Vipera. Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi| Maurizio de Giovanni

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  • Titolo: Vipera. Nessuna Resurrezione per il Commissario Ricciardi
  • Autore: Maurizio de Giovanni
  • Editore: Einaudi (Stile Libero)
  • Data di pubblicazione: 27 Novembre 2012

Vipera è il nome in cui in tutta Napoli è conosciuta la migliore, la più bella delle ragazze che fanno il mestiere.

Benvenuti in primavera, niente è più pericoloso di tutta quest’apparente innocenza. Ricciardi non ama questo periodo, trova la primavera una stagione in cui tutte le passioni represse durante il freddo dell’inverno non aspettano altro che venir fuori all’improvviso e distruggere tutto. È durante la settimana Santa che viene uccisa Maria Rosaria Cennamo, in arte Vipera, una delle prostitute più belle e conosciute di tutta Napoli, la punta di diamante del Paradiso, bordello raffinato di via Chiaia, una vera e propria pubblicità vivente per quel posto, dove c’erano persone che venivano addirittura solo per lei. Nonostante la fama e la bellezza, Vipera però aveva solo due clienti: il cavaliere Ventrone e Peppe ‘a frusta. Il primo commerciante di santi e madonne, il secondo il primo amore di Vipera quando ancora non faceva la prostituta, che poco prima della morte l’aveva chiesta in moglie per toglierla da quel bordello, geloso com’era non poteva sopportare che la sua donna stesse alla mercé degli altri. Le due donne più a contatto con Vipera erano Lily, sua compagna al Paradiso che prima del suo arrivo era la preferita di Ventrone e Madame Yvonne, la proprietaria del casino che poteva perdere la sua attrazione principale se Vipera avesse accettato la proposta di Peppe ‘a frusta.

Se il Ricciardi commissario è impegnato alla ricerca del colpevole di Vipera tra i vari sospettati tutti con una ragione valida per ucciderla, il Ricciardi uomo deve fare i conti con i suoi sentimenti. Spaventato dall’amore, consapevole degli effetti negativi che può avere, Ricciardi non può ignorare che il rapporto con Enrica, la ragazza che abita di fronte e che ha passato le sere ad osservare, sia cambiato velocemente dopo lo scambio di quel frettoloso bacio. Ricciardi si è imposto una solitudine forzata a causa del fatto e non vuole di certo trascinarci Enrica, se le vuole bene la deve tenere a distanza, anche se vederla frequentare spesso casa sua dove la ragazza va a far visita a Rosa, lo rende felice.

E siamo a Napoli dove ogni festa ha i suoi riti e la Pasqua è raccontata attraverso i piatti tipici della tradizione, primi fra tutti la famosa minestra e la pastiera, raccontate entrambe nei minimi dettagli.

(Questo articolo è presente anche su Idea Napoli)

Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi| Maurizio De Giovanni

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Ma certo, commissario. Il presepe è una delle più antiche e consolidate tradizioni del nostro popolo. Attraverso esso, nei momenti vari della storia di questa città, sono state rappresentate situazioni e personaggi entrati a far parte della fantasia popolare. Vedete, ogni presepe, anche il più povero, è su tre livelli: in alto il castello di Erode, là, che rappresenta il potere e la prevaricazione; in mezzo la campagna, col gregge, i pastori e il resto; in basso, e davanti, la grotta con la Natività.

Mi sembra quasi di risentire il professor Bellavista che ai suoi spiegava l’importanza e la tradizione del presepe a Napoli, o rivedere Luca Cupiello che fiero spiegava a un suo ospite che il presebbio l’ho fatto tutto da solo e contrastato dalla famiglia. E proprio mentre la città si prepara ad assistere alla prima di “Natale in casa Cupiello” e l’atmosfera natalizia pervade la città di Napoli che Ricciardi e Maione sono impegnati nell’ennesimo caso da risolvere. Due corpi massacrati nella loro abitazione e una statuina del presepe rotta trovata lì sulla scena del crimine: un errore o un segnale da interpretare per il commissario? Fortuna che al momento dell’atroce delitto la figlia non era in casa o forse non sarebbe stata risparmiata; Benedetta una bambina di nove anni che farà breccia nel cuore di Maione, impegnato nel dover riaffrontare vecchi fantasmi del passato, quelli che hanno a che fare con la morte del suo amato primogenito Luca.

Ribadire per l’ennesima volta la bravura di de Giovanni sembrerebbe scontato, questo però è e rimane il mio preferito con protagonista Ricciardi. Sarà perché il Natale, da lui descritto in maniera eccelsa, a Napoli è maggiormente sentito rispetto ad altre città, sarà perché come sempre riesce a mettere il giallo quasi in secondo piano e far venir fuori meglio i personaggi, sarà perché de Giovanni definirlo giallista è riduttivo perché è un narratore capace di raccontare storie e personaggi come pochi riescono.

Leggi la recensione sul blog di Io Donna- Io Leggo Corriere della Sera pubblicata il 15 Ottobre 2015

Santa Evita| Tomas Eloy Martinez

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    • Titolo: Santa Evita
    • Autore: Tomas Eloy Martinez
    • Editore: Sur
    • Data di pubblicazione: 1996

Quello che più mi è piaciuto di questo libro è stato come verità e finzione si siano mescolati al meglio; perché è vero che a dominare la storia sono le assurde vicende che il cadavere di Evita è costretto a subire, ma dall’altra parte, è stato riservato ampio spazio per delineare al meglio il profilo di questa donna che mi ha sempre incuriosito.

