La Corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg

la corsara

  • Titolo: La Corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg
  • Autrice: Sandra Petrignani
  • Editore: Neri Pozza
  • Data di pubblicazione: 15 Febbraio 2018

Il 14 luglio 1916 a Palermo, in via Libertà 101, alle sei del mattino, ultima dopo tre fratelli e una sorella, nasce una bambina che viene chiamata Natalia come la protagonista di Guerra e Pace.

La Natalia in questione è Natalia Ginzburg, scrittrice tra le più importanti che la nostra letteratura ha conosciuto ma che per ragioni inspiegabili si tende spesso a dimenticare. Il ritratto che fa Sandra Petrignani ne La corsara edito da Neri Pozza è quanto di più completo si possa trovare sulla sua figura. Definire Natalia Ginzburg solo una scrittrice è riduttivo. Nat, come la chiamavano gli amici, è stata una scrittrice capace di spaziare tra la narrativa, la saggistica e il teatro, è stata una intellettuale le cui opinioni creavano dibattiti e discussioni stimolanti, è stata una donna impegnata politicamente e dal grande senso civico e politico e non ultimo è stata tra le figure determinanti all’ascesa della casa editrice Einaudi.

Se dal punto di vista professionale la vita di Natalia è stata costellata da soddisfazioni e successi, non si può dire lo stesso della parte privata. Natalia ha conosciuto lutti che l’hanno messa in ginocchio e che l’hanno costretta a trovare la forza di rialzarsi e ripartire, primo fra tutti quello di suo marito Leone Ginzburg da cui prenderà il nome che deciderà di tenere anche quando sposerà Gabriele Baldini.

LEONE GINZBURG

Il rapporto tra Leone e Natalia non fu solo un rapporto amoroso ma fu tanto altro. Leone fu il primo a credere nel talento narrativo della giovanissima Natalia e s’impegnò in prima persona affinché i suoi primi lavori venissero pubblicati. L’impegno politico di Leone influenzò moltissimo Nat, ecco perché dopo la morte del marito continuò ad impegnarsi dedicandosi alla vita politica del Paese tanto che nel 1983 venne eletta in Parlamento nel Partito Comunista Italiano. Quando conobbe Leone che era ospite fisso in casa Levi, Natalia pensò che non rientrava minimamente nel suo prototipo di uomo, ma questo contò ben poco visto che i due dopo una regolare corrispondenza nei periodi in cui Leone era in carcere si sposarono appena lui uscì. La posizione politica di Leone condizionò il loro matrimonio tanto che quando lui fu mandato al confino lei con i figli decise di seguire il marito. Leone morì nel carcere di Regina Coeli in seguito alle torture inflitte perché si rifiutò di collaborare. La lettera che scrisse alla sua Natalia è un misto di dolcezza, malinconia, amore e drammaticità.

EINAUDI

Come già detto, Natalia Ginzburg non fu solo scrittrice, ma fu fondamentale nell’ascesa della casa editrice fondata da Giulio Einaudi e il prezioso contributo di suo marito Leone e il lavoro di Cesare Pavese. Svolse svariati ruoli nella redazione di Torino e in quella di Roma, occupandosi sia della selezione dei libri da pubblicare, sia delle traduzioni di opere straniere da proporre al mercato italiano.

GABRIELE BALDINI

Il secondo matrimonio di Natalia Ginzburg fu con Gabriele Baldini, docente universitario di letteratura inglese. Dall’unione nacquero due figli Susanna e Antonio che si aggiunsero ai tre nati dal matrimonio con Leone: Andrea, Alessandra e Carlo. Purtroppo i due bambini presentarono subito problemi di salute rilevanti; Antonio non sopravvisse a lungo e fu il secondo devastante lutto di Natalia.

NON SOLO LESSICO FAMIGLIARE

Lessico Famigliare è il libro più conosciuto di Natalia che le valse il Premio Strega nel 1963 e che può essere considerato una sorta di autobiografia visto che si concentra sulle vicende della famiglia Levi e sul delicato periodo storico in cui quelle si inseriscono. Natalia però ha una vasta produzione letteraria che comprende oltre ai romanzi, anche una serie di raccolte di racconti, saggi e opere teatrali. Il suo primo romanzo La strada che va in città lo firmò con lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte e solo nel 1945 venne stampato con il suo nome. La tematica della memoria, l’indagine psicologica e successivamente l’impianto familiare e le sue tematiche sono i capisaldi della narrativa di Natalia Ginzburg.

Il mio è un brevissimo ritratto di una scrittrice che amo tantissimo. Il lavoro minuzioso, accurato e preciso l’ha fatto Sandra Petrignani ne La Corsara che vi invito a leggere perché Natalia Ginzburg è una personalità che merita di essere conosciuta, una scrittrice che merita di essere letta. Ho apprezzato la ricostruzione storica della sua vita, la ricchezza di particolari e dei momenti della sua vita a me completamente sconosciuti. Le pagine dedicate alla storia d’amore di Leone e Natalia tolgono il fiato dall’emozione e la cura nel raccontare le sue opere mi hanno fatto venire voglia di rileggere i suoi libri e recuperare presto quelli che mi mancano. Un libro del genere lo aspettavo da anni: grazie all’autrice per averlo scritto.

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