Con tanto affetto ti ammazzerò

con tanto affetto ti ammazzerò

  • Titolo: Con tanto affetto ti ammazzerò
  • Autore: Pino Imperatore
  • Editore: DeA Planeta
  • Data di pubblicazione: 2 Aprile 2019

Dopo averlo conosciuto in Aglio, olio e assassino è tornato con una nuova indagine da svolgere l’ispettore capo di Mergellina Gianni Scapece. Per chi avesse perso la puntata precedente vi faccio un breve ma necessario riassunto. Gianni Scapece, dopo anni di servizio in giro per l’Italia è tornato nella sua bella Napoli ed è ispettore nel distretto di Mergellina. Bell’uomo, affascinante, amante della buona cucina e delle belle donne che però ha quell’allergia tipica dei maschi a qualsiasi relazione d’amore che duri più di una settimana. Ha stretto un ottimo rapporto di collaborazione e amicizia con il suo superiore, il commissario Improta che vorrebbe il bel Gianni già sistemato con moglie e qualche figlio in arrivo. Grandi amici dell’ispettore i proprietari della trattoria Parthenope, ossia la famiglia Vitiello composta da Nonno Ciccio, suo figlio Peppe e la moglie Angelina (che a dire il vero in trattoria non ci mette mai piede) e i figli della coppia Diego e Isabella che manco a dirlo ha subito attirato le simpatie dell’ispettore.

Visto che come riassunto può andar bene, veniamo alla nuova indagine uscita un paio di giorni fa per DeA Planeta, Con tanto affetto ti ammazzerò, con l’ispettore e il commissario sono alle prese con una sparizione prima e un’uccisione poi di una nobile napoletana, Elena De Flavis. Durante il ricevimento organizzato dalla De Flavis a cui sia Scapece che Improta erano invitati a poco a poco tutti gli invitati perdono i sensi, tranne Gianni e la nipote della nobile, Noemi, con cui l’ispettore si stava amabilmente tenendo occupato. Quando la situazione si stabilizza si rendono conto che la De Flavis e il suo maggiordomo sono spariti e l’indagine non può che partire.

I tre figli della nobile, Emilia, Roberto e Simone, sono veri e propri casi umani. Cinici ed interessati unicamente ai soldi dell’eredità durante gli interrogatori con Scapece non hanno mai espresso alcuna preoccupazione per le sorti della madre e mai nessuna parola di riconoscenza per quella che a tutti gli effetti li manteneva e ha fatto sì che nella vita non si fossero mai sporcati con quella cosa chiamata lavoro. In un’indagine con mille colpi di scena Gianni Scapece capirà che bisogna andare sempre al fondo delle cose, anche quando la realtà sembra essere lì, chiara e a portata di mano.

Pino Imperatore torna con quello che a me piace definire un giallo tutto napoletano. Non mancano le caratteristiche che ce lo avevano fatto conoscere nei suoi precedenti lavori e che ce lo fanno apprezzare sempre di più: umorismo, riflessioni serie e semi serie e soprattutto storie e leggende di Napoli che ci fanno innamorare follemente di questa città dalle mille contraddizioni.

Nel giardino delle scrittrici nude

nel giardino delle scrittrici nude

  • Titolo: Nel giardino delle scrittrici nude
  • Autore: Piersandro Pallavicini
  • Editore: Feltrinelli
  • Data di pubblicazione: 7 Marzo 2019

Ci sono gli scrittori da best-seller e primi posti nelle classifiche di vendita, invitati nelle trasmissioni televisive per promuovere i propri libri, incensati dai grandi critici sulle riviste più importanti, con una base di lettori pronti a difenderli da tutto e tutti. Ci sono poi gli scrittori che vendono cifre poco considerevoli che le classifiche le leggono per curiosità e non per trovare i loro nomi e snobbati alla grandissima da ogni tipo di giuria di premi letterari.

A questa seconda categoria appartiene Sara Bivio, scrittrice con un pubblico di lettori molto ristretto e che nella vita ha dovuto faticare molto e sacrificare tanto per poter vivere solo della sua scrittura. A sessant’anni Sara si ritrova con un matrimonio fallito alle spalle, una figlia che non ha voluto più saperne di lei e un conto in banca con cifre astronomiche dovuto a un’improvvisa eredità che l’ha resa milionaria. Lei che ha dovuto sempre pesare ogni spesa ora si ritrova a viaggiare per il mondo, a collezionare opere d’arte costosissime, a comprare tutto ciò che desidera e cosa più importante a vivere nella sua splendida villa nel centro di Milano.

