Tutto sarà perfetto| Lorenzo Marone

tutto sarà perfetto

  • Titolo: Tutto sarà perfetto
  • Autore: Lorenzo Marone
  • Casa Editrice: Feltrinelli
  • Data di pubblicazione: 30 Maggio 2019

E dire che all’inizio Lorenzo Marone un po’ lo snobbavo. Lo consideravo un autore da storie leggere, troppo leggere, dai buoni sentimenti da cui io me ne tenevo volentieri alla larga. C’è voluto un giro in libreria senza fretta, un titolo che colpì subito la mia attenzione e una trama promettente per far cadere qualsiasi forma di resistenza e decidermi a leggere quel Magari domani resto che mi ha fatto entrare nell’universo maroniano senza più uscirne.

A distanza di un paio di anni Lorenzo Marone è entrato in quella mia personale rosa di autori le cui uscite attendo particolarmente, quelle che sul calendario contrassegno con la voce libri da non lasciarsi scappare. Quelle storie da cui io con snobismo mi tenevo alla larga sono le storie che ogni tanto sento il bisogno di leggere. Esce oggi per Feltrinelli Tutto sarà perfetto dove Lorenzo Marone ci racconta una storia delle sue, quelle fatte di buoni sentimenti e permeate da quella dolce malinconia tipica napoletana e tipica troisiana.

Se dovessi descrivere la famiglia di Andrea direi tutto tranne che perfetta. Libero Scotto, il padre, è un ex comandante di navi che ha passato la vita a dirigere e controllare gli equipaggi e che ha portato quella rigidità tipica di chi ricopre un ruolo di comando all’interno delle mura domestiche. Marina ha ereditato dal padre l’ossessione delle regole e del controllo probabilmente convinta del fatto che ciò che puoi controllare lo puoi anche gestire. Andrea da questa malsana rigidità è riuscito a sfuggire, peccato che si ritrovi appiccicato addosso l’etichetta di irresponsabile. Quarantenne ancora nel pieno del suo fascino, fotografo di moda ed eventi occasionali, single incallito: relazioni serie, poche, fiamme da una notte di passione, tante. I rapporti di Andrea con padre e sorella negli anni si sono ridotti ai minimi termini, fatti di telefonate sporadiche una volta ogni tanto giusto per comunicare che p vivo e che la sua vota procede.

È in una di queste rare telefonate che Marina comunica ad Andrea che dovrà occuparsi del padre nel fine settimana in cui li sarà via con marito e figlie, non prima di aver compilato un decalogo con le regole che il fratello dovrà seguire. Durante il fine settimana Andrea sarà capace di infrangere quasi tutte le regole e in barba alle condizioni precarie di salute di suo padre acconsentirà a realizzare quello che Libero definisce il suo ultimo desiderio: tornare a Procida e dire addio alla sua Delphine.

Se c’è stato un tempo in cui tutto era perfetto quello era quando Andrea era piccolo e viveva con mamma, papà e la sorella sull’isola di Procida. Forse era perfetto quando lo vedeva con gli occhi di un bambino, perché a distanza di anni ricorda solo un padre assente e quando era presente era sfuggente e pronto costantemente a riprenderlo e una madre amorevole e affettuosa che all’improvviso cambiava umore e si isolava anche dai suoi figli. Tornare su quell’isola per Andrea significa fare a botte con i ricordi dolorosi, quelli che ti velano gli occhi, ti fanno venire un groppo in gola e che se vuoi sopravvivere devi tenere a bada.

Riempivo lo spazio con il silenzio, perché ero grande e avevo già capito che la bellezza dura quanto un tramonto, e la mattina dopo ti ritrovi di nuovo con la normalità fuori dalla porta e un ricordo dolce che ti fa apparire quella normalità ancora più difficile da mandare giù.

Lorenzo Marone in questo romanzo ci parla dell’imperfezione dei legami famigliari, della malinconia dei ricordi, dell’esigenza della memoria e dell’importanza delle radici. Ci mostra il dolore e soprattutto quanto questo influenzi il nostro percorso e le nostre scelte nel momento in cui fa capolino nella nostra vita. E a proposito delle scelte, ribadisce la necessità di non perdere tempo con le scelte sbagliate e di non aver paura di rimettere tutto in discussione se quelle che abbiamo fatto non ci soddisfano più, perché la vita ne è una e vale la pena viverla nel migliore dei modi.

Almarina| Valeria Parrella

almarina

Leggenda vuole che Posillipo, il ragazzo più corteggiato del quartiere si innamorò senza essere ricambiato di Nisida, tanto bella quanto malvagia. Dopo mesi di amore non corrisposto e per mettere fine alle sue pene d’amore Posillipo decise di gettarsi in mare. Il Fato non potendo accettare quella fine crudele decise di intervenire trasformando Posillipo in un promontorio nel golfo di Napoli e punì Nisida trasformandola in una piccola isola che giace proprio di fronte Posillipo: non vi siete amati in vita, ma starete uno di fronte all’altro in eterno.

