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Una spiaggia troppo bianca

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    • Titolo: Una spiaggia troppo bianca
    • Autrice: Stefania Divertito
    • Editore: NN Editore
    • Data di pubblicazione: 7 Maggio 2015
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Gemma Ranieri è una giornalista della Milano Free Press, napoletana trapiantata da non molto nel capoluogo lombardo. Paga discreta, servizi non proprio esaltanti, ma quando sei agli inizi della carriera e di meglio altrove non l’hai trovato non bisogna essere molto snob e quindi si accetta quello che si trova, si fa la gavetta e si spera in un posto migliore. Gemma non si lamenta più di tanto, nonostante tutto il lavoro le piace e si è abituata anche a Milano, così diversa da Napoli, così lontana dalla sua famiglia e dalla sua splendida comitiva di amici ma che le sta dando la tanta agognata indipendenza.

La morte in un incidente stradale della sua migliore amica, sorella, Vincenza conosciuta e chiamata da tutti Vic costringe Gemma a far ritorno a Napoli. Vic era una brillante fotografa che con la sua inseparabile Nikon immortalava la realtà nei suoi scatti. Negli ultimi mesi stava lavorando a un progetto che sarebbe sfociato in una mostra allestita per l’occasione nella chiesa del quartiere dove le due sono cresciute.

Nessun segno di frenata sull’asfalto, nessun malore improvviso, lo zaino e gli ultimi scatti che Vic doveva stampare la mattina dell’incidente che non si trovano e una strada che lei conosceva alla perfezione visto che la faceva spesso per raggiungere il luogo da scattare; non è solo non voler accettare la realtà è che a Gemma i conti non tornano e la morte di Vic non può essere casuale come vuole apparire. D’altronde è una giornalista e ha buon fiuto per le notizie e capisce che non si sta sbagliando e la conferma le arriva da una lettera che Vic le aveva lasciato pochi giorni prima di morire in cui le rivelava che il cantiere navale protagonista dei suoi scatti era menzionato nell’inchiesta per le morti legate all’amianto. Non è una coincidenza e non può essere sottovalutata e se qualcuno ha fatto del male a Vic di proposito deve pagarla.

La storia la prende così tanto che il suo matrimonio con Diego previsto tra sei mesi le è completamente passato dalla mente. Diego. Da quando è a Milano le cose sono così complicate; non è facile gestire una relazione con chilometri e chilometri di distanza in mezzo. Aggiungiamo che Diego invece di incoraggiare la fidanzata reputa il suo lavoro una perdita di tempo dato che non scrivendo per il Corriere sta fatica se la poteva risparmiare. Aggiungiamo che i due hanno passato i giorni dopo la morte di Vic solo a litigare. Visto che ci siamo aggiungiamo che a Milano Gemma ha Filippo, suo collega e amico e chissà cos’altro, che invece è adorabile  sotto qualsiasi punto di vista se non fosse per un piccolo particolare: è fidanzato con una collega di Gemma dai mille cognomi e da un’infinita antipatia.

Una spiaggia troppo bianca è il primo di una trilogia che vedrà protagonista Gemma Ranieri. Stefania Divertito è una giornalista d’inchiesta specializzata in tematiche ambientali che partendo da una storia di fantasia accende i riflettori sulla questione amianto e le conseguenti morti che questo provoca. Dopo la lettura del libro è stato per me naturale prendere il PC, andare su internet e cercare quante più notizie sull’amianto e sono sicura che l’intento dell’autrice fosse proprio questo. Non sapevo ad esempio che già nel 1930 nel Regno Unito degli studi portarono all’affermazione di una correlazione tumore-amianto e nel 1943 la Germania fu la prima nazione a riconoscere che il cancro ai polmoni era una delle conseguenze dell’inalazione di tale materiale. Se l’Islanda è stato il primo Paese a vietarne l’uso nel 1983 in Italia abbiano dovuto attendere il 1992 , anno in cui la lavorazione e la produzione dell’amianto è stato dichiarato fuorilegge. Oltre a farci apprezzare una bellissima storia e a farci affezionare alla protagonista il bisogno primario del libro è, come l’autrice ha dichiarato, far arrivare le tematiche ambientali a più persone possibile utilizzando lo strumento del romanzo e veicolare quindi a chi non legge saggistica. 

Dal mio canto dico che il libro l’ho letto in neanche due giorni, perché quando lo inizi non lo vuoi abbandonare. Sapere che si tratta di una trilogia non può che rendermi più felice perché ho la certezza di ritrovare Gemma, divisa tra le sue inchieste e la sua vita incasinata, tra Napoli e Milano e tra Diego e Filippo. Non mi resta che aspettare (speriamo non troppo).

2 thoughts on “Una spiaggia troppo bianca

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