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Quasi Grazia

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    • Titolo: Quasi Grazia
    • Autore: Marcello Fois
    • Editore: Einaudi
    • Data di pubblicazione: 29 Novembre 2016
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Nuoro 1900. Grazia è prossima al trasferimento che dalla Sardegna l’avrebbe portata a vivere a Roma, un trasferimento che avrebbe coinciso con una rottura con il suo passato e l’inizio di una nuova vita. Bastano poche battute per capire il carattere ostinato di questa donna, non disposta a contrattazioni o ad avere la peggio nello scontro a parole con sua madre. Il rapporto con sua madre è un continuo botta e risposta con Grazia che non comprende la chiusura mentale del genitore e la madre che le ha sempre rimproverato questa sua strana passione per la lettura e la scrittura. Questo fatto di stare lì a raccontare storie e attirare attenzione sulla famiglia, loro che erano così discreti si erano ritrovati questa figlia con i grilli per la testa. Grazia ne era consapevole di essere vista come un problema, di essere stata additata come diversa solo perché invece di stare dietro al corredo e a tutte quelle faccende da femmina a momenti ci rimetteva la vista sui libri.

Stoccolma 1926. Grazia con il suo inseparabile marito Palmiro è in attesa del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura (prima ed unica donna italiana ad aver ricevuto questo riconoscimento), la massima onorificenza a cui uno scrittore possa aspirare. In quello che dovrebbe essere uno dei giorni più importanti non mancano di certo le polemiche. I giornali ipotizzano che la scelta del premio a Grazia sia stata più politica che altro, Pirandello che in una commedia avrebbe ironizzato e preso in giro il rapporto matrimoniale di Grazia e i sardi non del tutto felici di essere rappresentati dalla penna della scrittrice. Quello che lei tiene a sottolineare nell’intervista con un giovane giornalista accorso dalla Deledda è che lei non ha mai avuto pretesa di parlare a nome della Sardegna né tanto meno esaurirla nei suoi romanzi. Quella di Grazia era una terra più complessa per poterla ridurre in poche righe e lei si era sempre limitata a scrivere solo la Sardegna che conosceva, ma chissà perché questo non riuscivano a capirlo.

Roma 1935. Sempre insieme al suo Palmiro in un studio medico in cui viene a conoscenza di quella malattia a cui non c’è più scampo e che la condurrà da lì a poco alla morte. Consapevole del suo destino e impegnata a far forza più al marito che a se stessa, quell’appuntamento porta Grazia a tracciare un bilancio della sua vita.

Emerge il fondamentale rapporto che ha con la madre, presente in tutti e tre gli atti (fisicamente nel primo, oniricamente negli altri due), come emerge la concezione che la Deledda ha della scrittura: lo scrittore è uno specchio, riflette e ti mette davanti a quello che sei senza sconti, sennò non è uno scrittore. Tre atti non sono certo abbastanza per ricostruire l’intera vita di una persona, ma Fois in questo libriccino ha deciso di parlare di quelle che potrebbero essere state le tappe fondamentali della vita della scrittrice sua compaesana: prima, durante e alla fine del suo essere donna e immensa scrittrice. Un omaggio e un tributo che vedrà Michela Murgia impersonare la scrittrice nell’omonima pièce teatrale.

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