Di leggende Napoli ne è piena e di verità ne contengono sempre poco o niente, però se ci fermiamo un attimo e pensiamo che Nisida oggi ospita un istituto penitenziario minorile non vi sembra una sorta di legge del contrappasso? Quasi a voler punire ancora quella fanciulla che si rifiutò di amare Posillipo. Nisida è un’isola che non sembra un’isola perché è legata a Napoli da un braccio di cemento e rocce. Nisida è bellezza paradisiaca associata a un luogo che per molti rappresenta l’inferno.

Elisabetta Maiorano è un’insegnate che si reca ogni giorno nella scuola del carcere di Nisida, perché forse non tutti sanno che in quel carcere c’è una scuola e i ragazzi sono obbligati a seguirla. Ha cinquant’anni ed è rimasta vedova da un giorno all’altro quando il suo Antonio è stato stroncato da un infarto e lei l’ha saputo ore dopo perché una volta che entri nel carcere sei fuori dal resto del mondo.

C’è una scuola ma niente funziona come una scuola perché i ragazzi hanno età differenti e non c’è una campanella che segni le ore, ma Elisabetta non riuscirebbe ad immaginarsi ad insegnare altrove, perché oltre alla matematica che prova ad infondere sa che a quei ragazzi serve altro e che fuori avranno una vita da ricostruire e un futuro da riprendersi in mano.

Almarina è una ragazza romena di sedici anni arrivata a Nisida a scontare la sua pena. Il giorno in cui Almarina entra in classe Elisabetta percepisce che con lei costruirà un rapporto diverso, un rapporto in cui è impossibile fare domande sul passato della ragazza (altra regola del carcere), perché una delle cose fondamentali è non fare domande da cui non potrai avere risposte.

Le posso dire perché si è dispiaciuta? Posso provarci? Ci penso da vent’anni. Allora. Io credo che lei si sia dispiaciuta perché se c’è un minore colpevole c’è un adulto colpevole. E non basta uscire ed entrare per assumersi la responsabilità della colpa

Parlare dei libri belli dovrebbe essere semplice ma certe volte le storie sono così potenti da lasciarti senza parole. Valeria Parrella in Almarina ci racconta della vita e del dolore, quello che arriva all’improvviso e ti lascia un vuoto incolmabile e quello che ti è inferto dalle persone che chiamiamo famiglia e che in questo mondo hanno il ruolo di proteggerci e non di distruggerci. Ci parla dell’ingiustizia e ci costringe a fare un passo indietro e a non giudicare storie che non sono la nostra. Non c’è niente di più bello di potersi ricredere su un autore che in passato non ci ha convinto. Non c’è niente di più bello di leggere fino notte inoltrata perché incapaci di staccarsi da un libro.

  • Titolo: Almarina
  • Autrice: Valeria Parrella
  • Editore: Einaudi
  • Data di pubblicazione: 2 Aprile 2019

Con tanto affetto ti ammazzerò| Pino Imperatore

con tanto affetto ti ammazzerò

Dopo averlo conosciuto in Aglio, olio e assassino è tornato con una nuova indagine da svolgere l’ispettore capo di Mergellina Gianni Scapece. Per chi avesse perso la puntata precedente vi faccio un breve ma necessario riassunto. Gianni Scapece, dopo anni di servizio in giro per l’Italia è tornato nella sua bella Napoli ed è ispettore nel distretto di Mergellina. Bell’uomo, affascinante, amante della buona cucina e delle belle donne che però ha quell’allergia tipica dei maschi a qualsiasi relazione d’amore che duri più di una settimana. Ha stretto un ottimo rapporto di collaborazione e amicizia con il suo superiore, il commissario Improta che vorrebbe il bel Gianni già sistemato con moglie e qualche figlio in arrivo. Grandi amici dell’ispettore i proprietari della trattoria Parthenope, ossia la famiglia Vitiello composta da Nonno Ciccio, suo figlio Peppe e la moglie Angelina (che a dire il vero in trattoria non ci mette mai piede) e i figli della coppia Diego e Isabella che manco a dirlo ha subito attirato le simpatie dell’ispettore.

Visto che come riassunto può andar bene, veniamo alla nuova indagine uscita un paio di giorni fa per DeA Planeta, Con tanto affetto ti ammazzerò, con l’ispettore e il commissario sono alle prese con una sparizione prima e un’uccisione poi di una nobile napoletana, Elena De Flavis. Durante il ricevimento organizzato dalla De Flavis a cui sia Scapece che Improta erano invitati a poco a poco tutti gli invitati perdono i sensi, tranne Gianni e la nipote della nobile, Noemi, con cui l’ispettore si stava amabilmente tenendo occupato. Quando la situazione si stabilizza si rendono conto che la De Flavis e il suo maggiordomo sono spariti e l’indagine non può che partire.

