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Solo una vita

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    • Titolo: Solo una vita
    • Autrice: Mariuccia La Manna
    • Editore: Bonfirraro Editore
    • Data di pubblicazione: 25 Novembre 2016
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Marta conosce Paolo quando ha solo sedici anni. Entrambi si notano con un semplice sguardo e si scelgono, consapevoli prima di essersi conosciuti che sono fatti l’uno per l’altro. La loro storia inizia velocemente e all’ennesima potenza, la bellezza della giovinezza che ti fa vivere tutto velocemente e senza pensieri. I pensieri preoccupati infatti erano quelli dei genitori di lei che per la figlia volevano il meglio e sapevano che Paolo il meglio non lo era e tanto meno era in grado di offrirlo alla loro Marta.

Paolo era un ragazzo difficile con alle spalle anni di riformatorio. I suoi genitori erano morti presto, la madre per mano del padre che la torturava costantemente e il padre per mano del figlio stanco di vedere come suo padre trovasse una qualsiasi motivazione per mettere le mani addosso a sua madre. Anni di abuso che lui aveva visto e che aveva deciso di farli finire. Paolo trovò in Marta la persona su cui riversare tutto l’amore che aveva dentro, non avendo più una famiglia sarebbe stata lei la sola ed unica destinataria di tutto il suo sentimento. Peccato che avesse con il tempo sviluppato per Marta una vera e propria ossessione e il suo amore pian piano si trasformò in morbosità.

La prima violenza arriva il giorno prima della partenza di una gita a cui Marta avrebbe dovuto partecipare con la classe e a cui Paolo era contrario. Non doveva andarci, lei doveva stare sempre e solo accanto a lui. Una discussione dai toni accesi di lui che per bloccarla e non farla scendere dalla sua macchina le aveva fatto sbattere la testa contro il finestrino. Marta rimase scioccata da quel gesto ed era partita lo stesso in gita con i suoi compagni, inconsapevole che Paolo l’aveva seguita. La rabbia e la conseguenza era stata perdonata da Marta e anche i genitori avevano fatto un passo indietro, se quello era l’amore della vita della loro figlia non li avrebbero più osteggiati, anzi erano concordi sul matrimonio; non sapevano che stavano consegnando la vittima al suo carnefice.

Il matrimonio però divenne per Marta una gabbia, fatta di gelosia e violenza. La gelosia che portò Marta a doversi licenziare dal suo posto di lavoro perché il marito vedeva dietro la gentilezza del suo capo un secondo fine e una violenza fatta di schiaffi e umiliazione. Paolo divenne geloso anche del bambino che Marta portava in grembo perché questo avrebbe significato che ci sarebbe stata un’altra persona destinataria delle attenzioni e dell’amore di Marta e lui questo non poteva sopportarlo. L’aveva picchiata così forte che aveva perso il bambino.

Cinque anni dopo, dopo essere viva per miracolo, Marta era riuscita a far ripartire la sua vita, aprendo una libreria nella sua città. Certo non era semplice per una donna che aveva vissuto l’inferno sulla sua pelle, ma se era sopravvissuta a quella notte di inferno, quando Paolo l’aveva letteralmente squarciata viva, poteva riuscire in tutto il resto. Aveva iniziato dalla sua passione per i libri che erano diventati la sua quotidianità e piano piano aveva iniziato anche ad aprirsi al resto del mondo, inconsapevole che però la vita gioca brutti scherzi, che quel passato che credevi alle spalle è pronto a tornare e presentarti il conto e che le prove che avrebbe dovuto affrontare non erano finite.

Solo una vita è il titolo del romanzo d’esordio di una giovanissima autrice, Mariuccia La Manna. Sono talmente tante le tragedie che vive la protagonista, violenza, malattia e morte, che è impensabile che le si possa vivere in una sola vita. Il tema centrale è quello della violenza sulle donne, un tema purtroppo attuale e all’ordine del giorno sulle varie pagine di cronaca. La storia di Marta e Paolo è una storia semplice che mostra la facilità con cui l’amore diventa odio, la tua metà diventa il tuo incubo e il tuo carnefice. Mostra come non sempre si è capaci di dire basta e andarsene quando arriva il primo schiaffo. Invece si tende a nascondere, giustificare e credere noi, le donne, le colpevoli perché non all’altezza del loro amore. La donna in questione, Marta, dirà basta solo quando verrà lasciata agonizzante in una pozza di sangue. Prima il suo Paolo lo aveva sempre giustificato e difeso anche a causa del suo passato di ragazzino che ha perso entrambi i genitori in modo tragico. E’ un libro che propone molti spunti di riflessione, partendo dalla considerazione di cosa sia effettivamente l’amore, del coraggio che serve per andare avanti e ricostruire la propria vita quando le certezze tendono sempre a crollare. Unico appunto all’autrice è che mi sarebbe piaciuto che si soffermasse di più su determinati aspetti del libro perché molte volte si ha l’impressione di correre e quindi si crea poca empatia con la storia e poca immedesimazione con il personaggio. Non è una questione di pagine, lo scorrere del tempo il lettore lo deve avvertire anche se un libro è condensato in poche righe, perché deve aver bisogno di metabolizzare la storia. Essendo un’autrice al suo primo libro lo stile acerbo e da migliorare può essere perdonato (stavolta).

 

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