Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi.

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Ma certo, commissario. Il presepe è una delle più antiche e consolidate tradizioni del nostro popolo. Attraverso esso, nei momenti vari della storia di questa città, sono state rappresentate situazioni e personaggi entrati a far parte della fantasia popolare. Vedete, ogni presepe, anche il più povero, è su tre livelli: in alto il castello di Erode, là, che rappresenta il potere e la prevaricazione; in mezzo la campagna, col gregge, i pastori e il resto; in basso, e davanti, la grotta con la Natività.

Mi sembra quasi di risentire il professor Bellavista che ai suoi spiegava l’importanza e la tradizione del presepe a Napoli, o rivedere Luca Cupiello che fiero spiegava a un suo ospite che il presebbio l’ho fatto tutto da solo e contrastato dalla famiglia. E proprio mentre la città si prepara ad assistere alla prima di “Natale in casa Cupiello” e l’atmosfera natalizia pervade la città di Napoli che Ricciardi e Maione sono impegnati nell’ennesimo caso da risolvere. Due corpi massacrati nella loro abitazione e una statuina del presepe rotta trovata lì sulla scena del crimine: un errore o un segnale da interpretare per il commissario? Fortuna che al momento dell’atroce delitto la figlia non era in casa o forse non sarebbe stata risparmiata; Benedetta una bambina di nove anni che farà breccia nel cuore di Maione, impegnato nel dover riaffrontare vecchi fantasmi del passato, quelli che hanno a che fare con la morte del suo amato primogenito Luca.

Ribadire per l’ennesima volta la bravura di de Giovanni sembrerebbe scontato, questo però è e rimane il mio preferito con protagonista Ricciardi. Sarà perché il Natale, da lui descritto in maniera eccelsa, a Napoli è maggiormente sentito rispetto ad altre città, sarà perché come sempre riesce a mettere il giallo quasi in secondo piano e far venir fuori meglio i personaggi, sarà perché de Giovanni definirlo giallista è riduttivo perché è un narratore capace di raccontare storie e personaggi come pochi riescono.

Leggi la recensione sul blog di Io Donna- Io Leggo Corriere della Sera pubblicata il 15 Ottobre 2015

Dieci piccoli indiani

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    • Titolo: Dieci piccoli indiani
    • Autore: Agatha Christie
    • Editore: Mondadori
    • Data di pubblicazione: 1946
    • Compra il libro su Amazon: DIECI PICCOLI INDIANI

Dieci poveri negretti
se ne andarono a mangiar:
uno fece indigestione,
solo nove ne restar.

Nove poveri negretti
fino a notte alta vegliar:
uno cadde addormentato,
otto soli ne restar.

Otto poveri negretti
se ne vanno a passeggiar:
uno, ahimè, è rimasto indietro,
solo sette ne restar.

Sette poveri negretti
legna andarono a spaccar:
un di lor s’infranse a mezzo,
e sei soli ne restar.

I sei poveri negretti
giocan con un alvear:
da una vespa uno fu punto,
solo cinque ne restar.

Cinque poveri negretti
un giudizio han da sbrigar:
un lo ferma il tribunale,
quattro soli ne restar.

Quattro poveri negretti
salpan verso l’alto mar:
uno un granchio se lo prende,
e tre soli ne restar.

I tre poveri negretti
allo zoo vollero andar:
uno l’orso ne abbrancò,
e due soli ne restar.

I due poveri negretti
stanno al sole per un po’:
un si fuse come cera
e uno solo ne restò.

Solo, il povero negretto
in un bosco se ne andò:
ad un pino si impiccò,
e nessuno ne restò.

