei orizzonti fino a scoprire una nuova passione: quella per la letteratura francese, soprattutto contemporanea.

Quest’estate, durante un pomeriggio di noia, ho deciso di intraprendere una nuova avventura. Così, dalla voglia di condividere il mio amore per la lettura, ho dato vita al mio piccolo blog Al Paradiso dei Libri, la mia oasi di pace.

 

Come sempre rinnovo l’invito per tutti quelli che hanno voglia di raccontarmi come è nata la loro passione: Scrivetemi 

#LettoriSiRaccontano: Elisabetta Favale

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Per la rubrica #LettoriSiRaccontano oggi si racconta Elisabetta Favale. Io ed Elisabetta ci siamo conosciute in quel fantastico mondo che è Twitter. Elisabetta ha un blog su Linkiesta E(li’s)books, scrive di libri per Rocknread e Cultweek. Insomma i libri sono la sua passione e a noi racconta di quando questa sua passione è nata e cresciuta e quali sono stati i libri per lei fondamentali. 

Ricordo perfettamente quando sono diventata una lettrice: alle elementari. In quarta. Avevo una maestra che in classe aveva creato una piccola biblioteca e noi bambini potevamo prendere in prestito dei libri. Quello fu il momento in cui cominciai a leggere libri scelti direttamente da me e non regalati dagli adulti. Quelli di storia mi piacevano moltissimo, per diversi mesi ho letto libroni enormi sugli antichi egizi, mi sedevo in un angolino in cucina e leggevo leggevo talmente assorta che niente mi scuoteva da quella specie di viaggio!

Poi ho cominciato a fare richieste precise alle medie. Mi ricordo che c’era, vicino casa, una libreria che metteva fuori dalla porta una cesta con i libri scontati, beh mi sono fatta comprare tutto Verga, Boccaccio (bizzarro lo so!) Flaubert, Stendhal e Kafka! La metamorfosi l’ho letto una volta all’anno dai 13 ai 18 anni finché non l’ho capito!

Al liceo (classico) ho avuto un professore di latino e greco che ci leggeva in classe anche Thomas Mann e ci suggeriva i libri da leggere assolutamente, è arrivato quindi anche Marquez (e Bertrand Russell) e poi via via altri, da Eco alla Fallaci a Terzani, senza tralasciare lo spassosissimo De Crescenzo.

Non ho più smesso. All’università (sono laureata in diritto amministrativo e mi occupo di appalti coerentemente) quando finivo gli esami per rilassarmi leggevo i libri della mia compagna di stanza che studiava lingue quindi ho approfondito Joyce ma anche autori più di nicchia come Henry James. Leggo di tutto, amo la letteratura americana che per me è il top! Mi piacciono le poesie e ho una predilezione per le short-stories.

Tutto qua!

Lettori si raccontano

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Ve lo ricordate il momento in cui siete diventati lettori? Quel momento in cui avete capito che la lettura non era solo un passatempo per riempire quelle ore di noi ma qualcosa di molto più serio? Ve lo ricordate il primo libro che avete letto?

Il momento in cui sono diventata lettrice non lo ricordo, ricordo però mio padre che tornava da lavoro portando con sé il Corriere dello Sport (quello della Sera lo leggeva la mattina nei primi momenti liberi in ufficio) e prima che fosse pronto in tavola sfogliava, leggeva e commentava a volte tra sé e sé, altre ad alta voce (ma parlava sempre a se stesso). Ricordo sempre mio padre, il pomeriggio in poltrona, occhiali e un bel tomo tra le mani, era un appassionato di storia e di biografie i suoi libri sono ancora lì, qualcuno ha ancora qualche segnalibro tra le pagine. Più che voler diventare lettrice io volevo diventare come lui, volevo mettermi accanto a lui, sfogliare il mio bel libro e magari commentare anche io. Se sono diventata lettrice è stato per spirito di emulazione all’inizio, per pura estasi successivamente.

Le mie prime letture sono state i fumetti: Paperino, Zio Paperone in primis, ogni tanto anche Topolino anche se l’ho sempre trovato abbastanza saccente. Quando mi chiedono delle mie prime letture fatte io rispondo senza vergogna che ho iniziato dai fumetti. Vorrei aver delle storie più interessanti, tipo ho iniziato da Piccole Donne, il libro Cuore o oltre letture, ma io ho iniziato col mondo dei paperi e mi sta bene così. L’unica cosa che non mi stava bene era che il fumetto che acquistavo la domenica mattina lo terminavo la domenica sera e quindi passavo una settimana d’agonia e d’attesa che mi avrebbe portato verso il nuovo acquisto. Il passaggio ai libri è stato quindi naturale, avevo bisogno di libri che fossero più lunghi, di storie che durassero di più.

L’amico ritrovato di Fred Uhlman è stato il mio primo libro. Eravamo in vacanza e mia cugina aveva portato con sé questo piccolo libriccino. Parlo di un estate di molti anni fa (non tantissimi eh, non sono così vecchia), un’estate in cui gli smartphone non c’erano e i cellulari stessi non avevano l’importanza che gli diamo oggi. Un pomeriggio in cui non potevamo scendere in spiaggia a causa del brutto tempo iniziai a leggerlo e fu amore a prima vista. Avevo dieci undici anni, non avevo le basi tali da comprendere gli eventi storici raccontati nel libro. L’amicizia tra i due bambini mi aveva folgorata e l’avevo divorata. Se devo pensare al momento in cui ho capito che la lettura era qualcosa di cui non volevo fare a meno è stato quello. Quando tornai dalle vacanze la prima cosa che feci fu farmi portare in una libreria e scegliere le mie successive letture.

Le prime letture fatte, Gomorra, Il buio oltre la siepe, Il fu Mattia Pascal e 1984 andavano a confermare ciò che avevo già capito: non potevo più stare senza i libri.

Sono diventata lettrice grazie a mio padre, mia madre invece mi ha sempre rimproverato di leggere troppo, la frase stai sempre a leggere me la farò tatuare prima o poi visto che mi viene detta in continuazione. Non sono una che impone la lettura agli altri, è qualcosa di cui io non riesco a farne a meno, se gli altri riescono a vivere senza sfiorare almeno un libro sono fatti loro.

Non sono le loro storie quelle che mi interessano, ma quelle di lettori come me. Questa rubrica Lettori si raccontano nasce con questo intento, dare voce ai lettori, raccontare come e quando è nato il loro amore per la lettura e quali letture sono state determinanti nel loro percorso.

Ora la parola passa a voi, a chiunque abbia voglia di raccontarsi.