Napoli Mon Amour| San Gennaro e il suo miracolo

Non poteva non nascere in occasione della festa del santo patrono la rubrica che animerà il blog nei prossimi mesi e che sarà dedicata interamente alla città di Napoli. Napoli mon amour (chiaro omaggio a un libro che ho tanto amato e che ha avuto la meglio su Il mare non bagna Napoli) nasce con l’intento di raccontare la mia città del cuore (chiamata così per svariati motivi che non vi sto a dire) senza pretese, ma solo con l’augurio che possa interessare a quanti più lettori possibili. Sarà un bell’itinerario tra le meraviglie presenti, come i musei, le chiese, le piazze e i castelli, tra arte, storia, cultura, tradizioni, folklore e tante altre curiosità che non vi sto tutte a dire per non rovinare l’effetto sorpresa. Sarà un bel viaggio, statemi accanto che ne ho bisogno.  

Il 19 settembre è un giorno speciale per tutti i napoletani e non solo loro. È il giorno in cui si festeggia il santo patrono della città, San Gennaro e soprattutto si attende il miracolo della liquefazione del sangue. Ogni anno mi riprometto di assistere a questo evento che racchiude in sé qualcosa di santo e di profano e che ha ben poco a che fare con la fede, ma tanto con la speranza. Lo scioglimento del sangue avviene tre volte durante l’anno: il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre. Lo scioglimento se avviene è considerato miracolo e soprattutto portatore di buona sorte per la città e i suoi abitanti, in caso contrario è presagio di sventura: tutti ricorderanno che nel 1973 il sangue non si sciolse e Napoli venne colpita dal colera, così come nel 1980, anno del terremoto in Irpinia.  

Ma chi era San Gennaro? Era un vescovo di Benevento che venne martirizzato durante la persecuzione dei cristiani voluta dall’imperatore Diocleziano. Gennaro si stava recando a Pozzuoli per far visita a un diacono imprigionato proprio a causa delle persecuzioni e venne a sua volta imprigionato e condannato ad esser sbranato dai leoni nell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli. Il giorno della condanna a causa dell’assenza del governatore il supplizio fu sospeso, ma fu deciso che a Gennaro e agli altri prigionieri doveva essere tagliata la testa. Era abitudine di allora seppellire i martiri e conservare un po’ del loro sangue e così avvenne anche per Gennaro. Il sangue venne raccolto e messo in un’ampolla e tenuto in custodia da una donna, mentre il corpo venne spostato svariate volte fino ad approdare nelle Catacombe di Capodimonte. Secondo alcuni storici in occasione di uno di questi trasferimenti avvenne la prima liquefazione, ma la data ufficiale viene fatta risalire al 1389.

A partire dal XVII secolo la comunità scientifica ha provato a dare una spiegazione logica dello scioglimento, ma ad oggi le cause sono del tutto sconosciute; questo ha portato l’autorità ecclesiastica a non parlare di miracolo, seppur lasciando liberi i fedeli di crederci e venerare il santo. Come in molte cose che faccio fatica a spiegare logicamente prendo la posizione che aveva Eduardo De Filippo: non è vero, ma ci credo.

Arrivati fin qua vi chiedo: buona la prima? Ma soprattutto ci leggiamo alla prossima.  

2 pensieri riguardo “Napoli Mon Amour| San Gennaro e il suo miracolo

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