Un gruppo di otto persone viene invitato a trascorrere qualche giorno a Nigger Island dal signor Owen, proprietario della sola abitazione presente sull’isola. Tra di loro i componenti della comitiva non si conoscono né tanto meno conoscono i padroni di casa che al loro arrivo non ci sono, ma che hanno lasciato i due domestici ad accogliere tutti. In ogni camera gli ospiti troveranno una sinistra filastrocca appesa al muro. Durante la cena, in un nastro pre-registrato una voce incolpa tutti i presenti, accusando ciascuno di loro di aver commesso un omicidio. Tutti si discolpano ma è solo l’inizio di tutto quello che avverrà nelle prossime ore visto che, come la strana filastrocca recitava, poco alla volta tutti gli ospiti vengono a mancare e a sopravvivere resteranno in pochi… Ci troviamo di fronte a uno dei grandi classici del giallo e non solo, “Dieci piccoli indiani” è tra i libri più conosciuti, più letti e apprezzati.

Santa Evita

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    • Titolo: Santa Evita
    • Autore: Tomas Eloy Martinez
    • Editore: Sur
    • Data di pubblicazione: 1996

Quello che più mi è piaciuto di questo libro è stato come verità e finzione si siano mescolati al meglio; perché è vero che a dominare la storia sono le assurde vicende che il cadavere di Evita è costretto a subire, ma dall’altra parte, è stato riservato ampio spazio per delineare al meglio il profilo di questa donna che mi ha sempre incuriosito.

Evita, la donna dalle umili origini, l’attrice di teatro non proprio di talento che non solo ha fatto innamorare perdutamente Peron, ma ha ammaliato e stregato l’intera Argentina e che, dopo la scomparsa prematura a causa di un tumore, è rimasta nell’immaginario collettivo del popolo argentino. Non mancano le critiche alla sua persona, c’è anche chi la considerava un’arrivista, un’opportunista e una che non meritava il ruolo che ricopriva.

Dopo la precoce morte di Evita, il suo corpo è stato affidato a un imbalsamatore con il compito di farlo rimanere intatto e quindi di renderlo immortale. Il Colonnello che ha il compito di occuparsi del cadavere sviluppa una vera e propria ossessione e quasi impazzisce per lei. E’ la metafora del popolo argentino. Evita è stata una di quei personaggi che hanno diviso gli argentini come pochi, è stata amatissima e odiatissima, una donna che non ha conosciuto mezze misure.

Se Gabriel Garcia Marquez parlando di questo ha detto: ecco finalmente il libro che desideravo leggere” non ci resta che seguire il suo consiglio e quindi leggerlo.

In fondo al tuo cuore

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Qualche tempo fa, lessi una dichiarazione dell’autore, in cui affermava che i suoi libri non sono dei gialli, perché lui parla di sentimenti. E’ vero; i libri di questo autore non possono essere definiti gialli solo perché c’è un commissario che indaga su degli omicidi, se definite i libri di de Giovanni dei gialli, allora avete capito ben poco, o niente, di questo autore. Il giallo sarà forse la cornice in cui si sviluppa la storia, ma all’interno, a farla da padrone, è il sentimento, quell’amore che coinvolge i protagonisti: primari, comprimari, spalle e comparse. Quell’amore che ti porta a fare azioni folli e assurde, che ti spinge ad allontanare chi ami, perché preferisci veder soffrire qualcuno da lontano, piuttosto che al tuo fianco.

Ricciardi, ancora diviso e conteso da due donne estremamente diverse tra loro ma unite proprio dall’amore per l’affascinante commissario dagli occhi verdi, in questo capitolo sarà più sofferente del solito, preoccupato dalla salute precaria della sua amata tata Rosa. Maione, che per amore della sua famiglia è disposto a fare mille straordinari, visto che i conti a fine mese sembra sempre che non tornino. E il dottor Modo, Bambinella, Enrica e Livia, personaggi che acquistano sempre più importanza e maggior caratterizzazione.

De Giovanni è un autore che in breve tempo è diventato uno dei miei preferiti, e non c’è niente di più bello quando lo scrittore non tradisce le aspettative del proprio fedele lettore.

