I libri più belli letti nel 2016

Quali sono stati i libri più belli che ho letto in questo 2016? E’ presto detto. Devo dire che è stato difficile scegliere i più belli, perché quest’anno non posso lamentarmi delle letture fatte. Togliendo pochi titoli che avrei potuto anche non leggere il resto delle letture si sono rivelate interessanti e molte di quelle fatte davvero bellissime. Ho letto molte novità (poche se paragonate a ciò che mensilmente viene pubblicato) e ho scoperto autori come Manuel Puig, Rodolfo Walsh e Reinaldo Arenas (i primi due scoperti grazie a Paolo Piccirillo e l’ultimo grazie ad Alessio Arena); ho letto libri di molti autori esordienti che non vedo l’ora di vedersi cimentare col fatidico secondo libro e qualche lettura che rimandavo da anni e che finalmente ho tolto dalla lista dei libri da leggere. Ho scelto 13 libri che per me sono stati i più belli (ci sarebbe qualche altro titolo ma un limite me lo dovevo pur dare e lo so che generalmente se ne scelgono dieci ma io ne ho scelti tre in più, problemi?).

Madame e Messieurs, Ladies and Gentleman basta chiacchiere ed ecco i titoli.

Perché si parla di sindrome di down senza pietà, senza ipocrisia e senza buonismo. Perché l’autore ha solo diciannove anni ed ha saputo scrivere una bellissima e toccante storia facendo apparire normale la diversità. Alla fine, cosa vuol dire essere diverso? E diverso da chi soprattutto?

Perché è uno di quei rari casi in cui la definizione caso editoriale ci ha preso in pieno. Di questo libro si è parlato tanto prima che uscisse e tutti gli elogi che gli sono stati fatti avrebbero potuto far pensare a un successo costruito a tavolino (vero Baricco?). Invece questo libro non è un successo solo all’apparenza che sotto sotto non ha niente di interessante, anzi, è eccezionale come pochi e non avete scuse per non leggerlo.

Questo è un libro che non mi stancherò mai di consigliare e definire necessario come molti hanno già detto. Necessario perché sposta l’attenzione sull’altro e rende protagonista quell’altro che dall’oggi al domani molti hanno deciso che doveva essere il nostro nemico e la causa dei nostri problemi. E poi Melania Mazzucco è veramente bravissima.

Perché è una storia malinconica scritta con una penna elegante e raffinata che non sempre si trova in letteratura oggi. Perché è un libro che mostra dove possono arrivare la cattiveria umana, i pregiudizi, le maldicenze e le malelingue altrui. Perché è un libro destinato a diventare un classico.

Perché le sciagure sentimentali toccano tutti: belli e brutti, ricchi e poveri. Perché con apparente ironia Ester Viola ci mostra come sono diventate (o degenerate) le storie d’amore di oggi: relazioni 2.0. Perché è un libro che segna l’esordio di un’autrice che ormai è tra le mie preferite e che mi porta a fare due domande: dove è stata finora e a quando il prossimo libro?

Perché sono una sfegatata deGiovanners e non potevo non mettere nella lista un libro del Maestro che può vantare un fan club che certi cantanti e attori se lo sognano la notte. E se devo spiegarvi chi è il protagonista, il commissario Ricciardi che con questo arriva a ben nove libri a lui dedicati, state messi male. Ricciardi si conosce, si legge e si ama.

Perché se volete un libro che vi incolli alla lettura e vi faccia desiderare di tornare a casa il prima possibile per leggerlo questo è quello giusto. Perché è un libro che vi porta a chiedere: si può essere felici nonostante tutto? Nonostante le ferite inferte dalle persone che più ami e che fanno parte della tua vita e che sono le ultime che dovrebbero deludervi e farvi soffrire?

Perché il libro è solo una parte del progetto che da quasi un anno l’autrice porta avanti insieme ad un team di ragazze. Quotidianamente si prende il compito di domandare alle ragazze cosa pensano effettivamente. I video (che trovate su Repubblica.it) ve li consiglio perché vi fanno sentire meno sole nel momento in cui nei sogni, nelle paure, nelle speranze, nei dubbi, insomma nelle risposte delle altre ragazze ritroviamo noi stesse.

Perché Gemma Ranieri è un personaggio a cui vi affezionerete fin dalle prime pagine (è un personaggio che tornerà a farci compagnia molto presto). Perché Stefania Divertito è riuscita nell’intento di unire fiction a temi sociali importanti; in questo caso riporta all’attenzione la questione amianto.

Perché è uno di quei casi in cui la parola capolavoro può essere usata senza sembrare esagerati. Perché Manuel Puig, grandissimo autore latino americano, racconta una storia bellissima ed emozionante con uno stile unico e ci trascina con forza tra il Brasile e l’Argentina.

Perché Palomas, che potrei definire l’Almodovar della narrativa spagnola, è diventato nel giro di pochi libri uno dei miei autori preferiti e questo è il suo più bello. Prendete l’ultimo dell’anno, la famiglia che si riunisce e i botti che scoppieranno non saranno solo quelli attesi per la mezzanotte.

Perché leggere questo libro? Perché da quando l’Isis ha iniziato ad essere sulla bocca di tutti, tutti hanno iniziato ad ergersi ad esperti della fede musulmana. In questo libro l’autrice parla con coscienza della sua religione e racconta cosa vuol dire essere una donna musulmana che vive negli stati africani.

Perché è un racconto, ma potrebbe essere un testo teatrale. Perché a tratti si ride, si riflette e perché no, ci si arrabbia. Perché Antonella Cilento è bravissima e questo libro è una conferma del suo talento.

 

 

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