Io sono con te

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    • Titolo: Io sono con te
    • Autrice: Melania G. Mazzucco
    • Editore: Einaudi
    • Data di pubblicazione: 25 Ottobre 2016

Raramente mi capita di scrivere qualcosa su un libro appena l’ho finito di leggere. Di solito mi prendo dei giorni per pensare alla lettura terminata, per metabolizzare la storia e chiedermi effettivamente cosa (di bello) mi abbia lasciato il libro. Io sono con te è una delle poche eccezioni che mi spinge a mettere in fretta tutto nero su bianco per timore che le emozioni che la lettura mi ha dato svaniscano.

Chi è Brigitte? Qual è la sua storia?

La scrittrice Melania Mazzucco a Brigitte ci è arrivata per caso quando le avevano proposto di scrivere un libro sui migranti. Ha avuto ben chiaro fin dall’inizio che non avrebbe scritto un’antologia di storie varie. E’ vero tutte le storie meritano di essere raccontate ma lei voleva soffermarsi solo su una persona e la storia di Brigitte l’aveva colpita più di tutte. Primo perché si trattava della storia di una donna e secondo perché Brigitte proveniva dal Congo e questo la collegava al personaggio di un romanzo che la Mazzucco aveva scritto anni prima ossia Annemarie Schwarzenbach, scrittrice, fotografa e giornalista raccontata in Lei così amata che in seguito a vicende personali si era trasferita in Congo. La cosa più importante però era che la storia di Brigitte, a differenza di tutte le altre, era una storia con il finale ancora aperto e da scrivere.

Brigitte è arrivata in Italia nel gennaio 2013. A differenza di molti non ha dovuto attraversare il mare a bordo di barconi stipata con altre migliaia di persone. Brigitte è arrivata in aereo accompagnata da una persona che durante il viaggio si è finto suo marito. Una volta atterrata è stata abbandonata a Roma con pochissimi effetti personali, inconsapevole di dove si trovasse e di cosa ne sarebbe stato di lei. Ha passato i suoi primi giorni italiani vagando senza sosta per la stazione di Roma Termini, l’unico posto che reputava sicuro, mangiando ciò che riusciva a raccattare negli scarti tra i rifiuti e dormendo all’addiaccio. Solo dopo nove giorni incontrerà Frére Antoine che la indirizzerà al Centro Astalli. Il Centro Astalli è la sede del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati-JRS che si occupa di accogliere, servire e difendere i rifugiati. L’incontro con Francesca Napoli, l’avvocato, sarà fondamentale per Brigitte. Certo all’inizio era molto diffidente perché Francesca era una giovanissima, bianca e donna e a Brigitte riusciva meglio relazionarsi con i maschi perché solo loro avrebbero potuto capire ciò che lei aveva vissuto prima.

Il prima di Brigitte era in Congo. La sua vita si divideva tra i suoi quattro figli, da crescere da sola visto che era rimasta presto vedova e le due cliniche da lei aperte nella sua città che fornivano quel tipo di assistenza che il suo Paese non garantiva. Certo erano cliniche a pagamento ma venivano curate anche persone che non potevano permettersi di pagare. Brigitte nella sua città era quel tipo di persona che si adoperava per tutti, che dava una mano quando serviva e tutti a Matadi avevano il suo numero di cellulare per contattarla per ogni evenienza. Anche se non voleva dargli peso Brigitte aveva capito che le cose sarebbero potute cambiare quel giorno che da lei si era presentato un uomo qualificatosi come colonnello che le aveva chiesto di uccidere sette manifestanti che erano stati ricoverati nella sua clinica. Brigitte aveva fatto il giuramento di Ippocrate, non avrebbe tolto la vita a nessuno. Quel giorno Brigitte ha risparmiato la vita di sette persone e ci ha rimesso la sua. In seguito a quel rifiuto Brigitte è stata prelevata da casa sua e tenuta prigioniera insieme a un mucchio di persone tenute in un minuscolo locale senza acqua e cibo se non consideriamo gli scarti come bucce di banana e teste di pesce. Brigitte è stata picchiata e violentata fino al giorno in cui grazie a una persona che le era riconoscente visto che gli aveva salvato la moglie e fatto nascere il figlio. Grazie a lui Brigitte riesce a scappare. Essere libera da quella prigionia però non voleva dire essere salva. Brigitte per salvarsi ha dovuto lasciare la sua città, i suoi figli e la sua vita ed andare via.

E ora era in Italia senza soldi e senza alloggio fisso, con un titolo da infermiera non valido nel nostro Paese, senza un lavoro e soprattutto senza sapere la sorte dei suoi quattro figli. Fino a quando non ha sentito la loro voce al telefono Brigitte li ha sempre creduti morti come loro avevano creduto e pianto come morta la loro maman.

Affrontare questo tema è molto complicato e subito si viene tacciati come buonisti o razzisti. Sono sincera anche a me è capitato di affermare aiutiamoli a casa loro ma inteso come fare in modo di creare le condizioni tali da non costringerli a lasciare il loro Paese. C’è un’emergenza in atto e al momento nessuno è in grado di affrontarla, gestirla e risolverla e nel frattempo aiutarli e ospitarli dovrebbe essere una normale prassi non in quanto forma di carità cristiana ma di essere umani. Quelli del prima gli italiani, ci rubano il lavoro, ci rubano in casa, stuprano le nostre donne, li ospitiamo negli alberghi con i nostri soldi, forse con il loro cervello (ammesso che ne abbiano uno) dimenticano che si tratta di persone. Persone che prima erano qualcuno, con una famiglia e una vita che non è detto riescano a rimetterla in sesto. L’Italia ha dimostrato di essere molto solidale se penso all’aiuto fornito agli sfollati dal terremoto, è una solidarietà che vale solo per i connazionali? Ti aiuto ma fammi vedere la carta d’identità, se sei italiano va bene se sei migrante fatti tuoi.

La Mazzucco confeziona un piccolo grande capolavoro. Avevo già letto di suo Sei come sei, ma il talento narrativo di questa autrice qui mostrato mi ha lasciato senza parole. Tutte le parole sono soppesate e ricercate e scelte con cura, nessun termine è lasciato al caso, anche le virgole si trovano dove devono essere. Non mi è mai capitato di scrivere così tanto di un libro, colpa e merito di questo gioiello: leggetelo.

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