Il salto

ilsalto

    • Titolo: Il Salto. Elegia per un amico
    • Autrice: Sarah Manguso
    • Editore: NN Editore
    • Data di pubblicazione: 16 Marzo 2017

È il 23 luglio del 2008 quando Harries decide di porre fine alla sua vita gettandosi sotto un treno. Il suicidio viene visto da alcuni come il gesto di una persona debole che incapace di risolvere i suoi problemi vede in quel folle gesto l’unica via d’uscita; al tempo stesso per altri ci vuole un immenso coraggio e una forza di volontà straordinaria per decidere di farla finita con un colpo di pistola, avvelenandosi, tagliandosi le vene o gettarsi sotto un mezzo.

Sarah più che capire cosa abbia portato il suo amico ad una fine così incomprensibile, vuole ricordarlo e soprattutto attraverso le parole vuole dare forma a quel dolore che l’attanaglia e che non accenna ad attenuarsi nemmeno col passare del tempo. L’intento che si propone è quello di cercare di ricostruire le dieci ore rimaste ignote della vita di Harries, quelle che vanno dalla sua fuga dall’ospedale psichiatrico dove era ricoverato, fino al momento dello schianto. Non è una fredda indagine quella che ne esce, piuttosto è un memoir, un’elegia o meglio il ritratto di una persona cara fatta dai ricordi che piano piano riaffiorano, confusi ma legati da una logica. È come quando siamo sotto shock e non la smettiamo di parlare un minuto e diciamo tutto quello che ci passa per la testa, così l’autrice ricorda tutto ciò che ha a che fare con Harries, episodi in cui era presente o semplicemente un pensiero.

I ricordi di Sarah vanno da quando i due si sono conosciuti, da quando le loro vite si sono mosse da Seattle alla grande mela, sullo sfondo di una New York che colpita dalla tragedia dell’undici settembre del 2001 prova a reagire e a far ripartire la vita di tutti anche se in giro polvere e detriti sembrano essere entrati anche nell’animo dei newyorchesi. Il rapporto di Sarah ed Harries è difficile da definire con una sola parola. Quel rapporto che ti capita raramente di costruire con una persona, dove amicizia, fratellanza e amore, non amore carnale, danno vita ad un mix esplosivo che segna per sempre le persone coinvolte. È per questo motivo che Sarah si sente così coinvolta nella morte di Harries, perché per lei lui rappresentava un fratello, un parente stretto, un amico ma anche un possibile compagno con cui condividere il resto della vita.

Sarah Manguso ha scritto un libriccino necessario, per lei e per il suo amico. Scrivere un libro del genere non deve essere stato facile, così come non è facile leggerlo. Le emozioni che sprigiona sono pazzesche, sono vive e percettibili e chi legge il libro sembra di entrare in un territorio intimo e quasi prova pudore a leggere gli stati d’animo reconditi dell’autrice. Il dolore certe volte è difficile da sopportare ma se maneggiato con cura può produrre questi risultati. Non è facile affrontare una perdita, non è semplice superarla e infatti le perdite raramente si superano, semplicemente si impara a convivere con esse. I lutti diventano delle piccole cicatrici del cuore che segnano indelebilmente le persone.

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