Divorziare con stile

divorziare con stile

    • Titolo: Divorziare con stile
    • Autore: Diego De Silva
    • Editore: Einaudi
    • Data di pubblicazione: 13 Giugno 2017

Signore e signori l’avvocato Vincenzo Malinconico è tornato e ne promette delle belle anche questa volta. Lo avevamo lasciato sul lettino di un’analista con tutte le sue elucubrazioni mentali e lo ritroviamo nella sua Napoli impegnato tra cause di separazioni, un’esilarante riunione di ex compagni di scuola, un matrimonio in vista (non il suo) e un nuovo studio tutto made in Ikea con il suo inseparabile Espedito e una segretaria, Gloria, messa lì dal suo amante che a fine mese le paga lo stipendio senza che la poverina lo sappia.

In tutto questo a Vincenzo non gli sembra vero che la signora Veronica Starace Tarallo coniugata con Ugo Starace Tarallo, uno degli avvocati più conosciuti e potenti di Napoli, si sia rivolta a lui per la causa di separazione. La rapina al supermercato da lui abilmente gestita e risolta deve aver accresciuto la sua notorietà, ma Malinconico resta un avvocato di media bravura e con un numero di clienti che si contano su un palmo di una mano (vabbè facciamo due). A Veronica Starace Tarallo no non si può dire, sia perché vuoi mettere lo sfizio e la soddisfazione di battere in tribunale quello sbruffone e montato di testa di Ugo Starace Tarallo e sia perché Veronica è una di quelle donne dalla bellezza e dal fascino unico ed irresistibile capace di rincretinire qualsiasi uomo solo con lo sguardo. Malinconico accetta la causa anche se non è semplicissima visto che affronta l’annosa questione del tradimento virtuale: se scrivo messaggi d’amore, messaggi intimi e espliciti a qualcuno senza mai averlo visto e ho un compagno, lo sto tradendo o no? Il tradimento scritto ha la stessa valenza del tradimento fisico?

Se resistere al fascino e alle avance di Veronica non sarà semplice, per Malinconico non sarà facile neanche sopportare il suo compagno di vecchia data Duccio Crivelli detto Gaviscon che lo asfissia con trame improbabili per il suo primo (si spera) romanzo e che lo trascina a una rimpatriata di vecchi compagni di scuola. Come il celebre film di Carlo Verdone la cena non sarà solo un revival dei bei vecchi tempi; alle risate seguiranno le liti e i ricordi celebrati faranno spazio a quei pensieri che nessuno aveva il coraggio di dire ad alta voce e che invece quella sera prenderanno il sopravvento.

Vincenzo Malinconico è un personaggio irresistibile e questo non si discute. Perché lo è? Perché in Malinconico è facile trovare qualcosa di noi. Vincenzo ha un lavoro che non soddisfa in pieno la sua vita, un lavoro che si potrebbe definire precario e che gli assicura una discreta sopravvivenza. Vincenzo piace inspiegabilmente alle donne ma ha una vita sentimentale disastrosa. L’unica storia che gli funziona è quella con Viola, ma giusto perché Viola ha un marito e quindi bene passare del tempo insieme ma poi ognuno a casa sua. Vincenzo ama i suoi spazi e la sua solitudine e non è ipocrita a negarlo. Vincenzo ha la sua buona dose di preoccupazioni tra ex mogli, figli e colleghi come qualsiasi uomo. In tutto questo riesce ad analizzare i piccoli eventi della vita uscendosene con una scemenza (come avremmo potuto fare noi) o una perla di saggezza che stupisce anche lui nel momento in cui la pronuncia. Vincenzo Malinconico è un filosofo della quotidianità, l’antieroe per cui si deve tifare perché una sua piccola vittoria alla fine è anche un po’ nostra.

(Questo articolo è presente anche su Idea Napoli)

8 pensieri riguardo “Divorziare con stile

      1. No. Però ti consiglio di leggere il primo Malinconico “Non avevo capito niente” perché è il migliore in assoluto. Questo “Divorziare con stile” è il quarto.

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  1. Malinconico mi è piaciuto molto nel primo libro ‘Non avevo capito niente’. Ho letto i due successivi ‘Mia suocera beve’ e ‘Sono contrario alle emozioni’ ma sono rimasta molto delusa. Dopo ho evitato De Silva. Mi pare che lo stile nel romanzo che recensisci sia lo stesso o sbaglio? Ciao

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    1. Capisco quello che dici, i successivi non sono sullo stesso livello del primo (specialmente il terzo che è più un libro per far parlare l’autore di quello che vuole che un vero e proprio romanzo). In questo ritorna il Malinconico che più mi piace e a parte le troppe divagazioni è una storia che si lascia leggere.

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