Un comunista in mutande

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    • Titolo: Un comunista in mutande
    • Autrice: Claudia Pineiro
    • Editore: Feltrinelli
    • Data di pubblicazione: 30 Aprile 2014

E’ l’estate del 1976 e Claudia ha tredici anni e si prepara a vivere le vacanze come ha fatto anche negli anni scorsi, nella piscina del circolo con gli amici dove il padre la raggiungeva nei fine settimana per giocare a tennis quando il tennis era considerato un passatempo da ricchi. Il papà di Claudia dopo aver passato anni ed anni a vendere polli era diventato rivenditore di ventilatori e quindi l’estate era la stagione più redditizia e lei pregava affinché il caldo non si attenuasse, pena la situazione economica familiare e il buonumore del padre. Claudia per suo padre aveva una vera e propria venerazione come ogni figlia femmina che si rispetti che trova nel padre il suo primo e duraturo amore.

L’altezza del proprio padre segna il limite, in termini di paragone, con cui, bene o male si misurano tutti gli uomini.

 Ai suoi occhi suo padre era a dir poco perfetto, tanto più bello di sua madre che a volte si chiedeva cosa avesse trovato in lei, come poteva un uomo così bello aver scelto una donna tutto sommato normale e la faceva soffrire lo strano rapporto che si era creato tra il padre e la sua insegnante Julia. L’amore devoto che provava per lui la portava a mentire alle amiche su alcune cose, ad esempio non diceva in giro che lavoro facesse e il vero motivo per cui suo padre non veniva mai alle riunioni del monumento per la bandiera. Suo padre era comunista, ma di quelli romantici ossia credeva nelle idee che il comunismo propagava ma non era iscritto al partito e non partecipava alle lotte di classe. Le discussioni politiche che si facevano la sera a casa dovevano restare tra le mura domestiche, specie nell’estate del 1976 dove con un colpo di stato fu destituita Isabelita e il comando fu assunto dal generale Videla. Claudia quell’estate comprese che le cose nel suo Paese sarebbero cambiate, non in positivo come volevano farle credere i suoi amici e che il comunismo non osteggiato dal padre poteva diventare un serio problema.

Tra ricordi personali e spunti inventati l’autrice omaggia la figura tanto amata di suo padre e ricostruisce uno dei momenti più cruciali ed importanti appartenenti alla storia recente della sua Argentina, dove un governo d’emergenza si trasformò in una dittatura che ha provocato uccisioni, torture e migliaia di desaparecidos.

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