I tre figli della nobile, Emilia, Roberto e Simone, sono veri e propri casi umani. Cinici ed interessati unicamente ai soldi dell’eredità durante gli interrogatori con Scapece non hanno mai espresso alcuna preoccupazione per le sorti della madre e mai nessuna parola di riconoscenza per quella che a tutti gli effetti li manteneva e ha fatto sì che nella vita non si fossero mai sporcati con quella cosa chiamata lavoro. In un’indagine con mille colpi di scena Gianni Scapece capirà che bisogna andare sempre al fondo delle cose, anche quando la realtà sembra essere lì, chiara e a portata di mano.

Pino Imperatore torna con quello che a me piace definire un giallo tutto napoletano. Non mancano le caratteristiche che ce lo avevano fatto conoscere nei suoi precedenti lavori e che ce lo fanno apprezzare sempre di più: umorismo, riflessioni serie e semi serie e soprattutto storie e leggende di Napoli che ci fanno innamorare follemente di questa città dalle mille contraddizioni.

  • Titolo: Con tanto affetto ti ammazzerò
  • Autore: Pino Imperatore
  • Editore: DeA Planeta
  • Data di pubblicazione: 2 Aprile 2019

La compagnia delle illusioni| Enrico Ianniello

la compagnia delle illusioni

Antonio dirige uno sconclusionato gruppo di dentisti nella sua piccola compagnia teatrale amatoriale, fonte di piccolissimo personale guadagno. Lui attore lo è stato davvero quando anni prima interpretava il portiere in una serie televisiva Tutti a casa Belice. Non era tra gli attori protagonisti, ma quel ruolo era rimasto impresso a così tante persone che ancora oggi c’era chi per strada lo fermava e ricollegandolo a quel personaggio così amato gli faceva i complimenti.

Lontani dai fasti della serie televisiva e non avendo chissà quali possibilità economiche, Antonio vive a Napoli con sua mamma e sua sorella Maria che messi via i sogni di diventare architetto lavora in un punto Ikea e litiga puntualmente con suo fratello che di mattina occupa il bagno per un tempo spropositato non per fare i dovuti bisogni, ma perché è l’unico punto in casa dove il cellulare ha campo e gli permette di ricevere le telefonate di Zia Maggie.

Zia Maggie Antonio l’ha conosciuta un bel po’ di anni prima e dopo un paio di birre gli chiese di entrare a far parte della Compagnia delle Illusioni. La Compagnia era una società segreta che per il bene di molti segreta doveva rimanere. Con l’artificio dell’illusione si sbloccavano situazioni rimaste ferme per anni e si dava quel segnale che molti nella vita attendevano per poter andare avanti. Attenzione, non si tratta di truffare nessuno, ci si rivolgeva alla Compagnia delle Illusioni per aiutare qualcuno introducendo personaggi finti in situazioni reali perché le persone non vedono ciò che è vero, ma rendono vero quello che desiderano vedere.

Dopo aver scelto il nome, O’Mollusco, Antonio entra a far parte di quella compagnia che gli permetteva di fare ciò che più gli piaceva fare: recitare. Non a caso anche lui aveva un passato che lo aveva provato a tal punto dall’averlo prosciugato da qualsiasi emozione e si rianimava quando vestiva i panni di qualcun altro calandosi perfettamente nelle parti che Zia Maggie gli proponeva.

Enrico Ianniello, attore e scrittore casertano (e qui parte il momento d’orgoglio visto che il mio paesello è attaccato a Caserta) arriva al secondo romanzo dopo il grande successo del suo libro d’esordio La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin Premio Campiello Opera  Prima. Ne La Compagnia delle Illusioni il background teatrale dell’autore si fa sentire con forza, non è casuale che la storia sia divisa in atti e gli sketch tra Antonio e Maria hanno dei tempi comici perfetti degni del grande teatro partenopeo.

C’è una storia, ma ci sono anche tante altre storie in sottofondo abilmente raccontate. C’è ironia, leggerezza, ma anche profondità e una buona dose di sentimenti di quelli dolci e puri che a tratti ti fanno velare gli occhi. Che altro devo aggiungere? Ah sì, vado a recuperare La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin ché la mia amica sono mesi che me lo sta consigliando e se non lo leggo mi sa che mi toglie il saluto. Ho un’amicizia da salvare (e un ottimo libro da recuperare).

