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L’amore che mi resta

l'amore che mi resta

  • Titolo: L’amore che mi resta
  • Autrice: Michela Marzano
  • Editore: Einaudi
  • Data di pubblicazione: 4 Aprile 2017
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Quando si perde un genitore si diventa orfani. Quando si perde il congiunto si diventa vedovi. E quando si perde un figlio come si diventa? Perché nel tempo nessuno ha mai pensato di coniare un termine che potesse definire questa condizione? Dare un nome al dolore di certo non può farci sentire meglio, non nominarlo come se non potesse esistere però è ingiusto. Forse abbiamo un dannato bisogno di dare un appellativo a tutto ciò che ci circonda e ci succede perché siamo esseri umani e razionali e siamo convinti che spiegando logicamente quello che ci accade evitiamo di soffrire. E’ folle ma nel dolore anche la follia trova un suo senso.

Daria perde la sua Giada una sera, quando lei di punto in bianco decide di porre fine alla sua giovane vita imbottendosi di farmaci e lasciando un biglietto con poche righe scritto per rassicurare i familiari e giustificare il suo gesto. Già perdere un figlio è atroce, di più lo è se questa morte avviene in circostanze come quelle di un suicidio. La morte di Giada spegne qualsiasi tipo di ragione di vita di Daria. Giada era arrivata nella sua vita dopo il lungo iter dell’adozione. Daria infatti aveva problemi a rimanere incinta, era difficile ma non impossibile però lei non aveva ascoltato chi le diceva che a venticinque anni aveva ancora tutto il tempo necessario per provarci. E’ così lei e il marito avevano iniziato tutte le pratiche necessarie per avere un bambino in adozione.

Ma quando sei venuta a prendermi era perché volevi una bambina o perché mi volevi bene?

Per Giada Daria aveva mostrato sin da subito un attaccamento che andava oltre la normale maternità, il suo rapporto con la bambina era quasi morboso, avrà pensato se le trasmetto tutto l’amore di cui ha bisogno riuscirà a sentirsi della famiglia. Giada era una bambina curiosa, più intelligente della media, spigliata e anche crescendo aveva conservato tutte queste qualità; era impegnata in mille attività che rendevano orgogliosi i suoi genitori. Giada afferrava tutto ciò che la vita le offriva, perché aveva fatto quel gesto? Il perché diventa per Daria un’ossessione, capire il gesto della figlia forse era diventata l’unica cosa che le dava una ragione per alzarsi la mattina. La soluzione in realtà non doveva essere cercata così a fondo, era piuttosto chiaro ed evidente, i segnali c’erano e bisognava solo capirli, bastava andare alle origini e ricomporre il puzzle.

Adottare un bambino rientra nella categoria gesti straordinari. La seconda possibilità di vita serena che si offre a un altro essere umano è impareggiabile. Adottare però non significa cancellare la vita precedente di chi si accoglie nella propria famiglia e quindi se a un certo punto uno decide di ricostruire il proprio passato e cercare i propri genitori biologici non bisogna credere di non aver fatto il possibile per renderlo felice e amato. Quando Daria scopre cosa c’era davvero dietro ai progetti della figlia, ossia la ricerca di quella madre che non l’aveva voluta, si chiede dove aveva sbagliato, cosa non aveva dato alla figlia visto che si era affannata a cercare la donna che l’aveva abbandonata quando ce n’era una che l’aveva accolta. Oltre a subire il duro colpo di averla persa si aggiungeva pure quello.

L’amore che mi resta è un romanzo che si snoda su due tematiche: la perdita di un figlio con relativa elaborazione del lutto e la maternità. Non sono madre e il gesto di Daria di voler a tutti i costi un figlio l’ho letto come un gesto egoistico di una persona che non avendo un lavoro e avendo un rapporto ridotto a routine matrimoniale aveva bisogno di qualcosa che completasse la sua vita. Un figlio non dovrebbe mai essere qualcosa che arriva per tappare un’esigenza, si è completi prima di un figlio, prima di un amore. Detto questo però so cosa vuol dire perdere qualcuno. Certo perdere un padre non è come perdere un figlio, ma in ugual misura è un lutto che ti annienta e ti cambia. So cosa vuol dire quando all’improvviso la tua vita smette di avere senso, so cosa vuol dire quando all’improvviso l’assenza diventa lancinante e l’unica cosa che puoi sperare è che passi, ma sei consapevole che non passerà mai e allora impari semplicemente a conviverci. So cosa vuol dire quando devi trovare la forza di andare avanti facendoti bastare i ricordi e sapendo che ci saranno tante di quelle cose che non potrai più fare e tante di quelle cose che non potrai più dire.

L’Amore che mi resta è un romanzo che ti annienta e che nel mio caso ti porta a fare i conti con quel dolore irrisolto che si custodisce gelosamente in un angolino.

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