Spese folli a parte, l’immensa eredità permette a Sara di riprendersi una rivincita in campo lavorativo quando decide con le sue due migliori amiche, Elena e Fanny, di istituire un premio letterario: il Premio Bivio.

Requisiti per essere ammessi: non aver vinto nessun premio letterario né tanto meno essere arrivato in finale. Eccetto queste due condizioni, tutti i libri possono partecipare e cercare di accaparrarsi la modica cifra di mezzo milione di euro.

E allora cosa rimane di gratificante, una volta data alle stampe la tua pur pregnante opera destinata all’anonimato, se non vincere un premio? Non è per la gloria, figuriamoci, i premi non li conosce nessuno, ridicoli quelli che i elencano come medaglie nella quarta di copertina, non è neanche l’indotto di copie aggiuntive vendute, quelle arrivano solo con lo Strega e nemmeno basta essere in cinquina, bisogna vincerlo. I premi significano soldi gratis.

Piersandro Pallavicini ne Il giardino delle scrittrici nude con tagliente ironia si prende gioco del magico mondo editoriale e in particolar modo dei premi letterari. Con arguzia muove una critica alle condizioni del mercato editoriale libraio dei giorni nostri da un lato ricco di autori con molto talento spesso inspiegabilmente ignorato da critica e pubblico e dall’altro da autori i cui libri sono molto venduti ma privi di contenuto.

Le parole sono importanti

le parole sono importanti

  • Titolo: Le parole sono importanti. Dove nascono e cosa raccontano
  • Autore: Marco Balzano
  • Editore: Einaudi
  • Data di pubblicazione: 19 Febbraio 2019

Le parole sono importanti. Quante volte ci capita di dirlo facendo il verso a Nanni Moretti che lo urlava arrabbiatissimo in Palombella Rossa. Le parole sono importanti e ce lo dice anche Marco Balzano nel suo libro uscito qualche settimana fa per Einaudi, libro in cui l’autore ci conduce attraverso un viaggio di dieci parole spiegandocele e facendocele conoscere meglio partendo da quella che Balzano considera fondamentale e che purtroppo viene ignorata da molti e cioè l’etimologia.

In linguistica l’etimologia indica l’origine e la storia delle parole. Da dove nasce una parola? Qual è il suo significato? Come si è trasformata nel tempo e perché? A questi interrogativi prova a rispondere l’autore che decide di focalizzarsi su dieci termini: divertente, confine, felicità, social, memoria, scuola, contenuto, fiducia, parole e resistenza.

Quanto le parole siano cambiate allontanandosi dall’etimologia lo dimostra il termine divertente con cui Balzano dà il via alle danze. Divertente viene definito un qualcosa che provoca ilarità, che sia buffo e spiritoso, ma se guardiamo all’etimologia della parola, divertente significa allontanarsi, volgersi altrove.

Alcune di queste parole sono al centro del dibattito politico e sociale acquisendo quindi familiarità. Confine e resistenza, il primo ormai utilizzato con accezione negativa rimandando all’idea di barriera invalicabile che può superare solo chi ha determinate carte in regola e la seconda che legata a un determinato periodo storico italiano ha mutato il significato e ora prevede un concetto che etimologicamente non era previsto.

Restando sull’attualità non si poteva non analizzare il termine social che inevitabilmente è legato alla parola network. Parola che deriva dal latino socius che nel diritto romano è l’alleato, socius indica la persona con cui intraprendiamo qualcosa, quindi la prima idea che scaturisce è quella di alleato e amico. Se invece pensiamo ai social, l’amicizia ha cambiato i connotati visto che sui social siamo prevalentemente da soli. Sì, chiacchieriamo, interagiamo, ascoltiamo, dibattiamo (le piazze sono state sostituite dalle piazze social dove basta fare tutto senza muoversi dal divano di casa), ma fondamentalmente siamo soli davanti allo schermo di un computer o di uno smartphone.

