L’altra madre

l'altra madre

  • Titolo: L’altra madre
  • Autore: Andrej Longo
  • Editore: Adelphi
  • Data di pubblicazione: 28 Aprile 2016

Genny ha sedici anni, lavora in un bar, guida il motorino in modo spettacolare roba che un altro così non lo trovi in tutta Napoli e si prende cura di sua madre che ha problemi di salute e arrotonda con piccoli lavori di sartoria e ama leggere le carte. Tania ha quindici anni, la scuola, la sua migliore amica, le feste spensierate con i compagni di scuola, una madre poliziotta che ama alla follia e che è il suo modello di vita. Le vite di Genny e Tania si intrecciano un pomeriggio come un altro e cambiando drasticamente la vita di entrambi.

Quando Salvatore aveva proposto a Genny un lavoretto lui aveva fermamente rifiutato. Lui un lavoro già lo aveva, certo, non guadagnava oro, ma era un lavoro onesto, che lo teneva lontano dalla strada e soprattutto da quel mondo. Salvatore però lo aveva in un certo senso sfidato, non sei un uomo vero se non accetti, pochi minuti e vedi che ci esce qualcosa pure per te e poi come guidava il motorino Genny non lo guidava nessuno, ci avrebbero messo niente. Genny ci pensa, alla fine tiene ragione Salvatore e poi lui è un uomo fatto e finito e di certo non ha paura di fare uno scippo.

Il tempo che Salvatore decida le vittime e chi meglio di due ragazzine della Napoli bene che possono permettersi di spendere nei negozi d’alta moda, tanto hanno paparino che paga. Tutto avviene in pochi minuti, il motorino che corre veloce, Salvatore che strappa la borsa alla ragazza, Tania che fa resistenza ma che alla fine cede e cade per terra, sbattendo la testa, morendo all’istante.

Aveva ragione Genny a non voler entrare in quelle tarantelle, avrebbe fatto meglio a fare la figura del fifone: meglio fifone che assassino. La madre di Tania è poliziotta e dopo la morte della figlia la sua unica ragione di vita è trovare chi ha ucciso la figlia e fargli fare la sua stessa fine.

L’altra madre è un libro che scardina tutto, che rovescia i ruoli e distrugge tutte le certezze. Cosa succede se chi rappresenta i buoni passa dalla parte dei cattivi? Cosa succede se il difendibile diventa indifendibile? Cosa succede se provi pietà per un assassino? Le domande ci sono ma non pensate di riuscire a trovare le risposte, perché di risposte il libro non ha intenzione di darle. Andrej Longo racconta una storia e che sia ambientata a Napoli, la città dove bene e male si mescolano e sovrappongono in continuazione, è un dettaglio. Di scippi ce ne sono ovunque e di fatalità anche e il libro non intende focalizzarsi su questo. Si parte da una situazione ben delineata, ossia da una parte il bene e la giustizia e dall’altra il male e l’illegalità. A un certo punto questo equilibrio si rompe e cambia. C’è una madre che ha visto la sua unica figlia uccisa per colpa di uno scippo e che vuole farsi giustizia da sola, lei che rappresenta la legge contravviene alle regole che lei stessa fa rispettare. C’è il dolore atroce di una madre che sicuramente merita rispetto, ma le azioni che Irene intraprenderà in preda alla sua sete di vendetta non la possono giustificare, non è etico né deontologico visto la professione che svolge ed è inumano perché alla fine siamo esseri umani. Questo libro è una escalation di suspense e colpi allo stomaco, scritto magistralmente e con un utilizzo perfetto del napoletano.

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