To the hell and back

 

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Oggi vi parlo di un libro “To the hell and back” il cui autore Luca Biscardi è un mio concittadino, quindi uno spazio sul blog era quasi d’obbligo, perché poter avere un concittadino scrittore non può che essere motivo di vanto e orgoglio.

Il resoconto è frutto di una chiacchierata fatta una delle scorse mattinate in cui l’autore mi ha parlato del libro, del suo processo creativo e della sua passione per la scrittura e lettura. Una passione quella della scrittura avuta fin da ragazzino nata tra i banchi di scuola e consolidata grazie al con il giornalino scolastico e altre collaborazioni.

Ciò che colpisce, almeno per me, è lo sviluppo che ha avuto il libro e che non corrisponde a quello usuale. La prima cosa che un lettore nota di un libro avendolo tra le mani e notando il nome dello scrittore e il titolo del libro è la casa editrice di appartenenza che in questo manca. Questo perché è un libro nato dalla forte volontà dell’autore che vistosi rifiutato da vare case editrici a cui aveva mandato il manoscritto, tra le quali Fazi e Rizzoli giusto per citarne qualcuno e non essendo stato convinto delle condizioni poste da un’altra casa editrice che aveva mostrato interesse verso il libro, ha preferito fare un lavoro in proprio. Quindi mandando un manoscritto anche a lui che tiene rigorosamente da parte ancora in ceralacca ha proseguito da solo nel progetto.

Grazie a sua moglie, che era a conoscenza della passione per la scrittura del marito e ovviamente della sua bravura e che lo ha consigliato di scrivere un libro, buttate giù le prime righe, quasi di getto, la storia è venuta da se. Se la principale linea narrativa era già impressa nella mente dello scrittore tutto il mondo in cui i personaggi si muovono è stato costruito poco alla volta in un processo che ha richiesto ben nove mesi di lavorazione, al pari di un parto, non per niente i libri per gli scrittori sono considerati al pari dei figli.

Tornando al processo editoriale del libro, dire che è del tutto assente perché non pubblicato da una casa editrice è errato. Anzi, lo si può definire un lavoro editoriale collettivo dal momento in cui lo scrittore si è affidato a persone intorno a lui che lo hanno aiutato nel percorso. Persone che l’autore ci ha tenuto a ringraziare che lo hanno aiutato in primis nella correzione bozze e nell’editing vero e proprio. Sua nipote studiosa di medicina per la consulenza di medicina forense, suo fratello che lo ha aiutato a costruire un modellino in scala di una nave per verificare che i fatti narrati all’interno del libro potessero corrispondere a verità. Un’amica ha sviluppato per lui la copertina del libro e un ringraziamento particolare per il suo cane, che è l’unico personaggio reale del libro.

E i lettori? Alla fine chi decide che una persona possa essere definita scrittore è il lettore. Come hanno reagito alla lettura di questo libro? Decisamente in modo positivo. Curioso il fatto che dei lettori si siano emozionati negli stessi punti e che gli abbiano chiesto a gran voce il seguito, altro segnale che il romanzo ha funzionato perché quando un libro è piaciuto vorremmo non potercene separare mai, e quindi quando il libro finisce speriamo sempre in un seguito. Seguito che stando alle parole dell’autore potrebbe arrivare, gli stessi personaggi conosciuti nel libro messi però in un nuovo contesto, ma per il momento è tutto work in progress.

Chi è l’autore: Luca Biscardi 33 anni, informatico, maddalonese dalla nascita. Ha scritto sul giornale “Esperienze” della Fondazione Villaggio dei Ragazzi, e sulla testata on line “Tutti in piazza”. Conduttore radiofonico su New Radio Network del programma Rock ‘n Route 66.

2 pensieri riguardo “To the hell and back

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