Persone normali

persone normali

  • Titolo: Persone normali
  • Autrice: Sally Rooney
  • Casa editrice: Einaudi
  • Data di pubblicazione: 21 Maggio 2019

Lo scorso anno il mondo letterario ha conosciuto Sally Rooney quando è rimasto impressionato da quel caso editoriale che risponde al nome di Parlarne tra amici. Rapporti amorosi nel nuovo millennio vissuto più on-line che fuori casa, differenze tra classi sociali indifferenti per qualcuno e totalizzanti per altri e uno stile arguto che ha conquistato i lettori certi che di Sally Rooney ne avrebbero sentito parlare per molto tempo ancora.

A distanza di un anno la Rooney torna con un nuovo romanzo, Persone Normali e posso affermare senza alcun timore che se nel precedente libro ci eravamo trovati nel campo dell’ottimo, qui siamo in quello dell’eccellente e sì, scomodo il parolone che molti temono e altri abusano: capolavoro.

A mio modesto giudizio nessuno come Sally Rooney tra i contemporanei ha saputo raccontare gli amori disfunzionali in cui ci ritroviamo nostro malgrado, la dipendenze e l’ossessione che si crea tra due persone incapaci di stare insieme e ulteriormente incapaci di lasciarsi. Sally Rooney ha dato voce agli amori di una generazione, la nostra, la mia e scusate se è poco.

Venendo al libro Persone Normali che esce oggi per la Einaudi, racconta il rapporto di amicizia e amore tra Marianne e Connell e di come si evolve nel corso degli anni, da quando i due frequentavano lo stesso liceo e fino all’università.

Marianne e Connell abitano entrambi a Sligo e frequentano lo stesso liceo e al momento le analogie tra i due terminano qui.

Marianne è di famiglia benestante e ha perso il padre anni prima. La madre non si cura affatto di lei e le poche volte che le rivolge la parola è per ricordarle il fallimento della persona che diventerà; il fratello esercita su di lei una violenza fisica e psicologica per il solo gusto di tormentarla.

Lorreine, la madre di Connell, lavora come domestica nella villa di Marianne, ha avuto Connell a soli sedici anni crescendolo da sola dal momento che il padre si è chiamato fuori da qualsiasi responsabilità. Presente e iperprotettiva con il figlio, Lorreine stravede ed è orgogliosa del ragazzo che sta tirando su e non potrebbe essere altrimenti visto che Connell al liceo è tra i migliori studenti, gioca nella squadra della scuola ed è nel gruppo dei popolari a differenza di Marianne che passa le ore scolastiche in completa solitudine, ignorata da tutti e considerata affetta da qualche disturbo mentale.

Quando tra Connell e Marianne scatta qualcosa (amore? desiderio sessuale?) in un tacito accordo non rivelano nulla. Per quanto attratto da Marianne, Connell è consapevole che se a scuola si sapesse della loro legame, dovrebbe dire addio alla sua popolarità e Marianne che è al corrente delle voci che girano su di lei a scuola decide di sottostare e non dire nulla.

Passano i mesi, accade qualcosa e i due smettono di vedersi salvo poi ritrovarsi entrambi studenti al Trinity College di Dublino in una situazione completamente ribaltata. Marianne è la ragazza che tutti vorrebbero conquistare, l’anima delle feste più cool, l’amica che tutti vorrebbero avere. Connell fatica ad integrarsi in quel mondo in cui non si sente mai all’altezza, preferisce starsene sulle sue interagendo il minimo sindacale per non sembrare asociale,

Quel legame che li aveva uniti al tempo del liceo riemerge e li cattura di nuovo. Adesso non ci sono più i compagni di scuola da cui nascondersi, ma al tempo stesso Connell e Marianne rifuggono da qualsiasi tipo di definizione. Non possono definirsi amici, ma non riescono a definirsi amanti e questa sorta in indefinito li legherà per molto tempo.

A Connell pesa la sua classe di appartenenza. È consapevole che anche se sarà il più intelligente e il più preparato, il gap tra lui e la classe più ricca non si azzererà e quella sua eterna frustrazione la trasmette su Marianne, rendendola a volte colpevole di quella distanza sociale.

Marianne ha passato la vita a non sentirsi amata e rifiutata e nelle relazioni interpreta costantemente il ruolo della sottomessa, perché crede di non poter aspirare ad altro. Se passi la vita a ripeterti che non meriti di essere amata, alla fine finirai per crederci.

La potenza di Sally Rooney sta tutta qui, nel raccontare la paura delle relazioni moderne, l’ansia di chi vive stando in coppia, il non sentirsi mai all’altezza di qualcuno e il sentirsi inadeguati nelle situazioni che viviamo.

Ti amo. Non lo dico per dire, ti amo davvero. A lei tornano a riempirsi gli occhi di lacrime e li chiude. Questo momento le sembrerà di un’intensità insopportabile anche nei ricordi, ma ne è già consapevole fin d’ora, mentre sta accadendo. Non si è mai considerata degna di essere amata da qualcuno. Adesso però ha una nuova vita, di cui questo è il primo istante, e anche dopo tanti anni penserà ancora: Sì, proprio così, quello è stato l’inizio della mia vita.

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