La separazione del maschio

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    • Titolo: La separazione del maschio
    • Autore: Francesco Piccolo
    • Editore: Einaudi
    • Data di pubblicazione: 7 Ottobre 2008
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Non provo nessun senso di colpa. E’ questo che mi manca, il senso di colpa.

La prima cosa che pensa quando capisce che sua moglie se n’è andata di casa è che finalmente potrà scopare con Alessandra. Non è certo il pensiero di un uomo innamorato di sua moglie o preoccupato della situazione che si è venuta a creare, ma l’uomo in questione è fatto così. Ama sua moglie si innamora facilmente e frequentemente di tutte le altre donne che gli capitano a tiro instaurando con loro vere e proprie storie parallele al suo matrimonio e ama follemente sua figlia Beatrice. Il trucco è più semplice di quello che può sembrare, basta separare le relazioni con ognuno e trarre il meglio da qualsiasi rapporto in modo da essere un bravo marito, un affettuoso papà e un perfetto amante.

Mentre io temevo l’irruzione della polizia quasi ogni giorno, Teresa si comportava in modo perfetto. Non ho mai capito se avesse sospetti o no, se immaginasse un’altra vita o no.

Certo, vivere ogni giorno con la paura che sua moglie possa scoprire dell’esistenza di altre partner non è semplice. Avere il terrore di tornare a casa e non trovare più moglie e figlia perché il delicato equilibrio che a fatica è riuscito a costruire si è improvvisamente rotto, è uno stress. Ogni volta che però riesce ad incastrare alla perfezione il puzzle, e cioè tornare a casa da moglie e figlia mentre nel pomeriggio era con una delle sua altre donne, un senso di onnipotenza e invincibilità lo assale e lo spinge a continuare. Può sembrare il comportamento di una persona contorta dalla mente malsana, ma è semplicemente la mente di un maschio. E’ un maschio a cui piacciono le donne, che passa la maggior parte del suo tempo a pensare o a fare sesso. Discutibile o detestabile non sta a noi deciderlo. Il giorno che torna a casa e non trova più sua moglie, ecco che un episodio che riguarda lei torna a galla.

Ce la stavo facendo, ce l’avevo fatta, ma non avevo calcolato che lo sgretolamento potesse cominciare da un’altra parte. 

Ora però a quella notte, quando tornato a casa aveva trovato e visto sua moglie a letto con un altro uomo, non vuole pensarci. C’è da pensare a Beatrice, sua figlia, a quell’amore immenso che provava per lei, al tempo legittimo che passava in sua compagnia e che non gli faceva desiderare di essere da nessun’altra parte. Voleva che i riti con la sua bambina non cambiassero, voleva che Beatrice venisse ogni mattina a svegliarlo buttandosi nel lettone accanto a lui e voleva accompagnarla ogni mattina a scuola, perché mentre molti genitori lo consideravano un obbligo, per lui, quel tragitto mattutino da casa a scuola era la parte più bella della sua giornata e non voleva certo rinunciarci. Era di questo che aveva paura, non voleva perdere sua figlia e non voleva perdere sua moglie che nonostante tutto e tutte amava.

La separazione del maschio è un libro dal giudizio netto, o lo ami o lo odi; il suo protagonista o lo detesti o lo comprendi, perché sarà anche un maniaco del sesso, un fedifrago, un traditore seriale, ma almeno non è ipocrita. Può disturbare perché alla fine Piccolo mostra senza censure come pensa e agisce un maschio.

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