Evita, la donna dalle umili origini, l’attrice di teatro non proprio di talento che non solo ha fatto innamorare perdutamente Peron, ma ha ammaliato e stregato l’intera Argentina e che, dopo la scomparsa prematura a causa di un tumore, è rimasta nell’immaginario collettivo del popolo argentino. Non mancano le critiche alla sua persona, c’è anche chi la considerava un’arrivista, un’opportunista e una che non meritava il ruolo che ricopriva.

Dopo la precoce morte di Evita, il suo corpo è stato affidato a un imbalsamatore con il compito di farlo rimanere intatto e quindi di renderlo immortale. Il Colonnello che ha il compito di occuparsi del cadavere sviluppa una vera e propria ossessione e quasi impazzisce per lei. E’ la metafora del popolo argentino. Evita è stata una di quei personaggi che hanno diviso gli argentini come pochi, è stata amatissima e odiatissima, una donna che non ha conosciuto mezze misure.

Se Gabriel Garcia Marquez parlando di questo ha detto: ecco finalmente il libro che desideravo leggere” non ci resta che seguire il suo consiglio e quindi leggerlo.

In fondo al tuo cuore. Inferno per il commissario Ricciardi| Maurizio de Giovanni

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Qualche tempo fa, lessi una dichiarazione dell’autore, in cui affermava che i suoi libri non sono dei gialli, perché lui parla di sentimenti. E’ vero; i libri di questo autore non possono essere definiti gialli solo perché c’è un commissario che indaga su degli omicidi, se definite i libri di de Giovanni dei gialli, allora avete capito ben poco, o niente, di questo autore. Il giallo sarà forse la cornice in cui si sviluppa la storia, ma all’interno, a farla da padrone, è il sentimento, quell’amore che coinvolge i protagonisti: primari, comprimari, spalle e comparse. Quell’amore che ti porta a fare azioni folli e assurde, che ti spinge ad allontanare chi ami, perché preferisci veder soffrire qualcuno da lontano, piuttosto che al tuo fianco.

Ricciardi, ancora diviso e conteso da due donne estremamente diverse tra loro ma unite proprio dall’amore per l’affascinante commissario dagli occhi verdi, in questo capitolo sarà più sofferente del solito, preoccupato dalla salute precaria della sua amata tata Rosa. Maione, che per amore della sua famiglia è disposto a fare mille straordinari, visto che i conti a fine mese sembra sempre che non tornino. E il dottor Modo, Bambinella, Enrica e Livia, personaggi che acquistano sempre più importanza e maggior caratterizzazione.

De Giovanni è un autore che in breve tempo è diventato uno dei miei preferiti, e non c’è niente di più bello quando lo scrittore non tradisce le aspettative del proprio fedele lettore.

Anime di vetro. Falene per il commissario Ricciardi| Maurizio de Giovanni

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    • Titolo: Anime di vetro. Falene per il commissario Ricciardi.
    • Autore: Maurizio de Giovanni
    • Editore: Einaudi
    • Data pubblicazione: 30 Giugno 2015
    • Compra il libro su Amazon: Anime di vetro

Il ragazzo stringe gli occhi per abituarli alla penombra della stanza. Il sole fiammeggiante del pomeriggio allunga le dita attraverso le imposte chiuse, e la polvere danza nella luce….

L’anima sarà di vetro, ma può andare in frantumi. Cosa spinge Ricciardi a ritornare su un’indagine dove il delitto è stato compiuto qualche mese prima e il presunto colpevole si è presentato spontaneamente e già sconta la sua pena? È colpito dalla moglie del reo confesso che crede all’innocenza di suo marito o ha bisogno di tenere mente e cuore occupato? Assicurare il vero colpevole alla giustizia è fondamentale per Ricciardi, ma utilizzare l’indagine come pretesto per non pensare questa volta lo preme maggiormente. È un Ricciardi più malinconico del solito, tormentato da quei fantasmi che lo costringono a quella solitudine forzata a cui aveva fatto l’abitudine, ma mentre era pronto a dividere la sua insofferenza con qualcuno ecco che il destino è pronto a mescolare le carte e per il commissario dagli occhi verdi la felicità sembra allontanarsi, forse una volta per tutte.

È il noir meno noir che de Giovanni ha confezionato, sì un’indagine c’è, ma assume caratteri così marginali che quasi te la dimentichi. Una curiosità notata, il famoso “fatto” ossia la capacità che ha Ricciardi, sentire l’ultima frase del morto, in questo capitolo è del tutto assente, forse un ulteriore segno che dimostra che a essere protagonista stavolta non è il Ricciardi commissario, bensì l’uomo. C’è un tocco di sentimentalismo che pervade tutta la storia che probabilmente i puristi del giallo poco apprezzeranno, ma è il marchio di fabbrica dell’autore, che ha fatto sì che questo Ricciardi non si perda tra i vari personaggi già presenti nel panorama letterario.

Leggi la recensione pubblicata sul blog Io Leggo di Io Donna- Corriere della Sera del 9 Luglio 2015