Più si prosegue nella lettura e più si comprende lo scopo dell’autore. Balzano non vuole spiegarci il significato delle parole in sé, piuttosto vuole farci capire come il significato di parole che usiamo quotidianamente sia cambiato e anche manipolato dai media e dalle persone che attraverso la manipolazione delle parole sperano di ottenere qualcosa. Conoscere il vero significato delle parole significa non restare in superficie, non farsi abbagliare da chi le usa senza conoscerne l’essenza.

Le parole sono importanti di Marco Balzano è un libro che ci mostra la bellezza delle parole e la libertà della conoscenza e che a lettura finita ci spinge a volerne sapere di più: gli strumenti ci sono stati forniti, ora tocca a noi usarli.

Più donne che uomini

più donne che uomini

  • Titolo: Più donne che uomini
  • Autrice: Ivy Compton-Burnett
  • Editore: Fazi
  • Data di pubblicazione: 21 marzo 2019

Cercai tutti i suoi romanzi… a un tratto capii che li amavo in modo furioso; che ne avevo gioia e consolazione; vi regnava una chiarezza allucinante, nuda e inesorabile.

Di Ivy Compton-Burnett così scriveva l’immensa Natalia Ginzburg. Ammetto che di questa grande autrice britannica non avevo mai letto nulla e siccome i vuoti sono fatti per essere colmati ho colto al volo l’occasione di Fazi che a cinquant’anni dalla morte dell’autrice ha ripubblicato Più donne che uomini.

Josephine Napier, direttrice di un grande istituto femminile in una prospera cittadina inglese, era una donna di cinquantaquattro anni, alta e austera, con qualche ciocca grigia tra i capelli ramati, grandi occhi nocciola, un viso regale, dai tratti marcati eppure semplici, deliberatamente schietta e modesta, amni sorprendentemente ingioiellate, vestita e pettinata in modo da esibire i suoi anni, anziché nasconderli.

Josephine Napier è la direttrice di un istituto femminile, molto determinata sul lavoro quanto rigida nei rapporti con gli altri. Sposata con Simon, uomo pacato sempre a un passo dietro alla sua Josephine, quasi a non voler disturbare con la sua sola presenza la moglie. Insieme hanno cresciuto Gabriel, figlio del fratello di Josephine, Jonathan, che rimasto vedovo prestissimo e consapevole di non poter crescere da solo il bambino, preferì darlo in adozione alla sorella per far sì che quel bambino continuasse a far parte della sua vita. Jonathan non si era mai curato economicamente del figlio e non aveva mai avuto problemi a lasciare questo tipo di incombenza sulle spalle della sorella. Le sue giornate le passava nell’ozio in compagnia del suo giovane amante Felix, altra persona che nella vita non aveva mai lavorato, tanto c’era papà a provvedere a tutto e il fatto d’essere un mantenuto non gli era mai pesato.

Gli equilibri particolari di questi personaggi vengono stravolti quando Elizabeth, una vecchia conoscenza di Josephine, va a bussare alla porta di casa Napier chiedendole aiuto in quel momento delicato della sua vita. Josephine in cuor suo non può far altro che accogliere in casa propria la vecchia amica, fiamma passata del suo Simon, e sua figlia Ruth, inconsapevole che quella presenza porterà scompiglio contribuendo all’accadimento del primo evento tragico a cui seguiranno altri piccoli drammi. Nel giro di poco tempo quei segreti e quelle verità tenute nascoste per il bene comune verranno piano piano fuori toccando la vita di tutti.

In Più donne che uomini, Ivy Compton-Burnett con uno stile acuto e tagliente racconta legami famigliari e le contrapposizioni uomo-donna. In un susseguirsi di dialoghi serrati in cui a volte si fatica a prendere fiato Compton-Burnett tocca tematiche filosofiche ed esistenziali con leggerezza e al contempo accuratezza. In questo romanzo ne succedono di tutti i colori: si muore, si tradisce, si celano enormi segreti e il tutto viene abilmente dosato con maestria da Compton-Burnett.

Cat Person

cat person

  • Titolo: Cat Person
  • Autrice: Kristen Roupenian
  • Editore: Einaudi (Stile Libero)
  • Data di pubblicazione: 26 Febbraio 2019

Nel dicembre 2017 il New Yorker pubblica il racconto intitolato Cat Person. Nel giro di qualche giorno diventerà il pezzo più virale del momento a suon di condivisioni e commenti e tutti si ritroveranno a dire la propria sul contenuto, ma di cosa parla questo fenomenale racconto di ventitré pagine?