Giochi criminali

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    • Titolo: Giochi criminali
    • Autore: De Cataldo, de Giovanni, De Silva & Lucarelli
    • Editore: Einaudi
    • Data di pubblicazione: 11 Marzo 2014
    • Compra il libro su Amazon: Giochi criminali 

Il gioco è il filo conduttore di questi quattro racconti e, credo, che quello in cui sia stato meglio sviluppato è Febbre di Maurizio de Giovanni, dove appunto il gioco è l’elemento principale della storia. Il commissario Ricciardi è alle prese con l’omicidio di un assistito, ossia la persona che ha il compito di trasformare in numeri da giocare al lotto i sogni di coloro che a lui si rivolgono. L’ispettore Grazia Negro di Lucarelli, nonostante il congedo maternità, si occupa di una serie di omicidi all’apparenza non collegati tra loro; la professoressa Emma Blasi di de Cataldo, invece, non avrà un semplice caso da risolvere visto che il barone, che in molti crederanno morto in seguito ad un gioco erotico finito male, è prima di tutto il suo più carissimo amico; mentre l’avvocato Malinconico di De Silva si ritrova, suo malgrado, in uno strano caso di stalking, dove un uomo ossessiona una donna cantandole telefonicamente “Parole, parole, parole” la celebre canzone di Albereto Lupo e Mina. Insomma, quattro bei racconti di quattro dei nostri migliori autori contemporanei; i personaggi di Ricciardi e Malinconico già li conoscevo avendo letto i libri che li hanno protagonisti e, interessante è stato conoscere gli altri due personaggi.

La condanna del sangue

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E pensare che a me i gialli non piacciono, li leggo molto in fretta perché sono troppo curiosa di scoprire l’assassino, ma per questo commissario così schivo, tenebroso ed affascinante ho fatto un’eccezione.

In questa indagine primaverile Ricciardi dovrà fare i conti con l’assassinio di un’anziana che alternava la sua professione di cartomante a quella di usuraia: insomma persone che avrebbero beneficiato della sua morte ce ne sono. E se Ricciardi avrà il suo primissimo (e molto impacciato) incontro con Enrica, il brigadiere Maione rimarrà affascinato da Filomena il cui sfregio sul viso non le ha fatto perdere la sua bellezza. Senza dimenticare il dottor Modo e le sue ricorrenti invettive contro il regime e Bambinella le cui preziose informazioni si rivelano sempre utili ai fini investigativi!

L’ omicidio Carosino

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    • Titolo: L’omicidio Carosino. Le prime indagini del commissario Ricciardi *
    • Autore: Maurizio de Giovanni
    • Editore: Centoautori
    • Data di pubblicazione: Giugno 2012
    • Compra il libro su Amazon: L’omicidio Carosino 

Il commissario Ricciardi, il poliziotto dagli occhi tristi e bellissimi, è ormai diventato uno dei personaggi più famosi del noir italiano (Repubblica) 

Io sono totalmente innamorata del commissario Ricciardi, amore platonico ovviamente; insomma da quando ho “conosciuto” Ricciardi non ne ho potuto fare più a meno e sono andata a recuperare tutto ciò che ha lui come protagonista. Quello che più mi piace di questo autore, è l’attenzione che riserva ai particolari, alla cura che ha nella descrizione dei personaggi, il modo in cui libro per libro sia riuscito a delineare le caratteristiche di tutti i vari protagonisti; ecco il racconto nella sua forma breve è a discapito di tutto questo ed è come se tutta la storia venisse trattata in modo fugace e superficiale. Senza nulla togliere alla bravura di De Giovanni, che è evidente anche in queste tre storie, preferisco di gran lunga un romanzo a un racconto, seppur belli come quelli qui proposti!

