… che Dio perdona a tutti

che dio perdona tutti

  • Titolo: … che Dio perdona a tutti.
  • Autore: Pif
  • Editore: Feltrinelli
  • Data di pubblicazione: 15 Novembre 2018

Arturo ha due passioni. La prima è la più ovvia ed è quella che accomuna il genere maschile: le donne. La seconda è meno scontata e a tratti anche particolare: la ricotta. Questa seconda passione discende dal fatto che Arturo è palermitano e si sa, a Palermo mettono la ricotta in tutto ciò in cui può essere messa: cannoli, cassata, sciù. Per i dolci con la ricotta Arturo ha una vera e propria dipendenza e ossessione, tanto che lui non si limita a mangiarli, ma tampina i poveri pasticceri di domande a cui questi stanchi di rispondere si limitano a silenzi assensi.

Agente immobiliare, single e in quella fase della vita in cui si preferiscono i dolci al sesso e che stare insieme a qualcuno significherebbe rinunciare a quelle piccole libertà che solo la singletudine regala e quindi meglio soli e il resto viene da sé. Quando però Arturo incontra Flora, la nuova proprietaria della pasticceria da lui frequentata, capisce che è la donna della sua vita, la donna per cui è disposto a rinunciare a tutto e che vorrebbe come moglie e madre dei suoi figli. Flora è la perfetta sintesi delle sue due passioni, le donne e la ricotta, e lasciarsela scappare è impensabile.

In breve tempo Arturo e Flora si conoscono, si fidanzano e vanno a vivere insieme, perché occasioni del genere non bisogna perderle. È tutto perfetto nella vita di Arturo fino al giorno in cui una banale discussione provoca il primo crack.

Flora è credente, cattolica praticante: Arturo è cattolico, ma cattolico come la maggioranza delle persone che si professano per una fede senza crederci più di tanto. È una questione di comodo: sì, sono cattolico ma in chiesa ci vado giusto a Natale e Pasqua (se mi ricordo). Quando Flora capisce che Arturo vive la fede in modo superficiale, il suo atteggiamento cambia. Arturo da un lato non vorrebbe perdere la donna della sua vita, ma dall’altro vorrebbe dare una lezione alla sua amata. Decide che per un mese sarà un cattolico provetto, praticherà la religione secondo parola divina e metterà in pratica tutti gli insegnamenti di Cristo. Insomma, Arturo diventerà un fondamentalista cattolico e alla fine di questo esperimento Flora dovrà ammettere che è più ipocrita di lui. Inizialmente Flora è contenta della totale conversione di Arturo, ma quando le sue azioni ricadranno su di lei ci saranno altri crack.

Arturo non si muove di un millimetro, vuole portare a compimento la sua missione, anche se questo significa avere problemi con lei, col lavoro, con gli amici, con tutti.

Pif nel suo romanzo d’esordio smaschera le ipocrisie di quelli che si professano cattolici, ma non praticanti (se credi, in chiesa ci devi andare); di chi fa le crociate per il crocifisso obbligatorio in classe, ma guai a inserire i simboli di altre religioni (tolleranza non vi dice niente?). Di chi pecca perché tanto basta una seduta di confessione, un paio di Ave Maria e l’anima torna pulita (della serie futti futti ca diu pirduna a tutti). In un Paese in cui un ministro in una mano stringe il rosario e l’altra l’appoggia sul Vangelo e che non si fa scrupoli a tenere bloccate in mare delle persone, cosa vogliamo sperare?

La bellezza di Pif è che con la sua leggerezza riesce a raccontare i temi più controversi e spinosi, ti fa sorridere e riflettere come solo i più bravi sanno fare.

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