Dimmi che non può finire | Simona Sparaco

Che cosa faresti se sapessi la data di scadenza di ogni cosa che ti capita: la vivresti lo stesso, con la certezza di perderla, oppure la eviteresti per non provare dolore?

Amanda è convinta di poter capire l’attimo preciso in cui una cosa bella della sua vita finirà. Un dono o una maledizione, questo dipende dai punti di vista e da come si vuole vedere il bicchiere, se mezzo pieno o mezzo vuoto. I numeri sono l’ossessione di Amanda e sono la risposta alle sue domande, basta interpretare le cifre che trova sul suo cammino per capire che direzione prenderà la sua vita. Fin da piccola Amanda ha capito che i numeri non capitavano all’improvviso, ma le stavano solo preannunciando un qualcosa che da lì a poco si sarebbe verificata.

Il giorno in cui intuisce che sarà licenziata Amanda presenta le sue dimissioni e trovandosi senza un lavoro ne accetta di conseguenza uno che non si sarebbe mai sognata di fare: la babysitter. Più che babysitter nel senso stretto del termine, il nuovo lavoro consiste nell’occuparsi di un bambino di sette anni, Samuele, che stranamente subito fa breccia nel cuore di Amanda: timido, impacciato con gli altri e un disastro in matematica, insomma l’identikit di un bambino a cui bisogna per forza voler bene.

Sorpresa delle sorprese Samuele è il figlio di un compagno di scuola di Amanda, Davide, che durante gli anni delle elementari era la fotocopia del figlio in quanto a timidezza e che anche oggi che è un uomo cresciuto sembra non aver perso quell’aurea di imbarazzo che da piccolo lo avvolgeva.

In questa routine fatta di compiti a casa e cene da preparare, Amanda sembra trovare la sua nuova dimensione, anche grazie al fatto di trovare innumerevoli affinità con Samuele. Come lui Amanda ama la solitudine e l’invisibilità e come lui si porta dentro un vuoto che nonostante gli anni e la maturità non riesce a gestire. Se Samuele è orfano di madre, Amanda lo è in un certo senso di padre visto che quando lei era piccola e la società che gestiva finì in bancarotta, lui pensò bene di scappare senza più tornare nella vita della figlia.

A un certo punto quello che non elabori torna prepotentemente a chiedere il conto e il giorno in cui Amanda intuisce che quella felicità che ha creato con Samuele e Davide potrebbe finire, si ritrova di fronte al solito bivio: tirarsi indietro o sfidare la vita una volta per tutte?

Dimmi che non può finire di Simona Sparaco (Einaudi) è un libro che potrei mettere sotto l’etichetta libri che mi hanno positivamente stupita per svariati motivi. Il primo è che avevo letto anni fa un altro libro dell’autrice che non mi aveva preso per niente e quando questo capita raramente offro una seconda possibilità. Partivo prevenuta, lo dico senza problemi e il fatto di avere delle aspettative basse, anzi nulle, mi ha fatto apprezzare maggiormente la storia. Il secondo motivo è che nella protagonista ho ritrovato un pezzetto di me, la parte che ha paura della felicità, perché è più abituata a gestire le perdite. L’atteggiamento di Amanda è un atteggiamento di pura protezione, perché quando nella vita ti tocca un dolore grande ed ingestibile in qualche modo devi farti coraggio per andare avanti, anche se questo significa elaborare dei metodi che agli altri sembrano assurdi.

Come ha detto Simona Sparaco durante un incontro a cui Einaudi mi ha dato la grandissima possibilità di partecipare, il dolore è qualcosa che va gestito di volta in volta se non si vuole correre il rischio che possa scoppiare all’improvviso.

  • Titolo: Dimmi che non può finire
  • Autrice: Simona Sparaco
  • Casa Editrice: Einaudi, Stile Libero
  • Data di pubblicazione: 20 Ottobre 2020

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