Con tanto affetto ti ammazzerò| Pino Imperatore

con tanto affetto ti ammazzerò

Dopo averlo conosciuto in Aglio, olio e assassino è tornato con una nuova indagine da svolgere l’ispettore capo di Mergellina Gianni Scapece. Per chi avesse perso la puntata precedente vi faccio un breve ma necessario riassunto. Gianni Scapece, dopo anni di servizio in giro per l’Italia è tornato nella sua bella Napoli ed è ispettore nel distretto di Mergellina. Bell’uomo, affascinante, amante della buona cucina e delle belle donne che però ha quell’allergia tipica dei maschi a qualsiasi relazione d’amore che duri più di una settimana. Ha stretto un ottimo rapporto di collaborazione e amicizia con il suo superiore, il commissario Improta che vorrebbe il bel Gianni già sistemato con moglie e qualche figlio in arrivo. Grandi amici dell’ispettore i proprietari della trattoria Parthenope, ossia la famiglia Vitiello composta da Nonno Ciccio, suo figlio Peppe e la moglie Angelina (che a dire il vero in trattoria non ci mette mai piede) e i figli della coppia Diego e Isabella che manco a dirlo ha subito attirato le simpatie dell’ispettore.

Visto che come riassunto può andar bene, veniamo alla nuova indagine uscita un paio di giorni fa per DeA Planeta, Con tanto affetto ti ammazzerò, con l’ispettore e il commissario sono alle prese con una sparizione prima e un’uccisione poi di una nobile napoletana, Elena De Flavis. Durante il ricevimento organizzato dalla De Flavis a cui sia Scapece che Improta erano invitati a poco a poco tutti gli invitati perdono i sensi, tranne Gianni e la nipote della nobile, Noemi, con cui l’ispettore si stava amabilmente tenendo occupato. Quando la situazione si stabilizza si rendono conto che la De Flavis e il suo maggiordomo sono spariti e l’indagine non può che partire.

I tre figli della nobile, Emilia, Roberto e Simone, sono veri e propri casi umani. Cinici ed interessati unicamente ai soldi dell’eredità durante gli interrogatori con Scapece non hanno mai espresso alcuna preoccupazione per le sorti della madre e mai nessuna parola di riconoscenza per quella che a tutti gli effetti li manteneva e ha fatto sì che nella vita non si fossero mai sporcati con quella cosa chiamata lavoro. In un’indagine con mille colpi di scena Gianni Scapece capirà che bisogna andare sempre al fondo delle cose, anche quando la realtà sembra essere lì, chiara e a portata di mano.

Pino Imperatore torna con quello che a me piace definire un giallo tutto napoletano. Non mancano le caratteristiche che ce lo avevano fatto conoscere nei suoi precedenti lavori e che ce lo fanno apprezzare sempre di più: umorismo, riflessioni serie e semi serie e soprattutto storie e leggende di Napoli che ci fanno innamorare follemente di questa città dalle mille contraddizioni.

  • Titolo: Con tanto affetto ti ammazzerò
  • Autore: Pino Imperatore
  • Editore: DeA Planeta
  • Data di pubblicazione: 2 Aprile 2019

Un pensiero riguardo “Con tanto affetto ti ammazzerò| Pino Imperatore

  1. Pino Imperatore – Con tanto affetto ti ammazzerò

    Recensione – Opinione
    di Luigia Chianese
    Books Review Blogger
    Mugnano di Napoli
    Lunedì 15 aprile 2019