Racconta di una ventenne, Margot, di un trentenne, Robert e della loro notte di sesso scadente. Tutto qui? Sì. I due si incontrano al cinema dove lei lavora, flirtano, si scambiano i numeri di cellulare e continuano la loro conoscenza online. Si scrivono tanto e a un certo punto decidono di vedersi per quello che ufficialmente è il loro primo appuntamento. Come spesso capita il virtuale e il reale non collimano. La confidenza e l’intimità che si erano create scrivendosi faticano ad emergere durante l’incontro e Margot si sente a disagio e fuori posto e inizia a pensare di aver idealizzato molto Robert. A un certo punto la serata ingrana e quando finalmente decolla Margot acconsente di proseguire a casa di lui. Nel momento in cui si rende conto che stanno per fare sesso ha un ripensamento. Non vorrebbe più farlo, ma ora è lì e non sa come lui potrebbe reagire al cambio di programma e quindi non dice nulla salvo poi pentirsi una volta messo piede fuori casa. Dopo quella nottata da dimenticare non cerca Robert e lo evita e quando tempo dopo i due si incontreranno in un bar lui le scriverà fino allo sfinimento concludendo i messaggi con una bella serie di pesanti insulti.

Cat Person è un racconto che in breve descrive situazioni in cui è difficile non identificarsi. Serate disastrose ne abbiamo avute tutti, quelle in cui fissi l’orologio sperando che il tempo passi veloce come la luce, quelle in cui pensi “ma chi me lo ha fatto fare a uscire con questo?” e quelle in cui ti chiedi “cosa ci ho visto di bello in sto tizio?”. Rapporto più scritti che vissuti, paura di non essere all’altezza e di essere giudicata di conseguenza male, prefiggersi standard troppo alti che sappiamo di non essere in grado di raggiungere: Cat Person è il riassunto di tutte queste cose qui. La cosa più importante e che ha generato il dibattito è riferito al cambio di intenzione di Margot. Lei non vuole far sesso, non lo dice a Robert, acconsente per pietà e per paura: si può dire che Margot abbia fatto sesso contro la sua volontà? Fare sesso contro il proprio desiderio equivale a una forzatura del rapporto sessuale? In periodi di #metoo ragionamenti del genere sono lame a doppio taglio ecco perché il dibattito scaturito è stato travolgente. I confini nel racconto sono molto labili, ma mettere sullo stesso piano questa storia con storie di abuso e molestie è la degenerazione negativa del movimento di cui sopra. Margot sceglie di fare sesso, sceglie di restare, sceglie di non dire nulla.

Sicuramente Cat Person era il racconto che destava più curiosità, ma accanto al più famoso ci sono altri undici in cui l’autrice si cimenta in generi completamente diversi da quello che l’aveva fatta conoscere. C’è il fantastico ne Lo specchio, il secchio e il vecchio, con una principessa innamorata di sé stessa e il cui amor proprio degenera in follia; c’è il paradossale in Ragazzaccio dove una coppia riesce a far sesso solo se consapevole della presenza del loro amico nella stanza accanto.

Look at your game, girl (il più bello della raccolta a mio modesto parere) è la storia dell’incontro di una ragazzina e un tipo particolare nel parco che fa pensare subito a risvolti tragici. Si ritorna al realistico ne Il bravo ragazzo, la storia di uno che tanto bravo non è, mentre ne La prova nel portafiammiferi racconta la storia di un ragazzo che cerca di stare accanto alla sua ragazza in un momento difficile e il senso di angoscia incatena il lettore dalla prima all’ultima riga.

Ho sempre detto che le raccolte di racconti non sono il mio forte, ma che ero anche pronta a ricredermi; ecco con questa mi sono ricreduta.

L’annusatrice di libri

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  • Titolo: L’annusatrice di libri
  • Autrice: Desy Icardi
  • Editore: Fazi Editore
  • Data di pubblicazione: 28 Febbraio 2019

Tutte le brave scolare si somigliano, ogni scolara somara è somara a modo suo.

