Home » letteratura internazionale » Il rumore del tempo

Il rumore del tempo

il-rumore-del-tempo

    • Titolo: Il rumore del tempo
    • Autore: Julian Barnes
    • Editore: Einaudi
    • Data di pubblicazione: 6 Settembre 2016
    • Acquista il libro su Amazon: Il rumore del tempo

Un uomo fermo sul pianerottolo davanti all’ascensore con in mano una valigetta contenente pochi effetti personali aspetta. Chi è quell’uomo e chi aspetta? L’uomo è Dmitrij Sostakovic e non sa neanche lui chi aspetta. Facevano in quel modo, irrompevano a casa delle persone nel cuore della notte per trascinarle via e quindi per evitare questo lui preferiva farsi trovare pronto. In piedi davanti a quell’ascensore Dmitrij provò a ricordare quando quell’incubo ebbe inizio.

Il 26 gennaio del 1936 c’era stata la rappresentazione della sua opera Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk a cui aveva assistito anche Stalin. Il 29 gennaio la terza pagina del Pravda titolava che l’opera di Sostakovic era caos anziché musica. Con alte probabilità quella critica era stata scritta dallo stesso Stalin e questo voleva dire avere un Paese che si sarebbe messo contro e che la stessa vita era messa in pericolo. Chi era nemico di Stalin non aveva ragione di esistere, ecco perché sapeva che qualcuno sarebbe venuto a prenderlo e che avrebbe rischiato nella migliore delle ipotesi la galera, nella peggiore la vita.

I tre incontri con il Potere avvennero nel corso degli anni a distanza di tempo l’uno con l’altro. Il primo con un funzionario che durante il colloquio cercò un qualsiasi pretesto per incriminarlo. Così funzionava, se volevano farti fuori il motivo lo cercavano minuziosamente e sicuramente lo avrebbero trovato se non in lui in qualche suo famigliare, amico o conoscente. Lo stupore di Dmitrij fu quando presentandosi di nuovo scoprì che il funzionario era finito in galera passando da giudice a giudicato in meno di due giorni. Il secondo colloquio avvenne telefonicamente con Stalin in persona che cercò di convincerlo a partecipare a un convegno per la pace a New York come rappresentante dell’URSS. Con rispetto e riverenza Dmitrij provò a spiegargli che non poteva rappresentare una nazione che lo aveva messo al bando. Al bando? Un errore, parola di Stalin che gli assicurò che la sua musica poteva e doveva essere suonata e lui doveva volare immediatamente a New York. Il secondo colloquio lo riabilitò e a New York lesse un discorso-propaganda sul suo Paese: non era più un musicista bandito ma si sentiva un verme schifoso. Il terzo e ultimo colloquio avvenne quando fu costretto (guai a dire costretto nell’era del dopo Stalin nessuno veniva più ucciso o costretto a fare qualcosa contro la sua volontà) ad iscriversi al Partito Comunista. Anche in questo caso non si poteva dire di no, anche in questo caso si mostrò vigliacco.

C’è qualcosa peggio della morte?

Sostakovic si era posto questa domanda più volte nel corso della sua vita. Meglio morire che vivere come aveva fatto lui, nell’ansia perenne che potesse succedergli qualcosa o essere la causa per cui qualche suo amico o famigliare potesse essere preso e portato chissà dove. L’ansia e la paura deteriorano l’anima e ti fanno impazzire e preferire una pallottola alla tempia, veloce e che ti toglie da questo strazio. Più che delineare il profilo di un grandissimo artista, Barnes ha voluto sottolineare le difficoltà a far emergere la libertà della propria arte in un regime totalitario dove la parola libertà era priva di significato. Sostakovic si definisce un vigliacco consapevole di non poter andar contro al regime e afferma che essere vigliacchi richiede una presa di posizione costante e ferma al pari dell’essere eroe. Che cosa poteva contrapporre al rumore del tempo? Solo la musica che viene da dentro-la musica del nostro essere-che alcuni sanno trasformare in musica reale. E che se nei decenni a venire sarà abbastanza forte e pura e autentica da annegare il rumore del tempo, si trasformerà in mormorio della storia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...