La vita accanto

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    • Titolo: La vita accanto
    • Autrice: Mariapia Veladiano
    • Editore: Einaudi
    • Data di pubblicazione: 2 ottobre 2012

Una donna brutta non ha disposizione nessun punto di vista superiore da cui poter raccontare la propria storia.

Rebecca è nata brutta. Da due genitori bellissimi l’ultima cosa che uno si aspetta è che mettano al mondo un bimbo brutto. Certo è orribile parlare in questo modo di innocenti creature come i bambini ma quando Rebecca è nata anche l’ostetrica si trovò in difficoltà di fronte a lei. La madre invece appena ebbe modo di vedere la figlia decise di non voler aver nulla a che fare con quello scherzo della natura, non solo, una volta tornata a casa decise di non uscire più. In seguito alla nascita la madre di Rebecca smise di essere madre, smise di essere moglie e smise di essere donna entrando in uno stato di depressione perenne da cui non ne uscì più.

Per rimediare alla mancanza di una figura materna il padre trovò per Rebecca una tata, Maddalena, una sua paziente che aveva perso in un incidente marito e due figli e che riversò su di lei tutto l’amore che le era stato ingiustamente sottratto. Altra figura fondamentale per Rebecca, sua zia Erminia, sorella gemella di suo padre, l’unica che riusciva a portare in quella casa impregnata di dolore gioia di vivere e soprattutto la prima ad accorgersi del talento della nipote. Sì perché Rebecca poteva anche essere brutta fino all’inverosimile ma possedeva delle mani stupende e un talento straordinario per il pianoforte. L’idea di mandarla al conservatorio è immediata, un talento del genere non deve passare inosservato, va preso e perfezionato per farlo diventare irresistibile. Andare al conservatorio però vuol dire farla uscire di casa, esporla al giudizio e alla vista degli altri e questo per la madre di Rebecca è fuori da qualsiasi logica, anche per l’asilo è un no categorico.

Trattenerla a casa a vita è impossibile, anche perché se si chiama scuola dell’obbligo un motivo ci sarà. E’ lì che Rebecca incontrerà quella che poi sarà la sua migliore amica: Lucilla. Lucilla bionda, bianca e grassa e con una parlantina incessante che le fa dire di tutto, anche quello che non dovrebbe dire. E’lei che riferisce a Rebecca di una riunione straordinaria a scuola con tutti i genitori indispettiti dall’affronto fatto, portare una bambina del genere in classe con i loro figli è stato scorretto; mostri del genere devono essere mandati in istituti speciali con persone come loro.

La vita di Rebecca cambia drasticamente la notte in cui sua madre muore cadendo nel fiume, almeno così le ha detto suo padre. La svolta arriverà con la conoscenza del maestro De Lellis, incaricato da sua zia Erminia di impartirle lezioni di pianoforte, e la madre. In particolare il rapporto che costruirà con la signora De Lellis anche lei pianista le permetterà di ricostruire il passato di sua madre e rispondere ai tanti interrogativi rimasti aperti dalla sua morte.

Quando mi capitano libri del genere mi chiedo dove sei stato finora e perché ci ho messo tanto a trovarti? E’ un libro che ti mostra l’ignoranza della provincia, della cattiveria delle persone, delle lingue sempre in moto pronte a sparlare di tutto e tutti, della supremazia dell’apparire sull’essere e l’eterno dibattito tra estetica ed etica. Rebecca viene discriminata a causa del suo aspetto fisico e l’atteggiamento dei genitori non certo aiuta visto che preferiscono murare viva la figlia piuttosto che esporla alla vista dei loro concittadini. Ciò che li preoccupa non è il male che possono farle, le ingiurie che li preoccupano sono quelle rivolte a loro. Altra cosa da apprezzare è la scrittura della Veladiano, ricercata e raffinata che costituisce parte del successo del libro.

5 pensieri riguardo “La vita accanto

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