Con questa libera interpretazione di uno degli incipit più famosi della letteratura mondiale, si apre L’annusatrice di libri di Desy Icardi uscito qualche settimana fa per Fazi Editore.

Adelina, la protagonista, somara non lo è, piuttosto è una studentessa al di sotto della media che fatica più del dovuto per assimilare una lezione. Tra le tante difficoltà di Adelina c’è anche quella di non saper leggere correttamente ragion per cui il reverendo Kelley decide di assegnarle come compagna di studio Luisella, una delle alunne più brave della classe. Durante un pomeriggio di compiti Adelina scopre di riuscire a leggere un libro attraverso l’odore che questo emana. La scoperta strabiliante porta Adelina a migliorare negli studi e ad appassionarsi alla lettura.

Santa Bibliana da Spoleto era una giovane di quattordici anni che riusciva a leggere i testi sacri senza neanche aprirli, ma semplicemente avvicinandoli al volto e esalando il contenuto. Questo suo prodigio non passò inosservato, anzi la trattarono con tutti gli onori del caso. Col tempo la fanciulla iniziò ad accusare forti mal di testa e svenimenti fino a quando a soli quindici anni dall’ultimo mancamento non si riprese più.

Della storia della piccola Santa Adelina non ne era a conoscenza e non aveva messo al corrente del suo talento nessuno, né sua zia Amalia con cui viveva e che dei libri non ne voleva sentir parlare minimamente, né la sua amica Luisella che con lei era tanto gentile e premurosa. L’unico a cui aveva accennato qualcosa era il suo vicino di casa, l’avvocato Ferro che dei libri aveva una vera e propria passione così come per il loro odore.

Brava a mantenere il segreto Adelina non mette in conto che qualcuno possa accorgersi della sua capacità e sfruttarla per i propri loschi interessi disinteressato delle letali conseguenze che potrebbero esserci su di lei.

Zia Amalia oltre ad offrire vitto e alloggio alla figlia di suo fratello non si interessa più di tanto della nipote. L’importante era che andasse bene a scuola e che non pesasse il più possibile sul suo bilancio. La freddezza e la severità di Amalia altro non erano che conseguenze della sua gioventù, quando colui che credeva essere l’amore della sua vita si era rivelato un uomo calcolatore e cinico interessato ad avere da Amalia solo divertimento. Le cose per lei poi si erano messe bene, ma quel cinismo le era rimasto appiccicato addosso perché le ferite d’amore restano sempre le più dure da rimarginare.

L’annusatrice di libri è una piacevole lettura e gli appassionati, o meglio, gli ossessionati dei libri non potranno che apprezzarla per svariati motivi. La storia è piana di riferimenti ai libri più conosciuti ed amati. I lettori hanno un vero e proprio rapporto viscerale con i propri libri e l’abitudine di odorarli può sembrare folle, ma di un libro vogliono assaporare tutto e non solo il suo contenuto. Li trattano come veri oggetti sacri. Ci sono i puristi, quelli che guai a sottolineare o a fare orecchiette alle pagine e ci sono quelli che vivono completamente il libro appuntandosi i passaggi che più lo colpiscono perché di un libro letto non se ne vuole perdere neanche una riga. Desy Icardi in questo libro elogia questa passione e regala una storia graziosa con un pizzico d’avventura che non guasta.

Fedeltà

fedeltà

  • Titolo: Fedeltà
  • Autore: Marco Missiroli
  • Editore: Einaudi
  • Data di pubblicazione: 12 Febbraio 2019

fedeltà s. f. [lat. fidelĭtas –atis]: f. coniugale, l’osservanza reciproca da parte dei coniugi dei doveri derivanti dal matrimonio, soprattutto (ma non esclusivamente) per ciò che riguarda l’astensione da rapporti sessuali, o comunque amorosi, extraconiugali

Carlo e Margherita sono una coppia di sposi giovani e felici la cui felicità viene interrotta da un episodio spiacevole che coinvolge Carlo. All’università dove tiene un corso viene beccato in atteggiamento equivoco con una sua studentessa, Sofia. Dopo aver chiarito tutto con il rettore per salvaguardare la sua posizione e la sua professionalità, Carlo ha l’urgenza di riferire tutto a sua moglie (sincerità) per una sorta di correttezza nei suoi confronti. Si libera da questo peso inconsapevole di addossarlo alla moglie che crede che quella sua rivelazione sia una bugia che mascheri una verità (menzogna).

