Quella domenica in cui mi trovai in una libreria di catena e…

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Prima di iniziare ci tenevo a sottolineare che questo non vuole essere un post di invettiva contro le librerie di catena, anzi, io sono del parere che dove ci sono dei libri da acquistare è sempre buona cosa e giusta. È piuttosto il racconto di un piccolo episodio accaduto poche settimane fa che mi ha lasciato con l’amaro in bocca e un incazzatura che ancora bolle. Centro commerciale, libreria di catena. Entro. È più forte di me, se c’è una libreria io devo entrarci, anche se a casa ho una pila di libri che continua a crescere, anche se sto senza un soldo in borsa. È un richiamo naturale. Dove ci sono dei libri io devo fermarmi, guardarli, toccarli, sfogliarli (e nella maggior parte delle ipotesi comprarli).

Spulcio tra i gialli, l’autore che cercavo non riuscivo proprio a trovarlo. Vedo una commessa e decido di farmi aiutare da lei.

-Salve, dovrei fare un regalo, avrei bisogno di un libro di Mankell, mi servirebbe la sesta indagine del commissario Wallander. 

-No, mi devi dire il titolo esatto, altrimenti io nel database cosa inserisco. 

Nota. Il tono era di quello di una persona acida che fa il suo lavoro giusto perché lo deve fare, perché tu ad un cliente non puoi riferirti in malo modo. Mi do un pizzico sulla pancia e proseguo.

-E’ un regalo, il titolo esatto non lo conosco, posso cercarlo su internet.

-Vabbè, qui ho il computer posso farlo anche io.

Nota 2. Se il PC lo avevi già prima non potevi già fare la ricerca?

-Il database lo porta disponibile, tu non l’hai trovato?

-No, non c’è.

-Non so cosa dirti.

Nota 3. Avresti dovuto dirmi, ora vado a controllare io, visto che è il tuo compito cercare i i libri che un cliente intende acquistare. Lascio perdere e provo con un altro titolo (Sì, lo so. Sarei dovuta uscire da quel negozio già molti minuti prima).

Va bene, mi servirebbe anche “L’Assedio” di Giovanni Bianconi edito da Einaudi Stile Libero. (Ci mancava solo che le dicessi il numero delle pagine e cosa c’era scritto dentro)

-Sei fortunata, c’è l’ultima copia.

-Bene, allora la prendo.

-Sì però te la devi cercare tu.

-Prego?

-E’ domenica, hai visto quanti clienti ci sono? 

-Anche io sono un cliente, ma non si preoccupi lo compro altrove.

Lo so che questo non capita in tutte le librerie di catena, perché anche se sono sfacciatamente dalla parte delle indipendenti, mi è capitato di andarci e trovare del personale gentile e disponibile. Certo è che però se vai in una libreria indipendente sarà più facile trovare un libraio interessato effettivamente al fatto che il cliente possa trovare il libro giusto per lui, per poter poi ritornare soddisfatto e pronto per una nuova lettura. Se entri in una di catena a loro interessa vendere il libro e chi si è visto si è visto. Quando ho scritto un tweet su quello che mi era capitato quella mattina, mi sono arrivate decine di risposte di persone a cui erano capitate disavventure come la mia.

 

 

 

 

 

 

 

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