  • Titolo: La compagnia delle illusioni
  • Autore: Enrico Ianniello
  • Editore: Feltrinelli
  • Data di pubblicazione: 8 Gennaio 2019

Gli spaiati| Ester Viola

gli spaiati

Quando aspetti tanto una cosa e questa poi arriva e si esaurisce in fretta: altra grande metafora dell’amore direbbe Ester Viola. Spiegare chi è Ester Viola può sembrare superfluo, ma magari c’è ancora chi non la conosce e c’è un girone dell’inferno appositamente per voi. Avvocato e scrittrice, ha una community di persone (inclusa ovviamente la sottoscritta) che dipendono da ogni suoi tweet, che interpretano la sua posta del cuore come se fosse un oracolo e che delle frasi che lancia ne fanno veri e propri insegnamenti di vita da mettere in pratica (e cercate di leggere l’ironia che traspare da queste righe, non siamo una setta di esaltati e fanatici, ve lo assicuro).

Il libro che stavamo aspettando, Gli Spaiati, è il degno erede de L’amore è eterno finché non risponde, che ci ha fatto eleggere Olivia Marni ad eroina dei giorni nostri. Per chi se lo fosse perso (indegni) farò un breve riassunto della puntata precedente. Olivia Marni è un avvocato divorzista che bilancia la sua vita tra cause di matrimoni falliti degli altri e sciagure sentimentali sue. Ex da dimenticare, qualcuno, amiche fidate, una, Viola. L’avevamo lasciata con una precaria vita amorosa ma con un appartamento a via dei Mille vista golfo e la ritroviamo felicemente fidanzata con Luca e trasferita a Milano, perché nella vita mica puoi avere tutto e tutto insieme?

A proposito di Luca, occorre aggiungere che era il suo capo nello studio di Napoli e che è stato l’ex fidanzato di Viola e dopo di lei c’era stato il matrimonio e due figli con Carla. Il codice etico nelle amicizie tra donne prevede che il mio ex non potrà mai essere il tuo nuovo fidanzato, pena la fine della nostra amicizia. È un tacito accordo che non ha bisogno neanche di essere messo per iscritto perché tutte sanno che l’ex della tua amica è off limits. Gli accordi sono fatti per essere infranti, direbbe qualcuno; l’amore non conosce regole, direbbe qualcun altro; se ora ti sei presa l’ex della tua amica non ti stupire che questa ti ha tagliato fuori dalla sua vita, dico io.

Eccola adesso Olivia a dividersi tra il lavoro nel nuovo studio e la vita di coppia nella sua nuova casa con Luca (che sarà pure bella ma è pur sempre a Milano). Dovrebbe essere felice, ma le persone come Olivia sono quelle che cercano la felicità a tutti i costi e quando arriva non la vivono ma pensano a quando la perderanno e tornerà tutto come prima. Non sono fatti per il vivi il momento, sono impegnati a raccogliere i cocci di un vaso che ancora non si è rotto. Vogliono un amore come ce l’hanno tutti, ma una volta che lo trovano e ci sono dentro rimpiangono il momento beato in cui stavano soli. Sono gli spaiati, quelli allergici ai rapporti, che non sanno come si sta nelle relazioni perché non sanno neanche da dove si comincia in una coppia.

Alla consapevolezza di essere una spaiata aggiungete la paura che tutto possa finire da un momento all’altro, il terrore che un giorno Luca rinsavisca e dica in verità ho sempre amato Viola, l’ansia di non essere all’altezza nel nuovo studio legale, la voglia di piacere a una nuova collega per farsela amica, l’insistenza di un giornalista carino che ancora non ha fatto capire dove vuole andare a parare e vi verrà voglia di prendere Olivia e dirle: ma perché non mandi tutto per aria e ti apri un chioschetto a Mergellina di pizzelle e panzarotti che il fritto farà pure male ma vuoi mettere quanto è buono?

Probabilmente diventare adulti è anche questo, bilanciare l’ansia e le paure, conviverci, farle tue e andare avanti nonostante questi, nonostante tutto. Ester Viola ci parla di sentimenti e relazioni senza mai indorare la pillola, senza mai uscirsene con quelle frasi mielose che ci fanno stare peggio, altro che bene. In questo libro ci svela un altro lato delle relazioni, ci mette al corrente delle paure che tutti hanno e come spesso capita con ciò che scrive Ester Viola, ci sentiamo più comprese e meno sole. Tutti si lasciano è solo questione di quando, diceva nel precedente; ecco prima di arrivare al quando, impegniamoci per essere il meno spaiati possibile.

PS: Napoli c’è meno, ma c’è, perché questa città riesce ad esser presente anche quando è assente.

  • Titolo: Gli spaiati
  • Autrice: Ester Viola
  • Editore: Einaudi
  • Data di pubblicazione: 13 Novembre 2018