Sul matrimonio cade pesante l’ombra del tradimento. Margherita ossessionata da quella sua rivelazione, inizia a mettere in dubbio qualsiasi atteggiamento e frase del marito; lui dal suo canto inizia invece ad essere ossessionato da quella ragazza e da ciò che sarebbe potuto succedere rendendo l’infatuazione per Sofia ricca di desiderio. Giovane, libera e piena di talento per la scrittura, Sofia è quello che Carlo aspira ad essere senza successo, lui che un libro vorrebbe tanto scriverlo si è dovuto accontentare di insegnare per poche ore settimanali in università arrivatoci grazie all’aiuto di suo padre.

Margherita di ambizioni non ne ha mai voluto saperne e il suo lavoro nell’agenzia immobiliare le basta e lo svolge senza particolari stimoli in una routine a cui dedica una piccola parte del suo tempo settimanale. Il malinteso, come lo chiamano moglie e marito, la sconvolge a tal punto che sposta i suoi malsani pensieri su Andrea, il fisioterapista che le sta curando una fastidiosa tendinite per la serie, se mio marito mi ha tradito perché non posso tradirlo anche io?

Non è la classica storia di lui, lei, l’altra e l’altro. Ci sono lui e lei. C’è l’altra che non ha tutte le colpe che potremmo immaginare. C’è l’altro con il suo carico di segreti e che per Margherita diventa uno dei punti fermi della sua vita. Ci sono gli altri: la famiglia di lui, benestante, che Carlo vorrebbe rinnegare con tutte le proprie forze salvo poi percepire una rendita mensile che lo alleggerisce di alcune preoccupazioni e c’è la madre di lei, Anna, una donna rimasta presto vedova e che il tarlo del tradimento l’ha vissuto anni prima di sua figlia. Soprattutto ci siamo noi che in questa storia non possiamo fare a meno di rispecchiarci rapportando alle vicende dei personaggi le nostre vicende di tradimenti e fedeltà.

Siamo sicuri che resistere a una tentazione significhi essere fedeli?

Non so voi, ma io sono andata in confusione semplicemente leggendo questa frase in quarta di copertina. Partendo dalla concezione per me ovvia che il tradimento non è da intendere solo carnale, se l’oggetto del desiderio non è più il mio compagno ma un altro, io sto già tradendo. Nella mia testa, nei miei pensieri non gli sono più fedele e cosa mi rende diversa da uno che scopa con un’altra? Il tradimento del corpo è più leggero del tradimento della mente? Fedeltà, oltre a raccontare la storia della crisi di una coppia, instilla nella mente del lettore tante di quelle domande senza risposta che è impossibile chiudere il libro e non continuare a pensarlo.

La sirena e Mrs Hancock

la sirena e mrs hancock

  • Titolo: La sirena e Mrs Hancock
  • Autrice: Imogen Hermes Gowar
  • Editore: Einaudi
  • Data di pubblicazione: 19 Febbraio 2019

Londra, seconda metà del settecento. Jonah Hancock è un mercante proprietario di navi con cui traffica merce in giro per il mondo. Senza famiglia dopo che moglie e figlio sono morti precocemente, le navi rappresentano per Mr Hancock il suo bene più prezioso e quando il capitano Jones un giorno gli riferisce che ha venduto una sua nave a momenti non ci resta secco. Vendere la nave, perdere la merce che trasportava e tutto per una follia: l’acquisto di una sirena.

La sirena acquistata dal capitano Jones però non ha nulla a che vedere con la creatura leggendaria acquatica metà donna e metà pesce dalla bellezza folgorante capace di ammaliare qualsiasi uomo al proprio cospetto. La sirena recapitata a Mr Hancock è un mostriciattolo senza vita quasi disgustoso da vedere e che nessuno oserebbe definire sirena.

Angelica Neal dopo anni alle dipendenze di Mrs Chappell nella sua casa di intrattenimento per galantuomini è pronta a spiccare il volo mettendosi in proprio, stanca di non vedere il becco d’un quattrino e di essere alla mercé del primo uomo che la reclama. Consapevole di essere tra le ragazze di punta del bordello di Mrs Chappell, Angelica è disposta a rinunciare ai privilegi offerti della mezzana per iniziare a camminare con le proprie gambe.

