Perdere tempo su internet

perdere tempo su internet

    • Titolo: Perdere tempo su internet
    • Autore: Kenneth Goldsmith
    • Editore: Einaudi
    • Data di pubblicazione: 13 Giugno 2017

Perdere tempo su internet è il nome di un corso che Kenneth Goldsmith ha tenuto alla Pennsylvania University nato come necessità di dimostrare che su internet tutto si fa tranne che perdere tempo, anche se i giornali facendoci sentire in colpa vorrebbero affermare il contrario. Il corso è nato come esperimento e il libro che ne è conseguito offre ottime argomentazioni e molti spunti di riflessione sul mondo digitale, come si è evoluto e come ci ha mutati.

Quando si parla di internet e dei suoi strumenti (p.es social network, blog, mail) si tende a parlare di una popolazione iperconnessa e schiava del mezzo, automi solitari impegnati ad agire esclusivamente virtualmente e che vivono solo attraverso gli schermi dei loro smartphone. Questo saggio vuole ribaltare questa visione facendo riscoprire il lato positivo del web e le infinite possibilità che esso crea.

Partendo dal titolo, cosa significa perdere tempo su internet? Se apro il mio Twitter, nella home vedrò scorrere tweet di varia natura. Ci saranno post ironici, irrilevanti, ma anche stralci di agenzie di informazioni correlati da link che mi porteranno a leggere articoli di politica, cultura, attualità e sport. Tutte le notizie in tempo reale su Twitter vengono dibattute e molti è attraverso i social che vengono informati su cosa nel mondo stia accadendo. A differenza della televisione che ci rende passivi perché ci permette solo di seguire le notizie, internet con i suoi social ci permette di interagire, creare dibattito e intervenire, di essere parte attiva del momento.

Altra cosa che ci viene imputata è che non leggiamo più. Quando escono i dati Istat sulla lettura (che in Italia crolla a vista d’occhio) la prima cosa che si dice è che non si legge più perché passiamo molto tempo su internet. Facciamo chiarezza una volta per tutte: non si leggono più i libri, ma si legge in continuazione. Anche se si tende a fare una lettura scanner e sommaria dei contenuti in rete, siamo probabilmente (anzi sicuramente) la generazione che più legge e scrive in assoluto. Che quello che leggiamo o scriviamo non sia di natura letteraria è ovvio, ma oggi anche chi non legge nemmeno un libro in anno ha un account su un social dove passerà le sue giornate a leggere e scrivere.  Internet ha ribaltato questa visione. Se prima scriveva solo chi di dovere, oggi tutti sono in grado di esprimere le proprie opinioni su tutto ciò che accade e sugli argomenti più disparati. Positivo o negativo che sia non sta a me giudicarlo, ma è un dato di fatto che non va tralasciato.

I social network occupano parte delle riflessioni di Goldsmith. Se Cartesio diceva penso, dunque sono oggi si potrebbe dire twetto dunque sono, posto dunque sono: insomma esisto se sono online. A differenza di quanto vorrebbero farci credere i social non ci hanno reso asociali, anzi, ci immettono in un circuito che ci porta a comunicare, interagire, scambiare pareri. Si fa amicizia in un modo diverso attraverso nuovi dispositivi, ma è un rapporto che non può essere banalizzato o declassato solo perché dissimile da ciò a cui siamo abituati. Dalle lettere siamo passati ai messaggini e da quelli siamo approdati ai whatsapp e ai tweet. Il mondo è in costante divenire e in perpetua evoluzione, stare ancorati al passato e rimpiangerlo a cosa ci porta? A niente. Ci siamo abituati alla musica digitale, agli ebook, ai film in streaming da vedere direttamente sul divano di casa propria. C’è chi con malinconia affermerà che la qualità della musica in vinile è superiore, che il libro di carta ha la sua poesia e che le emozioni di un film al cinema sono impagabili ma in tutto questo c’è una realtà che è mutata e chissà dove ancora ci porterà.

Perdere tempo su internet è un ottimo saggio, pieno di riferimenti letterari, culturali e artistici e in modo provocatorio ribalta le nostre concezioni del rapporto che abbiamo con il web; un’analisi completa e articolata da non lasciarsi sfuggire.

2 pensieri riguardo “Perdere tempo su internet

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