Vipera: nascita di una passione

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E dimmi: lo sai, cos’è l’amore?

Tu che lo vendi a due lire a incontro, cinque minuti per respirarti addosso, nemmeno il tempo di guardarti negli occhi, di mormorare il tuo nome, pensi di sapere che cos’è l’amore? Che ne sai delle lunghe attese, dei silenzi sospesi nell’ansia di una parola, di sorriso?

Le tradizioni. La mia ogni venerdì Santo è quella di condividere nuovamente la recensione di Vipera sia perché è ambientato nei giorni della settimana Santa e sia perché un libro di Maurizio de Giovanni sta bene su tutto, specie quelli con protagonista il bel commissario dagli occhi verdi. Quest’anno poi tutto ciò che è legato a Ricciardi ha un sapore diverso, perché quella che a noi lettori sembrava lontanissima si sta avvicinando sempre di più: la fine del ciclo Ricciardi. Ebbene sì, dopo dodici indagini tra giugno e luglio uscirà l’ultimo libro della serie e noi lettori siamo in quella fase voglio vedere come andrà a finire ma non voglio che finisca mai.

Coincidenza vuole che Vipera sia stato il mio approccio a Ricciardi. Vi svelo come è andata. La lettrice in famiglia sono io, ho occupato ogni spazio di casa libera con i miei libri e tra un po’ mi toccherà cacciare qualche componente per far spazio ai nuovi acquisti. Mio fratello maggiore è un lettore occasionale, di quelli che mi piace leggere, ma ho poco tempo oppure che ci mette tre mesi per terminare un libro che io riesco a finire in un paio di giorni. Un giorno torna a casa con un libro di de Giovanni il cui nome non mi era nuovo e che da snob avevo subito classificato come: giallista? no grazie (non vi arrabbiate, andate avanti che poi la storia finisce bene). Non solo mio fratello lesse quel primo de Giovanni in poco tempo, ma nel giro di qualche settimana portò a casa anche gli altri per leggerli (i miracoli dei libri). Provali, mi disse, sono scritti bene, aggiunse. Io i gialli non li leggo, rispondevo piccata ogni volta che provava a farmeli leggere. Insomma questa cosa si è trascinata per vari mesi fino a quando Maurizio doveva venire a presentare un suo libro al mio paesello e allora mi decisi a leggerlo.

Il libro era Vipera. Iniziai dopo pranzo e finii verso sera. Vipera mi aveva stregato per mille motivi. La scrittura, la Napoli degli anni Trenta, i personaggi, IL personaggio. Ragazzi, io mi ero proprio innamorata di Ricciardi. Per farvela breve nel giro di una settimana e in piena #deGiovannersFever avevo recuperato tutti i Ricciardi precedenti.

Messa in pari con Ricciardi sono passata ai Bastardi e il resto è sotto gli occhi di tutti: ad ogni nuova uscita esulto come quando usciva un nuovo video di Britney Spears, faccio parte di un gruppo affiatatissimo di #deGiovanners (Sofia, Viviana, Antonella, Simonetta, Marina e l’unico uomo Basilio costretto poverino alle nostre chiacchiere) e grazie alla passione comune per i libri di Maurizio ho trovato quelle che oggi sono tra le mie due migliori amiche (Sofia e Viviana).

E ora che sulla saga che ha appassionato migliaia di lettori sta per calare il sipario un misto di malinconia e tristezza si è impossessato di noi che non vorremmo mai dire addio a un personaggio che ci ha fatto compagnia per tutti questi anni, che abbiamo imparato a conoscere, amare e a cui ci siamo affezionati. Cosa mi aspetto dall’ultimo Ricciardi? Banalmente che non sia veramente l’ultimo, magari Maurizio ci ripensa e fra qualche anno lo riporta in vita. Il matrimonio tra Ricciardi ed Enrica è fuori discussione, preferirei veder vincere la Champions League alla Juventus, ma niente fiori d’arancio per favore. Riccià stai a sentire a me, che i miei rapporti d’amore non li so far funzionare ma i consigli quelli riesco a darli bene. Caro Luigi Alfredo lo sai il detto tra i due litiganti il terzo gode? Per anni ti abbiamo visto diviso tra due donne, Enrica e Livia. Per anni anche tu non sapevi se scegliere la prima o la seconda (il finale dell’ultimo libro è come la 8×24 di Grey’s Anatomy: per me non esiste). A un certo punto è arrivata Bianca: bella, colta, di classe e ricca; insomma è la perfetta sintesi delle due precedenti. Ecco, lascia stare le bomboniere e i pranzi della domenica a casa dei genitori d’Enrica che non si possono sopportare e lascia stare Livia che per i gusti nostri è troppo possessiva e goditi la vita con Bianca.

Ironia a parte, si scherza per non piangere perché al solo pensiero che sarà l’ultima volta che saremo così in ansia per un romanzo la lacrimuccia scende. Buona Pasqua deGiovanners, vi do l’ultimo appuntamento a luglio.

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