L’altra figlia

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    • Titolo: L’altra figlia
    • Autrice: Annie Ernaux
    • Editore: L’Orma
    • Data di pubblicazione: 16 Maggio 2016

Ma tu non sei mia sorella, non lo sei mai stata. Sei sempre stata morta. Sei entrata morta nella mia vita nell’estate dei miei dieci anni. 

Per dieci anni Annie è stata convinta di essere la figlia unica dei suoi genitori, di aver avuto da loro un amore incondizionato che passasse sopra ai suoi difetti e ai suoi capricci. Insomma l’essere figlia unica equivale anche a questo, non ha termini di paragone. Durante le vacanze, un giorno, si ritrova per caso ad ascoltare la conversazione di sua madre con un’altra donna. Attirata dal cambio di tono, improvvisamente più basso e contenuto, apprende che lei aveva avuto una sorella, morta a solo sei anni per difterite.

Era più buona di quella lì è il colpo finale ad una notizia che di per sé è difficile da digerire. Non solo non era figlia unica, ma l’altra era più buona, magari più intelligente, più tutto e santificata dalla morte precoce ed improvvisa che come un piccolo santo l’ha relegata sotto una campana di vetro nella memoria dei suoi genitori.

Io non scrivo perché tu sei morta. Tu sei morta perché io possa scrivere, fa una grande differenza. Questa lettera scritta alla defunta sorella è un modo per l’autrice per far emergere ciò che per anni ha preferito tenere dentro di sé. Infatti fin dal momento in cui è venuta a conoscenza di tutto non ha mai ricercato un dialogo con i genitori, preferendo che entrambi vivessero nell’illusione che l’altro non fosse a conoscenza della verità. Il nome, Ginette, viene a saperlo da sua cugina visto che non ha mai sentito i genitori pronunciarlo. Faceva troppo male il suo ricordo ecco perché si comportavano così? Non pronunciare il suo nome, non ricordandola equivaleva a cancellarla completamente dalle loro vite ed eliminare il dolore che la sua morte aveva scatenato. Di Ginette non si parlava, però permettevano che Annie dormisse nel suo lettino o usasse la sua cartella. Solo da grande comprese che quegli oggetti che credeva fossero stati comprati per lei in realtà erano appartenuti a sua sorella. A pensarci bene c’erano stati vari episodi in cui l’esistenza di Ginette era stata menzionata. La zia che si lascia scappare è tua sorella, la piccola bara accanto a quella del padre, la madre che in tarda età con alcuni problemi di memoria dice al dottore ho avuto due figlie. L’accordo era stato tacitamente preso, loro non avrebbero detto niente, lei non avrebbe domandato.

La tua esistenza passa solo attraverso l’impronta che hai lasciato sulla mia. Scriverti non è altro che fare il giro della sua assenza. Descrivere l’eredità d’assenza. Sei una forma vuota che è impossibile riempire di scrittura. 

Questo libro, questa lettera è una confessione personale dell’autrice che non nasconde la sua gelosia, la sua rabbia, il suo dolore per la defunta sorella a cui prova a darle vita attraverso la sua scrittura.

 

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