Luglio, col bene che ti voglio vedrai non finirà| No, luglio, finisci in fretta!

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Ebbene sì, lo ammetto, ero già entrata in modalità «chiuso per ferie» con gli appuntamenti rimandati tutti a settembre. Non so voi, ma questo caldo mi toglie le energie per fare tutto, fa talmente caldo che mi si sciolgono anche i pensieri. L’unica cosa che mi fa stare meglio, oltre a controllare la voce «temporali in arrivo» ogni dieci minuti su Google, sono i miei amabili libri e le serie TV (al momento sono in periodo re-watch, niente di nuovo sul fronte occidentale, o almeno niente che meriti di essere riportato qui). Prometto di rubarvi pochissimo tempo, perché come dicevo qualche riga più su, fa caldo e se come me non siete a sollazzarvi su qualche spiaggia non avete certo voglia di leggere i miei deliri, meglio starsene sotto un condizionatore sparato a palla.

Nelle ultime settimane, anzi negli ultimi giorni, a farmi compagnia sono stati questi quattro libri tutti editi dalla Sur, casa editrice che ahimè conoscevo poco. I libri da loro pubblicati sono stati un segno del destino, perché era mia intenzione ampliare la mia conoscenza sulla letteratura sud-americana, altra mia grande pecca e nel loro catalogo c’è solo l’imbarazzo della scelta. Sono letture veloci, ma con un carico di emozioni potente e variegato. In «Cadere» di Carlos Manuel Alvarez i componenti di una famiglia si alternano nel raccontare la loro storia. C’è una madre e la sua malattia che ha scombussolato gli equilibri di tutti, i figli presi dalla loro vita e dai loro problemi e un padre impegnato a prendersi cura di tutti senza dimenticarsi di se stesso e del suo sogno. «Gli anni invisibili» di Rodrigo Hasbun, che al momento ha scalato la classifica dei libri più belli di questo 2020, due amici si rincontrano in un bar dopo svariati anni; entrambi cercheranno di tornare con i ricordi a quel giorno che gli cambiò la vita. «Persone care» di Vera Giaconi è un bellissimo susseguirsi di dieci racconti, sulla famiglia, sulle relazioni e sui legami interpersonali. Per chiudere «Distanza di sicurezza» di Samanta Schweblin è un dialogo serratissimo tra una madre e un figlio che vi trascinerà come i solo i vortici sanno fare. Inutile dire che ve li consiglio tutti e quattro, credetemi sulla fiducia.

fleabag

Di serie TV ne parlo in maniera più dettagliata sul blog della mia cara amica Giuditta, in uno spazio che ha pensato appositamente per me e che si chiama #InSerie. «Fleabag» è una serie che mi ha strappato il cuore e che sento il bisogno di vedere ogni tanto (sempre per la serie che quando soffri vuoi soffrire di più). Non è un caso che la mia prossima maratona sarà quella di «High Fidelity» e che nelle mie ultime serate a farmi compagnia ci sono stati solo ed esclusivamente i film di Pedro Almodovar. Il mio ciclo è iniziato con «Donne sull’orlo di una crisi di nervi» (Pepa e Candela, le amo alla follia), è proseguito con «La mala educacion» e si è concluso con i due pezzi da novanta: «Tutto su mia madre» e «Volver».

Benissimo lettori, penso di aver chiacchierato abbastanza. Spero di avervi fatto pensare poco al caldo e un po’ di più ai libri. Noi ci rileggiamo a settembre: buone vacanze.

2 pensieri riguardo “Luglio, col bene che ti voglio vedrai non finirà| No, luglio, finisci in fretta!

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