Prima di perderti

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    • Titolo: Prima di perderti
    • Autore: Tommaso Giagni
    • Editore: Einaudi
    • Data di pubblicazione: 18 Ottobre 2016

Si chiama elaborazione del lutto quella che attraverso cinque fasi prevede il superamento dello stato di depressione indotto dalla perdita di un nostro caro. Le fasi sono cinque: negazione, rabbia, negoziazione, depressione e accettazione. Affrontati questi stadi si supererebbe il lutto. Come per tutte le cose della vita ognuno reagisce a modo proprio, ognuno affronta i dolori in maniera diversa e non così schematica e logica come vorrebbero farci credere. Specie se con il soggetto in questione il rapporto non era limpido ma costellato da tante di quelle crepe che nessuno dei due aveva provato a colmare, con la convinzione che tanto c’è sempre tempo per aggiustare e rimediare agli errori, come se l’unica cosa certa della nostra vita, la morte, non verrà mai a bussare alla nostra porta.

Di certo Fausto non avrebbe mai pensato che suo padre in un giorno come un altro si sarebbe gettato da un balcone di casa sua. E’ vero che lo aveva sempre considerato un debole, un uomo che in vita sua non aveva mai rischiato e che aveva passato quasi la totalità del suo tempo a rincorrere quel successo che non era mai arrivato, ma da qui a prevederne il suicidio ce ne passa. La vita era stata strana con Giuseppe e Fausto; il primo si era impegnato con tutte le sue forze nella stesura del romanzo che gli avrebbe cambiato la vita, e la letteratura, mentre il secondo era riuscito in tempi record a diventare un promettente e talentuoso scrittore battendo il padre in questa sorta di gara. Questo non aveva fatto altro che allontanare i due e acuire i contrasti non dichiarati ma evidenti. Fausto considerava il padre un fallito e lo aveva accusato dello stile di vita libertino in cui insieme a sua madre lo avevano fatto crescere, uno stile senza regole che lo aveva sempre fatto sentire diverso dai suoi coetanei, da cui si era logicamente allontanato.

E’ Fausto che si incarica di disperdere le ceneri del padre e nel momento in cui apre e svuota l’urna si ritrova sotto forma di fantasma proprio il genitore arrivato per pareggiare i conti. In quello che è un duello fatto di parole e non di spade i due cercheranno con semplicità di dirsi finalmente cosa pensano l’uno dell’altro, perché le recriminazioni non arrivano mai solo da una parte. Se Giuseppe è stata una persona alla costante ricerca del successo e che ha vissuto quasi da parassita alle spalle di quel mondo che non lo ha mai accettato del tutto, Fausto è una persona sola incapace di ricevere e donare amore, che ha lasciato andare l’unica donna che l’abbia mai amato e che non ha nessuno su cui poter effettivamente contare e chiamare amico.

Siamo nel campo dell’impossibile con l’apparizione di un morto sotto forma di fantasma ma non dell’impensabile in quanto l’ultima occasione è qualcosa a cui tutti avranno pensato. Indipendentemente dal rapporto che si ha con la persona che è venuta a mancare tutti vorrebbero un ultimo incontro per poter dire ciò che in vita per mancanza di coraggio o per pudore non si è detto ed avere quindi l’opportunità di aggiustare le cose e non lasciare nulla d’incompiuto. Quello che Prima di perderti inoltre spinge a pensare è: cosa succede quando un figlio supera il genitore? Si può essere invidiosi dei propri figli o bisogna solo gioire dei loro successi? Il rapporto genitori-figli è un rapporto fatto di amore innato e puro che non conosce forme di odio, invidia, e gelosia. In teoria. I genitori sono umani e in quanto tali non sono infallibili o al riparo di sentimenti negativi. Tra flashback e dialoghi serrati Tommaso Giagni scrive uno di quei racconti indelebili nella memoria del lettore.

2 pensieri riguardo “Prima di perderti

  1. I rapporti tra figli e genitori (e viceversa) sono i più complicati che esistano. E non è mai amore puro, né da una parte né dall’altra, come vorrebbe una visione romantica e ideale della famiglia. Da lì partono e si incrociano le relazioni future. La perdita, alla fine, mette sempre di fronte cose che non si sono potute o volute vedere prima. Non ho letto il libro ma mi sembra interessante da come ne scrivi.

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    1. Hai perfettamente ragione il rapporto genitori-figli è tra i più complicati e più difficili da spiegare dei rapporti umani esistenti. Non c’è il manuale del buon genitore così come non esiste il decalogo del figlio perfetto. Questo libro fa riflettere molto sulle mancanze e sugli errori che arrivano da entrambe le parti. Se ti capita di leggerlo mi interesserà conoscere il tuo giudizio.

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