La stravagante e viziata Angelica farà la conoscenza del dolce e timido Mr Hancock nella casa di appuntamenti di Mrs Chappell dopo che quest’ultima aveva proposto al mercante di esporre nel suo bordello quella strana creatura che molti si azzardavano a chiamare sirena. Mr Hancock rimarrà affascinato da Angelica al primo sguardo, ma lei abile e scaltra e poco disposta a cedere al corteggiamento di un banale mercante di navi dirà a Mr Hancock che si concederà solo nel momento in cui lui sarà in grado di portarle una nuova sirena tutta per sé stessa.

Angelica capirà che ci sono uomini incapaci di mettersi contro la famiglia per difendere il suo amore e altri uomini che non avranno problemi a mettere su una spedizione pur di trovare una sirena, come da lei richiesto.

Ne La sirena e Mrs Hancock c’è la Londra georgiana del grande sviluppo economico e dell’espansione mercantile con un ceto che arricchitosi con il suo commercio ha tempo necessario per dedicarsi ad altri passatempi e allo stesso tempo una parte di città formata da sobborghi grigi e ceti popolari che dovevano fare i salti mortali pur di arrivare a fine mese o peggio a fine giornata.  Partendo da una copertina raffinata e unica nel suo genere (se si rapporta ai classici libri della Einaudi) questo libro ha tutto ciò che un buon libro dovrebbe avere: personaggi unici e distintivi a cui ci si affezionerà ben presto e una storia trascinante, piacevole e suggestiva con un’aggiunta fantasiosa che come la sirena del titolo sarà in grado di ammaliarvi.

Ottanta rose mezz’ora

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  • Titolo: Ottanta rose mezz’ora
  • Autore: Cristiano Cavina
  • Editore: Marcos Y Marcos
  • Data di pubblicazione: 23 Gennaio 2019

Siete mai stati innamorati di una puttana? Non una facile, come intendono i maschi frustati: voglio dire , siete mai stati innamorati di una che va con gli uomini per soldi?

Lei è una ragazza come tante, con la passione per la danza classica che resasi conto che come ballerina non eccelleva ha preferito rilevare un open space di un vecchio posto abbandonato e diventare insegnante di un gruppo di bambine. Lui è uno scrittore come tanti, di quelli che non vivendo solo grazie alle rendite dei propri libri è costretto a svolgere altri lavoretti affini come ad esempio seminari sulla scrittura.

Il loro incontro avviene per caso, folgorante per lui, un po’ meno per lei che una storia, seppur non esaltante, ce l’ha già. Determinato ad averla inizia a scriverle, a cercarla, a trovare il pretesto minimo per poterle parlare e la sua fermezza paga a tal punto che Chantal lascerà il suo Valentino Rossi per iniziare una storia con Diego.

Il rapporto tra Diego e Chantal sarà pur privo delle smancerie amorose tipiche dei fidanzati all’inizio della storia, ma brucia di passione, quella vera, quella incontenibile che a stento ti lascia tenere i vestiti addosso, quella che spazza via ogni tipo di inibizione. Il sesso continuo, brutale, ardente è ciò che lega Sammi a Ego e che innesca una sorta di dipendenza dell’uno verso l’altro.

Succede che i problemi della felicità di una coppia se ne infischiano e quindi ritornano prorompenti, pronti a reclamare la propria parte. Se per Diego i problemi riguardano il sostentamento della figlia avuta con la sua ex moglie, quelli di Sammi sono il mutuo che continua a farle accumulare debiti, secondi lavori che l’assorbono tanto e rendono poco e che per gioco la portano a una considerazione: se scopassi per soldi?

Stabilire la tariffa, scrivere un annuncio e il resto verrà di conseguenza. Centocinquanta euro la tariffa di un’ora, ottanta per mezz’ora di sesso con uno qualsiasi. All’annuncio ci pensa Diego, alla fine è solo sesso, diverso da quello che lei fa con lui, perché è sesso senza divertimento, col solo scopo di racimolare soldi, senza coinvolgimento emotivo perché dopotutto un cazzo è sempre e solo un cazzo.