    Pino Imperatore ha una caratteristica nel narrare: ed è quella di essere bravissimo nel descrivere Napoli con amore ed utilizzando un linguaggio semplice ed accessibile a tutti. Riesce a tracciare, come un pennello sulla tela, personaggi e luoghi; narrando avventure, legende e storie facendole sfumare una nell’altra come i colori in un quadro; e il quadro è Napoli con i suoi variopinti abitanti.
    Questa volta, come lui stesso ha confermato durante la presentazione del libro (lunedì 08 aprile 2019 in Mugnano di Napoli) uno dei personaggi principali del libro, ovvero la baronessa De Flavis, con la sua nobiltà d’ animo, è la metafora stessa di Napoli. Nella pagina 329 si dice: <>. In fondo è ciò che è successo a Napoli nella storia durante le varie dominazioni che si sono susseguite. Come, però, dice l’autore, la De Flavis non è solo la metafora di Napoli, raccontata attraverso i sui diari, (che coprono un arco temporale dal 1947 ai giorni nostri circa) è ben altro; come si evince da pagina 340: <. Quella che ci viene presentata è una Napoli / baronessa (sono co-protagoniste) coraggiosa e camaleontica e i diari della De Flavis ci lasciano aprire dolci spunti di riflessione sulla vita personale e familiare di tutti.
    Una nota che desidero aggiungere è che durante la presentazione del volume, lo stesso Imperatore, parlando della creazione e riproposizione dei personaggi, proprio sulla De Flavis, baronessa, ha ammesso che non vi è stata un “premeditazione” a renderla “metafora di Napoli” ma è stato un autentico processo in divenire. Una costruzione del personaggio che è avvenuto lentamente.Il libro si apre, infatti, con la presentazione, in elenco, dei personaggi principali, e questo è un bene perché molti dei personaggi sono i medesimi di quelli di un altro romanzo dell’ autore: Aglio olio e assassino, repeat adjuvat.
    Caratteristica simile all’altro romanzo è il concetto di speranza che questa volta è tutto concentrato nella figura della nipote della baronessa, Noemi (la Italo Giapponese); lei è un autentico spiraglio di luce nel buio che spesso attanaglia i cuori della gente.
    (“il male può esistere anche dove non dovrebbe esserci” Pino Imperatore.)
    Questo libro è un autentico viaggio negli affetti e nella famiglia, dove la famiglia è allargata fino all’estremo; dove sono inclusi cani, vicini di casa, amici, e la città stessa. Qui abbiamo la contrapposizione di due schemi famigliari: la famiglia super allargata dei Vitiello, esempio positivo, già conosciuta nel precedente romanzo, e la famiglia, chiusa e cinica, della baronessa De Flavis, esempio negativo. Luce ed oscurità che si contrappongono come in un quadro.
    Come ha confermato l’autore stesso quelle narrate sono storie inventate ma prendono spunto anche dalla realtà; lo stesso bellissimo, affascinante e talentuoso ispettore Gianni Scapece è un personaggio che nella realtà esiste davvero, non con questo nome e con tutte le caratteristiche del racconto ma è costruito e modellato su una persona vera.
    Altra figura particolare, secondaria e sfiziosa del libro, è il cane Zorro. Un personaggio quasi umanizzato. Con la sua storia d’ amore e fidanzamento, con la cagnetta Bigodina, genera una storia nella storia piena di tanto buonumore.
    Il testo è dotato di linguaggio semplice e diretto, colmo di esempi concreti e dinamici ed è diviso in tre parti fondamentali: Le parti comiche ed umoristiche, che danno leggerezza al racconto; l’indagine poliziesca vera e propria, condotta, secondo me, con troppo poco rispetto delle regole, ma è una simpatica scelta dell’ autore; e la terza parte: il diario della baronessa De Flavis, che è la parte riflessiva dell’ opera, che apre e chiude il romanzo. Il libro è molto buono, veramente piacevole e coinvolgente; infatti lo consiglio soprattutto a chi non ama letture troppo impegnative. E’ veramente scritto bene. Il finale è molto “romantico”, perché la giustizia del cuore prevale. A me, però, questo finale, non è piaciuto troppo; l’ho trovato arronzato e scontato, avrei voluto un colpo di scena da fuochi d’ artificio. Una dritta: se state molto ma molto attenti da pagina 5 a pagina 16 potete già intuire il … “chi potrebbe essere stato” a dipingere il bel quadretto!
    Vi propongo una nota secondaria, a cui non posso fare a meno di pensare.
    Avete presente il Maestro Andrea Camilleri e il suo personaggio Salvo Montalbano?
    Ho Notato questo:
    Camilleri: Personaggio polizia tanto di moda oggi. (Salvo Montalbano)
    Imperatore: personaggio polizia tanto di moda oggi. (Gianni Scapece)
    Camilleri: Ambientazione regionale: l’amata Sicilia e il mare.
    Imperatore: Ambientazione regionale: l’amata Napoli e il mare.
    Camilleri: Attenzione maniacale alla cucina, ai cibi e alla trattoria.
    Imperatore: Trattoria Partenope e la cucina, medesima attenzione.
    Camilleri: Personaggio donnaiolo: Augello
    Imperatore: Personaggio donnaiolo: Scapece
    Camilleri: Quasi sempre nei sui romanzi ci sono: storia principale e secondaria.
    Imperatore: La storia della baronessa De Flavis come storia princiaple e le storie di: Zorro, dell’ agente Cafiero, delle due cuoche; anche qui secondaria e principale.
    Camilleri: Storia d’amore “travagliata” tra il protagonista Salvo Montalbano e la sua Livia.
    Imperatore: Storia d’amore “indecisa” tra il protagonista Scapece e la figlia dei Vitiello.
    Camilleri: Personaggio comico: Catarella.
    Imperatore: Personaggio comico, ma non troppo, il Commissario di Polizia Carlo Improta e nonno Ciccio Vitiello.
    Camilleri: Linguaggio e cultura siculo italiana, decisamente meridionale, con usi e costumi del luogo, con tanto di sfruttamento delle bellezza paesaggistiche e artistiche dei luoghi.
    Imperatore: linguaggio e cultura italo napoletana, decisamente meridionale, con usi e costumi del luogo, con tanto di sfruttamento delle bellezza paesaggistiche e artistiche dei luoghi.
    Camilleri: Collocazione, spettacolare, della casa di Salvo Montalbano
    Imperatore: Collocazione spettacolare, della casa di Scapece
    Devo continuare? Per me sono un eccesso di similitudini, con un capolavoro moderno creato da Camilleri, (di cui ammetto di essere fan e di aver letto tutti e cento e passa romanzi) cosa che avevo già notato in Aglio olio e assassino.
    Ai posteri l’ardua sentenza! L.Ch.

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