  • Questa antologia racchiude “L’omicidio Carosino”, “I vivi e i morti” e “Mammarella”

Buio per i bastardi di Pizzofalcone

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    • Titolo: Buio per i bastardi di Pizzofalcone
    • Autore: Maurizio de Giovanni
    • Editore: Einaudi
    • Data di pubblicazione: 26 Novembre 2013

Buio, qui dentro. Il buio è sempre pieno di rumori. Il buio non sta mai zitto.

Gli agenti del commissariato di Pizzofalcone, ribattezzati da tutti i Bastardi, sono impegnati in un delicato caso di rapimento di minore. Dodo, un bambino di soli dieci anni, sparisce nel nulla durante una gita al museo e tutta la squadra si mobilita per cercare di risolvere il caso il prima possibile. Parallelamente l’ispettore Lojacono e l’agente Di Nardo seguono uno strano furto in un appartamento di due coniugi. Nonostante il protagonista sia Lojacono, l’autore non lascia nulla al caso e in questo nuovo capitolo delinea maggiormente le varie personalità degli altri membri della squadra, facendoli conoscere meglio al lettore. Non sono un’amante dei gialli, poi ho scoperto De Giovanni e per questo autore ho fatto un’eccezione e mi sono ritrovata nel giro di pochissimi mesi a leggere tutti i suoi libri. Anche questa nuova indagine non mi ha deluso ed ora non mi resta che attendere le prossime!

I bastardi di Pizzofalcone

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    • Titolo: I bastardi di Pizzofalcone
    • Autore: Maurizio de Giovanni
    • Editore: Einaudi
    • Data di pubblicazione: 25 Giugno 2013

Sono poliziotti. Devono ricostruire l’immagine di un commissariato che ha una macchia difficile da cancellare. Li hanno scelti perché sono sicuri che falliranno.
Per tutti sono i Bastardi di Pizzofalcone.

Il commissariato di Pizzofalcone non gode di ottima fama dopo che alcuni poliziotti sono stati coinvolti in un grave reato danneggiando anche la reputazione del luogo lavorativo. Per evitarne la chiusura viene riformata l’intera squadra, anche se gli elementi scelti hanno tutti commesso degli errori, chi più gravi degli altri, mentre erano in servizio. Tra questi c’è l’ispettore Lojacono, colui che risolse il caso del Coccodrillo e che questa volta sarà alle prese con l’omicidio di una nobildonna. Mi ero appassionata alle indagini del commissario Ricciardi, mi sono appassionata a quelle di Lojacono. Adoro lo stile narrativo dell’autore, l’importanza e la cura dei particolari che riserva alle scene e alla descrizione dei personaggi. Sicuramente De Giovanni, ad oggi, è tra i migliori autori del suo genere.

Il metodo del coccodrillo

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    • Titolo: Il metodo del coccodrillo
    • Autore: Maurizio de Giovanni
    • Editore: Mondadori
    • Data di pubblicazione: 2012

L’ispettore Lojacono, siciliano, è stato costretto al trasferimento dopo che un pentito ha fatto (ingiustamente) il suo nome, ed ora che è a Napoli il suo lavoro si riduce al settore denunce. E’ durante un suo turno notturno che avviene il primo di una serie di omicidi, apparentemente slegati tra loro, ad opera di quello che verrà definito dai media il Coccodrillo. E’ proprio Lojacono a notare sulla scena del primo omicidio dei fazzoletti che contengono liquido lacrimale, da qui l’assonanza con il rettile che dopo aver mangiato i suoi piccoli piange. Nonostante sia escluso da qualsiasi attività investigativa, il sostituto procuratore, la dottoressa Piras, vorrà a tutti i costi la collaborazione di Lojacono all’indagine. Che narri del commissario Ricciardi o dell’ispettore Lojacono, che ambienti la storia nella Napoli fascista o in quella dei giorni nostri, de Giovanni è ormai una garanzia e in questo romanzo tocca alti livelli emozionali grazie ad un finale ricco di pathos.