Il cielo in gabbia| Christine Leunens

il cielo in gabbia

Durante la cerimonia degli ultimi Golden Globes hanno mandato in onda un frame del film Jojo Rabbit che mostrava un ragazzino che parlava col suo amico immaginario Adolf Hitler. È bastato quel minuto scarso a convincermi a vedere il film. Avevo messo in conto di farmi due risate, non avevo messo in conto di ritrovarmi in lacrime a metà film e disperata dopo la scena finale.

Jojo Rabbit è uscito nelle sale cinematografiche italiane lo scorso 16 gennaio, film del regista Taika Waititi (che nella pellicola interpreta Hitler), con Scarlett Johansson, Roman Griffin Davis e Thomasin McKenzie, film che con ironia cerca di ripercorrere uno dei periodi più tragici che la nostra storia recente ha conosciuto: il nazismo, il conflitto mondiale e la persecuzione degli ebrei. Non lasciatevi ingannare dai toni leggeri, perché questo film scena dopo scena saprà assestare dei colpi emozionali difficili da dimenticare e che vi ridurranno in una valle di lacrime nel momento in cui sullo schermo compariranno i titoli di coda.

Una cosa che non sapevo è che il film è liberamente ispirato al romanzo di Christine Leunens, Come semi d’autunno, libro datato 2004 che è stato pubblicato qui in Italia da SEM nel novembre del 2019 con il titolo Il cielo in gabbia. Sottolineo il verbo ispirato, perché a parte l’idea il libro e il film viaggiano su due rette parallele che non si incontrano neanche all’infinito, rimanendo a mio parere due prodotti ben separati.

Venendo al libro, Il cielo in gabbia racconta di di Johannes Betzler, un ragazzino che sta crescendo nel culto del nazismo, fiero appartenente della Gioventù Hitleriana che nel 1943 parte per difendere la sua patria nel conflitto mondiale, ma a causa di un incidente avvenuto in guerra è costretto a fare ritorno a casa dai suoi genitori e dalla nonna che vive con loro.

Seppur non apertamente i genitori di Johannes non sposano gli ideali in cui crede il figlio e come anti-nazisti decidono di rischiare in prima linea nascondendo in casa propria Elsa, una ragazzina ebrea. Il giorno in cui Johannes scopre la sua presenza, ne è inorridito e al tempo stesso attratto. Elsa è l’incarnazione dei principi che lui combatte fermamente, ma non può negare il fascino che quella bella ragazza di qualche anno più grande esercita su di lui.

Gli anni passano, il conflitto mondiale continua e tra Johannes ed Elsa si sviluppa un rapporto di amicizia ed amore e soprattutto di dipendenza. Elsa è dipendente dalle visite e dal tempo che Johannes le riserva, Johannes è completamente dipendente dalla presenza di Elsa nella sua vita.

Gli anni passano, il conflitto continua, la relazione tra i due si intensifica fino a quando giunge la notizia che la guerra è finita e il nazismo non ha più ragione di esistere. Dopo essere stato costretto a dire addio a sua madre, morta in guerra e a suo padre, disperso chissà dove, Johannes non può dire addio a un’altra persone che fa parte della sua vita e per questo motivo decide di sacrificare la libertà di Elsa a suo favore, illudendola sui veri vincitori della guerra e costringendola a continuare il suo stato di prigionia.

Il cielo in gabbia è un libro faticoso e che ti lascia in uno stato di angoscia nel momento in cui si porta a termine la lettura. I protagonisti sono difficili, complicati ed egoisti, mettono sé stessi prima degli altri incuranti dei sentimenti e delle libertà altrui. Fino a che punto può arrivare un uomo pur di trattenere la donna che ama accanto a sé? E se l’amore è tutto basato su un’enorme bugia, di che amore si tratta?

Amore significa due persone che stanno insieme a qualunque costo. L’amore è una colla, la più potente che ci sia, che tiene assieme due persone.

  • Titolo: Il cielo in gabbia
  • Autrice: Christine Leunens
  • Casa editrice: SEM
  • Data di pubblicazione: 21 Novembre 2019

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