Sammi determinata ad estinguere il mutuo il prima possibile incastra appuntamenti su appuntamenti perché ora che il gioco è iniziato è sempre meglio essere previdenti e saldati i debiti converrà mettere un gruzzoletto da parte, giusto per stare più tranquilla quando chiuderà definitivamente con le scopate a pagamento.

Cristiano Cavina racconta senza filtri la storia d’amore di una donna che non ha il pudore di scendere a compromessi vendendo consapevolmente il suo corpo e di un uomo che non si sente tradito e deriso dalla scelta della sua donna ma la incoraggia perché è il caso di dirlo il fine giustifica i mezzi. Se siete ancorati all’idea di amore romantico, di rose rosse da regalare al primo appuntamento, di stucchevoli dichiarazioni d’amore stile baci perugina ve lo dico: questo romanzo non fa per voi. Se pensate che l’amore sia trascinante, dissoluto, sporco, allora mettetevi comodi che questa storia sarà nelle vostre corde e vedrete che le uniche rose saranno quelle che indicano la tariffa di Sammi: ottanta rose, mezz’ora.

La compagnia delle illusioni

la compagnia delle illusioni

  • Titolo: La compagnia delle illusioni
  • Autore: Enrico Ianniello
  • Editore: Feltrinelli
  • Data di pubblicazione: 8 Gennaio 2019

Antonio dirige uno sconclusionato gruppo di dentisti nella sua piccola compagnia teatrale amatoriale, fonte di piccolissimo personale guadagno. Lui attore lo è stato davvero quando anni prima interpretava il portiere in una serie televisiva Tutti a casa Belice. Non era tra gli attori protagonisti, ma quel ruolo era rimasto impresso a così tante persone che ancora oggi c’era chi per strada lo fermava e ricollegandolo a quel personaggio così amato gli faceva i complimenti.

Lontani dai fasti della serie televisiva e non avendo chissà quali possibilità economiche, Antonio vive a Napoli con sua mamma e sua sorella Maria che messi via i sogni di diventare architetto lavora in un punto Ikea e litiga puntualmente con suo fratello che di mattina occupa il bagno per un tempo spropositato non per fare i dovuti bisogni, ma perché è l’unico punto in casa dove il cellulare ha campo e gli permette di ricevere le telefonate di Zia Maggie.

Zia Maggie Antonio l’ha conosciuta un bel po’ di anni prima e dopo un paio di birre gli chiese di entrare a far parte della Compagnia delle Illusioni. La Compagnia era una società segreta che per il bene di molti segreta doveva rimanere. Con l’artificio dell’illusione si sbloccavano situazioni rimaste ferme per anni e si dava quel segnale che molti nella vita attendevano per poter andare avanti. Attenzione, non si tratta di truffare nessuno, ci si rivolgeva alla Compagnia delle Illusioni per aiutare qualcuno introducendo personaggi finti in situazioni reali perché le persone non vedono ciò che è vero, ma rendono vero quello che desiderano vedere.

Dopo aver scelto il nome, O’Mollusco, Antonio entra a far parte di quella compagnia che gli permetteva di fare ciò che più gli piaceva fare: recitare. Non a caso anche lui aveva un passato che lo aveva provato a tal punto dall’averlo prosciugato da qualsiasi emozione e si rianimava quando vestiva i panni di qualcun altro calandosi perfettamente nelle parti che Zia Maggie gli proponeva.

Enrico Ianniello, attore e scrittore casertano (e qui parte il momento d’orgoglio visto che il mio paesello è attaccato a Caserta) arriva al secondo romanzo dopo il grande successo del suo libro d’esordio La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin Premio Campiello Opera  Prima. Ne La Compagnia delle Illusioni il background teatrale dell’autore si fa sentire con forza, non è casuale che la storia sia divisa in atti e gli sketch tra Antonio e Maria hanno dei tempi comici perfetti degni del grande teatro partenopeo.

C’è una storia, ma ci sono anche tante altre storie in sottofondo abilmente raccontate. C’è ironia, leggerezza, ma anche profondità e una buona dose di sentimenti di quelli dolci e puri che a tratti ti fanno velare gli occhi. Che altro devo aggiungere? Ah sì, vado a recuperare La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin ché la mia amica sono mesi che me lo sta consigliando e se non lo leggo mi sa che mi toglie il saluto. Ho un’amicizia da salvare (e un ottimo libro da recuperare).